Feb 152010
 

L’archivista Manuel García Gonzáles riceve un giorno un memoriale da un certo militare in ritiro, tale Cayetano Orúe, un manoscritto contenente dettagli sull’uccisione di Carlo, principe di Spagna, primogenito del re Filippo II. A scrivere quel documento sembra essere stato un frate, Juan de Avilés, forse un nome inventato. Si affermava che Don Carlo era stato giudicato e assassinato segretamente il 23 febbraio del 1568 per ordine reale.
Ma diamo una sequenza agli avvenimenti.

Carlo nasce a Valladolid l’8 luglio 1545 da Filippo II di Spagna (1527-1598) e da sua cugina Maria Emanuela di Portogallo (1527-1545), che morirà dopo quattro giorni dal parto. Fu educato, dunque, senza madre, e neanche senza l’affetto del padre, giacché questi fu assente per ben undici anni dalla sua vita.
Fin da principio il bambino mostrava segna di debolezza, non solo fisica, perfino mentale, rivelandosi eccessivamente orgoglioso, egocentrico, e spesso squilibrato. Raccontano le cronache che aveva una testa più grande del normale, sproporzionata al corpo, una spalla più alta dell’altra, e una gamba, quella sinistra, più lunga della destra.
Inviato all’Università di Alcalá de Henares, un giorno del 1562 cadde dalle scale, procurandosi gravi ferite sulla testa – quasi al bordo di morire -, caduta che acutizzò la sua indole poco equilibrata. Al ritorno a casa, Filippo II cercò in tutti i modi coinvolgerlo negli affari reali, ma il giovanotto era poco propenso a intrattenersi con le faccende di governo. Dicono che una volta spinse da una finestra un suo servitore, un’altra volta ferì i suoi cavalli, un’altra volta ancora staccò il collo a uno scoiattolo con la bocca. Carlo riservava inoltre un certo odio verso il padre, anche per il fatto che il re gli aveva promesso che avrebbe governato i Paesi Bassi, promessa incompiuta sicuramente per le poco abilità politiche del figlio e per la instabile situazione di quelle terre.
Nella notte fra il 18 e 19 gennaio del 1568 Filippo II, insieme ad alcuni consiglieri e una manciata di soldati, entrò nella stanza del principe arrestandolo con l’accusa di inviare carte d’amore alla sua madrigna, Isabella de Valois, e appoggiare i ribelli favoriti dal barone de Montigny, oltre a essere sospettato di voler fuggire nei Paesi Bassi.
Il 24 luglio 1568 all’età di 23 anni moriva Don Carlo, ufficialmente per una malattia dovuta al suo squilibrio mentale.
Cosa era realmente accaduto?
Nessuno lo sa, e se fino a quel momento la storia di Carlo, principe delle Asturie, ci è più o meno documentata, il seguito è avvolto nel mistero.
Accadde però che poco tempo dopo iniziò a vociferarsi nella corte spagnola, ma anche per le corti europee, la notizia che il ragazzo era stato assassinato per ordine diretto del re. E qui ci ricolleghiamo al nostro incipit, al documento del frate Juan de Avilés.

