Sul Rinascimento in questo blog si è parlato a lungo, vi mando ad alcuni articoli (»»»qua) e a un ebook (»»»qua).
Non vi è penuria di testi per approfondire il periodo in questione, così copiosa è la letteratura in generale relativa ai secoli XV e XVI. Di seguito ne ho scelto due che lo trattano, anche ma non solo, da un punto di vista culturale.

Peter Burke, grande storico contemporaneo, con il suo Il Rinascimento europeo, centri e periferie, ci porta a scoprire quegli eventi che hanno caratterizzato non solo Firenze o Roma, ma anche Avignone, le Fiandre, la Svezia, la Polonia, i paesi dell’Europa settentrionale, insomma quelle periferie pur’esse, in un modo o l’altro e talvolta dopo anni o decenni, raggiunte e interessate dal risveglio dell’uomo delle arti delle lettere del sapere in generale. Un libro che affronta un periodo di solito trascurato, un tardo Rinascimento che va dal 1530 al 1630 circa, investigando fino a che punto il Rinascimento è entrato nel quotidiano vivere.
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Non è mai inutile sottolineare l’importanza di leggere Eugenio Garin, considerato uno dei più autorevoli storici della filosofia e della cultura umanistica e rinascimentale, studioso che ha messo in evidenza personaggi come Coluccio Salutati, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, che ha dato un valore culturale all’astrologia, e via dicendo. Dei suoi tanti studi segnalo La cultura del Rinascimento.
Scrive l’autore: “Il Rinascimento è, innanzitutto, un fatto di cultura, una concezione della vita e della realtà che opera nelle arti, nelle lettere, nelle scienze, nel costume…”, un movimento che cerca di distaccarsi dall’ambito religioso e vedere l’insieme in modo laico, il tutto, per noi, in un evidente continuum storico. E l’Italia sarà punto di nascita, sarà base da cui partirà una nuova forma di considerare e vivere la vita, sarà culla della moderna civiltà.