Nov 282015
 
Italia, 1494 (Wikipedia)

Italia, 1494 (Wikipedia)

“… d’improvviso, tra il 1494 e il 1538 sull’Italia si abbatterono i cavalieri dell’Apocalisse. Il Paese divenne campo di battaglia di un conflitto internazionale che coinvolse Spagnoli, Francesi, Germanici. Con la guerra vennero le carestie, le epidemie, le distruzioni del capitale e le interruzioni dei traffici…” (1)

L’Italia dell’Umanesimo e del Rinascimento fu altresì terra di conquista e battaglie fra la fine del XV secolo e la prima metà del XVI, fino alla pace di Cateau-Cambrésis del 1559 che metteva d’accordo, in un certo qual modo, Francia e Spagna, quella Francia di Carlo VIII che era sceso fino a Napoli dicendo esser sua possessione per proprietà dinastica.

Ampliamo un po’ più gli orizzonti ed evidenziamo almeno 5 congiunture che si presentarono nella nostra penisola in quei cinquanta anni, una serie di intrecci che andavano oltre i nostri confini e interessavano mezza Europa.

– 1. Oltre a rompersi equilibri politici, che fra l’altro erano sempre instabili e precari, il Cinquecento vide la nascita di movimenti religiosi che si facevano viepiù contrari ai dettami della chiesa cattolica, Lutero e Calvino fra questi, preceduti da Zwingli e ancor prima da Jan Hus.

– 2. Epoca caratterizzata da uno sviluppo culturale che vedeva l’Italia in prima fila, un Rinascimento che metterà l’uomo al centro del “mondo”, un uomo che prende sempre più coscienza delle proprie capacità. Ne abbiamo parlato a lungo in questo ebook »»qua.

– 3. Le guerre d’Italia portarono anche carestie e peste, calamità che si abbatterono in modo diseguale su buona parte delle regioni, così come in forma e maniera diversa su pianure, montagne, città, villaggi, paesi, e sui vari ceti sociali. Basta ricordare le pesti del 1522 in Sicilia, Roma, Perugia, Firenze (2).

Entrata di Carlo VIII a Firenze nel 1497, di Francesco Granacci, 1518

Entrata di Carlo VIII a Firenze nel 1497, di Francesco Granacci, 1518

– 4. Periodi di maltempo – abbassamento delle temperature – si alternavano sempre più a periodi “normali”, ricordiamo essere nella cosiddetta Piccola glaciazione, anni dunque di raccolti magri, penuria di alimenti, quindi malnutrizione e fame… crisi demografica.

– 5. In tutta questa agitazione, c’era chi si dedicava a magnificare l’arte, fra questi Michelangelo con la volta della Cappella Sistina (1508-1512), il Giudizio Universale (1534-1541) e tanto altro ancora.

È bene però considerare l’opinione di alcuni autori, vedi Braudel che diceva esser stati sì decenni di crisi e calamità in generale, ma:

“… non si deve pensare ad un orrore permanente: vi furono alcune pause [nella guerra]; vi furono spostamenti di truppe relativamente tranquilli… E insomma le guerre d’Italia non ne hanno intaccato profondamente la salute economica. La penisola ha certo sofferto, ma le sue sofferenze sono diluite in un tempo lungo: a seconda dei periodi vi furono regioni devastate, altre risparmiate. (3)

Nel frattempo il veronese Bartolomeo Tromboncino (1470 ca.-1535), autore anche di frottole, suonava “Non mi pento esser ligato”. Di seguito nell’esecuzione del cantante e arpista Matteo Zenatti:

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– 1. Carlo M. Cipolla, Storia economica dell’Europa pre-industriale, il Mulino, 2009, pag. 308.
– 2. vedi: Guido Alfani, Il Grand Tour dei cavalieri dell’Apocalisse. L’Italia del «lungo Cinquecento» (1494-1629), Marsilio, 2010, pos. kindle 1755.
– 3. Fernand Braudel, Il secondo Rinascimento, Einaudi, 1987, pag. 46.

