Jul 022015
 

Boton quiz

Abbiamo già parlato di Enrico VIII (»»qua), dedicandogli anche un quiz (»»qua). Approfondiamo l’argomento con altre sei domande che rivelano aspetti poco noti del sovrano inglese.

– 1. Quale delle sei mogli Enrico VIII chiamava “rosa senza spine”?
– 2. Chi fu il suo precettore, continuando a essere suo principale consigliere per lungo tempo?
– 3. Che cosa accadde nel 1536 che influì nella salute del sovrano per il resto della sua vita?
– 4. Che cosa era il “Valor Ecclesiasticus” voluto da Enrico VIII nel 1535?
– 5. Chi era Henry Fitzroy?
– 6. Una delle mogli di Enrico VIII era stata ambasciatrice, chi?

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Enrico VIII, moneta, Half Groat, XVI sec.

Enrico VIII, moneta, Half Groat, XVI sec.

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– 1. Catherine Howard, quinta delle sue consorti, che, malgrado le dolci parole del sovrano, fu poi fatta decapitare nel 1542 accusata d’infedeltà. Caterina aveva circa la metà degli anni di Enrico.
– 2. Thomas More, famoso umanista scrittore e politico dell’epoca. Tommaso fu anche insignito della carica di Lord Cancelliere, carica che non fu ostacolo alla sua decapitazione nel 1535, avendo rifiutato accettare la rottura con la Chiesa cattolica e l’annullamento del matrimonio di Enrico con Caterina d’Aragona.
– 3. Durante una “giostra” Enrico cadde dal suo cavallo che a sua volta precipitò sulle sue gambe, schiacciandole in modo serio e doloroso. Causa che gli procurò durante gli anni a venire forti mal di testa e ulcera agli arti inferiori. Da quel giorno, 24 gennaio 1536, il re iniziò a ingrassare notevolmente.
– 4. Fu una specie di indagine per classificare e quantificare i beni del clero cattolico, dopo esser stato lui nominato capo della Chiesa d’Inghilterra. Era un modo per valutare le relative tassazioni.
– 5. Figlio illegittimo di Enrico VIII e di una delle sue amanti, Elizabeth Blount, avuto nel 1519, figlio che cercava legittimare elevandolo a duca di Richmond e Somerset.
– 6. Caterina d’Aragona, moglie del deceduto fratello maggiore Arturo. La futura regina sarà ambasciatrice spagnolo in Inghilterra nel 1507. La prima ambasciatrice femminile in Europa.

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Jun 262015
 

Il Rinascimento, un’introduzione


Come si presenterebbe ai nostri occhi una cucina tipica rinascimentale del ceto medio-alto? Quali elementi di ieri sembrerebbero ancora attuali? Che oggetti l’arrederebbero?

Niente di meglio che andare a scomodare un famoso veneziano, Bartolomeo Scappi (1500-1577), cuoco “secreto” prima di papa Pio IV e poi di Pio V. “Vediamo” e analizziamo la cucina in questione grazie alle seguenti immagini tratte dal suo prezioso libro: Opera dell’arte del cucinare, del 1570.

Nell’ebook qui a fianco, parliamo di lui, di alcune sue ricette, del suo tempo, trattiamo dell’Età rinascimentale in generale con preziosi e curiosi dettagli (leggi l’anteprima e l’Indice generale cliccando sull’immagine a sinistra).

Cucina rinascimentale

Cucina rinascimentale

Cucina nel Rinascimento, 1570, B. Scappi

Mestoli e multiformi oggetti, cucina rinascimentale, 1570, B. Scappi

Cucina nel Rinascimento, 1570, B. Scappi.

Coltelli per ben determinati lavori, cucina rinascimentale, 1570, B. Scappi.

Brocche, mestoli, e varie, nel Rinascimento, di B. Scappi

Brocche, mestoli, e varie, nel Rinascimento, di B. Scappi

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Jun 232015
 

Colombo e le Nuove Terre


Chi erano i Quimbaya? E i Chibcha? Che relazione avevano avuto con Colombo e i conquistadores? Che cosa era il Capac Ñan? Come si alimentavano gli Incas? Come erano considerati gli indios dagli spagnoli? Che cosa diceva la bolla Veritas Ipsa di Paolo III e che importanza ebbe? E sugli schiavi che dall’Africa giungevano nel porto di Cartagena de Indias?

