May 082008
 

L’elezione di Carlo V (1500-1558 ) a imperatore del Sacro romano impero non fu cosa facile. Fra gli avversari più forti che si opponevano è da ricordare Francesco I, re di Francia, che desiderava in qualunque modo e maniera essere preferito, giacché se Carlo fosse stato eletto, il suo regno si sarebbe trovato circondato dagli Asburgo e in continuo pericolo. In un primo momento Francesco, grazie all’impiego di una gran massa di ricchezza monetaria, sembrava avere l’appoggio dei più, di quasi tutti i sette elettori – gli arcivescovi di Magonza, Treviri e Colonia, il margravio del Brandeburgo, il duca di Sassonia, il conte del Palatinato renano e il re di Boemia -, e finanche del papa Leone X (sebbene questi avesse stipulato poco prima e in segreto un patto di alleanza difensiva sia con Carlo che con Francesco). 

Eppure, Carlo V riuscì a ribaltare la campagna elettorale a suo favore tramite la corruzione, la propaganda e la minaccia di ricorrere alla forza. Di particolare aiuto fu la banca Fugger che gli diede un appoggio finanziario da non sottovalutare. Si dice che l’imperatore avesse investito nell’operazione oltre 835.000 fiorini, di cui il 65% proveniente proprio dai Fugger, mentre il restante 35% dai Welser – anch’essi finanziatori tedeschi – da banchieri di Genova e di Anversa. Gli elettori avevano accettato i pacchi di monete del re francese e le promesse del futuro imperatore asburgico, ma avevano votato per il secondo.

C’è una figura che caratterizza la vita di Carlo V: la zia, quella zia che lo sosterrà sia durante l’elezione a imperatore, sia nei momenti difficili, zia che lui amava forse più della madre. Margherita d’Austria (1480-1530) era una donna di una rara intelligenza e di un’abilità diplomatica non comune, era inoltre governatrice dei Paesi Bassi. In una delle tante lettere scritte al nipote, possiamo leggere i consigli che inviava al futuro imperatore:              

“Sire, la faccenda della Vostra elezione è stata a lungo discussa da noi e dai signori di Nassau e de la Roche e siamo effettivamente dell’opinione che vi siano due modi con cui potete volgere a Vostro favore la scelta degli elettori: il primo è il denaro […] e il secondo, Sire, è la forza. I francesi hanno chiaramente deciso di ottenere l’impero sia grazie al favore con cui è visto Francesco sia con il denaro e la forza. Quanto a quest’ultima, siamo informati che essi si stanno preparando dovunque. Carlo di Gheldria sta raccogliendo un gran numero di cavalieri e di fanti e ammassando un contingente armato dalla Bassa Germania. In altra direzione il re di Francia fa introdurre piccoli gruppi armati in Italia allo scopo, corre voce, di essere incoronato a Roma in caso di sua elezione o anche se le cose andassero diversamente. E, ancora, Francesco tratta assiduamente con gli svizzeri per unire queste forze con quelle del duca di Württemberg. Dal momento che Francesco intende usare la forza, deve essere affrontato con gli stessi mezzi. Noi crediamo, Sire, che dovreste organizzare un grande esercito da inviare in Rossiglione e un altro in Navarra. E inoltre dovreste trovare il modo di trattenere l’esercito della lega sveva sin dopo l’elezione […] e di convincere gli svizzeri. Facendo questo, Sire, la Vostra fama e la Vostra reputazione aumenteranno in tutta la Germania e questo gioverà ai Vostri affari e susciterà timore nei Vostri nemici. Da un lato trattenendo l’esercito della lega sveva, dall’altro servendoVi di un buon comandante in capo come Franz von Sickingen, potete fare sì che gli elettori non scelgano altro principe che Voi.” (1)                                                                                                               

Carlo V veniva eletto imperatore del Sacro romano impero nel 1519, aveva appena diciannove anni.                         

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1. M. Le Glay, Négociations diplomatiques entre la France et l’Autriche, Paris, 1845, vol.II, pp. 322-324.

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Massimiliano I d'Asburgo a sinistra con la moglie Maria di Borgogna a destra accanto al figlio Filippo il Bello. In primo piano due dei figli di quest'ultimo, Ferdinando I a sinistra e Carlo V al centro.