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Suggerimento letture:

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Sep 232015
 

Dicono che l’Italia è un Paese di poeti santi e naviganti, dicono anche che pizza e spaghetti ci identificano, e qualcuno dice altresì che tanti furono i capitani di ventura al soldo dei più grandi imperi europei così come delle piccole realtà comunali. Alcuni di questi risaltano nella Battaglia di San Romano del 1432, il tolentinato Niccolò Mauruzi (1350 ca.-1435), Michele Attendolo da Cotignola (1370-1463), Bernardino della Ciarda (?-1437).

Uno scontro durato più di sei sette ore, quello a San Romano (Pisa) del 1° Giugno del 1432, fra fiorentini comandati proprio da Niccolò da Tolentino e senesi capitanati da Bernardino della Ciarda, un successo politico di Cosimo il Vecchio. Il vero committente di quel trittico che Paolo Uccello (1397-1475) preparò e che oggi è, ahimè, diviso e sparso per l’Europa, sembra esser stato il ricco mercante Lionardo Bartolini Salimbeni, sostenitore di Cosimo, avendo partecipato agli scontri. Trittico così distribuito:

Niccolò da Tolentino alla battaglia di San Romano (1438-1440 ca.), Paolo Uccello

Niccolò da Tolentino alla battaglia di San Romano (1438-1440 ca.) è alla National Gallery di Londra;

Disarcionamento di Bernardino della Ciarda nella battaglia di San Romano (tra il 1435 e il 1455), Paolo Uccello
Disarcionamento di Bernardino della Ciarda nella battaglia di San Romano (tra il 1435 e il 1455) è alla Galleria degli Uffizi a Firenze;

Il contrattacco di Michele Attendolo da Cotignola a fianco dei fiorentini nella battaglia di San Romano (1455 ca.), Paolo Uccello
Il contrattacco di Michele Attendolo da Cotignola a fianco dei fiorentini nella battaglia di San Romano (1455 ca.) al Museo Louvre di Parigi.

Al di là delle geometrie degli animali e degli uomini, al di là dei colori poco reali dei cavalli le cui pose sono talune rare e curiose, è la descrizione di un evento storico del XV sec. ciò che a noi qua interessa, in cui il pittore fiorentino mette in rilievo la forza delle armi, dei vessilli al vento, delle lunghe lance, delle pericolose balestre, delle forti armature, la massa dei cavalli, la decisione dei condottieri nelle cariche offensive. Una potente evocazione del caos che la guerra porta e delle sue conseguenze, un caos che accentuerà le sue dinamiche con l’introduzione delle armi da fuoco di lì a poco, e che nel trittico dell’Uccello non sono ancora presenti.

Eppure un altro dettaglio si può cogliere nella presentazione pittorica, quello dei condottieri, peculiarità – certamente non solo – dei Comuni italiani di fine Medioevo inizi Età moderna, uno per tutti il ben famoso Federico da Montefeltro (1422-1482). Personaggi che si preparavano senza remore ai conflitti e pronti a cambiar di bando se il salario offerto dall’altro era più conveniente, di solito ingaggiati per brevi periodi, 3-4 mesi, con un contratto rinnovabile di volta in volta. Pericolosi impresari di guerra la cui fortuna inizierà lentamente a declinare con l’avvento della polvere da sparo, degli archibugi, dei cannoni, e dei primi eserciti permanenti del XVII sec.

E non bisogna dimenticare che venivano in Italia anche da lontano, combattendo per Siena Pisa Firenze Milano Vaticano…, vedi a mo’ d’esempio l’inglese Sir John Hawkwood (1320 ca.-1394), italianizzato dal Machiavelli come Giovanni Acuto, cui lo stesso Paolo Uccello affrescherà in una parete interna sinistra del Duomo di Firenze. Tanto famoso da restare in Italia e combattere, per uno o l’altro bando, per quasi 30 anni. O il tedesco Hermann Vesternich, nella busta paga di Firenze per circa 20 anni (1).