Andiamo avanti.
Gonzalo Chacón, appartenente a una nobile famiglia spagnola molto vicina ai regnanti, era buon amico del giovane Carlo, forse la persona a lui più vicina, tanto vicina che i due avevano la passione del gioco d’azzardo e si divertivano insieme. Quando il principe fu arrestato e rinchiuso nella torre dell’Alcazar, Gonzalo fu uno di quelli che lo accompagnava, quindi ebbe l’opportunità di compartire gli ultimi giorni di vita del futuro regnante.
Ebbene, quattro anni dopo la morte di Carlo, Chacón fu sorpreso mantenendo relazioni sessuali con la giovane Luisa de Castro, dama di compagnia della regina Giovanna di Portogallo, che viveva nel Colegio de las Doncellas di Toledo. Questi, impaurito dalle possibili conseguenze, fuggì, abbandonando l’amante e rifugiandosi in vari monasteri, sino a quando fu rintracciato e detenuto nell’aprile del 1573.
Che segreti nascondeva quell’uomo così importanti da scomodare un re e indurlo a spiccare un ordine di cattura? Inoltre: perché lo si proibí scrivere lettere ai suoi familiari? Perché era sorvegliato tanto strettamente e insistentemente?
La Storia mostra sempre dei risvolti spesso inaspettati.
Gonzalo riuscì a spedire dal suo carcere tre missive, una a sua madre, una all’arcivescovo di Siviglia e una al marchese di Denia, suo parente, cercando apoggi per una sua liberazione. I tentativi furono vani: portato addirittura davanti al Consiglio Reale fu giudicato colpevole e decapitato di lì a poco.
Era davvero stato il movente sessuale a spingere la decisiones di mandarlo sul patibolo? O Gonzalo era a conoscenza di particolari sulla morte di Carlo che nessuno poteva sapere e quindi pericoloso per la stabilità del regno? Era dunque un testimone incomodo?
Si pensi solo che i delitti sessuali, in quel tempo, venivano castigati con l’obbligo di sposarsi con la donna offesa, se lei e la sua famiglia avessero accettato, o al massimo allontanati fuori dal paese. Solo in casi gravissimi, come nei delitti commessi con forza e senza consentimento, vigeva la pena di morte. E sembra che i due fossero consenzienti.
Nel manoscritto scritto dal frate Juan de Avilés, si diceva che lo stesso Filippo II aveva ordinato distruggere ogni prova, ogni documento, anzi sembra che bruciò proprio con le sue mani ogni possibile testimonianza.
Non finisce qua.

Il boia che uccise Carlo fu assassinato qualche tempo dopo, imputato di aver rubato delle pietre preziose che il principe aveva in mano proprio prima di morire, sembra due anelli.
Le prove che raccoglie il testo del frate Juan ancora oggi non sono state del tutto accertate, né accettate, tuttavia vari storici sono d’accordo nell’affermare che il principe fu ucciso per volere del padre, Filippo II, sicuramente perché squilibrato e poco atto a dirige un impero, quel grande impero che comprendeva, fra le tante terre, anche quelle americane.

Jan 162010
 

L’erede al trono è sempre stata una scommessa con la Storia, una scommessa che spingeva sovrani e regnanti a giocarsi anche la vita politica pur di avere un figlio, necessario a proseguire la dinastia.
Eccezione non faceva di certo Filippo II (1527-1598), figlio di Carlo V (1500-1558) e di Emanuela del Portogallo (1503-1539), sovrano di una Spagna al massimo del suo splendore e paladino della religione cattolica.
Filippo si sposò quattro volte, ricevendo ben otto figli.

Maria Emanuela d’Aviz del Portogallo (1527-1545), fu la prima consorte quando ancora non era sovrano. Era figlia di Giovanni III del Portogallo e Caterina d’Asburgo, quest’ultima sorella minore di Carlo V, quindi, Maria, cugina di Filippo II. Sposata nel 1543, ebbe il primo e unico figlio ad appena diciotto anni, nel 1545, Carlo, che morirà nel 1568. Poco tempo dopo aver partorito, Maria Emanuela decederà per le complicazioni del parto. Riportano le cronache che vivevano una vita separata, anche per la freddezza e il comportamento distaccato del marito.

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Maria I d’Inghilterra (1516-1558), figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona, acconsentì unirsi (1554) a Filippo II dietro suggerimento di Carlo V, sebbene alcune fazioni nobiliari e una parte della chiesa, i protestanti, non fossero d’accordo. Buona cattolica, Maria cercava a tutti i costi un discendente, ma morì, sembra di tumore e senza figli, all’età di 42 anni. La Spagna ancora una volta restava senza regina.

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Per la terza moglie, la scelta cadde su Elisabetta di Valois (1545-1568), figlia di Enrico II di Francia e dell’italiana Caterina de’ Medici. In verità, Elisabetta era destinata per interesse politico – come quasi sempre d’altronde – al figlio di Filippo II, Carlo, quel figlio nato dalla prima moglie. Il sovrano di Spagna riservava un certo affetto verso la nuova consorte – sposata nel 1559 -, a differenza del suo essere gelido e distaccato con le prime due. Dal loro matrimonio nacquero Isabella Clara Eugenia e Caterina Micaela. Elisabetta morirà a 23 anni, con accanto un marito che si rivelò premuroso.

