Jan 312016
 

Quali elementi di continuità ci sono fra il cosiddetto Medioevo e la nostra quotidianità? Quali oggetti, modi di dire, di fare ci sono pervenuti? Che rapporto potrebbe esserci fra ieri e oggi?

È dal Medioevo che escono direttamente
le dottrine filosofiche e scientifiche
sotto le quali si pretende di subissarlo.” (1)

Nulla di buio nel Medioevo: fra scoperte, modi di dire, viaggi, arte, letteratura e tanto altro ancora, i secoli di quel periodo storico sono pieni di attività e creatività che hanno forti relazioni con il nostro presente – occhiali, cappa del camino, forchetta, carta – un continuum di cui abbiano sempre parlato. Fra i tanti, lo storico medievista francese Jacques Le Goff lo sottolineava bene nei suoi eccellenti lavori (uno fra tutti »»qua), uno studio, il suo, che andava ben oltre gli abituali rigidi schemi e i vecchi paradigmi di vedere il passato.

Nel seguente video, la prof.ssa Chiara Frugoni, autrice fra l’altro del bel volume Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali, ci porta a scoprire alcuni particolari dell’epoca in questione.

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– 1. Étienne Gilson, La filosofia nel Medioevo, La Nuova Italia, 1990.
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Dec 292015
 

Non è mai vano sottolineare, giacché spesso si dimentica, che la Storia è una enorme ragnatela le cui relazioni e interrelazioni superano i confini locali, regionali, nazionali e si immettono talvolta con forza nella realtà europea e oltre, un modo per dire che ieri come oggi gli intrecci sono tali che parlare di nazionalismo o eurocentrismo è concetto superato (»»qua una serie di video).

Ebbene, peculiare importanza ebbero i gesuiti nel continuum storico dell’Età moderna – certamente non solo -, in particolar modo nelle connessioni con i territori orientali, la Cina nel nostro caso. Vari furono coloro i quali partirono alla scoperta di quelle “esotiche” terre, e non solo per evangelizzare, ma attratti altresì da una società che aveva tanto da offrire.

Il siciliano Prospero Intorcetta, nato a Piazza Armerina nel 1625 e morto a Hangzhou, Cina, nel 1696, fu tra quelli che viaggiarono verso l’oriente, il primo a tradurre in Europa in latino le opere di Confucio. La Fondazione Prospero Intorcetta raccoglie testimonianza del gesuita in questione, una lodevole iniziativa per conservare memoria di uno studioso della filosofia e della cultura cinese.

Di seguito un interessante video che ci introduce l’epoca in questione e il gesuita Prospero Intorcetta.

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Dec 142015
 

Nel continuum storico, il Trecento gioca un ruolo di tutto rilievo negli avvenimenti europei, e non solo, secolo di quel fine Medioevo che oramai è ben noto non aver nulla di “buio”. Il Trecento, pieno di accadimenti (ma quale secolo non lo è stato!), ha lasciato il segno per esser stati decenni di crisi, di peste, di cambi metereologici, di guerre, di passaggi da un modo di vivere a un altro, ma anche, come sottolinea il prof. Alessandro Barbero in questo video, anni che hanno aperto le porte al Rinascimento, a una certa crescita economica e sociale, a una “migliore” qualità di vita almeno rispetto a prima…

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Nov 212015
 

… parlare di cultura non vuol dire parlare di una cosa astratta, lontana dalla realtà, ma vuol dire parlare di dati concreti, cioè di cose che sono la formazione delle nostre identità…” (P. Daverio)

Nella storia concorrono le più disparate materie con il fine di offrire un quadro quanto più completo e veritiero dell’epoca che ci accingiamo a studiare, vuoi la filosofia la letteratura la scienza la geografia, la musica, così come, certamente non ultima, l’arte. Un dialogo necessario per entrare nelle dinamiche di un continuum storico che ci coinvolge ancor oggi, e che talvolta si presenta pieno di relazioni e interrelazioni, superando confini locali, nazionali e continentali.

