Jun 292015
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Che influenza ha avuto l’Illuminismo nella Rivoluzione francese del 1789? E la decapitazione di Carlo I d’Inghilterra un secolo prima? Quali donne conducevano i salotti letterari del Settecento francese? Che importanza hanno avuto i libri e la stampa in generale in quel periodo? E la pubblicazione dell’Encyclopédie di Diderot e compagnia bella? Che cosa erano i cahiers de doléances? Che cosa accadeva nella vita quotidiana di quei decenni? Che cosa scrivevano nelle loro corrispondenze Francesco Favi e Thomas Jefferson?

Un ebook che ci introduce nell’Illuminismo e nella Rivoluzione francese, passeggiando fra Augustin de Robespierre, il pane, i costumi tipici e le testimonianze dell’epoca.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Jan 202015
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Che ruolo giocò la ghigliottina nella Rivoluzione francese? Chi fu il suo inventore, o quanto meno chi la perfezionò? Come veniva inizialmente chiamata? Con quali cadaveri vennero fatte le prime prove? Quali personaggi famosi dell’epoca furono ghigliottinati?

Un argomento poco conosciuto trattato in questo ebook che ci introduce alle sommosse francesi del 1789 e seguenti, un appassionante tema per entrare nelle dinamiche di un periodo storico che ci riguarda da vicino.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Jun 062014
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Chi fu Robespierre? Perché è diventato famoso? Perché era detto l’Incorruttibile? Come morì? Che ruolo ebbe in quegli anni?

Uno dei principali personaggi della Rivoluzione francese descritto in questo ebook che ci avvicina nella comprensione del carattere di Robespierre, un carattere a volte duro, dallo sguardo freddo e calcolatore, un personaggio che vale la pena approfondire per cogliere le tensioni dell’epoca in questione.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Jun 032014
 

Fiumi di parole si sono scritte sulla Rivoluzione francese, decine centinaia migliaia di libri che vanno dal singolo particolare alla visione d’insieme, da prima della caduta dell’Ancien Régime agli anni del Terrore fino all’ascesa al potere di Napoleone. Consigliarne tre è lavoro arduo e difficile, in ogni modo segnalo quelli che di solito ho sott’occhio per rivedere una data un concetto una sequenza di fatti una opinione una critica, una maniera di affrontare la storiografia del tempo.

Lynn Hunt La rivoluzione francese. Politica, cultura, classi sociali

Partiamo da Lynn Hunt e il suo La rivoluzione francese. Politica, cultura, classi sociali, un testo che ci immette in eventi che hanno caratterizzato la fine del Settecento e che si sono protratti, con modificazioni e variazioni di contenuto, fino ai giorni d’oggi. Pagine per comprendere che la politicizzazione della vita quotidiana, così come la concepiamo oggi, potrebbe aver origine in quei decenni di lotta e sangue, di mobilitazione delle classi meno abbienti, di propaganda di massa.

*****

lan Forrest, La Rivoluzione francese

Di Alan Forrest, segnalo La Rivoluzione francese, libro che analizza l’aspetto politico, le riforme, le fazioni in lotta, le ragioni vuoi sociali che religiose, libro ancora che, seppur breve, è ricco di spunti riflessivi e che vale la pena analizzare con cura per quel continuum che ci conduce all’oggi.

*****

François Furet, Denis Richet, La Rivoluzione francese

Due eminenti storici francesi, François Furet, Denis Richet, analizzano a mo’ della storiografia degli Annales La Rivoluzione francese, un complesso e ben articolato testo che ci permette entrare nelle varie dinamiche di quella che fu la rottura definitiva con il passato e l’apertura a un diverso e nuovo modo di vivere e vedere la vita.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Feb 252014
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Che relazione c’è fra la decapitazione di Carlo I d’Inghilterra e la Rivoluzione francese? Era il sovrano inglese un monarca dedito all’assolutismo? Si potrebbe dire che le idee nate nell’isola oltremanica ebbero terreno fertile in Francia?

Uno dei tanti argomenti trattati in questo ebook che ci introduce, fra l’altro, in relazioni e interrelazioni storiche che vanno oltre i confini locali.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Jun 012012
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Chi era Thomas Jefferson? Che cosa faceva a Parigi? A chi mandava alcune delle sue lettere, quelle che qua ci riguardano? Che cosa raccontava in esse di particolare?

