Apr 192014
 
Martin Lutero, eretico, di Gaspar Bouttats, XVII sec.

Martin Lutero, eretico, di Gaspar Bouttats, XVII sec.

Geniale figura del Cinquecento, uomo più intuitivo che sistematico e meditativo, cresciuto in un ambiente cattolico severo, contadino e volgare, ma anche superstizioso, Martin Lutero incarnò le “scosse” religiose dell’epoca, preparando e aprendo il terreno a scissioni che smuoveranno le basi della Chiesa. Lutero, in poche parole, riaccese un fuoco che da decenni covava, un fuoco che aspettava essere rimosso per propagarsi per le vie che oggi conosciamo.

Bisogna pur ricordare che

Perché un’idea nuova ottenga successo, è decisivo che attorno ad essa si formi una corrente che la sostenga e la propaghi. Colui che la enuncia deve trovare degli uditori pronti a diffonderla, dei partigiani dei quali divenire il capo.
Lutero trovò e si formò un tale ambiente, dapprima nelle aule, tra i colleghi dell’università di Wittenberg, poi nel suo ordine. (1)

Insomma,

Lutero poi, sotto tutti i punti di vista, esercitava un prodigioso potere di attrazione sulla gioventù studiosa di tutti i paesi. (2)

E allora, la stessa università di Wittenberg – fondata da Federico il Saggio nel 1502/3 in cui lo stesso Martin insegnerà -, sebbene non ancora luterana, sarà focolaio di propagazione delle idee del riformatore tedesco, studenti colleghi amici nemici saranno veicoli di trasmissione, varcando i limiti locali, paesani, territoriali, della stessa scuola e dello stesso ordine.

Giacché, dicono,

Lutero e il cardinale Caetano, Francesco Salviati, affresco 1550-1560 ca.

Lutero e il cardinale Caetano, Francesco Salviati, affresco 1550-1560 ca.

[…] Lutero era uno spirito bellicoso e fanatico, amante della lotta e dello scontro frontale […].
Lutero aveva un concetto fortemente pessimistico dell’uomo e considerava ogni sua forma di agire intellettuale e morale assolutamente impotente in ordine alla salvezza, per cui non poteva giudicare positivamente né gli sforzi della filosofia né quelli della morale: tutto questo andava disprezzato e calpestato in nome della theologia crucis. (3)

In tutto ciò, nella sua “umiltà” scriveva:

Mi ha dato [Dio] vestiti e scarpe, mangiare e bere, casa, moglie e figlio, campo, bestiame e tutti i beni… e tutto questo senza merito né dignità alcuna da parte mia, per pura, paterna, divina misericordia. Per tutto questo io devo ringraziarlo e lodarlo, servirgli e obbedirgli.”(4)

La cui conversione interiore

[…] per quanto riguarda la teologia, era già maturata nella convinzione che la teologia avesse bisogno di una riorganizzazione, che la portasse ad un rinnovamento radicale. La Bibbia, Agostino e la mistica avevano orientato e condotto a maturazione la sua conversione teologica. Già le prime dichiarazioni di Lutero permettono di cogliere la sua ribellione contro il vuoto del meccanicismo teologico.”(5)

E così, mentre

[…] in Germania Lutero divulgava le sue tesi, in Vaticano si allestivano spettacoli teatrali. Sotto Giulio II la situazione era stata seria, ma non disperata; adesso era disperata, ma non la si considerava seriamente. Tra lazzi e  danze, si andava incontro alla rovina. (6)

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- 1. Joseph Lortz,  La Riforma, ed. Jaca Book, Milano, 1971, vol.1, pag. 240.
- 2. Joseph Lortz,  La Riforma, op. cit., pag. 328.
- 3. Battista Mondin, Storia della teologia, Edizioni Studio Domenicano, Bologna, 1996, vol. 3, pag. 189.
- 4. Martin Lutero, Scritti religiosi, a cura di Valdo Vinay, Utet, Torino, 1967.
- 5. Joseph Lortz,  La Riforma, op. cit., pag. 240.
- 6. Ludwig Hertling, Angiolino Bulla, Storia della Chiesa, Città Nuova editrice, Roma, 2001, pag. 304.