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Lo stesso anno, 1568, morirà Carlo, l’erede al trono, figlio che si era dimostrato poco equilibrato. Filippo II doveva per forza maggiore risposarsi e cercare un maschio per la continuità della sua dinastia. Anna d’Asburgo (1549-1580) fu la sua quarta e ultima moglie, figlia di Massimiliano II d’Asburgo e Maria di Spagna, quest’ultima figlia di Carlo V, quindi, Anna, nipote di Filippo II. Dal loro rapporto presero vita cinque discendenti: Ferdinando, Carlo Lorenzo, Diégo Felix, Filippo, Maria. L’erede salirà al trono col nome di Filippo III. La dinastia era salva. Anna morirà ad appena 31 anni.

May 082009
 

Baule coloniale spagnolo XVI sec.Con la scoperta dell’America, nel 1492, e lo sfruttamento delle sue risorse, in particolare dell’oro, avvenne, nella seconda metà del ’500, un fatto caratteristico, quanto meno per l’epoca.
L’oro e l’argento, proveniente dalle colonie dell’America centro-meridionale, erano usati come denaro. Arrivava tramite i vascelli spagnoli più o meno una volta l’anno e durante quel periodo tutti erano presi dalla frenesia del comprare, dello spendere, dell’avere, nel mentre  si aspettava il prossimo carico. Si calcolò che dal 1500 al 1650 approdarono in terra spagnola, principalmente nel porto di Siviglia, circa 180 tonnellate d’oro e 160.000 tonnellate d’argento, per lo più destinato ai mercanti e banchieri italiani, fiamminghi, tedeschi.
Cosicché la Spagna importava l’oro e lo consumava rapidamente. Si era creato, dunque, un incremento della quantità di denaro disponibile, con una grave conseguenza  per l’economia spagnola: restando la produzione invariata e accrescendo il consumo i prezzi rincararono. Per esempio, alla fine del 1500, il valore del pane era cresciuto 16 volte dall’inizio del secolo.
Per soddisfare il fabbisogno interno, gli spagnoli necessitavano materie, prodotti, articoli di cui non disponevano, pertanto iniziarono a comprare merce dall’Italia, dalla Francia, da altri paesi, al punto che l’import divenne  di conseguenza superiore all’export. In tal modo, scarseggiando la mercanzia, non producendosene maggiori quantità, il costo della vita si innalzò anche in altre nazioni europee.Filippo II

Era il tempo in cui Filippo II di Spagna, fedele cattolico, forte dei suoi capitali, intraprese una lunga guerra, senza successo, contro i Paesi Bassi, a religione protestante. Nello stesso tempo, desiderava dimostrare che la sua nazione era una potenza, cercando per ben tre volte di sottomettere l’Inghilterra di Elisabetta I. Subì una clamorosa sconfitta nel 1588, da parte degli inglesi che distrussero un buon numero delle navi dell’Invincibile Armada.
Il suo regno si caratterizzò per il fanatismo religioso, cacciando dal paese sia gli ebrei che i mori convertiti al cristianesimo, i quali detenevano buona parte del potere economico. Aumentò le tasse e dilapidò i ricavi dei suoi domini americani in guerre e in spese militari. A causa di tale sperpero, per ben sei volte Filippo II dichiarò bancarotta, con gli effetti che tutti immaginiamo.
La Spagna, alla sua morte, era in ginocchio, non aveva più quella forte e solida economia di principio secolo: artigiani, operai specializzati, agricoltori dovettero lasciare il paese in cerca di una nuova confortevole vita. Le colonie americane si ribellavano, il commercio si deteneva, le flotte arrivavano con pochi carichi, il morale del popolo era davvero basso.
Eppure, a costo di sacrifici gli spagnoli seppero esercitare un ruolo importante nell’Europa del ’600.

