Aug 072011
 

Personaggio chiave della storia del Seicento, Richelieu (1585-1642) cercò di accentrare nelle mani del sovrano quanto più potere possibile. Uomo freddo, calcolatore, con i piedi in una realtà piena di congiure e in una Francia non certo facile da amministare, era propenso per una politica forte e dura, talvolta implacabile.
Di seguito una serie di immagini che lo rappresentano in alcuni momenti dei suoi 57 anni di vita.

Il cardinale Richelieu a sinistra in secondo piano con il re Luigi XIII, Luigi XIV da bambino, Anna d’Austria, ovvero la madre di Luigi XIV, e all’estrema destra la duchessa di Chevreuse. La collaborazione fra il sovrano e il cardinale iniziò nell’anno 1624, continuando sino alla morte di quest’ultimo, nel 1642. Qualche mese dopo morirà anche Luigi XIII.
*****

All’assemblea degli Stati Generali del 1614, Richelieu fu l’oratore del clero nella giornata di chiusura. Si fece notare dalla regina madre Maria de’ Medici per la sua eloquenza e le forti capacità di convincimento.
*****

Richelieu a colloquio con un ufficiale francese durante l’assedio alla roccaforte degli ugonotti, La Rochelle. Dietro lui, il suo grande amico di tutta la vita pére Joseph, al secolo François Le Clerc du Tremblay (1577-1638), uomo dotto e geniale.
*****

Il cardinale durante l’assedio di La Rochelle. Aveva fatto costruire una diga per meglio isolare la città e costringerla alla resa per fame. Così fu, dopo poco meno di 14 mesi, nel novembre 1628, La Rochelle deponeva le armi: i suoi abitanti erano passati da 25.000 a circa 5.000.
*****

Il re Luigi XIII concede a Nicolas Poussin (1594-1665) il titolo di pittore di corte. Richelieu, al centro della scena, lo indica con la mano.
*****

Il cardinale Richelieu davanti alla Sorbona, dove aveva studiato, diventandone poi rettore nel 1622.
Ricordiamo in quegli anni la fondazione della Gazette de France (1631) diretta da Théophraste Renaudot, un foglio piegato in otto pagine che raccoglieva le più disparate notizie, e piacque tanto a Luigi XIII che vi partecipò con una serie di articoli (ovviamente anonimi). Nel 1635 nasceva l’Accademia di Francia.

Nov 202010
 

Strettamente legato alla regina Maria de’ Medici, Richelieu (1585-1642) si adoperò nel rafforzare l’autorità statale e concentrare nelle mani del re quanto più potere possibile, lottando contro chiunque ostacolasse il suo disegno.
Leggiamo come lo descrive lo storico svizzero ottocentesco Jacob Burckhardt:

“[Richelieu] È il grande acceleratore del futuro sviluppo politico della Francia, sia nel bene che nel male.
Egli si erge solitario con la sua idea di Stato, che identificava con la propria persona, di fronte a un mondo di egoismo. […]

Richelieu sceglieva i suoi mezzi senza scrupolo alcuno. I suoi strumenti erano per lui sicuri solo se poteva usarli senza incertezze. […] Egli difese la sicurezza della nazione contro coloro che avrebbero dovuto esserne i tutori. […]

Richelieu costruisce con la forza un sistema di obbedienza universale. Qualunque indipendenza, qualunque eredità del passato, si manifesta per lui solo in forme dannose, compresi i parlamenti, assolutamente inetti negli affari dello Stato. Per lui il bene dello Stato trascende ogni cosa, a prescindere dalla compassione o dal favore. […]

Richelieu si leva solitario con la sua idea di Stato. Deve continuamente dominarsi di fronte ai furfanti che lo circondano; abbattere i singoli avversari senza farsi scrupolo dei mezzi, cattura la nobiltà nei duelli. Lavora per chi lo vorrebbe fare impiccare. Non è un re, bensì un ministro odiato. […]

[…] è depositario dell’idea statale, che senza di lui perirebbe, perché coloro che dovrebbero esserne i sostenitori trascurano il proprio dovere e la tradiscono”.