Apr 032014
 

La storia del passato vista a volo d’uccello. Sì, perché l’anno scorso, sei studenti (»»qua il loro sito) della De Montfort University di Leicester, cittadina nel centro dell’isola inglese, hanno realizzato un video dalle immagini tridimensionali davvero interessante per entrare nelle dinamiche visive degli eventi del tempo.

Concentrando la loro attenzione nel quartiere da dove partì il famoso incendio del 1666, intorno alla Puddin Lane, nella casa del fornaio Thomas Farriner, il dinamico filmato ci immette nei vicoli, nelle viuzze, nei passaggi di una città ancora stile medievale, in cui il fuoco ha avuto vita facile nelle case addossate l’una all’altra, costruite con materiali altamente incendiari. Ci fa toccare, in poche parole, l’atmosfera quotidiana inglese, basta osservare per esempio le insegne dei negozi, i fangosi viottoli su cui si appoggiavano le assi di legno per camminare, i prodotti venduti lungo le vie, e tanto altro ancora.

Con il sostegno di mappe dell’epoca, con precise descrizioni, con documenti e testimonianze alla mano, i ragazzi sono riusciti a ricreare una suggestiva parte della Londra della metà XVII secolo, nell’Inghilterra di Carlo II Stuart.

Di seguito il bel filmato.

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Mar 222014
 

Nella storia nulla è predeterminato; la storia è una traccia lasciata nel tempo da scelte umane molteplici e di diversa origine, quasi mai coordinate.” (1)

Scelte fatte dagli uomini, da coloro che hanno saputo, in un certo qual modo, “imporre” le proprie decisioni, personaggi a volte carismatici, altre volte solo giocatori ignoti di un continuum che ha segnato una data epoca.

Non è vano ricordare che la storia non è lineare, non va da un punto a un altro, non ha un cammino ben definito, la sua ragnatela (»»qua un articolo sugli intrecci) è così grande che abbraccia l’intero mondo, l’intero universo delle passioni umane, quasi a dire che la storia è il percorso dei sentimenti, degli impulsi di quegli esseri che sono stati e sono soggetti e oggetti nell’evoluzione materiale del nostro essere su questa Terra (»»qua un articolo sulla trasformazione).

Il prof. Alessandro Barbero ci introduce alcuni di quei protagonisti.

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- 1. Zygmunt Bauman, Nascono sui confini le nuove identità, Corriere della Sera, 24 maggio 2009.

Mar 052014
 
Giorgio III in avanzata età

Giorgio III in avanzata età

Personaggio chiave nell’Europa del XVIII primi decenni del XIX secolo, Giorgio III Hannover (1738-1820) successe al nonno Giorgio II, morto il padre, Federico di Hannover (1707-1751), quando lui ancora giovane.

Amante delle arti – ricordiamo fondò nel dicembre 1798 la Royal Academy of Arts -, delle scienze, buon collezionista di libri, di mappe, di musica, religioso a tal punto da restare per varie ore al giorno in preghiera, ebbe ben 15 figli dalla regina Carlotta di Meclemburgo-Strelitz (1744-1818), molti dei quali raggiunsero l’età adulta, e addirittura due furono sovrani britannici, uno re di Hannover e una principessa di Württemberg.

Nel 1811, il sovrano britannico, quasi cieco e pieno di reumatismi, fu dichiarato pazzo, vivendo rinchiuso nel castello di Windsor fino alla sua morte. E a proposito dei suoi disturbi mentali, vale la pena sottolineare il film, diretto da Nicholas Hytner,  La pazzia di Re Giorgio, del 1994, in cui si sottolinea, fra l’altro, anche la perdita di potere da parte della corona inglese a favore del Parlamento. Nello stesso tempo l’opera cinematografica, premio Oscar per la migliore scenografia, mostra le pratiche mediche del periodo giorgiano che tentavano curare il re cercando di comprendere il corpo umano, per esempio, attraverso le analisi delle feci e delle urine, proponendo cure come le purghe e altro ancora.

