Oct 302011
 

Il XVII secolo si potrebbe definire secolo della scienza, del metodo sperimentale, il secolo, fra i tanti, di Galileo Galilei, di Isaac Newton, di Boyle, di William Harvey, fu il secolo che porterà alla rivoluzione industriale. Quel Galileo (1564-1642) che, sebbene non inventore del telescopio, ne farà buon uso, trasformandolo in un prezioso strumento astronomico, per mezzo del quale osserverà stelle mai viste e scoprirà, fra l’altro, quattro satelliti che giravano attorno a Giove, oltre alla disposizione montagnosa delle superficie della Luna, alla fasi di Venere, alle macchie solari. Scoperte che elettrizzarono le discussioni scientifiche, contribuendo a diffondere ancor più il dibattito sull’eliocentrismo copernicano a livello europeo. Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è forse il suo scritto più famoso.
Da parte sua Newton (1642-1727), convinto delle tesi copernicane dell’eliocentrismo, e a conoscenza delle leggi di Keplero, perfezionò le nozioni di massa forza inerzia, sviluppando ancor più i lavori di Galileo. Newton, legato all’idea di un Dio cristiano creatore e sostenitore del Cosmo, un Dio senza il quale neanche la gravità sarebbe possibile.

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(Rivisto e aggiornato il 15 ottobre 2012)

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