E allora viene in mente Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526), capitano di ventura che lotta contro i lanzichenecchi durante la loro discesa verso Roma, poco prima del Sacco del 1527, soldati di ventura pur loro:

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– 1. Alexander Lee, The Ugly Renaissance, Doubleday, 2014, pag. 281.

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Jun 262015
 

Il Rinascimento, un’introduzione


Come si presenterebbe ai nostri occhi una cucina tipica rinascimentale del ceto medio-alto? Quali elementi di ieri sembrerebbero ancora attuali? Che oggetti l’arrederebbero?

Niente di meglio che andare a scomodare un famoso veneziano, Bartolomeo Scappi (1500-1577), cuoco “secreto” prima di papa Pio IV e poi di Pio V. “Vediamo” e analizziamo la cucina in questione grazie alle seguenti immagini tratte dal suo prezioso libro: Opera dell’arte del cucinare, del 1570.

Nell’ebook qui a fianco, parliamo di lui, di alcune sue ricette, del suo tempo, trattiamo dell’Età rinascimentale in generale con preziosi e curiosi dettagli (leggi l’anteprima e l’Indice generale cliccando sull’immagine a sinistra).

Cucina rinascimentale

Cucina rinascimentale

Cucina nel Rinascimento, 1570, B. Scappi

Mestoli e multiformi oggetti, cucina rinascimentale, 1570, B. Scappi

Cucina nel Rinascimento, 1570, B. Scappi.

Coltelli per ben determinati lavori, cucina rinascimentale, 1570, B. Scappi.

Brocche, mestoli, e varie, nel Rinascimento, di B. Scappi

Brocche, mestoli, e varie, nel Rinascimento, di B. Scappi

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Jun 112015
 

Il Rinascimento, un’introduzione


Prepariamo una ricetta di Martino di Como? Passeggiamo per la Roma rinascimentale, fra concubine prelati e papi? E Firenze, che ruolo ha avuto nel Quattro-Cinquecento?
Facciamo due chiacchiere con Erasmo, Vives e Moro? Entriamo nella corte di Lorenzo de’ Medici? E se nella spinta culturale italiana ci siano stati elementi della Rinascita di Costantinopoli prima della sua caduta?

Il presente ebook ci introduce in particolari aspetti del Rinascimento, periodo storico che tuttavia influenza il nostro quotidiano e che ha determinato la civilizzazione occidentale.

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Nov 272014
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Che importanza hanno avuto i salotti letterari nella diffusione della cultura illuminista? E durante la Rivoluzione francese? Chi era Madame Geoffrin? E Paul Henri Thiry d’Holbach? Che ruolo ebbero le donne francesi in questo periodo di cambi?

In questo ebook, fra i tanti capitoli, uno dedicato all’influenza dei salons durante l’epoca illuminista, caratteristica socio-culturale di una Francia che rompeva poco a poco i legami con il suo passato.

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Nov 162014
 

Boton quiz

  1. Quale fu il motivo principale per il quale si giunse alle Guerre d’Italia?
  2. Quale fu la scintilla che innescò i primi combattimenti di fine XV sec.?
  3. In quali anni avvenne il conflitto?
  4. Chi furono i due maggiori contendenti?
  5. In quale battaglia fu fatto prigioniero il sovrano francese Francesco I?
  6. Quale pace sancì definitivamente la chiusura delle contese?
  7. Alla fine degli eventi bellici, quale stato si eresse come potenza europea?
  8. Pur autonomo, da che parte stava il papato alla fine delle guerre?
Le truppe francesi entrano a Napoli, febbraio 1495, in Cronaca figurata del Quattrocento di Melchiorre Ferraiolo, 1498 ca.

Le truppe francesi entrano a Napoli, febbraio 1495, in Cronaca figurata del Quattrocento di Melchiorre Ferraiolo, 1498 ca.

