Dec 022015
 

Come erano i primi biglietti da visita inglesi, che forma avevano? Chi usualmente li adoperava? Che ruolo giocavano nella società del Settecento? Che cosa raffigurava, per esempio, quello del tipografo George Beacher?

In un’epoca in cui iniziava a crearsi una certa concorrenza, dove gli stessi servizi e prodotti potevano esser venduti a poche centinaia di metri di distanza, era importante e fondamentale distinguersi vuoi per un vasto assortimento di merce, vuoi per prezzi abbordabili, vuoi altresì per una buona reputazione. È Daniel Defoe, autore del ben famoso Robinson Crusoe, che suggerisce, nel suo The Complete English Tradesman del 1726, come dovrebbe comportarsi un uomo d’affari. A tal pro, l’autopromozione era una delle forme con cui presentarsi, differenziarsi dagli altri e offrire i propri beni e prestazioni.

Quadrati, rettangolari, fantasiosi, di poche frasi o ricchi in parole, i primi bigliettini da visita inglesi ebbero un sicuro sviluppo nella Gran Bretagna del ‘700, diventando popolari dalla seconda metà del secolo in poi. Si scambiavano nei caffè, nei salotti, per le strade, nei mercati locali e nazionali, una forma di pubblicità che indirizzava al proprio lavoro e alla propria specializzazione, un modo per farsi conoscere e proporsi.

E sebbene fossero un po’ più grandi rispetto agli odierni, erano frutto della fantasia e dell’inventiva del tempo, con disegni attrattivi e un linguaggio talvolta colorato e invitante. Venivano adoperati peraltro come specie di ricevuta, nel cui retro si annotava l’importo speso dal cliente, la data e l’articolo acquistato.

Erano diffusi fra le più disparate categorie sociali, gioiellieri, fabbricanti di scarpe, macellai, cartolai, venditori di stoffe, di cristalli, compagnie di trasporto e tanto altro, un gioco che interessava una collettività che si immetteva con forza nella rivoluzione industriale e che ne avrebbe cambiato la struttura commerciale (vedi articolo su Cultura materiale nell’Inghilterra georgiana »»qua).

Siamo nel periodo georgiano della storia inglese, in particolar modo di Giorgio III (1738-1820), regnante dal 1760 al 1800, il primo della casa Hannover a esser nato nell’isola inglese e ad adoperare l’inglese come prima lingua. Epoca di una vigorosa rinascita culturale, architettonica, letteraria, teatrale, delle arti in generale… , epoca ancora in cui una nuova classe mercantile si arricchiva grazie ai commerci, e aveva tempo e denaro per dedicarsi alle “compere”, al giardinaggio, alla danza, al turismo, al teatro, a sedersi in un caffè e conversare senza fretta, a visitare i musei e le dimore storiche, attività una volta impensabili.

Di seguito, una serie di immagini che mostrano i bigliettini da visita nell’Inghilterra della seconda metà del ‘700.

Biglietto da visita di George Beacher, tipografo, 1740 ca.

Biglietto da visita di George Beacher, tipografo, 1740 ca.

Biglietto da visita di George Beacher, tipografo, mostrando il suo laboratorio, mentre un uomo gira la ruota di una pressa e un cliente esamina un foglio appena stampato. Dietro, un anziano, presumibilmente Beacher stesso, lo guarda (1740 ca.).

*****

Biglietto da visita di Fraser, costruttore di strumenti ottici e matematici, 1777-1790 ca.

Biglietto da visita di Fraser, costruttore di strumenti ottici e matematici, 1777-1790 ca.

Biglietto da visita di Fraser, costruttore di “strumenti ottici e matematici”, con il ritratto dell’astronomo scozzese James Ferguson (1710-1776) in alto, mentre in basso si mostrano vari strumenti scientifici (1777-1790 ca.).

*****

Biglietto da visita di Wood, produttore di scarpe per donna, vendita al dettaglio e per esportazione (1790 ca.)

