di Ivana Palomba
Questa prelibata salsa dal sapore delicato, delizia del palato e degli occhi, è attestata nel nostro lessico dal 1905, prestito dal francese mayonnaise, documentato dal 1807.
La sua storia, almeno la più accreditata dai linguisti, è strettamente legata ad una delle battaglie più ardimentose di Francia e al nome di Louis François Armand de Vignerot du Plessis duca di Richelieu (1696-1788), pronipote del grande cardinale.
Il duca, sempre azzimato e profumato come un damerino, era il dominatore assoluto della scena galante del suo tempo tanto che ingelosì due monarchi, ingannò alcune centinaia di mariti e subì quattordici mesi di detenzione per le eccessive attenzioni nei confronti della duchessa di Borgogna.
Nonostante i suoi eccessi amorosi, le biografie parlano di ben cinquecento femminee torri crollate sotto il suo ardimento, trovò anche il tempo di partecipare all’assedio di Friburgo (1713), di combattere con valore in varie campagne (1733-1734) e nella guerra per la successione d’Austria, meritandosi il bastone di maresciallo di Francia (1748).
Le memorie della sua vita, contenenti un fedele ritratto dell’ambiente di corte durante la Reggenza e sotto Luigi XV, furono compilate sulla base di suoi appunti da Jean Louis Soulavie (1753-1813), abate letterario di dubbia reputazione.
Gli anni precedenti la guerra dei Sette Anni (1756-1763) vedeva la rivalità coloniale tra Francia e Inghilterra farsi sempre più accesa poiché le navi inglesi facevano da padrone nel Mediterraneo rendendo sempre più dura la vita ai vascelli francesi.
Durante uno dei soliti festini, cui era solito partecipare ed esserne il centro di eleganza e facezie, il duca propose al re di togliere Minorca agli inglesi.
La proposta che all’inizio sembrava una boutade fu invece approvata in pieno dal monarca che permise al duca di condurre in prima persona l’impresa.
Agghindato come andasse a una festa, Richelieu partì da Tolone e il 18 aprile1756 sbarcò a Port Mahon cominciando l’assedio alla cittadella fortificata.
Il duca però non aveva fretta e trovato un angolino ben riparato dai cannoni inglesi, di mare e di terra, fece approntare il campo che ben presto assunse il carattere di un gaio festino, con pasti pantagruelici e spassose rappresentazioni su un teatrino improvvisato, allietato dalla presenza delle belle minorchesi che avevano applaudito alla bandiera gigliata francese.
Piatto comune era il pesce, data la naturale abbondanza a portata di mano, anzi di acqua, ed ogni giorno era ammannito in maniera diversa.
Un giorno, il cuoco del maresciallo presentò il pesce con una salsa a base di olio e tuorlo d’uovo, preparata a freddo perché il fuoco acceso avrebbe attirato i colpi di moschetto, che fu graditissima da tutta la brigata.
Fu un vero e proprio trionfo che Richelieu battezzò “sauce mahonnaise” a imperituro ricordo del luogo dove era stata presentata per la prima volta rimpiazzando così la “bayon-naise” salsa di Bayonne. Il tempo ha poi trasformato mahonnaise in majonnaise.
La storia ci dice poi che l’assalto al forte di San Filippo avvenne il 28 giugno 1756 con la vittoria dei francesi, mentre la salsa maionese avrebbe vinto una ben più duratura battaglia, quella del palato.
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Bibliografia:
- Dizionario della letteratura francese, 2002, ad vocem .
- Aldo Gabrielli, Dizionario dello stile corretto, Mondadori, 1960.
- Louis François Armand Du Plessis Richelieu (duc de), François Barrière, Jean Louis Giraud Soulavie, Memorie del duca de Richelieu, Société des bibliofili, 1903.
© Ivana Palomba