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Risposte:

  1. La rivendicazione da parte di Carlo VIII di Francia al diritto del trono di Napoli, in quanto discendente di Maria d’Angiò, nonna paterna.
  2. La discesa in Italia delle truppe francesi che, incontrastate, raggiunsero Napoli nel febbraio 1495.
  3. Le principali battaglie avvennero fra il 1494 e il 1559, la maggior parte in territorio oggi italiano.
  4. Spagna e Francia furono i due principali belligeranti, accompagnati a loro volta dal Sacro Romano impero, da Venezia, dal Ducato di Milano, dallo Stato Pontificio e varie piccole realtà locali.
  5. Nella ben famosa battaglia di Pavia, 24 febbraio 1525, scontro in cui gli archibugi e i cannoni ebbero ruolo rilevante.
  6. La pace di Chateau-Cambrésis nell’aprile 1559.
  7. L’impero spagnolo si eresse per un buon secolo a venire come potenza europea, reggendo le sorti direttamente o indirettamente di buona parte dell’Italia, fra cui Sicilia, Napoli, Milano, Sardegna.
  8. Generalmente da parte spagnola, anche per l’appoggio ricevuto, prima da Carlo V e poi da Filippo II, alla Controriforma cattolica.
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Jan 062014
 
Lo Scheggia, Trionfo della Fama, 1449 ca.

Lo Scheggia, Trionfo della Fama, 1449 ca.

Giovanni di Bicci de’ Medici (1360-1429), fondatore del Banco Medici, viene considerato come uno dei primi esponenti di rilievo di una famiglia che tanta influenza ha avuto dagli ultimi decenni del Medioevo fino a inoltrata l’Età moderna, epoca in cui le loro decisioni hanno contribuito a dare un corso ben determinato alla storia dell’Europa. Condottieri, mecenati, duchi, granduchi, papi, cardinali, banchieri, i Medici di Firenze giocarono ruoli ben decisivi.

E fra tutti, Lorenzo de’ Medici è colui che ha rappresentato la famiglia, rendendola famosa ben oltre i confini patri, uomo che, grazie ai vari artisti di cui ha avuto intelligenza circondarsi, ha fatto sì che la Firenze di oggi – ma non solo la città – sia visitata da migliaia di turisti l’anno.

L’immagine di sopra (»»qua), Trionfo della fama (1449), è rappresentata in un vassoio commemorativo dell’epoca – desco da parto -, vassoio adoperato per portare vivande alla nuova madre, nel nostro caso a Lucrezia Tornabuoni (1425-1482), dipinto dallo Scheggia, Giovanni di Ser Giovanni (1406-1486) per celebrare la nascita di Lorenzo de’ Medici, 1449.

Di seguito, una serie di articoli per approfondire alcuni aspetti dell’epoca.

L’Italia rinascimentale in Europa.
I Medici rappresentati da Botticelli.
Lorenzo il Magnifico e alcuni suoi contemporanei.
I Medici e la congiura dei Pazzi nella Firenze del 1478.
Cosimo I de’ Medici e l’orologio.
Gli ultimi Medici.

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Sep 022013
 
Biblioteca Forteguerriana.

Biblioteca Forteguerriana, Pistoia

A casa mia, mi ritiro un po’ più spesso nella mia biblioteca,
da dove comodamente governo la mia casa.
Sono sull’ingresso e vedo sotto di me il giardino, la corte,
il cortile e quasi tutte le parti della mia casa.
Qui sfoglio ora un libro, ora un altro,
senz’ordine e senza programma, come capita;
ora fantastico, ora annoto e detto,
passeggiando, queste mie idee. […]”
(Michel de Montaigne, Saggi)

Con il passaggio dal Medioevo al Rinascimento si evolve poco a poco il concetto di “studium”, due periodi strettamente connessi in cui l’interesse per i testi classici prende ancor più forza con l’Umanesimo. E mentre prima i manoscritti erano patrimonio della Chiesa, degli ordini monastici e dei nobili, così come l’insegnamento veniva “dettato” principalmente da religiosi, con il Rinascimento, con l’invenzione dei caratteri mobili gutenberghiani, con il migliorare le condizioni di vita, con l’avvento della borghesia, i libri passano dall’essere esclusiva di pochi a risiedere anche nelle case dei più abbienti, destinati insomma a un pubblico sempre più ampio e maggiore.

