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Marc Bloch, due libri

Non si può studiare la Storia senza aver approfondito Marc Bloch, senza aver capito l’importanza dei suoi suggerimenti, dei suoi lavori, del suo modo di affrontare una ricerca. Di seguito due testi da leggere con somma attenzione.

L’importanza della memoria collettiva, del comprendere e del non giudicare, alcuni dei punti fondamentali del pensiero del grande storico. Apologia della storia o Mestiere di storico, oramai un classico, ci da le basi tecniche, ci mostra i mezzi artigianali con cui lavorare per riuscire nell’intento di un’indagine professionale. Libro da leggere e rileggere, da tenere sempre a portata di mano.

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Storici e storia raccoglie una serie di articoli che spaziano dalla metodologia agli strumenti di lavoro, dal ritratto di alcuni storici all’insegnamento della stessa storia, e via dicendo, un libro insomma che ci porta a scoprire un Bloch preciso, chiaro, consapevole dell’importanza della storia come scienza.


I libri, l’Europa e Philippe Daverio

Base del moderno sapere, i libri hanno avuto un’importanza determinante nello sviluppo della nostra civiltà, vuoi occidentale che orientale. Ciò che una volta si affidava all’oralità, poi si è custodito nei libri, in quelle pagine scritte che hanno raccolto e raccolgono informazioni di tutti i tipi. Oggi, età del computer, era dell’iPad, epoca delle comunicazioni veloci e visive, sembra che i libri, poco a poco, stiano passando di moda, eppure hanno costruito – anche ma non solo – il sapere, le basi della nostra Europa. Philippe Daverio ce ne parla in questo splendido documentario.


Due libri sulla storiografia digitale

Oramai da qualche decennio viviamo nell’era di internet, della rete, di una più facile e “semplice” condivisione, e la Storia, lo studio degli avvenimenti, deve per forza maggiore adeguarsi ai tempi. Lo storico contemporaneo ha bisogno di, oltre saper analizzare, per esempio, la veridicità di un testo manoscritto o a stampa, conoscere i limiti della digitalizzazione dei documenti, delle fonti, delle testimonianze, deve aver dimestichezza con i nuovi mezzi che le scienze mettono a sua disposizione.

Di seguito due libri per avvicinarsi al mondo della storiografia nell’era del computer, ai problemi connessi, alle difficoltà da affrontare, agli ostacoli che si incontrano.

La storiografia digitale, a cura di Dario Ragazzini, UTET ed., è un testo che si domanda, fra le altre cose, cosa si trova in rete, come aggiornare un “vecchio” mestiere, insomma problemi concettuali e complicazioni pratiche che il nuovo medio presenta.

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Stefano Vitali, Passato digitale, Bruno Mondadori ed., ci introduce nel mondo della memoria documentata in formato digitale. Un libro necessario per avvicinarsi alle nuove sfide che lo storico deve superare, fra cui la sfida dell’immaterialità del testo.


Cucina e ricette rinascimentali, tre libri

I banchetti, durante il periodo rinascimentale, ebbero maggiore diffusione che nei decenni precedenti, pranzi, cene, feste e via dicendo acquistarono una certa rilevanza nelle corti italiane ed europee in generale. Il cibo divenne segno di opulenza, di distinzione e, ancor più, se era preparato e servito in determinate maniere e da famosi cuochi, coppieri, trincianti…
Di seguito tre libri che ci introducono nelle cucine e nelle ricette dell’epoca.

Cristoforo da Messisbugo ci presenta il suo Banchetti, composizioni di vivande e apparecchio in generale, un libro di uno dei cuochi più famosi del ’500. Fra i tanti particolari ci descrive avvenimenti artistici e letterari che si svolgevano prima e dopo i pasti.

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Più che di ricette, il volume di Claudio Paolini, A tavola nel Rinascimento. Luoghi, arredi e comportamenti, si occupa delle professioni e degli oggetti che giravano intorno al banchetto rinascimentale, non perdendo l’occasione di parlare di galateo e comportamento.

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Novanta ricette per deliziare il nostro palato come fossimo nel Cinquecento. Françoise Sabban e Silvano Serventi, A tavola nel Rinascimento, ci servono piatti tipici di quel periodo in ricette di facile preparazione. Il commento storico ne arricchisce l’esperienza.


Tre libri su Luigi XIV, Re Sole

Figura chiave della storia moderna, simbolo dell’Ancien régime, Luigi XIV è stato da sempre studiato nei più disparati aspetti della sua vita pubblica, ma anche privata, giacché nel privato fece mostra ed esempio di sé, una vita, potremmo azzardare dire, da teatrante sul palcoscenico dell’Europa del Seicento.
Di seguito tre libri che ci introducono e ci danno tre aspetti diversi del sovrano più amato e odiato del tempo.

Peter R. Campbell, nel suo Luigi XIV e la Francia del suo tempo, partendo da un ben preciso contesto storico, ci porta a scoprire un personaggio prodotto del XVII sec., espressione dell’assolutismo, un personaggio, forse, compromesso fra i vari ceti sociali dell’epoca.

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Scritte nell’arco di cinque anni, fra il 1666 e il 1671, queste Memorie di Luigi XIV, di cui G. Pasquinelli è il redattore, sono una serie di consigli per l’istruzione del Delfino. I suggerimenti, di particolare interesse, sono stati annotati da Périgny e Pellisson, segretari.

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Interessante lo spaccato che appronta Antonia Fraser in Gli amori del Re Sole. Luigi XIV e le donne, un panorama su un sovrano che viene ponderato nei diversi aspetti della vita, come figlio, padre, sposo, amante, aspetti che si possono dire sfumature di uno stesso carattere.


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