*****
Jacob Burckhardt, Lezioni sulla storia d’Europa, SE ed., Milano, 2009, pag. 192, 194, 195.

Jul 212010
 

Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi, frontespizio, edizione del 1632

Avrebbero avuto le scoperte scientifiche lo stesso progresso senza i torchi di Gutenberg? E i primi fogli informativi che peso hanno avuto nella realtà locale? Sarà legato alla stampa lo sviluppo delle lingue nazionali? È stato un mezzo, l’oggetto-libro, di comunicazione fra dotti, fra letterati, fra scienziati?
Proprio il 20 gennaio 1612 per i tipi della tipografia Alberti, in quel di Venezia, usciva il primo Vocabolario degli accademici della Crusca, opera che ebbe immediato successo, non senza mancare le polemiche. Seguiva quello francese del 1694, Dictionnaire dell’Académie Française. Negli stessi anni si moltiplicavano tutta una serie di pubblicazioni dedicate alle scoperte scientifiche, ricordiamo solo Dialoghi sopra i due massimi sistemi del mondo, dell’italiano Galileo Galilei, volume rivoluzionario che, pur avendo avuto ben due visti ufficiali, fu causa di problemi per l’autore, chiamato a testimoniare davanti al tribunale dell’Inquisizione.
Anni duri, di lotte, di battaglie, fra cui la violenta Guerra dei Trent’anni (1618-1648) causata ufficialmente da divergenze religiose. Eppure la stampa, fra alti e bassi, seppe andare avanti, seppe dare informazione, seppe continuare il cammino che aveva intrapreso nella metà del 1400.
I fogli costituiranno la base divulgativa del futuro quotidiano, quei fogli che catturavano l’attenzione del popolo per le notizie spesso curiose, particolari, crude, quei fogli da cui scaturirà il The Spectator, un giornale che uscirà a Londra fra il marzo 1711 e il dicembre 1712, una delle prime forme di giornalismo.
In Italia riscuote un successo strepitoso il romanzo di Gian Francesco Biondi, Eromena, uno dei primi testi eroico galante. In Olanda si stampano atlanti e cartine geografiche. In Francia si fonda l’Académie française, voluta dal cardinale Richelieu nel 1635.
In tutto questo fermento, c’è una famiglia di stampatori che tra seconda metà del 1500 e il 1600 salta alla vista, gli olandesi Elzevir. Gente innovativa, laboriosa, che, costretta dalla carestia di carta, inventarono un nuovo formato, un rivoluzionario formato per l’epoca, il dodicesimo. L’uso di caratteri più piccoli, ben chiari e definiti, resero famose le loro pubblicazioni. Fra le tante, due edizioni del Nuovo Testamento, del 1624 e 1633, sono le più ricercate, ancora oggi, da collezionisti e bibliofili. Louis, iniziatore della dinastia, lavorò alle dipendenze di un altro grande stampatore, Plantin; lì, si crede, imparò i primi rudimenti. Lo sviluppo fu tale che dopo la stamperia di Leida ne aprirono una ad Amsterdam, dove, fra le altre cose, si stampavano i lavori dei più rilevanti autori inglesi e francesi, diffondendoli in tutta Europa tramite una eccellente rete commerciale.
In questi anni gli editori, almeno i più grandi, quelli con decine e decine di titoli, presero l’abitudine di stampare un loro catalogo, alcuni di loro addirittura lo inseriranno alla fine del libro. Modo semplice e facile per far conoscere e divulgare la loro attività.
Ancora nel XVII secolo la stampa poteva essere considerata, in alcuni casi, arte, poteva essere paragonata a essa. Gente che per dare alla luce una sola pagina faceva prove e prove, dosando l’inchiostro, la pressione dei torchi, verificando rilegature, tastando la pesantezza della copertina, e via dicendo.

Jul 242009
 

Boton quiz

1. Da dove arrivava l’oro e l’argento della Spagna?
2. In che anno si ebbe l’insurrezione napoletana guidata da Masaniello?
3. Quali eventi caratterizzarono il XVII secolo?
4. Che cosa fu l’Atlantizzazione?
5. Quale ministro francese del ‘600 desiderava fare della Francia una potenza?
6. Quale dinastia salì sul trono inglese nei primi del ’600?
7. In che anni si ebbe la Rivoluzione inglese?
8. Che cosa era una monarchia assoluta?

*****

Articoli che potrebbero aiutare nelle risposte:

- Masaniello e la Repubblica Partenopea del 1647.
- ‘600, un secolo di scoperte.
- Filippo II e l’oro americano.
- Voltaire, Luigi XIV e la quarta età d’oro
.

