Nov 152015
 

Buon compleanno Pietro Longhi. Lei, nato a Venezia il 15 novembre 1701 e qua morto all’età di 83 anni, nel 1785. Lei, che giocava in modo davvero nobile con i colori e le scene, lei che immortalava con destrezza la sua epoca, nella Venezia del Settecento in lenta decadenza, quella Serenissima che vedeva Rosalba Carriera.

Mi piacciono le sue rappresentazioni domestiche, così come quelle che escono dalle quattro mura e colgono quell’unico momento che descrive l’istante (bella questa, le piace!). E ancor più: resto affascinato dai particolari che impreziosiscono l’insieme, i bordati dei vestiti femminili e maschili, le gesta delle mani, le posture dei corpi, gli sguardi presenti che, quando ti guardano, vanno oltre la tela, i giochi delle composizioni, gli abbinamenti dei colori…

Tutto ciò conferisce alla sua opera un carattere che sembra dialogare con il pubblico, con lo spettatore, mi par quasi assistere a scene delle opere del buon Goldoni (1707-1793), a lei contemporaneo. In poche parole, i suoi quadri sembrano scene goldoniane (o forse le cose stanno all’inverso!), ma, mi permetta, privi di anima, di movimento.

E allora, guardi, sa che cosa faccio, per meglio spiegarmi le metto di seguito qualche suo lavoro che ha attirato la mia attenzione.

Il parrucchiere e la dama, 1760, Pietro Longhi

Il parrucchiere e la dama, 1760, Pietro Longhi

Questo quadro mi ha colpito per i dettagli, dagli attrezzi del parrucchiere allo specchio, dalla ragazza con la bambina in braccio fino alle sfumature di rosso, al ritratto del doge Carlo Ruzzini… narrazioni della vita di tutti i giorni, a parer mio, vita cui lei ha assistito e ha dipinto, nulla più!

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La caccia all'anatra, 1760 ca., Pietro Longhi

La caccia all’anatra, 1760 ca., Pietro Longhi

Questa caccia all’anatra mi sembra avvolta nel mistero, sarà forse per l’alone di nebbia che copre l’ambiente, e i colori lo suggeriscono. I volti dei rematori, inoltre, sembrano quasi sfidare le capacità della mira del gentil signore! Lodevole la sua acutezza nel raffigurare.

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Il cavadenti, 1746, Pietro Longhi

Il cavadenti, 1746, Pietro Longhi

E del cavadenti vogliamo parlarne? No, io non mi siederei su quel tavolo, no, neanche morto! Che cosa ci fa poi quell’animale alle spalle del “dottore”? Certo, è vero, qualcuno dice che nel dipingere lei abbia delle “carenze”, ma che importa, la scena, le scene in generale, percepiscono l’aura del momento, a cui lei rende un temperamento di distacco.

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Il farmacista, 1752 ca., Pietro Longhi

Il farmacista, 1752 ca., Pietro Longhi

Preferisco invece le mani di questo farmacista che sicure sfiorano la bocca della donna, almeno si avvisa una certa delicatezza. Sono attratto dai suoi occhiali e da quei barattoli pieni di erbe medicinali, mi rassicurano, mi danno un senso di possibile cura.

Buon compleanno Pietro Longhi.

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