In questo video, Philippe Daverio ci offre una visione dell’arte come ricchezza di tutti, a cui tutti hanno diritto di attingere, soffermandosi, fra l’altro, sull’importanza della storia:

…noi troppo spesso dimentichiamo quanto il passato vive in noi, quanto i comportamenti che abbiamo…” (P. Daverio)

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May 232015
 
Planisfero di Battista Agnese, 1544, con la rotta del viaggio di Ferdinando Magellano

Planisfero di Battista Agnese, 1544, con la rotta del viaggio di Ferdinando Magellano

Avevano lasciato il Muelle de las Mulas, un po’ più al sud della Torre dell’Oro, nel fiume spagnolo Guadalquivir, il 10 agosto 1519, scendendo lentamente verso Sanlucar de Barrameda per mettersi definitivamente nell’Oceano Atlantico.

Erano cinque navi, Trinidad, San Antonio, Concepción, Victoria, Santiago, partite da Siviglia al comando di Ferdinando Magellano (1480-1521) e poi, alla morte di questi, da Juan Sebastián Elcano (1486/87-1526). Li accompagnava un italiano di Vicenza, Antonio Pigafetta (1492 ca.-1531), diventato famoso per aver descritto minuziosamente quel lungo viaggio nel suo Relazione del primo viaggio intorno al mondo.

Poi andando a 52 gradi al medesimo polo, trovassemo nel giorno delle Undecimila vergine uno stretto, el capo del quale chiamammo Capo de le undece mila Vergine, per grandissimo miracolo. Questo stretto è longo cento e dieci leghe, che sono 440 miglia, e largo più o manco de mezza lega, che va a riferire in un altro mare, chiamato mar Pacifico, circondato da montagne altissime caricate de neve.” (1)

Finanziata dalla corona spagnola, all’epoca di Carlo V quasi al culmine della sua gloria e potenza mondiale, la spedizione, la prima circumnavigazione del globo, partita con 234 uomini, sarebbe tornata in patria il 6 settembre 1522 con una sola nave ad aver raggiunto il proposito (2), la Victoria, e 18 superstiti, fra cui Elcano – Magellano era stato ucciso dagli indigeni nell’isola di Mactan, nelle Filippine, nel 1521.

Di seguito un video in cui il prof. Alessandro Barbero ci parla di quell’esperienza.

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– 1. Antonio Pigafetta, Relazione del primo viaggio intorno al mondo.
– 2. La Trinidad non completò il giro, rientrerà in Spagna nel 1525.

Alcuni libri del prof. Alessandro Barbero:

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May 032015
 

Nei giochi della storia a volte ci si imbatte in falsi miti, dicerie, che vengono da ben lontano e che vagliati alla luce delle fonti si scoprono prive di attendibilità, credenze passate di bocca in bocca di libro in libro di autore in autore che hanno acquistato, ingiustamente, il timbro di “verità”.

Nel seguente video il prof. Alessandro Barbero ci parla di tre “invenzioni storiche” – i terrori dell’Anno Mille, lo ius primae noctis, l’idea che la terra era piatta – che per secoli si sono creduti esser veri, tre “inesattezze” che hanno pur sempre una loro importanza storica.

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Alcuni libri del prof. Alessandro Barbero:

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Feb 082015
 
Il generale Napoleone Bonaparte, comandante dell'Armata d'Italia

Il generale Napoleone Bonaparte, comandante dell’Armata d’Italia

Una serie di video su Napoleone Bonaparte (1769-1821), il suo esercito e alcune delle sue battaglie.

Dal colpo di stato, attraverso gli avvenimenti della Grande Armée, nel mezzo di vittorie e sconfitte, avanzate e accampamenti, vita privata e pubblica, un video che ci porta nell’esercito di Napoleone, un esercito che ha combattuto in Austria, in Italia, in Egitto, in Russia, in Spagna, in Prussia, in mezza Europa, un esercito diventato leggendario.

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Battaglia di Austerlitz, 2 dicembre 1805, fu combattuta tra Napoleone, Alessandro I zar di Russia e Francesco II imperatore del Sacro Romano Impero nei pressi dell’odierno paesino di Slavkov u Brna nella Moravia, Repubblica Ceca. Vinta da Napoleone, è ritenuto uno dei più grandi successi tattici del francese.