*****

Luigi XIII, Anna d'Austria, Luigi XIV, Richelieu e la duchessa di Chevreuse

Luigi XIII, Anna d’Austria, Luigi XIV, Richelieu e la duchessa di Chevreuse

*****

Risposte:

1. Dalle colonie americane del centro-sud America che oramai da decenni si stavano dissanguando.
2. Luglio 1647.
3. Le invenzioni, le rivoluzioni scientifiche, una maggiore diffusione della cultura tramite, anche ma  non solo, la stampa con i caratteri mobili gutenberghiani.
4. Lo spostamento delle rotte commerciali dal Mediterraneo verso l’Atlantico, cioè verso le colonie americane.
5. Dal cardinale Richelieu, primo ministro di Luigi XIII.
6. La dinastia degli Stuart, dal 1603 al 1707.
7. Dal 1642 al 1651.
8. Una monarchia dove il re aveva poteri illimitati.

Jul 172009
 

Luigi XIVQuando nel 1661 il cardinale Mazzarino (1602-1661), voluto primo ministro dalla regina Anna d’Austria nel 1643 alla morte di suo marito Luigi XIII, lascia il corpo fisico, Luigi XIV (1638-1715) prende il controllo diretto del governo, in quella Francia in cui Richelieu aveva avviato un programma di rafforzamento dell’autorità regia. Quell’assolutismo che “era una rivendicazione antica del potere sovrano, di ascendenza anche romana, che in vario modo si era conservata nella tradizione medievale e – soprattutto nelle lotte fra la Chiesa e l’Impero – era stata spesso riaffermata come costitutiva nella concezione della natura e della funzione del potere imperiale“. (1)
Il giovane re, addottrinato dal cardinale, seguì con l’idea di accentrare nelle sue mani quanto più potere possibile. Fra le tante disposizioni declassò il ruolo dei parlamentari, limitò le attività politiche della nobiltà, tentò una riforma del sistema giuridico. Riorganizzò e potenziò l’esercito, uno dei migliori del tempo, aumentando le imposte e favorendo una politica mercantilista, favorendo la produzione e l’esportazione di prodotti di origine francese.
Durante il suo regno combatté varie guerre che miravano al rafforzamento territoriale e politico, ricordiamo quella di Devoluzione contro la Spagna (1665-1668); il conflitto contro l’Olanda e la stessa Spagna fra il 1675 e il 1678; le ostilità della Lega di Augusta (1689-1697), in cui Spagna, Svezia, Olanda, Inghilterra, Austria e Savoia si opponevano alle sue mire egemoniche; la guerra di Secessione spagnola (1701- 1714/1715). In effetti nella strategia del Re Sole possiamo distinguere tre fasi: una prima, tra il 1661 e il 1678, in cui fece di tutto per perseguire una politica che lo aiutasse a conseguire gloria per sé e la sua famiglia, una seconda, fra il 1678 e il 1697, il cui fine era consolidare i risultati, e non solo politici, ma anche militari, infine una terza, in cui il problema principale era la successione al trono spagnolo.Pietro I Romanov di Russia

Il modello assolutistico di Luigi XIV fu preso d’esempio da vari regnanti europei.
Pietro I di Russia (1672-1725) tentò modernizzare il suo stato, creando un esercito permanente e dotandolo di un regolamento tattico, favorendo la produzione nazionale e mettendo imposte sulle importazioni, riorganizzando l’apparato amministrativo, riunendo il potere nelle sue mani togliendolo ai boiardi – i nobili proprietari terrieri russi. Nel 1701, ricordiamo fra le altre cose, istituì a Mosca una scuola di matematica e di navigazione, e nel 1703 dà vita alla città di San Pietroburgo, base per una flotta che si svilupperà in modo davvero lodevole. Malgrado le trasformazioni tecniche apportate, la struttura sociale dello stato rimase arretrata.

Federico Guglielmo I di PrussiaCon la stessa idea giocava Federico Guglielmo I (1688-1740) nella sua Prussia, desiderando rafforzare il sistema fiscale e ristrutturare l’esercito per renderlo efficiente e dinamico, riuscendo a creare una potenza di circa 80.000 uomini al suo servizio, e fondando addirittura un Plankammer (gabinetto di carte), con successivamente un corpo di ingegneri (Ingenieurkorps) per, anche ma non solo, rilevamenti topografici. Centralizzò l’amministrazione finanziaria e risanò il debito statale. Anch’egli, come Luigi XIV e Pietro I, diede impulso all’industria nazionale a discapito delle importazioni. Rese obbligatoria l’istruzione elementare.

*****

-1. Giuseppe Galasso, Prima lezione di storia moderna, Laterza, 2012, ebook, pos. 1611-1618.

*****

(Articolo aggiornato il 29 giugno 2012)

iscriviti alla babilonia61 newsletter

distinguiti dalla massa, ama la cultura

 

→ e scarica gratis un e.book in formato pdf che raccoglie, a mo’ di rivista, una serie di articoli

dedicati alla storia moderna, con immagini e video: