di Ivana Palomba.
Le recenti elezioni politiche hanno portato alla ribalta tre minoranze che non dialogando fra di loro e facendo i “bastian contrari” su tutto, tengono in ostaggio il nostro paese.
Ma da dove deriva il modo di dire Bastian contrario?
“Bastian contrario” è una coniazione popolare con la trasformazione da nome proprio a comune, ovverosia Bastiano da Sebastiano, che rimanda al significato di un uomo che per la sua attitudine di essere contrario a tutto ha dato origine alla locuzione. Se sulla prima attestazione in italiano (“Il Conciliatore” del 28/2/1819, quale pseudonimo dell’abate torinese Lodovico Arborio Gattinara, marchese di Breme, 1780-1820), tutti sono d’accordo, sull’origine vi sono molte linee interpretative.
Alcuni la fanno derivare dal conte di San Sebastiano, Paolo Novarina, la cui disobbedienza nella battaglia dell’Assietta (1747) favorì la vittoria austro-piemontese, altri ancora dal pittore fiorentino Bastiano da Sangallo (1481-1551) dal caratterino pepato, mentre quella che sembra raccogliere più favori propende per un brigante sabaudo che nel 1671 condusse un’azione di disturbo nelle zone confinanti con la repubblica genovese.
L’episodio storico riguarda le battaglie fra il Granducato di Savoia e la Repubblica di Genova che videro nelle due fazioni in lotta anche due banditi.
“La guerra che Savoja desiderava, e Genova non ricusava, aveva cominciamento poco onorevole. Un Antonio Folco sopranominato il Turco, bandito capitale della Repubblica, tirato dal desiderio di ottener grazia per merito o da speranza di arraffare alla sicura, chiedeva al Senato la facoltà di esercitar guerra minuta e, come dicono, all’occhio, promettendo che non sarebbe stato senza molto vantaggio. Ottenutala facilmente, radunò subito una squadra di settanta tutti simili a lui, e dico simili perché peggiori non poteva, e incominciò a battere la campagna infestando i Ducali, molti uccidendo, molti sperperando e incutendo timore in tutti.” (1 )
Contrapposto al “Turco”, nelle file piemontesi c’era Sebastiano Contrario, maresciallo dei corazzieri di Casa Savoia caduto in disgrazia e datosi al brigantaggio, condannato anch’egli alla pena capitale ma graziato per l’occasione dal Duca Carlo Emanuele II di Savoia.
Ma Bastian giunto in Valle Arroscia, con molti balordi come lui, non fece quanto aveva promesso, anzi fece il contrario stringendo un patto di non belligeranza con il Turco.
Così racconta il generale Guido Amoretti:
“Il lato curioso della presenza di due bande antagoniste nella stessa zona fu la tacita intesa che ben presto si stabilì tra di esse di non disturbarsi a vicenda! Non avvenne mai, infatti, il minimo contatto tra le due formazioni che si tennero scrupolosamente a distanza.” ( 2)
La provata e voluta inefficacia dei due portò piemontesi e genovesi a scontrarsi nella definitiva battaglia di Zuccarello (1672) che vide la vittoria della repubblica genovese.
©Ivana Palomba
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- 1. Carlo Varese, Storia della repubblica di Genova, dalla sua origine sino al 1814, Volume 7, Gravier, 1837, pag.40-41.
- 2. Guido Amoretti, Il ducato di Savoia dal 1559 al 1713: 1659-1690, Famija Turinèsia, 1987, pag. 90-91.
