Sep 292013
 

Nel percorso evolutivo dell’uomo, la creatività ha giocato uno dei ruoli fondamentali per lo sviluppo della società come oggi la conosciamo. Le diverse epoche storiche hanno visto nascere crescere e maturare idee che hanno portato trasformazioni in cui la condivisione delle conoscenze è stata fattore determinante.

Soffermando la nostra attenzione nel periodo che interessa questo blog, l’Età moderna, potremmo riflettere sul XVII secolo e sulle tante scoperte avvenute, dalle leggi che regolano la rifrazione della luce di Willebrord van Roijen Snell al barometro di Torricelli, dalla famosa legge di Boyle alla gravitazione universale di Newton. Scoperte che avevano uno dei tanti “semi”, per fare un esempio che ben conosciamo, nell’ingegno di Leonardo da Vinci.

Newton e il suo Philosophiae naturalis principia mathematica

Newton e il suo Philosophiae naturalis principia mathematica

Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti”, avrebbe detto Newton in una lettera a Robert Hooke (?) (1), quell’Isaac matematico fisico astronomo alchimista filosofo, autore fra l’altro del Philosophiae naturalis principia mathematica, prodotto, uomo-idee, di una “concatenazione” di eventi che veniva – non solo – dall’eliocentrismo di Copernico, passando per i movimenti dei pianeti di Keplero, etc.

Come a dire:

Un’idea è né più né meno che una nuova combinazione di vecchi elementi, [e] la capacità di portare i vecchi elementi in nuove combinazioni dipende in gran parte dall’abilità di vedere le relazioni. La disposizione mentale che conduce a una ricerca di relazioni tra i fatti è della massima importanza per la produzione di idee.” (2)

E la loro creatività, bisogna pur sottolinearlo, avvenne, almeno nel periodo rinascimentale, in un ambiente favorevole, quello delle corti che daranno l’avvio a progetti riflessioni discussioni di non poco conto, occupandosi di letteratura filosofia scienze astrologia matematica musica poesia pittura, materie connesse e interconnesse che permisero e permettono ancora oggi avere una visione d’insieme per meglio affrontare le sfide dell’ingegno.

La scuola di Atene, Raffaello Sanzio (1509-1511 ca.)

La scuola di Atene, Raffaello Sanzio (1509-1511 ca.)

Ma che cos’è la creatività per un uomo del XXI secolo? È la stessa di cento o duecento o trecento anni fa? È sfidare la natura? È andar controcorrente? Da dove bisogna partire? Forzando un po’ Cartesio:

La mia terza massima fu di vincere sempre piuttosto me stesso che la fortuna, e di voler modificare piuttosto i miei desideri che l’ordine delle cose nel mondo” (3), scriveva il filosofo e matematico francese nel XVII secolo.

Nel 1996 Steve Jobs rifletteva:

Creatività è semplicemente connettere le cose. Quando si chiede alle persone creative come hanno fatto qualcosa, si sentono un po’ in colpa, perché realmente non hanno fatto nulla, hanno solo percepito qualcosa. Dopo un po’, a loro sembra ovvio. Questo perché sono stati in grado di collegare le esperienze che hanno avuto e sintetizzare nuove cose. E la ragione per cui sono stati in grado di farlo è che hanno avuto più esperienze o hanno riflettuto di più sulle loro esperienze di altre persone.” (4)

L’inventiva, dunque, poggia sempre le basi su pilastri già abbozzati, su fatti eventi disegni pre-esistenti, su quel continuum storico di cui parliamo spesso, tale da poter affermare che l’invenzione della locomotiva a vapore dell’Ottocento è figlia degli esperimenti del Seicento di Thomas Savery e Thomas Newcomen, così come il Seicento è frutto del Cinquecento e via indietreggiando nel tempo.

Creatività è pur fantasia, arte di improvvisare, estro. Facciamo un salto temporale e guardiamoci questo interessante spezzone di un famoso film del 1936 di Charlie Chaplin, Tempi moderni.

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Parole immagini musiche che giocano a “creare” emozioni valide ancora oggi e che servono a preparare il terreno a nuove “realizzazioni”, gioco che divide un passaggio dal cinema muto a quello parlato – 1926/’27. Chaplin vide e visse quel cambio, difficile da assimilare per un attore abituato a recitare con il corpo, difatti solo nel 1940 si dedicò al suo primo film sonoro, Il grande dittatore.

Immagini che potrebbero condurre a muoverci con disinvoltura fra le varie discipline, per esempio ritornando all’arte impressionista del XIX secolo, movimento di partenza di quella più moderna a noi contemporanea, o ancora nei primi tentativi di fotografia da parte di Nadar e le sue sperimentazioni nelle catacombe parigine con luce artificiale.

Oggi più che prima, dove tutto è interconnesso e molto più facile da condividere, dove la creatività è lavoro partecipativo, di più persone alla volta, dove tutto sembra essere capacità di “assemblare” varie parti, ascoltiamo cosa ci dice sir Ken Robinson sulla scuola.

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Qua mi fermo, segnalando un pensiero di Enzo Mari: da riflettere! (5)

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- 1. Attribuita a Bernardo di Chartres da Giovanni di Salisbury.
– 2. James Webb Young, A Technique for Producing Ideas: The simple, five-step formula anyone can use to be more creative in business and in life!, Waking Lion Press, 2009 [parte trad. a cura di G. Armato].
– 3. – Renato Cartesio, Discorso sul metodo, Mursia, Milano, 1991.
– 4. Wired, February, 1996 [parte trad. a cura di G. Armato] »»qua.
– 5. »»qua stralci dell’intervista per meglio comprendere le sue idee.

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Piccola bibliografia:

- Edward De Bono, Creatività e pensiero laterale, Bur, Milano, 2001.
– Edward De Bono, Il pensiero laterale, Bur, Milano, 2000.
– Fernando Trias De Bes, Philip Kotler, Marketing laterale. Tecniche nuove per trovare idee rivoluzionarie, ed. Sole 24 ore, 2008.
– Jules Henri Poincaré, Scienza e metodo, Einaudi, 1997.

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