 

May 262008
 

Stamani riflettevo su come cambia la vita, com’è varia, com’è, talvolta, fantasiosa. Ciò che oggi è certo, domani non lo è, ciò su cui facciamo affidamento spesso si rivela enigmatico. Dunque il cambio, il cambio, a mio avviso, è una delle realtà del nostro quotidiano vivere. Chi avrebbe mai potuto immaginare un francese sul trono spagnolo nel XVIII secolo!
Ecco quattro immagini degli ultimi Asburgo di Spagna, regnanti nei secoli XVI-XVII. Ognuno di loro con un determinato temperamento: chi considerato prudente, come Filippo II, che ricevette un grande e prosperoso regno dal padre Carlo V; chi dedicato a riappacificare i suoi domini, come Filippo III. Poi venne Filippo IV, debole di carattere, che affidò l’amministrazione del regno al conte de Olivares, Gaspar de Guzmàn. Infine Carlo II, che ereditò il trono ad appena 4 anni, troppo giovane per dirigere: la Guerra di successione spagnola era alle porte.

Filippo II (1527-1598), figlio di Carlo V e Isabella del Portogallo. Re dal 1556 al 1598.

Filippo III (1578-1621), figlio di Filippo II e Anna Maria d’Austria. Re dal 1598 al 1621.

Filippo IV (1605-1665), figlio di Filippo III e Margherita di Stiria. Re dal 1621 al 1665.

Carlo II (1661-1700) ultimo degli Asburgo di Spagna, figlio di Filippo IV e Marianna d’Austria. Re dal 1665 al 1700. Questi non ebbe eredi e per sua volontà la corona passò a Filippo d’Angiò, nipote del re di Francia Luigi XIV e di Maria Teresa d’Austria – sorella maggiore di Carlo -: iniziava l’epoca dei Borboni.

May 162008
 

Ognuno di noi quando viaggia si porta dietro una serie di oggetti per la cura personale, prepara gli indumenti, scarpe, vestiti, magliette, inoltre un buon profumo, spazzolino da denti, dentifricio, qualche medicina, insomma ciò che usualmente adopera durante il quotidiano vivere.

Stessa cosa facevano i nostri avi, per lo meno coloro i quali viaggiavano con una certa frequenza.

Stamani sono andato a sbirciare, a indagare, a curiosare le suppellettili di Filippo II (1527-1598 ) di Spagna, figlio di Carlo V e di Elisabetta del Portogallo.

Era il marzo 1564, di ritorno da Barcellona, dove era andato a ricevere i nipotini Rodolfo ed Ernesto d’Asburgo – figli di sua sorella Maria -, il re aveva fatto scaricare ben 17 muli, muli che trasportavano gli oggetti personali dal quale raramente si separava:


- collezioni di reliquie provenienti da paesi lontani;

- monete, medaglie, pietre preziose, spartiti musicali;

- un organo portatile;

- libri;

- spazzolini da denti di avorio intarsiato con l’oro e relative custodie;

- ciotole per dentifricio in polvere o in pasta;

- spazzole per pulire capelli, unghie, lingua;

- forbicine di vario tipo;

- spugnette;

- un bel calice d’argento per i purganti;

- una cassetta contenente le sue medicine, fiale di corno di rinoceronte, corallo, ambra;

- un orinale in vetro di Murano.


Sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa, ma la piccola lista ci orienta sulle usanze di un re, di un’epoca, di un periodo che ha caratterizzato la nostra storia europea, ci porta, fra le altre cose, a riflettere su quei legami che, dal passato, continuano ancora oggi, usanze e costumi difficili a tramontare.

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Maggiori informazioni su Filippo II in: G. Armato, Passeggiando per la storia.

May 142008
 

Vi sono oggetti che hanno una loro epopea, una loro leggenda, una loro vita, fanno parte di avvenimenti che hanno caratterizzato determinate epoche, contrassegnando quella parte della storia che pochi studiano, perché ritenuta di scarso valore, eppure, se visti sotto un diverso angolo, hanno un pregio inestimabile nella comprensione di un insieme.

A partire del XVI secolo – siamo durante il regno di Filippo II -, dopo la scoperta dell’America, le navi spagnole provenienti dal Nuovo Mondo ritornavano nella madrepatria cariche di oro e preziosità. Tali oggetti erano custoditi in bauli fissati al suolo nella santabarbara della nave, proprio al piede dell’albero maestro. Dette casse solitamente avevano tre chiavi, ciascuna posseduta da tre diverse persone: una la conservava un Colonnello, un’altra un Tenente colonnello e l’ultima era nelle mani di un depositario eletto dal Capitano del reggimento. Solo in presenza dei tre si poteva aprire il forziere.

