Un sito, Storia di Firenze, curato dall’Università degli Studi di Firenze, dedicato alla rinomata località, in cui si dipana pagina dopo pagina, evento dopo evento, brano dopo brano, la Storia della città rinascimentale – ma non solo – per eccellenza. Il portale è ricco di informazioni documenti libri risorse (»»»qua ad esempio l’Annale N. 7, del 2012, da scaricare in pdf), è, in poche parole, una fonte inesauribile sia per lo studente, sia per il curioso che desidera approfondire argomenti relativi al tema in questione.
“How beautiful is youth
that runs away though
if you want to joy, let lure
about tomorrow we’re not sure” (1)

Antonio di Puccio Pucci, Lorenzo de’ Medici e Francesco Sassetti con il figlio più giovane, Ghirlandaio, 1485.
This is what Lorenzo The Magnificent (1449-1492) sang in the middle of Fifteenth, the century which sees higher development of Humanism, the Renaissance, century which paves the way to the geographic discoveries, to new worlds and new trades, which preludes scientific discoveries. In his palaces the most varied artists joined together, poets, writers, literati, translators, prominent people of our culture. Villas in Cafaggiolo, in Fiesole, in Careggi, that same villa in Larga street in Firenze (today named via Cavour), saw Michelangelo, the Ghirlandaio, Guicciardini, Angelo Poliziano, Pico della Mirandola, discuss about philosophy, history, art, politics, religion, latin, greek.
Time, the Fifteenth century, during which Italy re-discover worth of Classics, Classics meant not as an end point, but as a start to a new way of seeing and living life, during which centrality of the human being is highlighted. In Milan, Ludovico Maria Sforza, the Moor (1452-1508), few years younger than the Magnificent…
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- 1. trans. eng. Scheila Morganti.
Parliamo spesso di cartografia, di seguito quattro città italiane del XV sec. rappresentate in altrettante mappe di Hartmann Schedel (1440-1514), famoso per le sue Cronache di Norimberga, uno dei primi cartografi ad avvalersi dei torchi gutenberghiani.
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Letture suggerite:
- David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
- Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
- Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.
La seconda metà del Quattrocento vide la nascita dei Monti di Pietà, istituzioni pubbliche il cui obiettivo era aiutare economicamente le persone necessitate, con fini solidaristici e senza scopo di lucro. Uno dei promotori fu Michele da Carcano (1427-1484), religioso e predicatore francescano acclamato a Roma come a Firenze, a Siena come a Venezia, che, fra le altre cose, sostenne la fondazione degli ospedali nel modo in cui li vediamo oggi. E in effetti il primo Monte di Pietà nasce a Perugia nel 1462, diffondendosi all’inizio in Umbria e nelle Marche.
Il religioso più influente dal punto di vista persuasivo fu Bernardino da Feltre (1439-1494), dei Frati Minori osservanti, un uomo di corporatura esile e di non buona salute, ma di una forza intellettuale davvero notevole e di una vitalità che suggestionava, riuscendo a convincere facilmente. Bernardino, contro l’usura e contro gli ebrei, era favorevole e predicava l’istituzione dei Monti di Pietà e fu tale il suo intervento nelle varie città che quello di Mantova nacque nel 1484, quello di Parma nel 1488, poi venne quello di Piacenza nel 1490…
Una delle caratteristiche della vita quotidiana dell’età da noi studiata era il prestito, attività che permetteva possedere e accumulare beni, e non solo fra i meno agiati che spesso dovevano ottenere un debito per sopravvivere, ma anche fra i ricchi che per dimostrare la loro opulenza erano costretti ad affidarsi a banchieri, mercanti, usurai. Per esempio, alla morte del cardinale Francesco Gonzaga si stimò che doveva alla banca dei Medici di Firenze ben 3.500 ducati e circa 1.000 a un mercante milanese che risiedeva in Roma, per un totale complessivo di 20.000 ducati di debiti accumulati durante la sua vita (1), cifra di un certo rilievo. Ma non solo, ricordiamo che per l’elezione di Carlo V, i prestiti da lui contratti furono davvero ragguardevoli (»» vedi articolo qua)…