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18 giugno 1815, si scontrano francesi, britannici e prussiani. Ultima sanguinosa battaglia di Napoleone. Durata circa otto ore, si svolse in realtà nei pressi del villaggio belga di Mont-Saint-Jean, a 5 chilometri da Waterloo. La sconfitta condurrà Napoleone all’esilio a Sant’Elena, dove morirà nel 1821.

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Famosa anche per la morte di Horatio Nelson (1758-1805), la battaglia navale di Trafalgar, tra francesi e spagnoli contro inglesi, vide la sconfitta napoleonica, nei pressi di Cadice, Spagna. Era il 21 ottobre 1805. Da ora in avanti il controllo dei mari sarà in mano agli inglesi, Bonaparte abbandonerà l’idea di invadere l’isola.

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Dec 302014
 

21 luglio 1542: papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, emana la famosa bolla Licet ab initio, che darà l’avvio ufficialmente all’Inquisizione cattolica, strumento per combattere e fermare la cosiddetta Riforma protestante. Una riforma che già da tempo covava nei Paesi nordici, basti pensare alle spallate che John Wyclif (1320 ca.-1384), Jan Hus (1370 ca.-1415), Huldreich Zwingli (1484-1531) diedero, prima di Lutero, alla Chiesa cattolica.

E allora l’Inquisizione romana, diversa da quella spagnola e portoghese che già esistevano nei rispettivi paesi, sempre con l’autorizzazione di Roma, e che erano strumenti di consolidazione monarchica, creerà nella nostra penisola un apparato repressivo così capillare come nessun altro, una serie di tribunali presenti per lo più nel centro-nord, una eccellente rete informativa e operativa, che potremmo considerare “organo di controllo sociale nell’Italia della Controriforma (E. Bonora, vedi seguente video).

In questa disquisizione, la prof.ssa Elena Bonora (»»qua un suo libro), ci parla di alcuni aspetti dell’Inquisizione, cercando di rispondere a domande quali:

Come era organizzata la giustizia intollerante dell’Inquisizione?
Come ha potuto la sua intransigenza segnare tutta un’epoca della Chiesa prevalendo su altre opzioni?

 

Alcuni libri della prof.ssa Elena Bonora:

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Dec 202014
 
Battaglia di Pavia, 1525, aut. fiammingo sconosciuto

Battaglia di Pavia, 1525, aut. fiammingo sconosciuto

Accennando all’Umanesimo, al Rinascimento, alle varie coeve scoperte geografiche principalmente portoghesi e spagnole, il prof. Giuseppe Galasso ci spiega le Guerre d’Italia, entrando nel periodo storico moderno, punto di partenza temporale che prepara il terreno al nostro mondo contemporaneo. Una serie di eventi diplomatici e bellici dal 1494 al 1559, dagli accordi talvolta di fragile equilibrio, che vedranno formarsi poco a poco i vari Stati europei, Stati connessi fra loro spesso per legami dinastici, Stati che dipenderanno l’uno dall’altro con una serie di trattati che cercheranno evitare l’egemonia di uno di loro.

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Dec 072014
 
San Gerolamo sorretto da un angelo,1593, Jacopo Ligozzi

San Gerolamo sorretto da un angelo,1593, Jacopo Ligozzi

All’epoca ben popolare in Europa, oggi passato in secondo piano, Jacopo Ligozzi (1547-1627) fu un pittore, come si suole dire, a tutto tondo, nel senso che pur interessandosi principalmente di rappresentare flora e fauna, era sempre pronto a soddisfare esigenze di corte, ritratti, temi religiosi, arazzi, arredi, decorazioni, chiamato, fra l’altro a servizio dal Granduca di Toscana Francesco I. Un pittore delicato, preciso, attento ai particolari, che sapeva cogliere con sapienza le esigenze dei committenti. Di lui ricordiamo per esempio San Gerolamo sorretto da un angelo, del 1593, sicuramente la tela più rappresentativa. Di seguito una serie di video.

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