Si sviluppa lentamente l’idea della condivisione, del mettere a disposizione i propri testi per dare possibilità a “chiunque” accedere ai classici greci e latini, e alle nuove pubblicazioni. Un percorso che porta nel trascorso dei secoli all’apertura, per gli interessati e non, delle collezioni una volta private.

Di seguito alcuni video che ci immettono nelle biblioteche in questione, che bisogna pur studiare nella complessità del tempo e del luogo.

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Iniziamo il nostro percorso visivo dalla Malatestiana, voluta dal Signore della città Novello Malatesta, unico esempio di biblioteca a tre navate. Sembra essere stata la prima in occidente che aprì le sue porte al pubblico, nell’agosto del 1455. I testi venivano legati ai banchi per evitare essere portati via.

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La biblioteca Marciana di Venezia ha una storia ben più complessa, sebbene debba l’esistenza al cardinale Bessarione, vescovo di Nicea, che donò nel 1468 la sua preziosa raccolta, contenente, fra l’altro, opere manoscritte di Esiodo, Eschilo, Aristofane, scritti di Aristotele ed Euclide. Già nel 1362, il Petrarca ne aveva proposto il progetto, ma alla sua morte i suoi libri andarono ai Signori di Padova, Da Carrara.

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I libri sono portatori di civiltà. Senza libri, la storia è silenziosa, la letteratura è muta, la scienza è inetta, il pensiero e la speculazione sono ad un punto morto. I libri sono i motori del cambiamento, le finestre sul mondo, i fari eretti nel mare del tempo“. (Barbara Tuchman)

Lo sapeva bene il nostro Federico da Montefeltro, la cui biblioteca privata, nel famoso Studiolo (1473-’76), pur non essendo una vera e propria biblioteca, ma solo una libreria di un principe, è degna di nota per la qualità dei codici che conteneva, raccolta famosa nel Quattrocento anche fra collezionisti: novecento codici, di cui seicento latini, centosessantotto greci, ottantadue ebraici e due arabi.

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Il destino di molti uomini dipese dall’esserci o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna”, diceva alla fine del XIX secolo Edmondo De Amicis. Agevolati stimolati privilegiati sembra essere stati quegli umanisti del tempo che dedicavano i propri lavori ai membri della casa d’Este, usufruendo dei 450 volumi presenti nel 1467 nella biblioteca Estense
 di Modena, di cui uno dei volumi più famosi fu ed è la rinomata Bibbia di Borso d’Este, riccamente miniata.

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A Roma, per volere di papa Sisto IV, nacque ufficialmente, nel 1475, la Biblioteca apostolica vaticana, oggi una delle più autorevoli al mondo per albergare raccolte di testi unici rari introvabili altrove. Oggi, come allora, destinata a studiosi e ricercatori accreditati.

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Spesso il piacere della lettura dipende in gran parte dalla comodità fisica del lettore […] Ci sono libri che ho letto in poltrona e altri che ho letto alla scrivania. Ci sono libri che ho letto nella metropolitana, in macchina, in autobus. Trovo che i libri letti in treno partecipino della qualità di quelli letti in poltrona, forse perché in entrambi i casi posso facilmente astrarmi da quanto mi circonda […]”, scrive Albert Manguel, in Una storia della lettura (»»qua una recensione).

E il buon Cosimo de’ Medici, i libri, anzi i manoscritti, se li portava spesso dietro quando viaggiava.