Biglietto da visita di Wood, produttore di scarpe per donna, vendita al dettaglio e per esportazione (1790 ca.)

Biglietto da visita di Wood, produttore di scarpe per donna, vendita al dettaglio e per esportazione. Nel suo negozio sono esposte varie tipologie di calzature (1790 ca.).

*****

Biglietto da visita di J. Bennett, macellaio e commerciante di patate, 1790 ca.

Biglietto da visita di J. Bennett, macellaio e commerciante di patate, 1790 ca.

Biglietto da visita di J. Bennett, macellaio e commerciante di patate, in cui si raffigura il suo magazzino pieno del vegetale che viene scaricato da un vascello e un maiale appeso fuori (1790 ca.).

*****

Biglietto da visita di Mansfield & Company, trasportatori (1790 ca.)

Biglietto da visita di Mansfield & Company, trasportatori (1790 ca.)

Biglietto da visita della ditta Mansfield & Company, trasportatori. Un carro pieno di merce viene trainato da otto cavalli che seguono un ben determinato viaggio descritto nello stesso (1790 ca.).

*****

Biglietto da visita di Gibbs e Lewis, coltellinai (1760-1818)

Biglietto da visita di Gibbs e Lewis, coltellinai (1760-1818)

Biglietto da visita di Gibbs e Lewis, coltellinai, in cui oltre all’indirizzo si raffigurano forbici, cavatappi, rasoi e vari oggetti da taglio (1760-1818).

*****

Biglietto da visita di Charles Hill, luogo dove si poteva gustare caffè e cioccolato (1744)

Biglietto da visita di Charles Hill, luogo dove si poteva gustare caffè e cioccolato (1744)

Biglietto da visita del Charles Hill, luogo dove si poteva gustare comodamente seduti caffè e cioccolato, e nello stesso tempo comprare le esotiche bevande (1744).

*****

(Imm. tratte da The British Museum)

(vedi anche Bodleian Libraries)

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Sep 072015
 
Elisabetta I, incisione, autore sconosciuto, XVII sec.

Elisabetta I, incisione, autore sconosciuto, XVII sec.

7 settembre 1533, nasceva a Londra una delle regine più popolari della storia inglese ed europea in generale, una regina dal forte e determinato carattere, disposta a tutto, si dice anche a non sposarsi, per difendere e far grande il suo regno. E così in un certo qual modo sarà identificato il periodo elisabettiano, pensiamo alla letteratura solo a mo’ d’esempio lo scrittore William Shakespeare, il filosofo Francesco Bacone, il drammaturgo e poeta Christopher Marlowe… Morirà nel Palazzo di Richmond, dopo aver regnato per 45 anni, senza eredi, il 24 marzo 1603 all’età di 70 anni. Gli Stuart con Giacomo I (1566-1625) prenderanno il posto dei Tudor.

Di lei abbiamo accennato varie volte, vedi:

La giovinezza di Elisabetta I
Elisabetta I d’Inghilterra
Elisabetta I e la sua prima lettera
Elisabetta I e i suoi palazzi
Elisabetta I e la lettera all’Imperatore d’Etiopia
Quiz: Elisabetta I d’Inghilterra

Vogliamo ricordarla con una serie di immagini che identificano alcuni momenti della sua vita, dalla reclusione nella Torre di Londra voluta dall’allora reggente Maria I (1516-1558), alla celebrazione della vittoria sull’Armada spagnola del 1587, a una sua visita a un quartiere di Londra nel 1600, qualche anno prima di morire. Un modo, questo, per salire dagli schemi narrativi della scrittura e “vedere” come veniva rappresentata nella “pubblicità” del tempo. Una sovrana che alcuni storici dicono non aver avuto un ruolo così decisivo come si crede, mentre altri la esaminano come regina capace di aver sanato l’economia, averle dato slancio, evitato guerre civili e religiose, e altro ancora. Sia come sia: buon compleanno Elisabetta!

