Caos, migrazione, strade affollate, fumo, smog, euforia, stupore, alcuni dei tanti aggettivi che potrebbero esserci utili per identificare Londra nel XVIII secolo, un secolo che porta già nei primi decenni i germi della rivoluzione industriale, degli imminenti cambi che percorreranno l’Europa intera.
Proprio in quegli anni la popolazione della Gran Bretagna cresce in modo davvero rapido, passerà da poco più di 5 milioni nei primi del ‘700 a circa 9 entro fine secolo (»»»qua). Crescita dovuta, fra le altre cose, a un miglior benessere rispetto al secolo anteriore, a una minore mortalità infantile, a un certo incremento economico. Persone che dalle zone rurali irlandesi, scozzesi, gallesi “invaderanno” non solo Londra, ma anche altre città di una certa importanza, alla ricerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Giovani che si impiegheranno come apprendisti, aiuto bottegai, nelle nuove fabbriche, donne contrattate, fra le altre attività, come aiutanti nelle case dei nuovi ricchi.
E non solo la capitale sarà testimone di una rapida crescita, anche città del nord come Manchester e Leeds, dove si apriranno nuove fabbriche, dove migliaia di persone si sposteranno a partire dalla seconda metà del ‘700. La struttura sociale ed economica dell’isola cambierà palesemente.
Londra, che agli inizi del XIX secolo conta già un milione di persone, circa un decimo della popolazione di tutta la Gran Bretagna, inizierà a modernizzarsi, teatri, pensioni, attrazioni, negozi con l’ultima moda, luoghi per divertimento. Le strade saranno affollate da gente che va e viene, che compra, che contratta, che beve e che mangia, che chiede l’elemosina, strade dove scarrozzano nobili e nuovi possessori di capitali che metteranno in moto l’economia come non prima.
La folla invaderà però quelle strade e stradine che erano rimaste tali da decenni, dal Medioevo, piccole, strette, buie, che si congestioneranno non appena due o più veicoli trainati da cavalli si incroceranno, magari percorse anche da venditori ambulanti, o che saranno impraticabili d’inverno per la pioggia e il conseguente fango, o per la polvere causata dal caldo estivo.
Londra, sebbene viva e palpitante, poteva apparire ai viaggiatori inquinata, con smog, con alcune vie e viuzze sporche all’estremo, a tal punto che si racconta che certe lettere inviate dalla capitale avevano un odore di “fuliggine”. E non dimentichiamo i fiumi, spesso maleodoranti e pieni di sporcizia, così come le fogne a cielo aperto, così come i rifiuti delle attività economiche giornaliere, dei macellai, dei verdurai, degli animali, e via dicendo.
Solo verso la fine del secolo in questione, si cercherà di rimediare: pavimentazione e migliore drenaggio delle strade (1760), pulizia delle stesse, rimozione insegne pericolose, illuminazione con lampade ad olio, maggior sicurezza urbana. Insomma, il XIX secolo vedrà Londra come una delle città più desiderate d’Europa.
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Come vedeva, come considerava, come analizzava un inglese della metà dell’800 la 