Vari eventi di un certo rilievo interessarono il suo regno, fra cui ricordiamo:

→1763:
Trattato di Parigi, termina la Guerra dei Sette Anni, la Gran Bretagna diventa una potenza mondiale;

→ 1776:
Dichiarazione di Indipendenza Americana, la Gran Bretagna in seguito perde parte dell’America;

→ 1789-1815:
Rivoluzione francese e successive guerre napoleoniche;

→1805:
Battaglia di Trafalgar, morte dell’ammiraglio Lord Nelson, oramai la Gran Bretagna è una potenza marittima;

→ 1807:
Abolizione del commercio degli schiavi.

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Dec 272013
 
Malleus maleficarum

Malleus maleficarum, inizio Cap. V.

Le streghe hanno smesso di esistere
quando noi abbiamo smesso di bruciarle.” (1)

Con una scopa di paglia fra le gambe, con un lungo vestito che svolazzava, la strega del Cinquecento viaggiava qua e là per tentare sovvertire l’ordine religioso: così è illustrata dall’immaginario popolare del tempo. La sua caccia, da parte delle autorità religiose, vuoi cattoliche vuoi protestanti, durò ben inoltrato il XVIII secolo, una lotta che finiva spesso con la morte sul rogo della perseguitata.

Ma la questione viene da ben lontano, da quando religione magia e scienza intrecciano i loro cammini, sicuramente da quando l’uomo è apparso su questa terra, sebbene sia solo nell’Epoca moderna quando il problema viene maggiormente considerato.

E il trattato dei domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, Malleus Maleficarum (1487), sarà un punto di partenza per affrontare la contesa, per identificare e condannare le streghe, una condanna che però sarà eseguita dalle autorità civili, la cui ultima sembra essere stata nel 1782 (»»qua).

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-1. Voltaire, Lettere filosofiche, 1734.

Dec 202013
 

Periodo di contrasti e transizioni, di scoperte scientifiche e di una proto-industrializzazione, così come decenni pieni di sperimentazioni e rotture dai vecchi canoni -  anche ma non solo religiosi -, il Seicento è punto di partenza per capire i successivi sviluppi vuoi politici, economici, sociali, culturali, secolo in cui si decapita un re, l’inglese Carlo I d’Inghilterra.

Qualche video per entrare nelle dinamiche di un secolo che è necessario approfondire.

 

Dec 012013
 

Una serie di video che ci immettono nell’atmosfera rinascimentale, epoca che caratterizzò l’Italia e parti dell’Europa, epoca che permise, fra l’altro, lo sviluppo delle lettere, delle arti, della scienza, punto di partenza per comprendere il mondo a noi contemporaneo.

Nov 102013
 

Espressione di una ben precisa epoca, il Seicento, il Barocco riveste una particolare importanza nella Storia moderna, espressione che, partita da Roma, si diffonde prima in Italia, poi in certe parti d’Europa per raggiungere finanche il sud America. Espressione ancora che prende, oltre all’arte, anche la filosofia, la letteratura, la musica, estrosità e fantasie che investono perfino il quotidiano vivere, influenzando altresì, in un certo qual modo, gli avanzi scientifici, le scoperte geografiche, le varie sperimentazioni.

Da quale paese poteva provenire al resto dell’Europa la moda del barocco? quale poteva darne l’esempio? quale poteva imporla? È evidente: il paese della maggiore cultura e civiltà, da cui l’Europa, come aveva accolto manifatture e industrie e commerci e ordinamenti e scoperte geografiche e invenzioni tecniche, accoglieva arti e scienze e letteratura e poesie e forme del conversare e feste e cerimoniali. E questo paese, nel Cinquecento, e ancora per buona parte del secolo seguente, era l’Italia; e con l’Italia, in alcune manifestazioni del costume e della cultura, la Spagna, alla quale dava forza di penetrazione la sua forza politica; sicché gli avversari spagnuoli dei polemisti italiani avrebbero operato ragionevolmente conciliandosi e affratellandosi con questi. Ma, onore o torto che ci faccia, il barocchismo fu, sostanzialmente, italianismo; e come tale venne accusato in letteratura dai primi che gli si ribellarono contro, dai critici razionalistici francesi, e come tale era implicitamente riconosciuto da tutti gli amatori e committenti d’arte che, sino alla fine del seicento, e anzi sin quasi alla fine del settecento, considerarono l’Italia come il paese che principalmente forniva pittori, scultori e architetti e musici e poeti di corte.” (1)

Di seguito, oltre a una serie di articoli che ci immettono nel relativo secolo, alcuni video che ci mostrano interessanti particolari artistici.

