Sep 172008
 

Pistoia, 13 settembre 2008

Caro Alessio,

interessante leggere l’excursus storico che hai proposto nella tua passata lettera, e non posso far altro che concordare, giacché il latino per molto tempo, dopo l’invenzione gutenberghiana, fu la lingua maggiormente stampata almeno sino a tutto XVI e buona parte del XVII secolo.

Indubbio, il passaggio al volgare fu lento, progressivo, azzarderei a dire, un continuum di quel progresso linguistico che identificava le nazioni europee, avvenendo quasi contemporaneamente in Italia, Francia, Germania, e via dicendo, ognuno con i suoi particolari, ognuno a suo modo; e la stampa collaborò.

Del volgare se ne farà interesse Lutero, che imprimerà migliaia di pamphlet in tedesco per diffondere le sue idee, affinché queste potessero raggiungere la base di una nazione, il popolo, il volgo, il cittadino, il contadino, ma anche il borghese. Tutto questo mentre la Chiesa sonnecchiava, indecisa sul da farsi. Poi, con la Controriforma, siamo già a metà del ’500, anch’essa accoglierà, seppur malvolentieri, il volgare come lingua per divulgare i suoi concetti.

Ma la Chiesa vieterà, ostacolerà che dai torchi uscissero libri che potessero danneggiarla, non solo spiritualmente o moralmente, ma anche economicamente. Nasce così, nel 1559 per ordine di Paolo IV, l’Indice, quell’elenco di libri vietati fra i quali era additato finanche il povero Boccaccio o addirittura il Petrarca, per non dimenticare Rabelais, Giovanni Della Casa, Pietro Aretino.

Pensavo, caro amico, che più una cosa si impedisce, più la gente ha curiosità di sapere il perché, cosa, come, per cui l’oggetto vietato ha più fama e gloria di quello libero. Allora come oggi, nulla cambia nel lento trascorrere dei tempi!

Bene, dicevo, le interdizioni della Chiesa fecero sì che le pubblicazioni diminuissero di numero e che codeste fossero mirate e ben precise, ma nello stesso tempo aumentarono i libri clandestini, i libri importati – anche – da quelle zone in mano ai protestanti, i libri riprodotti in case private, e a tal proposito ricordo il famoso stampatore napoletano Lorenzo Ciccarelli che fra il 1710 e il 1720 dette vita a tanti testi che pochi si azzardavano a presentare.

Di conseguenza, il lettore, il lettore cattolico, doveva stare attento a non peccare, visto che leggere un libro proibito era disobbedire alla Madre Chiesa, peggio ancora se nella sua biblioteca albergava simili opere, ecco dunque nascere un nuovo senso di colpa.

Attenzione però, anche da parte protestante le cose non andavano in modo diverso, certamente non erano tanto i divieti quanto codesti appena citati, e mai ben organizzati. In ogni modo, per esempio, lo stesso Calvino sosteneva che non tutto il popolo era preparato a leggere qualunque cosa, per cui bisognava controllare la produzione e diffusione delle opere. Tutto ciò accadeva nei primi secoli dopo l’invenzione di Gutenberg.

Mi sorge spontanea, in questo preciso istante, una domanda: da parte politica, re, imperatori, principi e reggenti, come vedevano costoro la stampa? La accettarono volentieri, negarono anch’essi pubblicare opere?

Ecco dunque che la nostra conversazione si fa interessante, entriamo in un campo tanto vasto quanto il mondo intero, nello stesso tempo pericoloso da giudicare, comparare, misurare.

Ti lascio l’interrogativo, me ne vado a prendere un caffè e a riflettere su ciò che accade ai giorni d’oggi.

In attesa di presto vederci, un abbraccio.

Rino.

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- Rino ad Alessio (I)

- Rino ad Alessio (III)

Immagine: Paolo Belmesseri, Opera poetica, Parigi, Simon De Colines, 1534. Silografia.

Feb 122008
 

Talvolta bastano poche righe per inquadrare un periodo storico. Il 1527 fu un anno pieno di rilevanti episodi, di feroci battaglie, di interessanti fatti. Ricordiamone alcuni.

Carlo V, ritratto da Tiziano, 1548- Sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi di Carlo V. La Città Eterna fu saccheggiata, molte opere d’arte furono bruciate, rotte, incenerite, trafugate. Roma visse uno dei momenti più tragici della sua storia.

- Ancora Roma, seconda metà del 1527: la peste, durante un’estate drammaticamente calda, colpì duramente popolazione e invasori.

- Nasce Giuseppe Arcimboldi, famoso per i suoi quadri manieristi, di composizione allegorica, grottesca, quasi surreali. Ricordiamo i particolari ritratti da lui eseguiti in cui animali, fiori, frutta e oggetti si compongono per formare una figura umana.

- Dal 1527 al 1530 si istaura una nuova repubblica a Firenze, repubblica che cadde dopo appena tre anni sotto i colpi delle truppe di Carlo V, che aveva promesso al papa Clemente VII il ritorno mediceo al governo della città.

- Anno degli affreschi di Andrea d’Agnolo soprannominato Andrea del Sarto, pittore fiorentino, eseguiti per il refettorio del convento di San Salvi, in Firenze, affreschi che rappresentano il Cenacolo. Andrea è anche famoso per aver avuto come allievi Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino, Pontormo.

Luca Cambiaso, Ercole- Luca Cambiaso nasce proprio nel 1527, in quel di Genova. Cambiaso fu un pittore straordinario che dedicò tutta la sua vita alla pittura e all’arte in generale, lavorando sia in Italia che in Spagna per Filippo II.

- Muore Carlo di Borbone, conestabile di Francia, nell’attacco a Roma. Era membro di una delle più importanti famiglie aristocratiche francesi. Si era alleato con Carlo V, in quanto il re di Francia Francesco I avanzava pretese sui territori apportati dalla moglie Susanna di Borbone.

- Proprio in quest’anno, il re Enrico VIII d’Inghilterra si impegnava nel voler far annullare il suo matrimonio con Caterina d’Aragona, per sposare Anna Bolena. Papa Clemente VII lo proibì.

- Nasce a Valladolid, il 21 maggio, Filippo II, futuro re di Spagna. Suo padre era Carlo V e sua madre Isabella del Portogallo. Salì al potere quando la Spagna era al culmine della sua potenza militare, politica ed economica.

- Si inizia la costruzione del pozzo di San Patrizio a Orvieto, voluto da papa Clemente VII che credeva imminente un assedio da parte di Carlo V. Il pozzo doveva servire come riserva d’acqua.

- Nel 1527, dopo che la rivolta dei contadini fu domata, la Sassonia adottava il credo di Lutero come religione ufficiale di Stato.

Niccolò Machiavelli- Muore Niccolò Machiavelli a Firenze, grande scrittore, storico, uomo politico e filosofo.

- Nasce a Vienna Massimiliano II d’Asburgo, successo al padre Ferdinando I. Massimiliano è famoso per aver cercato di riconciliare cattolici e protestanti, tentativi falliti. Garantì però un periodo di pace religiosa.

L’elenco potrebbe continuare per molte pagine. Qua mi fermo sottolineando che ogni epoca, ogni periodo, ogni anno ha le sue vicende positive e meno positive, affascinanti e meno affascinanti, interessanti e meno interessanti, ma, alla fine, ciò che conta è che questi eventi fanno parte del nostro passato, dei nostri ricordi, della nostra storia di esseri umani, fanno parte della nostra coscienza storica.