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, disegnata da Michelangelo Buonarroti.
Fu grazie a Cosimo de’ Medici, il Vecchio, che si deve questa biblioteca fiorentina, appassionato e collezionista di manoscritti principalmente di autori latini e greci. Sarà poi Lorenzo il Magnifico a ingrandire la collezione. Fu aperta al pubblico nel 1571.

Quale sarà il futuro delle biblioteche nell’era di internet?

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Jul 052013
 

Abbiamo già accennato alla rivolta capeggiata da Masaniello e alla Repubblica Partenopea del 1647-‘48, diamo spazio adesso alle immagini dei personaggi che ebbero un ruolo di primo piano negli eventi dell’epoca, immagini che servono a imprimere nella memoria un momento storico di particolare rilievo della nostra storia patria.

Filippo IV di Spagna a 39 anni, Velazquez

Filippo IV di Spagna (1605-1665), sovrano di Spagna e, fra tanti titoli, Re di Napoli. Durante i primi anni del suo regno, ebbe al suo fianco il Conte di Olivares, promotore di un’energica politica esteriore che tentava mantenere l’egemonia spagnola in Europa.

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Duca D'Arcos

Rodrigo Ponz De Lèon duca d’Arcos (1602-1672), vicerè di Napoli, privo di mezzi e di uomini, la guarnigione di Napoli contava solo 500 soldati, fu indotto a una provvisoria costituzione popolare. Si ritirò dapprima nel convento di San Luigi, poi in Castel Sant’Elmo, per finire in Castelnuovo in attesa che la situazione si sbloccasse.

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Giulio Genoino e Masaniello in un'illustrazione del XVIII secolo.

Don Giulio Genoino (1567 c.ca-1648), giurista e vecchio sacerdote in disgrazia, in un primo tempo eletto – 1619 – e poi destituito, per la sua indole combattiva, a rappresentare gli interessi del popolo contro la nobiltà, esercitò grande influenza sulle vicende napoletane. All’epoca aveva ben 80 anni.

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Masaniello, Alessandro Puttinati, 1846

Masaniello (1620-1647), statua di Alessandro Puttinati (2). Uomo, il pescatore, la cui fama varcò i confini partenopei per raggiungere perfino la Francia di Mazarino, l’Inghilterra di Cromwell, a tal punto che in Olanda fu coniata una medaglia, da un lato Oliver Cromwell incoronato da due militari e dall’altra Masaniello incoronato da due marinai (qua).

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Gennaro Annese

Gennaro Annese (1) (1604-1648) successe alla guida della rivoluzione dopo la morte di Masaniello. Armaiolo, uomo dai modi sbrigativi, dovette barcamenarsi fra diverse alleanze, infine arrestato processato e condannato a morte dagli spagnoli.

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Enrico II di Guisa

Enrico II di Guisa (1614-1664), sbarcato a Napoli nel novembre 1647, e delegato da Gennaro Annese inizialmente al comando militare, governò per circa sei mesi la cosiddetta Repubblica di Napoli del 1647. Ritornati, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 1648, gli spagnoli in città, tentata la fuga, fu catturato e portato in prigione in Spagna.

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– 1. Immagine da Europeana.
– 2. Immagine dalla Galleria d’Arte Moderna, Milano

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Qualche risorsa utile da consultare in rete:
Mémoires du Comte de Modène sur la Révolution de Naples de 1647.
Insurrection de Naples en 1647. Étude Historique de Don Angel de Saavedra, Duc de Rivas.
Le Rivolutioni di Napoli, descritte dal Signor Alessandro Giraffi.
Diario di Francesco Capecelatro contenente la Storia delle cose avvenute nel Reame di Napoli negli anni 1647-1650.

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Letture consigliate:
– Michele D’Arcangelo, Masaniello. Il re dei lazzari. Storia di una rivoluzione tradita, Pironti, 2010.
– Aurelio Musi, La rivolta di Masaniello nella scena politica barocca, Guida, 2002.
– Silvana D’Alessio, Masaniello. La sua vita e il mito in Europa, Salerno, 2007.

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