- Il Barocco, cenni.
- Barocco, pittori.
- Barocco europeo, immagini.
- Il Barocco, l’Olanda, il Seicento.
- Il Barocco in Sud America.

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-1. Benedetto Croce, Storia dell’età barocca in Italia, Milano, Adelphi, 2003.

Sep 022013
 

A casa mia, mi ritiro un po’ più spesso nella mia biblioteca,
da dove comodamente governo la mia casa.
Sono sull’ingresso e vedo sotto di me il giardino, la corte,
il cortile e quasi tutte le parti della mia casa.
Qui sfoglio ora un libro, ora un altro,
senz’ordine e senza programma, come capita;
ora fantastico, ora annoto e detto,
passeggiando, queste mie idee. [...]”
(Michel de Montaigne, Saggi)

Con il passaggio dal Medioevo al Rinascimento si evolve poco a poco il concetto di “studium”, due periodi strettamente connessi in cui l’interesse per i testi classici prende ancor più forza con l’Umanesimo. E mentre prima i manoscritti erano patrimonio della Chiesa, degli ordini monastici e dei nobili, così come l’insegnamento veniva “dettato” principalmente da religiosi, con il Rinascimento, con l’invenzione dei caratteri mobili gutenberghiani, con il migliorare le condizioni di vita, con l’avvento della borghesia, i libri passano dall’essere esclusiva di pochi a risiedere anche nelle case dei più abbienti, destinati insomma a un pubblico sempre più ampio e maggiore.

Si sviluppa lentamente l’idea della condivisione, del mettere a disposizione i propri testi per dare possibilità a “chiunque” accedere ai classici greci e latini, e alle nuove pubblicazioni. Un percorso che porta nel trascorso dei secoli all’apertura, per gli interessati e non, delle collezioni una volta private.

Di seguito alcuni video che ci immettono nelle biblioteche in questione, che bisogna pur studiare nella complessità del tempo e del luogo.

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Iniziamo il nostro percorso visivo dalla Malatestiana, voluta dal Signore della città Novello Malatesta, unico esempio di biblioteca a tre navate. Sembra essere stata la prima in occidente che aprì le sue porte al pubblico, nell’agosto del 1455. I testi venivano legati ai banchi per evitare essere portati via.

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La biblioteca Marciana di Venezia ha una storia ben più complessa, sebbene debba l’esistenza al cardinale Bessarione, vescovo di Nicea, che donò nel 1468 la sua preziosa raccolta, contenente, fra l’altro, opere manoscritte di Esiodo, Eschilo, Aristofane, scritti di Aristotele ed Euclide. Già nel 1362, il Petrarca ne aveva proposto il progetto, ma alla sua morte i suoi libri andarono ai Signori di Padova, Da Carrara.

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I libri sono portatori di civiltà. Senza libri, la storia è silenziosa, la letteratura è muta, la scienza è inetta, il pensiero e la speculazione sono ad un punto morto. I libri sono i motori del cambiamento, le finestre sul mondo, i fari eretti nel mare del tempo“. (Barbara Tuchman)

Lo sapeva bene il nostro Federico da Montefeltro, la cui biblioteca privata, nel famoso Studiolo (1473-’76), pur non essendo una vera e propria biblioteca, ma solo una libreria di un principe, è degna di nota per la qualità dei codici che conteneva, raccolta famosa nel Quattrocento anche fra collezionisti: novecento codici, di cui seicento latini, centosessantotto greci, ottantadue ebraici e due arabi.

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Il destino di molti uomini dipese dall’esserci o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna”, diceva alla fine del XIX secolo Edmondo De Amicis. Agevolati stimolati privilegiati sembra essere stati quegli umanisti del tempo che dedicavano i propri lavori ai membri della casa d’Este, usufruendo dei 450 volumi presenti nel 1467 nella biblioteca Estense
 di Modena, di cui uno dei volumi più famosi fu ed è la rinomata Bibbia di Borso d’Este, riccamente miniata.