Quello della foto, conservato nel Museo militare di Siviglia, è uno dei 5 famosi bauli costruiti in Germania, a Norimberga, centro della metallurgia europea del ’500. Era di metallo, di circa 40 cm. di larghezza, per 90 cm. di lunghezza e 60 cm. di altezza. La caratteristica era il complicato ed elaborato funzionamento che consisteva in nove chiusure. Inoltre, per aprirlo bisognava inserire le chiavi nella parte superiore del coperchio, in serrature nascoste dietro falsi chiodi o adorni.


 

Feb 122008
 

Talvolta bastano poche righe per inquadrare un periodo storico. Il 1527 fu un anno pieno di rilevanti episodi, di feroci battaglie, di interessanti fatti. Ricordiamone alcuni.

Carlo V, ritratto da Tiziano, 1548- Sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi di Carlo V. La Città Eterna fu saccheggiata, molte opere d’arte furono bruciate, rotte, incenerite, trafugate. Roma visse uno dei momenti più tragici della sua storia.

- Ancora Roma, seconda metà del 1527: la peste, durante un’estate drammaticamente calda, colpì duramente popolazione e invasori.

- Nasce Giuseppe Arcimboldi, famoso per i suoi quadri manieristi, di composizione allegorica, grottesca, quasi surreali. Ricordiamo i particolari ritratti da lui eseguiti in cui animali, fiori, frutta e oggetti si compongono per formare una figura umana.

- Dal 1527 al 1530 si istaura una nuova repubblica a Firenze, repubblica che cadde dopo appena tre anni sotto i colpi delle truppe di Carlo V, che aveva promesso al papa Clemente VII il ritorno mediceo al governo della città.

- Anno degli affreschi di Andrea d’Agnolo soprannominato Andrea del Sarto, pittore fiorentino, eseguiti per il refettorio del convento di San Salvi, in Firenze, affreschi che rappresentano il Cenacolo. Andrea è anche famoso per aver avuto come allievi Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino, Pontormo.

Luca Cambiaso, Ercole- Luca Cambiaso nasce proprio nel 1527, in quel di Genova. Cambiaso fu un pittore straordinario che dedicò tutta la sua vita alla pittura e all’arte in generale, lavorando sia in Italia che in Spagna per Filippo II.

- Muore Carlo di Borbone, conestabile di Francia, nell’attacco a Roma. Era membro di una delle più importanti famiglie aristocratiche francesi. Si era alleato con Carlo V, in quanto il re di Francia Francesco I avanzava pretese sui territori apportati dalla moglie Susanna di Borbone.

- Proprio in quest’anno, il re Enrico VIII d’Inghilterra si impegnava nel voler far annullare il suo matrimonio con Caterina d’Aragona, per sposare Anna Bolena. Papa Clemente VII lo proibì.

- Nasce a Valladolid, il 21 maggio, Filippo II, futuro re di Spagna. Suo padre era Carlo V e sua madre Isabella del Portogallo. Salì al potere quando la Spagna era al culmine della sua potenza militare, politica ed economica.

- Si inizia la costruzione del pozzo di San Patrizio a Orvieto, voluto da papa Clemente VII che credeva imminente un assedio da parte di Carlo V. Il pozzo doveva servire come riserva d’acqua.

- Nel 1527, dopo che la rivolta dei contadini fu domata, la Sassonia adottava il credo di Lutero come religione ufficiale di Stato.

Niccolò Machiavelli- Muore Niccolò Machiavelli a Firenze, grande scrittore, storico, uomo politico e filosofo.

- Nasce a Vienna Massimiliano II d’Asburgo, successo al padre Ferdinando I. Massimiliano è famoso per aver cercato di riconciliare cattolici e protestanti, tentativi falliti. Garantì però un periodo di pace religiosa.

L’elenco potrebbe continuare per molte pagine. Qua mi fermo sottolineando che ogni epoca, ogni periodo, ogni anno ha le sue vicende positive e meno positive, affascinanti e meno affascinanti, interessanti e meno interessanti, ma, alla fine, ciò che conta è che questi eventi fanno parte del nostro passato, dei nostri ricordi, della nostra storia di esseri umani, fanno parte della nostra coscienza storica.