di Daniela Nutini
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Jean Antoinette Poisson era parigina.
Figlia di un vettovagliatore, François Poisson, dell’esercito che fu preso in simpatia dai fratelli Pâris, i famosi commissari degli approvvigionamenti che lo usarono in mille modi; poi incappò in un processo ingiusto, fu riabilitato ed ebbe incarichi sempre di maggior spicco, stavolta dal governo del Re.
La madre fu Maddalena de La Motte, bellissima, ricca borghese che durante la disgrazia del marito intrecciò un legame con uno dei fratelli Pâris, e anche con l’appaltatore Le Normant, amico e protettore di artisti e letterati. Al ritorno di Poisson, vissero tutti d’amore e d’accordo: quello era il clima dell’epoca!
E tutti, a quanto pare, in adorazione di Jeanne, subito soprannominata Reinette, per la profezia di una indovina, ”sarai quasi regina“, le fu detto e tutti parvero lavorare per attuarla, questa profezia.
Reinette era graziosissima e aveva “spirito”, che allora voleva dire intelligenza, buon gusto, contegno, finezza, senso dell’arte, cultura. La ragazza fu allevata senza badare a spese: sapeva cantare, ballare, recitare benissimo, incideva pietre preziose, conosceva diverse lingue, dipingeva. Si mise in luce cantando l’aria dell’Armida di Lully in una serata in cui ricevette l’abbraccio della contessa di Mailly, prima favorita del re, e da allora fu l’astro di tutti i salotti.
Reinette ebbe così modo di frequentare i più bei spiriti dell’epoca. Oltretutto era graziosissima: una carnagione di alabastro, le sue mani e le sue braccia erano un incanto. I capelli tra il castano e il biondo, gli occhi variavano dal nero al grigio al celeste secondo la luce e l’espressione del viso. Una splendida giovane donna, insomma. Come tutte le belle donne dell’epoca aveva un segreto desiderio, arrivare al Re.
Intanto, Le Normant la fa sposare con il proprio figlioccio, signore di Étiolles. I due giovani si amano abbastanza, Reinette, pur nel turbine della vita mondana, gli è fedele. Dice scherzando che soltanto Sua Maestà potrebbe farle dimenticare il “dovere”.
Intanto si industria di incontrarlo in tutti i modi possibili. Confinando le sue terre con le foreste in cui Luigi va a caccia, si fa vedere da lui come una ninfa fuggitiva, vestita di blu o di rosa, mentre guida lei stessa la sua elegante vettura.
Lei dispone anche di un potente alleato, Beinet, primo cameriere del Delfino e lontano parente del marito. Arrivano in tal modo gli inviti: piccole feste, intrattenimenti, fino al fatale carnevale del ’43, dove Reinette si presenta vestita da Diana Cacciatrice. Il Re adora i balli mascherati, stavolta si è vestito da alberello di tasso con altri amici, tutti uguali, per non farsi riconoscere. Egli vede la splendida Diana, la corteggia, la riconosce poi per la Ninfa dei boschi vestita di rosa, con lei va via dalla festa e da quel momento in poi Madame d’Étiolles si vede spesso a Palazzo, conquista il Sovrano, lo fa innamorare, lo seduce con le sue virtù e la bellezza del suo cuore, lo avvince.
Il Re ha in mente di presentarla a Corte, farla nobile e farne la sua amante. Nel frattempo Monsieur Le Normant d’Étiolles si incarica di avvertire il nipote che la moglie è destinata al Re e che quindi non faccia storie: il giovane piange, ma si rassegna, ritirandosi nelle sue terre e seguendo la sorte di tutti i mariti delle amanti in carica ai Sovrani di Francia.
Luigi vuole che la sua Reinette sia impeccabile negli usi di corte, sa già quali scogli dovrà superare questa semplice borghese e desidera evitarle ogni critica sulle questioni di etichetta. Versailles è difatti un mondo a parte dove le dame di corte si distinguono, per esempio, per l’andatura a passi piccolissimi, che le fa sembrare tante bamboline che scivolano su lucidi pavimenti. Così Jeanne passa la sua ultima estate da sola, a Étiolles, in campagna, con Voltaire e l’abate Bernis e la figlia Alexandrine, un’estate felice, e mentre riceve le missive d’amore del Re, che è al campo in guerra contro gli inglesi, impara la condotta perfetta, il tratto personalissimo, la nobiltà dei modi e di cuore che la distingueranno d’ora in poi negli anni in cui sarà Jeanne Antoinette, Marchesa di Pompadour.
© Daniela Nutini