****
– imm. da BritishMuseum.org

Elisabetta I davanti al Parlamento. Illustrazione di Sir Simonds D'Pecore in The Journals of all the Parliaments during the Reign of Queen Elizabeth, 1682.

Elisabetta I davanti al Parlamento. Illustrazione di Sir Simonds D’Pecore in The Journals of all the Parliaments during the Reign of Queen Elizabeth, 1682.

Dall’alto in basso: Elisabetta I prigioniera nei giardini della Torre di Londra; Elisabetta I inginocchiata davanti la sorella regina Maria I; Elisabetta I in trionfo in una carrozza trainata da sei cavalli in mezzo alla folla; l’invasione spagnola del 1558; illustrazioni di Samuel Crossman, 1650-1699.

Dall’alto in basso: Elisabetta I prigioniera nei giardini della Torre di Londra; Elisabetta I inginocchiata davanti la sorella regina Maria I; Elisabetta I in trionfo in una carrozza trainata da sei cavalli in mezzo alla folla; l’invasione spagnola del 1558; illustrazioni di Samuel Crossman, 1650-1699.

Elisabetta I a cavallo verso la Cattedrale di San Paolo a Londra, in mezzo a una grande folla di spettatori, illustrazione di Raymond in “History of England”, 1787-1790.

Elisabetta I a cavallo verso la Cattedrale di San Paolo a Londra, in mezzo a una grande folla di spettatori, illustrazione di Raymond in “History of England”, 1787-1790.

La regina Elisabetta I visita un quartiere di Londra, Blackfriars, 16 giugno 1600, att. a Marcus Gheeraerts II, XVII sec.

La regina Elisabetta I visita un quartiere di Londra, Blackfriars, 16 giugno 1600, attr. a Marcus Gheeraerts II, XVII sec.

*****
Letture suggerite:

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Aug 102015
 
Elisabetta I, per commemorare la sconfitta dell'Armada spagnola, 1588 ca.

Elisabetta I, per commemorare la sconfitta dell’Armada spagnola, 1588 ca.

Nella Storia qualunque particolare deve essere analizzato per meglio avvicinarsi, fra l’altro, alla personalità del personaggio che stiamo studiando, e non importa se possa d’acchito sembrare insignificante, ché una determinata epoca è fatta nondimeno di un’immensità di piccole circostanze che completano e le danno una certa visione d’insieme, basta, a mo’ d’esempio, leggere la prima lettera che la futura sovrana inglese ancora fanciulla scriverà al padre (»»qua).

Come tutti i regnanti della sua epoca, anche Elisabetta I (1533-1603) aveva i suoi palazzi in cui soggiornare a piacimento, o dove ricevere delegazioni e rappresentanti, o semplicemente per piacere. Ricordiamo brevemente il Castello di Windsor, Hampton Court, Richmond Palace, Greenwich Palace, Nonsuch Palace, la Torre di Londra, St. James Palace, Whitehall Palace, quest’ultimo sicuramente il più grande palazzo europeo del tempo con 1500 stanze, prima del suo incendio del 1698.

Non sempre però in buone condizioni:

A Hampton Court, un Natale, il maestro delle feste lottò impavidamente contro gli elementi. Preso dalla disperazione, a causa dei buchi nei muri e delle correnti d’aria alla finestre, ordinò al supervisore dei lavori di procurargli delle grandi tende «per evitare che vento e neve entrassero nella sala»”. (1)

Luoghi pieni di storia: in St. James Palace, per esempio, il 30 gennaio 1649 fu decapitato Carlo I, dando l’avvio al periodo di Oliver Cromwell, luoghi sempre allestiti per ricevere la regina e la sua corte in qualunque momento ella desiderasse. Corte i cui intrattenimenti potevano essere il gioco delle carte, le scommesse, la veggenza, il tennis, molto stimata la danza, mentre caccia ed equitazione erano prediletti nelle belle giornate primaverili o estive.

Una donna più austera rispetto al padre “spendaccione e festaiolo”, sovrana che, fin dai primi anni del suo insediamento, si sforzava riassettare le finanze dello stato, favorire lo sviluppo economico incentivando la produzione tessile e spingendo all’esportazione. Poco a poco imprenditori commercianti piccoli borghesi saranno motore del futuro progresso inglese, un’isola che vedrà, fra i tanti, artisti letterati pensatori del livello di Marlow, Shakespeare, Bacon…

Quando Elisabetta decideva spostarsi, al suo seguito vi erano sempre non meno di 40-50 persone fra dame di compagnia, guardie del corpo, servitù, oltre a una serie di cavalli, carrozze, insomma una grande comitiva al seguito. Le piaceva visitare il suo regno, era uno di quei personaggi vivaci, attivi, che spesso girovagava per città e villaggi, parlando con i suoi sudditi. Di seguito immagini di alcune sue dimore.

Hampton Court Palace, ai tempi di Enrico VIII

Hampton Court Palace, ai tempi di Enrico VIII

Nonsuch Palace, 1582

Nonsuch Palace, 1582

Whitehall Palace, 1647 ca.

Whitehall Palace, 1647 ca.

St. James's Palace 1816

St. James’s Palace 1816

*****

– 1.  Carolly Erickson, Elisabetta I. La vergine regina, Mondadori, 2000.

(Articolo già pubblicato il 22 febbraio 2008, corretto, ampliato e ripubblicato in data odierna)

Letture suggerite:

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Jul 112015
 

Inghilterra e Rivoluzione industriale, XVIII sec.


Da quale ragionamento possiamo dedurre le cause del nuovo corso storico? Quando furono interrati quei semi che diedero tali frutti? E perché avvenne nel Settecento e non prima o dopo? Perché proprio nell’isola inglese? Che cosa pensava lo storico Toynbee di ciò che stava accadendo?

Un ebook che partendo dalle scoperte scientifiche del Seicento, accennando alla Gloriosa Rivoluzione, ci porta nelle dinamiche della Rivoluzione industriale, passando fra l’altro per Londra vista dagli ambasciatori veneziani e per le tele di William Hogarth.

compra su amazon

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Jul 022015
 

Boton quiz

Abbiamo già parlato di Enrico VIII (»»qua), dedicandogli anche un quiz (»»qua). Approfondiamo l’argomento con altre sei domande che rivelano aspetti poco noti del sovrano inglese.

– 1. Quale delle sei mogli Enrico VIII chiamava “rosa senza spine”?
– 2. Chi fu il suo precettore, continuando a essere suo principale consigliere per lungo tempo?
– 3. Che cosa accadde nel 1536 che influì nella salute del sovrano per il resto della sua vita?
– 4. Che cosa era il “Valor Ecclesiasticus” voluto da Enrico VIII nel 1535?
– 5. Chi era Henry Fitzroy?
– 6. Una delle mogli di Enrico VIII era stata ambasciatrice, chi?

*****

Enrico VIII, moneta, Half Groat, XVI sec.

Enrico VIII, moneta, Half Groat, XVI sec.