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A Roma, per volere di papa Sisto IV, nacque ufficialmente, nel 1475, la Biblioteca apostolica vaticana, oggi una delle più autorevoli al mondo per albergare raccolte di testi unici rari introvabili altrove. Oggi, come allora, destinata a studiosi e ricercatori accreditati.

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Spesso il piacere della lettura dipende in gran parte dalla comodità fisica del lettore [...] Ci sono libri che ho letto in poltrona e altri che ho letto alla scrivania. Ci sono libri che ho letto nella metropolitana, in macchina, in autobus. Trovo che i libri letti in treno partecipino della qualità di quelli letti in poltrona, forse perché in entrambi i casi posso facilmente astrarmi da quanto mi circonda [...]”, scrive Albert Manguel, in Una storia della lettura (»»qua una recensione).

E il buon Cosimo de’ Medici, i libri, anzi i manoscritti, se li portava spesso dietro quando viaggiava.

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, disegnata da Michelangelo Buonarroti.
Fu grazie a Cosimo de’ Medici, il Vecchio, che si deve questa biblioteca fiorentina, appassionato e collezionista di manoscritti principalmente di autori latini e greci. Sarà poi Lorenzo il Magnifico a ingrandire la collezione. Fu aperta al pubblico nel 1571.

Quale sarà il futuro delle biblioteche nell’era di internet?

May 082013
 

Con un patrimonio di oltre 14.000 volumi, la Biblioteca Carlos Castro Saavedra di Medellin custodisce la memoria storica antioqueña. E in effetti tutti i libri pubblicati da un autore antioqueño o da un editore antioqueño o su tema antioqueño, per legge, una copia deve essere depositata proprio in quegli archivi.
Per tal motivo riveste un’importanza davvero unica e particolare, essendo ponte tra il passato e il presente, legame indissolubile che serve a mettere in evidenza la memoria le tradizioni il passato di un dipartimento che in questi ultimi anni è proiettato solidamente verso un futuro che lo vede protagonista.

Di seguito un video che ci mostra le varie sale, grazie alla bibliotecaria Emilse Cardona.

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»»»aquí en español.

May 082013
 

Con un patrimonio de más de 14.000 volúmenes, la Biblioteca Carlos Castro Saavedra de Medellín es la depositaria de la memoria histórica Antioqueña. De hecho, por ley, se deberá dejar una copia de todos los libros publicados por un autor o un editor Antioqueño o sobre tema Antioqueño.
Por esta razon, la biblioteca es de gran importancia, ya que es el puente entre el pasado y el presente, legado indisoluble que sirve para poner en relieve las tradiciones, la herencia y los recuerdos de un departamento que en los últimos años ha sido proyectado sólidamente hacia un futuro en el cual es ya protagonista.

A continuación, un video que nos muestra las distintas salas, gracias a la bibliotecaria Emilse Cardona.

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»»»qua in italiano.

Dec 022011
 

Qualche video che ci introduce sia l’epoca francese in questione sia lo stesso Luigi XIV che incarnò un periodo storico di tutta rilevanza, periodo che influenzò modus vivendi, politica, economia, società…

 

Jan 222011
 

Una serie di interviste sul significato della storia orale e sulla sua importanza sia come metodo di indagine storico sia come trasmissione del nostro passato, un passato, in questo caso, “ricordato” dalle classi meno partecipative nella stesura dei fatti.

Jun 202010
 

Abbiamo già trattato su come il web potrebbe aiutare la ricerca storica e sui pro e contro del suo uso (qua). Di seguito, un’intervista al prof. Paul Arpaia, docente all’Indiana University of Pennsylvania degli Stati Uniti, sull’utilizzo di internet per lo studio e la divulgazione della storia:

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Nov 262009
 

Omero parlava e la gente ascoltava.

La tradizione orale è stata, e lo è ancora, un mezzo per tramandare la nostra storia, quella personale, colma di esperienze da compartire, accadimenti da raccontare, fantasie da rivelare. Un mezzo che, fino a quando l’uomo sarà capace di parlare, sopravvivrà a tutti i disastri naturali o artificiali che siano.

La voce, dunque, forse ancora prima dell’uso di dipingere le pareti delle caverne, quella pratica pittografica che identificava scene di caccia, di vita.

