Sep 212008
 

Continuiamo a scrivere di cartografia e fermiamo la nostra attenzione su un pittore, un incisore veneziano, Jacopo de’ Barbari (Venezia? 1450 ca. – Malines, Fiandre, 1515 ca.), che si distinse per un suo particolare stile, essendo, a mio avviso, uno dei precursori del trompe l’oeil.

Siamo in pieno Rinascimento, il nostro artista, divenuto famoso in vita, lavorò per celebri personaggi, fra i quali Massimiliano d’Asburgo e Margherita d’Austria. Pare che Dürer lo abbia chiamato suo maestro e addirittura lo abbia conosciuto personalmente nel suo primo viaggio a Venezia. Così di lui annotava:        

  

[…] Non ho trovato nessuno che abbia scritto qualcosa sui canoni delle proporzioni umane, eccetto un uomo chiamato Jacob, nato a Venezia e pittore affascinante. Mi mostrò le figure di un uomo e una donna, ché realizzò in base a dei canoni matematici di proporzione, così ebbi modo di vedere ciò che intendeva, anche se egli non volle mostrarmi completamente i suoi principi, come intesi chiaramente.”


Di lui, in questo breve articolo, ci interessa la stupenda e pregiata silografia della Pianta di Venezia, un lavoro certosino pieno di dettagli, particolari, rifiniture, mappa edita da Anton Kolb nel 1500, lavoro prodotto, si crede, da un solo uomo che impiegò tre anni a finirlo. Capolavoro della cartografia di quei tempi – e non solo -, la cartina rappresenta la città lagunare nei minimi dati, nelle calli ben definite, nei palazzi, nelle navi che entrano in porto, il tutto visto dall’alto, come fosse da un uccello in volo, una sorta di fotografia aerea. De’ Barbari fu uno dei primi a stabilire criteri del tutto innovativi sia per le dimensioni, sia per l’eleganza del lavoro. Ma non bisogna dimenticare che ancora nel XVI secolo, le carte geografiche erano “altresì veicoli di ulteriori significati astratti o concettuali” (1), nel senso che illustravano anche particolari idee o specifici avvenimenti, così come potevano essere mezzo di informazione e propaganda.

Da notare, fra le tante cose, l’elegante campanile di San Marco.          

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1. Juergen Schultz, La cartografia tra scienza e arte, Franco Cosimo Panini, Modena, 2006, pag. 50.

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- Un bellissimo link per scoprire le varie parti della xilografia: http://www.tridente.it/venetie/map/map.htm

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(Articolo rivisto e aggiornato il 7 Febbraio 2012)

Sep 192008
 

Mondo buio, medioevo tenebroso lo hanno chiamato, e spesso ancora oggi qualche profano si arrischia a dire. Ma ben altro è l’ultima parte di quei notevoli e decisivi anni che daranno vita all’Umanesimo, al Rinascimento, alla stampa con i torchi e via dicendo.

Stavolta ci soffermeremo a curiosare alcune mappe, quelle mappe che hanno giocato un ruolo spesso decisivo, a volte tenute segrete, a volte oggetto di culto, a volte oggetto di scontri e guerre, spesso e volentieri di propaganda e informazione. Dunque, le carte geografiche dicono tanto, rivelano terre nascoste, parlano di mondi sconosciuti, narrano concetti talvolta ideali, poco concreti. Ne propongo tre del XV secolo, prima della scoperta dell’America da parte del nostro Cristoforo Colombo. Sono da dettagliare con estrema cura, almeno per l’epoca.

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Questa prima mappa è del veneziano Fra Mauro, elaborata assieme al suo collaboratore Andrea Bianco. Del 1459, rivela le conoscenze geografiche dell’epoca, riprese da precedenti mappe, da resoconti di viaggi, da testi per quanto possibile autorevoli. Risalta per la singolare scrupolosità, per i dettagli e per una peculiarità: il nord è sotto.

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Un’altra mappa la possiamo osservare in questo affresco del 1477 del pittore Bramante, affresco che sarà poi trasferito su tela, e in cui si rappresenta Eraclito e Democrito. Anch’essa raffigura il mondo conosciuto all’epoca.

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Eccone un’altra, rara, curiosa, rivoluzionaria, è la mappa dell’ammiraglio cinese Zheng He, del 1418. Nulla da dire, esaminatela con attenzione, per favore.

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Aggiunto il 19 Giugno 2011:

Di seguito la cosiddetta “Carta genovese” in cui si rappresenta il mondo allora conosciuto intorno l’anno 1457. Da notare la forma lenticolare, forma poco o del nulla usuale.


Mar 292008
 

Spesso bisogna mettere da parte le parole per dare spazio alle immagini, affinché un concetto sia evidente e resti nella nostra memoria fotografica.

Il XVI sec. fu un secolo di sviluppo, di rinascita, di evoluzione, di emigrazione dalle campagne verso le città. Furono anni di guerra, di lotte, di sangue sia per cause religiose che politiche, basta solo pensare al Sacco di Roma del 1527, o alle guerre di religione francesi.
Pubblico le mappe di cinque città italiane che all’epoca ebbero una buona espansione economica, sociale, politica. Le cartine si riferiscono esattamente all’anno 1572.

Cagliari, 1572

Cagliari, 1572

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Napoli, 1572

Napoli, 1572

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Firenze, 1572

Firenze, 1572

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Palermo, 1572

Palermo, 1572

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Venezia, 1572

Venezia, 1572

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Aggiungo quanto segue in data 19 Giugno 2011:

una mappa presa dalle Trés riches heures (1412-1416 ca.), il libro d’ore del duca di Berry (1340-1416), in cui i fratelli francesi Limbourg rappresentano, seppur in modo approssimativo, i principali monumenti della città di Roma.

Les Très Riches Heures du Duc de Berry, Roma, 1412-1416

Dec 272007
 

Due immagini che rappresentano il mondo conosciuto nel XVI secolo.
Laurent Fries (1485 ca.-1532) è l’autore della prima mappa, a forma di cuore, alsaziano, matematico, e fisico.
La seconda rappresentazione è di Oronce Finé (1494-1555), matematico e cartografo di origine francese, mappa in cui appare, forse per la prima volta, il termine America.

Mappa del mondo di Laurent Fries, 1522

Mappa del mondo di Oronce Fine, 1536

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Aggiornato al 19 Giugno 2011:

una mappa del matematico e cartografo inglese Edward Wright (1561-1615). È evidente l’evoluzione fra le prime riportate sopra e questa di fine secolo, infatti, oltre ad essere veramente curata, almeno per l’epoca, sarà punto di riferimento e di partenza per i cartografi del secolo successivo e dove non trova informazioni geografiche Wright lascia lo spazio in bianco.

Edward Wright, mappa del mondo, 1599

Oct 072007
 

L’Europa al tempo di Carlo V d’Asburgo, XVI secolo, imperatore appassionato alle mappe, alla cartografia, a tal punto da “contagiare” anche la moglie Isabella d’Aviz che, scrivendo nel 1536 al viceré del Messico, diceva: “Desideriamo fortemente ricevere una pianta o dipinti delle città principali, porti e contorni costieri del territorio…” (1).

L'Europa al tempo di Carlo V, XVI secolo

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1. in David Buisseret, I nuovi mondi. La cartografia nell’Europa moderna, ed. Sylvestre Bonnard, Milano, 2004, pag. 90.

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(Articolo rivisto e aggiornato il 07 Febbraio 2012)