Interessante tema, uno dei tanti di questo ebook, per “vedere” la Parigi di fine Settecento con gli occhi di un americano democratico, che viveva in una casa vicino i Champs Élysées e che corrispondeva spesso con i sostenitori della rivoluzione, per esempio con il conte di Mirabeau e il marchese de La Fayette.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Jul 072011
 

Abbiamo accennato tempo addietro a Louis Sébastien Mercier (»»»qua), per cui andiamo a leggere come ci presenta la Bastiglia poco prima della Rivoluzione del 1789, dal suo Tableau de Paris, pubblicato in dodici tomi tra il 1781 e il 1788. Il presente brano è tratto dal libro Parigi fantasma (*):

La presa della Bastiglia, Charles Thévenin

“Prigione di Stato: questo basta a definirla. «È un castello – dice Saint-Foix – che, senza essere fortificato, è il più temuto d’Europa». (1)
Chi può sapere cosa è avvenuto dentro la Bastiglia, chi vi è rinchiuso, chi vi è stato rinchiuso? Ma come si potrà scrivere la storia di Luigi XIII, di Luigi XIV e di Luigi XV, se non si conosce la storia della Bastiglia? Tra le sue mura sono accadute le cose più interessanti, più curiose, più strane. La parte più interessante della nostra storia rimarrà dunque nascosta per sempre: niente trapela da quel baratro, non più che dal muto abisso delle tombe.
Enrico IV fece conservare il tesoro reale alla Bastiglia. Luigi XV vi fece rinchiudere il Dizionario enciclopedico, che ancora vi marcisce. (2)
Il duca di Guisa, padrone di Parigi nel 1588, lo fu anche della Bastiglia e dell’Arsenale. Ne nominò governatore Bussi le Clerc, procuratore del parlamento (3). Bussi le Clerc, fece prendere d’assalto il parlamento, che si rifiutava di sollevare i francesi dal giuramento di fedeltà e obbedienza, condusse alla Bastiglia presidenti e consiglieri, tutti in toga e tocco; e là li mise a pane e acqua.
Oh larghe mura della Bastiglia, che, durante gli ultimi tre regni, avete raccolto i sospiri e i gemiti di tante vittime, se poteste parlare, come verrebbe smentito dai vostri racconti terribili e fedeli il linguaggio timido e adulatorio della storia!
Vicino alla Bastiglia si trova l’Arsenale (4), che funge da polveriera, dipendenza altrettanto terribile della dimora principale.
La torre di Vincennes rinchiude ancora dei prigionieri di Stato che, a quanto pare, devono finire là i loro tristi giorni. Chi ha potuto calcolare con precisione il numero delle lettere sigillate (5) inviate durante gli ultimi tre regni?
Abbiamo una storia della Bastiglia in cinque volumi, che riferisce alcuni aneddoti singolari e bizzarri, ma nulla di ciò che si desidererebbe tanto conoscere, in una parola, nulla che possa gettare un po’ di luce su certi segreti di stato, coperti da un velo impenetrabile. Se dobbiamo credere all’autore, all’epoca di un Argenson, vi si trattavano con rigore inaudito e tirannica violenza i detenuti, già fin troppo puniti con la perdita della libertà.
La direzione della prigione, oggi più mite e umana di quanto non lo sia mai stata dopo la morte di Enrico IV, si è indubbiamente molto ammorbidita rispetto a quella crudele severità, e non infligge più quelle punizioni spaventose e inutili.
Quando un detenuto muore alla Bastiglia, viene seppellito a Saint-Paul, alle tre di notte. Invece dei preti, sono i secondini che portano la bara, e i membri dello stato maggiore assistono alla sepoltura. Il cadavere sfugge pertanto al terribile potere solo attraverso la tomba.
Non appena si parla della Bastiglia a Parigi, si evoca subito la storia della maschera di ferro: ognuno se la foggia a piacere e vi mescola riflessioni non meno fantasiose (6).
Il popolo, d’altronde, ha più paura dello Châtelet (7) che della Bastiglia: non teme questa prigione estrema, perché gli appare come qualcosa di remoto, dato che esso non possiede nessuno dei requisiti che ne aprono le porte. Di conseguenza, non compiange molto coloro che vi sono detenuti, e per lo più ne ignora perfino i nomi. Non testimonia alcuna riconoscenza verso i generosi difensori della sua stessa causa. I parigini preferiscono comprare pane per vivere, rispetto al più bel discorso in cui venisse dimostrato che essi hanno diritto a una vita agiata. Una volta, gli scrittori venivano mandati alla Bastiglia per un nonnulla; ci si è accorti che l’autore, il libro e le sue opinioni acquistavano in tal modo maggiore celebrità; si è preferito lasciare che l’opinione di ieri venisse cancellata da quella di domani; e si è capito che, disponendo della forza fisica, non bisogna preoccuparsi molto delle idee politiche e morali, instabili, e mutevoli per loro natura.
Là geme, o non geme più, il celebre Linguet (8). Qual è il suo delitto? Non si sa.