Questo ebook presenta una serie di argomenti relativi all’esplorazione delle Nuove Terre da parte di Colombo e contemporanei, fatti ed eventi che tanto rilievo ebbero nel trascorso del Cinquecento a tal punto da influenzare, fra l’altro, l’economia europea e parlare di uno spostamento dell’asse economico dal Mediterraneo verso l’Atlantico.

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Jun 112015
 

Il Rinascimento, un’introduzione


Prepariamo una ricetta di Martino di Como? Passeggiamo per la Roma rinascimentale, fra concubine prelati e papi? E Firenze, che ruolo ha avuto nel Quattro-Cinquecento?
Facciamo due chiacchiere con Erasmo, Vives e Moro? Entriamo nella corte di Lorenzo de’ Medici? E se nella spinta culturale italiana ci siano stati elementi della Rinascita di Costantinopoli prima della sua caduta?

Il presente ebook ci introduce in particolari aspetti del Rinascimento, periodo storico che tuttavia influenza il nostro quotidiano e che ha determinato la civilizzazione occidentale.

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Jun 052015
 

Boton quiz

– 1. Quando Colombo salpò nell’agosto del 1492, che cosa cercava?
– 2. Come si chiamavano le navi con le quali Colombo solcò l’Oceano Atlantico, e quale era l’ammiraglia?
– 3. Quali terre scoprì quel 12 ottobre 1492?
– 4. Quante volte viaggiò verso le Nuove Terre?
– 5. Chi erano i sovrani spagnoli al tempo delle sue scoperte?
– 6. In che anno Colombo fu arrestato e perché?
– 7. Quando e come morì?

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Cristoforo Colombo ritratto nella Sala de los Almirantes, all'Alcazar di Siviglia

Cristoforo Colombo ritratto nella Sala de los Almirantes, all’Alcazar di Siviglia

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– 1. Colombo cercava la rotta più breve per andare in Oriente, nell’Asia, che fino allora si raggiungeva via terra, attraverso la Via della Seta, un percorso pericoloso e pieno di insidie.
– 2. L’ammiraglia era la caracca Santa Maria, dove lui era imbarcato, seguito dalle caravelle Niña e Pinta.
– 3. Il genovese approdò in un’isola delle attuali Bahamas che chiamò San Salvador.
– 4. Dopo il suo ritorno da eroe in Spagna, ebbe la possibilità di ripartire per altre tre volte, esplorando i Caraibi e alcune parti del Centro-Sud America.
– 5. Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona, investiti da papa Innocenzo VIII con il titolo di “Maestà cattolica”.
– 6. Da governatore di Hispaniola, fu arrestato nel 1500 accusato di tirannia, maltratto e commercio di schiavi. Ricordiamo inoltre che sull’isola c’erano stati disordini capeggiati da dissidenti spagnoli. Rientrato in catene in Spagna, fu liberato dai sovrani, e pronto a ripartire per la quarta e ultima volta.
– 7. Colombo morì a Valladolid nel maggio del 1506, si dice per un attacco al cuore.

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May 232015
 
Planisfero di Battista Agnese, 1544, con la rotta del viaggio di Ferdinando Magellano

Planisfero di Battista Agnese, 1544, con la rotta del viaggio di Ferdinando Magellano

Avevano lasciato il Muelle de las Mulas, un po’ più al sud della Torre dell’Oro, nel fiume spagnolo Guadalquivir, il 10 agosto 1519, scendendo lentamente verso Sanlucar de Barrameda per mettersi definitivamente nell’Oceano Atlantico.

Erano cinque navi, Trinidad, San Antonio, Concepción, Victoria, Santiago, partite da Siviglia al comando di Ferdinando Magellano (1480-1521) e poi, alla morte di questi, da Juan Sebastián Elcano (1486/87-1526). Li accompagnava un italiano di Vicenza, Antonio Pigafetta (1492 ca.-1531), diventato famoso per aver descritto minuziosamente quel lungo viaggio nel suo Relazione del primo viaggio intorno al mondo.

Poi andando a 52 gradi al medesimo polo, trovassemo nel giorno delle Undecimila vergine uno stretto, el capo del quale chiamammo Capo de le undece mila Vergine, per grandissimo miracolo. Questo stretto è longo cento e dieci leghe, che sono 440 miglia, e largo più o manco de mezza lega, che va a riferire in un altro mare, chiamato mar Pacifico, circondato da montagne altissime caricate de neve.” (1)

Finanziata dalla corona spagnola, all’epoca di Carlo V quasi al culmine della sua gloria e potenza mondiale, la spedizione, la prima circumnavigazione del globo, partita con 234 uomini, sarebbe tornata in patria il 6 settembre 1522 con una sola nave ad aver raggiunto il proposito (2), la Victoria, e 18 superstiti, fra cui Elcano – Magellano era stato ucciso dagli indigeni nell’isola di Mactan, nelle Filippine, nel 1521.

Di seguito un video in cui il prof. Alessandro Barbero ci parla di quell’esperienza.

YouTube Preview Image

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– 1. Antonio Pigafetta, Relazione del primo viaggio intorno al mondo.
– 2. La Trinidad non completò il giro, rientrerà in Spagna nel 1525.

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May 182015
 

pàprica (o pàprika) s. f. [dal serbocr. (ma anche ungh. e ted.) paprika, propr. «peperone», der. di papar «pepe» che risale al lat. piper «pepe»]. – Polvere di colore rosso vivo, ricavata da alcune varietà di peperone, leggermente piccante o fortemente acre a seconda che si utilizzino i pericarpi e i semi lavati in acqua, oppure il frutto intero con i semi non lavati; è detta anche pepe rosso, pimento rosso, capsico”:

così recita il vocabolario Treccani alla voce paprica. Ma andiamo con ordine.

Mercato centrale di Budapest

Mercato centrale di Budapest (foto G. Armato)

Sicuramente Cristoforo Colombo non avrebbe mai immaginato che i prodotti vegetali caricati nelle stive dei suoi vascelli nelle terre americane da lui raggiunte a fine Quattrocento avrebbero cambiato nel lungo periodo le abitudini alimentari di mezzo continente europeo, anzi di mezzo mondo (»»vedi qua). Uno di questi è il capsicum di cui accennava nel suo diario a metà gennaio del 1493. Pianticella da secoli conosciuta dagli indigeni del Messico e del Perù, sarà una delle prime specie vegetali introdotte nell’impero spagnolo, un impero che, ricordiamolo, prima con Carlo V e poi con Filippo II comprenderà peraltro le lontane terre asiatiche.

In breve il capsicum si diffuse in tutti questi paesi col nome di pimiento, peperone, spagnolino, paprika. Con l’unione delle corone di Spagna e di Portogallo sotto Filippo II le Molucche del Nord, dove a Cebù morì Magellano, divennero Filippine, ed il piccante e clorato vegetale invase l’Asia fino alle vette dell’Himalaia.” (1)

E giacché la Storia è una grande ragnatela che tutto copre e tutto collega, basta andar per il mercato centrale di Budapest per vedere assaporare e comprare il risultato di quell’avventura del nostro genovese: la paprica. Passeggiando per i lunghi corridoi del Nagyvásárcsarnok, edificio dalla possente struttura principale in ferro della fine dell’800, ci si imbatte in decine e decine di locali che la offrono nei più disparati sapori, da piccante a meno piccante, a dolce e ancor più dolce, insomma per tutti i palati.

Eppure la storiella è tuttavia più curiosa.

Paprica nel mercato centrale di Budapest

Paprica nel mercato centrale di Budapest (foto G. Armato)

Quantunque fosse dunque presente in Spagna già dai primi del ‘500, coltivata localmente nella provincia di Murcia e Cáceres, furono i turchi, probabilmente prendendola in India – giunta, come letto, dalle nuove terre americane -, a portarla durante la loro avanzata del XVI-XVII sec. verso il centro Europa, conosciuta in Ungheria nel 1569 (»»qua), a Buda, ma solo nel XIX secolo diventata famosa e di uso comune. I turchi la adoperavano sia come alimento, sia come medicina contro febbre e malaria.

Il peperoncino fu, ed è, specie che si adattò molto bene al clima mite continentale ungherese, pianta di facile riproduzione che si propagò in modo davvero veloce per le varie regioni del sud a partire dalla fine del Settecento inizi dell’Ottocento, considerando che un ben noto chef francese, Georges Auguste Escoffier (1846-1935), fu colui che nel 1879 introdusse la paprica ungherese nella cucina occidentale, avendola comprata a Szeged (Seghedino). Due i piatti da lui proposti nel Casinò di Montecarlo: Poulet au Paprika, Gulyás Hongroise (»»qua le ricette di Escoffier).