E siccome l’uomo ha sempre avuto necessità di comunicare, ha inventato tutta una serie di strumenti affinché non si perdesse la sua memoria. Tavolette di creta, papiri, manoscritti, libri sono stati e sono oggetti che ci permettono riscoprire la storia della nostra presenza su questa Terra.

Corrono i tempi e cambiano i modi di divulgare: siamo nell’era di internet.

Ciò a cui stiamo assistendo è una profonda trasformazione, forse più dell’introduzione del sistema delle peciae, forse più dei torchi gutenberghiani, forse più delle rotative dei primi del ‘900, una mutazione che coinvolge non solo il letterato, l’artista, il dotto, bensì ogni singolo individuo. Un cambio, dunque, positivo per certi versi e negativo per altri, che parte dalla base della società per diffondersi ovunque, in ogni anfratto del Mondo. Tutti hanno la possibilità di riportare un evento, dal curioso allo studioso, dall’insegnante all’appassionato, dall’esperto al passante per caso.

C’è un elemento che primeggia: l’uso delle immagini, immagini presenti fin dai tempi antichi, nelle caverne, come abbiamo accennato, nei manoscritti, nei fogli esplicativi, per esempio, della Riforma e Controriforma, negli atlanti, nei libri di viaggio o di fantascienza, senza dimenticare i quadri, le xilografie, e via dicendo, immagini, dicevamo, oggi presenti più che mai.

La trasmissione della quotidiana memoria storica è piena di istantanee d’epoca, filmati, è fatta di materiali visivi che si possono addirittura scomporre, analizzare, riprodurre tutte le volte che vogliamo. L’immagine è la protagonista della nostra epoca, del nostro vivere, giacché essa rimane impressa indelebile nel nostro cervello, nei nostri occhi, è il metodo moderno di raffigurare il passato.

Pertanto, lo storico dei nostri tempi ha la possibilità di “vedere”, nel vero senso della parola, circostanze della Seconda guerra mondiale, momenti della caduta del muro di Berlino, un discorso di un presidente di Stato, una dichiarazione di un politico…

Che cosa avrebbe pensato Cesare se avesse avuto a disposizione un filmato della sua guerra contro i Galli e osservarlo a distanza di anni? E Tacito nel raccontare i fatti e misfatti che descrisse nei suoi Annali?

Orbene, immagine, parola e immagine, vista e udito saranno i sensi da potenziare e da affinare ulteriormente di cui lo storico avrà bisogno più di ieri.

Di conseguenza l’importanza di ciò che si conserverà negli archivi della rete, di internet, giacché questa – ma non solo questa – sarà depositaria della nostra memoria. Con una certa difficoltà si potrà vietare a un individuo registrare e mettere on-line, per esempio, un video di un assalto a una ambasciata, o un video che testimonia la morte di una ragazza da parte di un soggetto o di una forza dell’ordine statale, o ancora un documento ritrovato per caso in un cestino della spazzatura che elenca gli appartenenti a una setta, a una loggia, ecc.

YouTubeEssenziale così il ruolo di archivi come YouTube, quello dell’Istituto Luce, quello di Flickr, della stessa Rai, e via dicendo, dove sono immagazzinati migliaia e migliaia di video oltre che di fotografie, pronti per essere adoperati in una ricerca o per semplice curiosità.

Per non dimenticare che grandi associazioni pubbliche e private stanno mettendo in rete intere biblioteche, libri rari e introvabili, testi preziosi, opere una volta destinate agli studiosi, così come vecchi filmati e fotografie dei primi anni dell’invenzione, il tutto adesso disponibile con un semplice click. Pensiamo al Progetto Manuzio, a Googlebooks, alla francese Gallica, a quello dell’immensa Library of Congress americana, solo per citarne alcune, entità che compartono l’incommensurabile ricchezza del sapere un tempo depositato solo in una sala, in un locale, in un edificio.

Internet sta favorendo e agevolando il lavoro dello studioso, studioso che avrà sempre più testimonianze da valutare, e che includeranno sempre più i documenti visivi.

La Storia, l’analisi storica, acquista solidamente un nuovo punto di vista.

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