L’effetto è spaventoso, la causa sconosciuta. (Voltaire)”

-III, 283-

*****

La presa della Bastilla, Jean-Pierre Houël.

*****
*. Louis Sébastien Mercier, Parigi fantasma, Edizioni Medusa, 2008, pp. 33 e sgg.

—–
Note del curatore del libro da cui è tratto il brano:

1. Poullain de Saint-Foix (1698-1776): autore degli Essais historiques sur Paris (1754).
2. Si tratta della celebre Encyclopédie, diretta da Diderot e d’Alembert.
3. S’intenda Bussy-Leclerc, morto in esilio nel 1635; il duca di Guisa (Enrico I di Lorena, 1550-1588) fu uno dei capi della Lega santa ai tempi delle guerre di religione in Francia; fu uno dei principali responsabili della notte di San Bartolomeo in cui vennero massacrati gli ugonotti (1572).
4. Mercier si riferisce plausibilmente al Petit Arsenal, oggi scomparso; mentre esiste tuttora l’Arsenal.
5. Le lettres de chacet erano ordini di arresto (o di esilio) emanati direttamente dal re, anche su istanza di privati cittadini, senza che venissero esaminati e approvati dalla giustizia ordinaria: rappresentano uno dei simboli dell’arbitrarietà del potere assoluto.
6. Fu Voltaire che, tra i primi (o, forse, per primo), riprese e diede credito a questa storia in Le siécle de Louis XIV (tr. it. Il secolo di Luigi XIV, Einaudi, Torino 1951, pp. 284-286).
7. Prigione che si trova sull’Île de la Cité.
8. Nicolas-Simon-Henry Linguet (1736-1794) avvocato e polemista; dopo una lunga reclusione alla Bastiglia, pubblicò un Mémoire sur la Bastille (1783). Venne condannato alla ghigliottina durante la reazione termidoriana.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Oct 082010
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Chi era Francesco Favi? Che cosa faceva nella Parigi di fine Settecento? A chi mandava le sue relazioni?

Uno dei tanti temi che affronta questo ebook, come un forestiero, in questo caso toscano, assistendo ai drammatici fatti parigini, li descriveva e li trasmetteva agli altri. Un modo per comprendere le dinamiche sociali e politiche del tempo, un modo ancora per “vedere” la Rivoluzione francese con gli occhi di uno “straniero”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Sep 162010
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Un argomento, uno dei tanti in questo ebook, che ci porta dentro i fatti della Rivoluzione francese, un documento che rivela gli intimi sentimenti di alcuni dei tanti personaggi che hanno contrassegnato quell’epoca. In questo caso le testimonianze di Jean-Baptiste Hanet, di Marie-Thérèse-Charlotte di Francia e dell’abate Edgeworth de Firmont che ci descrivono le ultime ore del sovrano francese Luigi XVI prima di essere ghigliottinato.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone
Sep 082010
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Perché la Rivoluzione francese influì sulle decisioni di sposarsi? Che cifre si hanno dei matrimoni in quegli anni? Come avveniva la cerimonia? Che cosa permetteva la legge sui divorzi? Che cosa c’entra il nuovo calendario?

Un curioso argomento sulla società francese di quell’epoca e l’importanza dei matrimoni nella vita quotidiana. Un ebook, il presente, che ci porta in certi particolari della fine del XVIII secolo.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone