Mar 082013
 

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- Trovati in un parcheggio a Leicester 
i resti del re Riccardo III d’Inghilterra

- Il Riccardo III di Shakespeare sepolto sotto a un parcheggio

- Il DNA conferma: lo scheletro 
del parcheggio è Riccardo III

- The search for Richard III

- Richard III: found

- First images of tomb where Richard III could finally be laid to rest after his remains were found in a Leicester car park

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- Un museo a York dedicato a Riccardo III

Dec 022012
 

Su Oliver Cromwell e la Rivoluzione inglese.

Non fu poca l’influenza che ebbe Oliver Cromwell nell’Inghilterra, e non solo, del XVII sec., così come i relativi eventi che iniziarono a rompere con un passato monarchico, preparando le basi alla storia contemporanea così come la conosciamo oggi. Dalla Guerra civile inglese al Patto del popolo ai Regnanti dell’epoca per continuare con il Bill of Rights del 1689, una serie di capitoli che ci introducono alla Rivoluzione inglese, che preparano il campo agli Illuministi, alla successiva Rivoluzione francese.

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Su Oliver Cromwell e la Rivoluzione inglese

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Indice

- La guerra civile inglese e Oliver Cromwell
- Oliver Cromwell e l’Inghilterra
- Il Patto del popolo e Oliver Cromwell
- La Rivoluzione inglese
- Sulle cause della Rivoluzione inglese
- Oliver Cromwell nelle immagini dell’epoca
- Regnanti inglesi del XVII secolo, immagini
- Giacomo II d’Inghilterra e Guglielmo d’Orange
- Bill of Rights, 1689

 

Sep 042012
 

Una interessante indagine di Ute Margaret Saine che ci porta a scoprire le origini del sandwich.

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Quando nel Settecento, John Montagu (1718-1792), quarto conte di Sandwich, faceva servire i primi sandwich ai suoi ospiti di Londra, non erano questi, propriamente parlando, una nuova invenzione. Da secoli, se non da millenni, delle piccole porzioni, sia dolci sia salate, chiamate “bocconcini” in italiano (“bocadillos” in spagnolo), si preparavano, e non solo nei paesi mediterranei. Questi bocconi o “morsi” erano particolarmente consumati in società dove si mangiava senza l’uso del tavolo, con persone sedute su panchine tappezzate, o divani, poste vicino le pareti della stanza, o appoggiati direttamente per terra, dove il cibo si serviva su una tovaglia speciale. È molto probabile che tale usanza abbia avuto la sua origine nelle culture nomadi, dov’erano comuni i pasti al fresco durante i viaggi o le escursioni, sia in guerra che in pace.

Lord Sandwich, oltre ad essere stato il massimo Ufficiale Postale del Regno britannico (Postmaster General), fu anche un ambasciatore, partecipando a varie guerre. Sandwich era stato inoltre delegato britannico al Convegno di Breda del 1748, il quale preparò il Trattato di pace di Aquisgrana (Aix-la-Chapelle, Aachen) dello stesso anno, concludendo la Guerra di Successione austriaca. Piú importante ancora, Sandwich era stato il “Primo Lord dell’Ammiragliato” (First Lord of the Admiralty) durante tre periodi diversi.

Con queste capacità, Lord Sandwich divenne un grande sostenitore del capitano Cook (1728-1779), appoggiando i tre viaggi del navigante in Polinesia (1768-71; 1772-75; e 1776-79). Cook fu uno dei primi esploratori che imbarcò artisti e scienzati, con il fine di dipingere e investigare fauna e flora dei territori incontrati, e nelle sue spedizioni diede il nome a varie terre del Pacifico, descrivendo altresì i costumi degli indigeni. Cook era solito far degustare ai suoi marinai cibi strani, non sempre polinesiani. Per proteggerli dallo scorbuto, che in quegli anni decimava le tripolazioni, gli scienzati scozzesi-prussiani Forster, padre e figlio, che lo accompagnavano in una delle sue avventure, convinsero Cook di servire choucroute alla tripulazione, unica fonte possibile di vitamina C per chi non conosceva i frutti esotici. Non abituati, gli inglesi la detestavano.

È probabile che come patrocinatore del capitano Cook, Lord Sandwich abbia incontrato descrizioni degli abiti culinari polinesiani, dove a volte i bocconcini si cuocevano avvolti in foglie di banana. Nel 1778, per ringraziarlo, Cook difatti battezzò la sua scoperta piú preziosa con il nome di “isole Sandwich”, il cui nome indigeno, secondo riporta il nostro navigante, era Owyhee (oggi conosciute come Hawaii).

C’è un’altra possibilita: per i suoi sandwich eponimi, il lord potrebbe essersi ispirato all’Oriente. Da adolescente trascorreva molti mesi comportandosi da “gentleman’s tour”, non solo per l’Europa, ma anche per destinazioni piú ad est come la Grecia, la Turchia e l’Egitto, terre allora governate dall’Impero Ottomano. Questa familiarità con le civiltà ”orientali” mosse Sandwich a fondare un certo numero di “Società Orientali” in Inghilterra. Inutile dirlo, era la dimostrazione del curioso e liberale viaggiatore mondiale.
In questo periodo, l’uso del tavolo per i pasti era comune solo nell’Europa continentale ed insulare. Già nel XII secolo, Goffredo di Monmouth e il poeta Wace scrissero in lingua normanna sulla leggenda del Re Artù e di alcuni nobili celti, i Cavalieri della Tavola Rotonda (Knights of the Round Table), che caratteristicamente mangiavano e bevevano intorno a un grande tavolo divenuto simbolo della loro unione cavalleresca. La letteratura europea è piena di riferimenti a tavoli, dove si svolsero importanti risse o amori.
In Europa, le cose cambiarono decisamente con Lord Sandwich. I suoi nemici – ogni potente uomo ne ha più di uno – affermavano che l’origine del sandwich fosse inglorioso: il Conte si faceva preparare dei sandwich perché non voleva alzarsi mai dal tavolo di gioco. Le stesse cattive lingue insistevano che il suo epitaffio dovesse recitare: “Raramente uomo ha avuto tanti uffici e fatto così poco.” I suoi difensori dicevano a sua difesa che mangiava dei sandwich per non doversi alzare dalla scrivania dovuto all’eccesso di lavoro.

Storicamente, il Settecento – dappertutto, non solo in Inghilterra – era il secolo delle splendide conversazioni instancabili. Nelle riunioni sociali sentiamo un nuovo respiro di libertà, anche fra i membri delle diverse classi sociali – sempre supponendo che fossero invitati -, oltre che una maggiore comunicazione fra padroni e servi. Spesso la convivialità non girava più intorno al tavolo della stanza da pranzo (dining room), ora la gente si riuniva nel soggiorno, fra una serie di mobili recentemente apparsi e diversamente chiamati in inglese, sofa, divan, canapé, couch, insieme all’ottomano poggiapiedi tappezzato e importato da quelle zone. Le persone si disperdevano in una ampia sala, muovendosi fra gruppi di ospiti, conversando. Il Settecento era l’epoca dei pettegolezzi e delle lunghe chiacchiere, che continua fin ai nostri giorni. In questo ambiente, con piccoli tavolini a fianco, era piú naturale gustare un “sandwich”, per non distrarsi, ovvero detrarsi, dall’affascinante conversazione. E quindi era convincente il concetto della porzione preparata, predeterminata, del sandwich.
In più, l’idea di regolare prima le quantità cominciava a influenzare anche gli opulenti banchetti. Cosicché i servi potevano distribuire porzioni già allestite, accelerando la velocità con cui un arrosto, per esempio, poteva servirsi a un gran numero di persone. In concreto, l’invenzione del Conte era un pasto tenuto in mano, da uno a sei bocconi, consistendo di due fette di pane con in mezzo carne o altro, e se il pane era anche minimamente raffermo, si poteva tostare prima.

Per concludere, il sandwich non è né orientale né occidentale, bensì rappresenta una sintesi globale di origine multinazionale, sotto l’egida dell’Impero Britannico. Il sandwich è la rivincita contro gli arredi d’argento e le rigide maniere della cena “seduta” europea, permettendo alla gente di mangiare con le dita, costume che si può osservare in qualsiasi cocktail party di Hollywood o Bollywood, ovvero dappertutto nel mondo. Sottolinea che la socievolezza e la conversazione allegra sono state da sempre la meta principale delle “sessioni di alimentazione” umane.

E se portiamo il sandwich fuori dalle case, alle attività del tempo libero e delle vacanze, diventa il picnic, “le déjeuner sur l’herbe”.

© Ute Magaret Saine

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Aug 232012
 

I processi industriali portarono, fra le altre cose, una maggiore produzione di beni, una certa materialità che investirà inizialmente la Gran Bretagna di metà-fine XVIII sec. e poi, poco a poco, tutta l’Europa e l’Occidente, per conquistare l’intero pianeta, un processo che perdura ancora oggi, a tal punto da poter affermare essere figli della Rivoluzione industriale.
Se prima un dato bene di lusso era venduto a un prezzo cui potevano permetterselo solo poche persone, la meccanizzazione del lavoro favorì un abbassamento dei costi di produzione e una conseguente accessibilità da parte della massa: stoffe, vestiti, cappelli, guanti, bicchieri, piatti, suppellettili per la casa talvolta superflui, libri, mobili e, col passare dei decenni, perfino abitazioni case appartamenti, via dicendo. La Rivoluzione industriale aveva consentito ai meno abbienti, che si affacciavano e salivano i gradini della moderna scena sociale, acquistare oggetti prima destinati ai nobili ai borghesi ai ricchi. Cambiavano i modi di avvicinarsi alla materialità, cambiavano le classi sociali, cambiava pertanto la mentalità, un percorso che, grazie allo sviluppo meccanico, aveva dato l’avvio al nostro mondo contemporaneo.
L’epoca georgiana, quella che vide i vari Giorgio della Casa di Hannover, dal I al IV, sul trono inglese, è usualmente definita da alcuni storici come “age of manufactury”, età della manifattura, quando cioè uomini e donne britannici hanno avuto possibilità di possedere merci in quantità maggiore che in precedenza.
Sovrani, gli Hannover, che sebbene si interessassero poco delle faccende statali – qualcuno di loro non parlava addirittura l’inglese -, avevano permesso governare, in un modo o nell’altro, i loro ministri, favorendo, direttamente o indirettamente, un cambio anche artistico architettonico culturale sociale, un’evoluzione che portò alla costruzione del British Museum nel 1753, aperto al pubblico dal 1759, del Westminster Bridge nel 1750, del Royal Crescent a Bath, che favorì lo sviluppo di intellettuali del calibro di John Keats, di Lord Byron, di pittori come William Turner, John Constable, e tanti altri.
A questi pochi accenni, seguono alcune immagini per illustrare visivamente l’epoca in questione.

Migliorando le vie di comunicazione, crescendo di numero la popolazione cittadina e di conseguenza trasformando l’organizzazione della città, le vetrine diventarono occasione per comunicare e mostrare i più disparati prodotti, andare per strade, come per l’allora esclusiva Pall Mall o per Haymarket, per negozi a comprare o solo guardare, era oramai una parte imprescindibile dell’attività quotidiana.
L’immagine rappresenta il negozio Pellat and Green di Londra (1809), in cui si lavorava il cristallo, punto di ritrovo per rifarsi la vista e portarsi a casa un buon prodotto.

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Conseguenza della Rivoluzione industriale fu quella di poter disporre sempre più di tele stoffe tessuti di varia consistenza e stampo, con cui chiunque, secondo la propria disponibilità economica, poteva confezionarsi un vestito – ricordiamo la diffusione delle sartorie delle modisterie delle case di moda. E allora cosa c’era di più appagante che visitare botteghe piene di materiale tessile e scegliere comodamente il proprio panno!
Ma non solo nelle zone eleganti nascevano tali negozi, quartieri poveri mostravano decine e decine di locali, competendo l’uno con l’altro, pronti ad attirare l’attenzione del passante e indurlo a entrare. Nascevano mercatini rionali e si moltiplicavano i venditori ambulanti che offrivano, oltre a frutta verdura dolci pesce, i più diversi oggetti: strade vie piazze vicoli diventavano luoghi di frenetiche attività.

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I caratteri mobili gutenberghiani di metà XV secolo avevano permesso lo sviluppo della stampa attraverso i torchi e il conseguente aumento del numero di libri pubblicati e la relativa crescita della tiratura. Il XIX secolo fu un periodo in cui le pubblicazioni conobbero una certa diffusione che, al tempo, potremmo dire capillare, libri di viaggio, di scienza, economia, riviste quotidiani opuscoli foglietti etc., raggiunsero le parti più recondite del regno.
Visitare, pur solo curiosando, una libreria, era così modo per entrare in contatto con le opere di nuovi e vecchi autori, per essere aggiornati delle ultime pubblicazioni, per scambiare punti di vista e opinioni.
James Lackington (1747-1815), figlio di un calzolaio, passò dall’essere povero a ricco grazie ai libri, offrendo volumi a buon prezzo, comprando quelli vecchi e usati, spesso intere librerie, e proponendoli in modo vantaggioso per tutti, pensando che erano, i libri, la chiave della conoscenza, della ragione, della felicità e che tutti, indipendentemente dalla loro situazione economica, classe sociale o sesso, avessero il diritto di accedere a loro.

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Ma non tutto era color rosa, problemi, ribellioni, avversità, si propagavano per il regno britannico e la nuova società. Del decadimento dei valori comunitari e sociali se ne fece carico un pittore, William Hogarth (1697-1764), rappresentando, nelle sue tele, una serie di scene che immortalavano una morale che iniziava a prendere ben altre vie lontane dalla rettitudine. Libertini e prostitute erano, per esempio, due soggetti cui usualmente dedicava il suo pennello, così come la decadenza della nobiltà. Una satira ben precisa e dettagliata che rappresentava un’espressione dell’epoca georgiana.

Jul 192012
 

Thomas Robert Malthus (Roocherry, 13 febbraio 1766 – Bath, 29 dicembre 1834), cresciuto nella casa di campagna dei suoi genitori, The Rookery, nel Surrey, in Inghilterra, era il sesto figlio di Henrietta e Daniel Malthus. Si laureò con lode in matematica nel Jesus College, Cambridge, completando il suo master nel 1791. All’inizio della sua carriera, fu un sacerdote, diventando più tardi professore di storia e di economia politica presso il College della Compagnia delle Indie Orientali (oggi Haileybury and Imperial Service College) in Hertfordshire.

Thomas Malthus è l’autore del famoso e influente trattato Saggio sul principio della popolazione, pubblicato nel 1798, in cui considerava che la crescita geometrica della popolazione sarebbe stata proporzionale al potere aritmetico della terra di produrre sussistenza per il genere umano. Credeva che questo fenomeno fosse stato dettato dall’alto, divinamente, per incoraggiare l’essere umano ad avere comportamenti virtuosi. Secondo la teoria malthusiana, il ritardo dell’età del matrimonio, il controllo delle nascite, le varie malattie, carestie e guerre, dovrebbero frenare una forte crescita demografica per tornare ad un livello più sostenibile.

Nonostante le critiche alla teoria malthusiana considerata pessimista, eccessiva e disumana, questa influenzò il governo britannico nella redazione delle Poor Laws e Corn Laws. Le Corn Laws del 1815, che mettevano forti dazi sull’importazione di grano in Gran Bretagna, portarono al rialzo del prezzo dei cereali nazionali, causando disagi tra le classi lavoratrici, disordini e massacri a Londra e Peterloo, Manchester, 1819.

Le sue idee influirono in modo dinamico nella vita economica, politica e scientifica. Studiosi come Charles Darwin, Alfred Russel Wallace, John Maynard Keynes e Paul R. Ehrlich furono suoi ammiratori.

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Jun 072012
 

Ben sappiamo che una delle funzioni delle immagini è quella di trasmettere un messaggio, di raccontare un evento, immortalare un personaggio, è quella comunicare, informare, propagandare…
Non meno lo era nell’età moderna da noi studiata.
Prendiamo come esempio Oliver Cromwell nell’Inghilterra del XVII sec., un paese tormentato da battaglie, un paese che si preparava a decollare un re – Carlo I Stuart -, un paese che rompeva con un forte passato monarchico e apriva le porte a nuove idee. E la parte di Cromwell fu davvero importante nel continuum storico inglese, riuscendo ad attenuare la forza della monarchia e dare vita a un nuovo tipo di regime.
Mentre i sostenitori affermavano essere, Oliver, un uomo deciso, un leader su cui potevano fare affidamento, gli oppositori lo tacciavano di debolezza, di aver destabilizzato l’Inghilterra e fatto scorrere inutile sangue.
Ecco tre immagini dell’epoca che lo immortalano.

- Oliver Cromwell a cavallo, 1650, autore sconosciuto.
In sella al suo cavallo, è raffigurato come un comandante militare…

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