Motivo per cui l’Ungheria si convertì in paese produttore ed esportatore di paprika, ingrediente principale di uno dei loro piatti più famosi, il gulasch. Basta altresì ricordare la cittadina di Kalocsa a poco meno di 130 km. al sud di Budapest con il suo museo dedicato proprio alla paprika.

Adesso non ci resta che preparare un buon piatto di Gulasch:

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– 1. Giovanni Rebora, La civiltà della forchetta. Storie di cibi e di cucine, ed. Laterza, Roma-Bari, 2011, Kindle pos. 1364-1374.

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Apr 072015
 

Colombo e le Nuove Terre


Chi era Bernardino de Sahagún? Che cosa faceva in Sud America? Quale interessante opera scrisse? Perché è importante il suo scritto e che cosa si diceva in esso?

Un argomento, uno dei tanti, affrontati in questo ebook che ci offre una visione d’insieme sugli indigeni locali, un modo per cercare di comprendere una realtà lontana da quella europea, ma non per questo minore o secondaria.

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Feb 112015
 

Il Rinascimento, un’introduzione


Chi erano Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro? Hai mai sentito parlare di Juan Luis Vives? Che ruolo hanno avuto nell’umanesimo europeo? Che cosa Erasmo diceva di Vives? Che rapporto c’era fra l’olandese e l’inglese? Che cosa li legava?

Approfondiamolo in questo ebook insieme ad altri temi attinenti che riguardano un periodo storico davvero avvincente.

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Jan 162015
 

Potremmo azzardare dire che nella storia del costume c’è altresì la storia dell’evoluzione umana, dalle caverne africane agli odierni grattacieli americani, dalle case condominiali inglesi di fine Settecento ai villini estivi mediterranei degli anni ’70 del Novecento, dal semplice drappo che copre il corpo dei romani agli elaborati vestiti barocchi dell’epoca di Luigi XIV fino a raggiungere i jeans di questi giorni e il lusso di certi stilisti di nota fama.

Cosicché proporre solo tre testi sul continuum storico della moda e dell’abbigliarsi nel trascorso dei secoli, è impresa davvero ardua, ché dovremmo considerare il luogo, il continente, l’ambiente politico e religioso, il decennio, così come lo stato civile, l’età, la sessualità, l’eredità ricevuta e acquisita, la mentalità locale, insomma tutta una serie di fattori che hanno influito nelle decisioni di indossare un determinato “oggetto”.

Eppure ci proviamo con alcuni volumi che potrebbero dare una visione generale dell’argomento, magari alternativa, magari spingendo ad approfondire il periodo che più suscita la nostra curiosità.

Nel contempo approfitto per segnalare una serie di articoli presenti in questo blog che fanno il nostro caso (»»qua).

Frédéric Monneyron, Sociologia della moda

Del prof. Frédéric Monneyron, Sociologia della moda, un libro per entrare in un contesto che appartiene a una dimensione psicologica, alla scelta del capo, all’influenza degli “altri”, all’ambito sociale. Una moda che, diremmo, essere creazione europea più o meno recente, che ha oramai investito tutti, e che definiremmo espressione di libertà, forse di individualismo, forse ancora “fenomeno” che ha impregnato indelebilmente il quotidiano recente, almeno dall’Ottocento a oggi.

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Marnie Fogg, Moda. La storia completa

Di Marnie Fogg, Moda. La storia completa, un ricco volumone illustrato e particolareggiato che ci porta nell’evoluzione del vestire dall’antichità ai nostri giorni, nelle tecniche, nelle stoffe, nei modelli che hanno caratterizzato una determinata epoca, nelle tendenze, nei colori, nelle trame e negli orditi. Un cammino che si sofferma sui punti più netti, più significativi del nostro coprirci per ripararci fino al consumismo di massa moderno.

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Lars F. H. Svendsen, Filosofia della moda

Lars F. H. Svendsen gioca invece a “teorizzare” in questo Filosofia della moda, nel senso che si pone domande quali se può esistere una filosofia della moda. Domanda di difficile risposta, ma che serve a indagare nella comprensione di sé stessi e del relativo comportamento, in un mondo odierno in cui “la moda comincia presso i clienti più giovani per poi estendersi ai più vecchi”. Un’analisi fra moda corpo linguaggio che investe anche personaggi come Klimt, Matisse, Dalì per spostare la mira sugli “abiti firmati” e il loro significato. Insomma, un esame filosofico che potrebbe raccontare la moda come “verità della cui realizzazione essa ha rappresentato la più attiva forza motrice”.

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