*****

– 1. Catherine Howard, quinta delle sue consorti, che, malgrado le dolci parole del sovrano, fu poi fatta decapitare nel 1542 accusata d’infedeltà. Caterina aveva circa la metà degli anni di Enrico.
– 2. Thomas More, famoso umanista scrittore e politico dell’epoca. Tommaso fu anche insignito della carica di Lord Cancelliere, carica che non fu ostacolo alla sua decapitazione nel 1535, avendo rifiutato accettare la rottura con la Chiesa cattolica e l’annullamento del matrimonio di Enrico con Caterina d’Aragona.
– 3. Durante una “giostra” Enrico cadde dal suo cavallo che a sua volta precipitò sulle sue gambe, schiacciandole in modo serio e doloroso. Causa che gli procurò durante gli anni a venire forti mal di testa e ulcera agli arti inferiori. Da quel giorno, 24 gennaio 1536, il re iniziò a ingrassare notevolmente.
– 4. Fu una specie di indagine per classificare e quantificare i beni del clero cattolico, dopo esser stato lui nominato capo della Chiesa d’Inghilterra. Era un modo per valutare le relative tassazioni.
– 5. Figlio illegittimo di Enrico VIII e di una delle sue amanti, Elizabeth Blount, avuto nel 1519, figlio che cercava legittimare elevandolo a duca di Richmond e Somerset.
– 6. Caterina d’Aragona, moglie del deceduto fratello maggiore Arturo. La futura regina sarà ambasciatrice spagnolo in Inghilterra nel 1507. La prima ambasciatrice femminile in Europa.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
May 272015
 

Inghilterra e Rivoluzione industriale, XVIII sec.


Che cosa avvenne socialmente con la Rivoluzione inglese del Settecento? Si può affermare esserci stata una certa rottura consuetudinaria nella famiglia? Che importanza aveva la trasmissione orale e che evoluzione ebbe verso la fine del secolo in questione? E gli usi e costumi che venivano da tempi immemorabili come si trasformarono?

Appassionante tema che ci porta nei dettagli sociali della spinta economica di fine XVIII secolo, uno dei temi affrontati in questo ebook.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Apr 142015
 

Inghilterra e Rivoluzione industriale, XVIII sec.


Che incidenza hanno avuto i caffè intesi come luoghi sociali nell’Inghilterra del XVII secolo? Di che cosa si parlava in quei posti? Chi erano gli abituali frequentatori? Dove, in che città inglesi, si diffusero per prima? Che differenza c’era con quelli francesi della stessa epoca?

Un prezioso argomento da approfondire, fra gli altri in questo ebook, che apre le porte alla condivisione della cultura dell’epoca, base per le spinte della imminente Rivoluzione industriale.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Feb 112015
 

Il Rinascimento, un’introduzione


Chi erano Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro? Hai mai sentito parlare di Juan Luis Vives? Che ruolo hanno avuto nell’umanesimo europeo? Che cosa Erasmo diceva di Vives? Che rapporto c’era fra l’olandese e l’inglese? Che cosa li legava?

Approfondiamolo in questo ebook insieme ad altri temi attinenti che riguardano un periodo storico davvero avvincente.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Mar 252014
 

Abbiamo trattato (»»qua) delle calzature del periodo rinascimentale, ‘400-‘500, e le abbiamo viste raffigurate in alcuni dei tanti dipinti europei dell’epoca. Ma come erano in realtà, come si sentivano al tatto? Ecco due immagini, grazie al MMA, in cui possiamo ben distinguere la loro forma, il loro essere, in questo caso, di cuoio, una bassa, l’altra alta allacciata: insomma potremmo quasi percepirle al tatto. Scarpe popolari fra il XV e XVI secolo provenienti da un sito archeologico lungo il fiume Tamigi nei pressi di Londra.

Scarpa inglese del XVI secolo

Scarpa popolare inglese del XVI secolo, a collo medio.

Scarpa popolare inglese del XVI secolo, bassa.

Scarpa popolare inglese del XVI secolo, bassa.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
Feb 252014
 

Francia XVIII secolo, illuminismo e rivoluzione


Che relazione c’è fra la decapitazione di Carlo I d’Inghilterra e la Rivoluzione francese? Era il sovrano inglese un monarca dedito all’assolutismo? Si potrebbe dire che le idee nate nell’isola oltremanica ebbero terreno fertile in Francia?

Uno dei tanti argomenti trattati in questo ebook che ci introduce, fra l’altro, in relazioni e interrelazioni storiche che vanno oltre i confini locali.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone