May 072013
 

Conosciamo già Juan de la Cosa (1450 circa-1510), navigante spagnolo che, fra i suoi tanti viaggi, partecipò alla prima attraversata dell’Atlantico con Cristoforo Colombo sulla Santa Maria.
Ciò che desidero sottolineare è la sua mappa del 1500, in cui per la prima volta si raffigura il continente americano (le terre fino ad allora visitate) visto da una persona, lui, che prese parte alle scoperte.
Realizzata interamente a mano, e non impressa, al suo ritorno a Cadice, forse per i re cattolici Isabella e Ferdinando, o forse ancora per qualcuno della loro corte, è stata elaborata su due pergamene, mappa in cui si rappresentano le recenti esplorazioni, suggerendo, Juan, che le due americhe fossero unite.
Le coste africane, così come l’Europa e il Mediterraneo, sembrano essere state correttamente, per le conoscenze dell’epoca, disegnate, mancanti invece certe zone dell’Asia.
Riccamente decorata, è di un immenso valore storico (»»»qua).

Mappamondo di Juan de la Cosa, 1500

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Letture suggerite:

- David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
- Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
- Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.

Apr 032013
 

Di grande rilevanza è la cartografia nella storia, in particolar modo nella Storia moderna, periodo in cui le mappe iniziano ad agevolare le nuove scoperte, la navigazione, le investigazioni scientifiche, a determinare confini, a far sognare nuovi mondi.

E sebbene in questo blog ne abbiamo parlato ampliamente, non è vano segnalare la collezione privata di David Rumsey, che riveste una importanza da non sottovalutare, mappe che spaziano nel tempo e nei luoghi, mappe che si possono “vedere” on-line, da quelle relative al Nord America al Sud America, all’Europa, per continuare con Asia Africa Oceania. In poche parole, la raccolta di Rumsey, che conta più di 38.000 documenti storici – da panorami di città a viste generali a particolari e dettagli, a interi continenti a zone marittime… -, è una di quelle da tenere sottocchio e consultare ogni qualvolta se ne presenta l’occasione.

David Rumsey Map Collection

Jun 122012
 

Lo sviluppo delle città, il loro ingrandirsi, l’ampliare i confini, può anche essere analizzato tramite la cartografia dei periodi in questione, tramite quelle mappe che porrebbero dare una visione d’insieme del continuum della storia. Cartografia che prenderà forza e vigore in seguito alla scoperta delle Nuove Terre da parte di Colombo, così come dai viaggi di Magellano, Vasco da Gama e via dicendo, cartografia che passerà dal raffigurare elementi “fantastici” a rappresentare quanto più possibile la realtà dei luoghi. Un lungo percorso da Dicearco da Messina (350 a.C.-290 a.C.), che si crede essere stato il primo a rappresentare il Mediterraneo (Itinerario intorno al mondo), fino all’impulso dato dagli arabi, per seguire con il genovese Petrus Vesconte, sicuramente l’autore della prima carta geografica (»»» qua) datata e autografata (1313).
Di seguito, quattro mappe della città di Venezia nel trascorso dei secoli della Storia moderna.

Venezia, 1493, Hartmann Schedel, Liber chronicarum.

Venezia, 1572, Braun and Hogenberg, Civitates orbis terrarum.

Venezia, 1650 circa, Matthaeus Merian.

Venezia, 1800, John Stockdale.

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Letture suggerite:

- David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
- Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
- Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.

Apr 052012
 

Parliamo spesso di cartografia, di seguito quattro città italiane del XV sec. rappresentate in altrettante mappe di Hartmann Schedel (1440-1514), famoso per le sue Cronache di Norimberga, uno dei primi cartografi ad avvalersi dei torchi gutenberghiani.

Firenze, 1493

Genova, 1493

Roma, 1493

Venezia, 1493

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Letture suggerite:

- David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
- Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
- Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.

Mar 042012
 

Non è mai vano sottolineare l’importanza dei cartografi e della cartografia in generale nel trascorso della Storia moderna, cartografi spesso autori ed editori nello stesso tempo. E sebbene almeno fino a metà del XVI sec., nelle mappe venivano inseriti anche dettagli bizzarri ai nostri occhi, fantasiosi, immaginari, poco a poco si perfezionarono sempre più con il fine di raffigurare, per quanto possibile, le realtà territoriali del tempo.
Di seguito due libri che mi sembrano validi per avvicinarci a una materia essenziale per lo studio dei fatti dell’epoca, per capire che, per un certo periodo di tempo, le mappe servivano inoltre come propaganda, per esaltare gesta e conquiste di un re imperatore principe papa, mappe altresì a carattere sociale politico, oltre che geografico.

David Buisseret, con I mondi nuovi. La Cartografia nell’Europa moderna, ci immerge letteralmente nelle rappresentazioni territoriali dell’epoca, un’epoca in piena trasformazione politica e geografica, piena di scoperte. Partendo dall’influenza della Grecia e di Roma, per continuare con il Medioevo, approfondisce determinati aspetti dell’Età moderna. Un continuum che serve a penetrare le trasformazioni avvenute e l’influenza che la cartografia ha avuto nella storia, una cartografia utile, fra l’altro, per controllare possedimenti oltremare e preparare battaglie. Il volume è molto ricco in immagini.

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Juergen Schultz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano.
Premettendo che “É scorretto attendersi da una mappa assoluta attendibilità e precisione, perché alla fin fine il proposito di un cartografo, anche del più moderno, non è mai quello di registrare la nuda verità”, il libro inizia analizzando la famosa veduta di Jacopo de’ Barbari, fino a parlare di Cristoforo Sorte e del Palazzo Ducale di Venezia, per concludere con le belle rappresentazioni murali cartografiche nell’Italia del Rinascimento. Un libro che scrivendo di carte e cartografi ci porta in un aspetto del Rinascimento italiano poco conosciuto.

Feb 202012
 

Con la scoperta di nuove terre, con i più frequenti viaggi, con la presa di coscienza dell’uomo della sua centralità, agli inizi del XVI secolo vi fu un certo sviluppo della cartografia, creando una propria e vera industria editoriale alla nascente domanda di re imperatori principi viaggiatori naviganti, e via dicendo, che avevano bisogno di mappe e informazioni sia per dirigere i loro imperi, spesso oltreoceano, sia per ubicare le recenti scoperte. E sebbene le prime mappe recassero ancora talvolta scritte fantasiose o idee poco concrete, o esaltassero conquiste e possedimenti, con il passare del tempo si perfezionarono rendendo un’idea quanto possibile precisa di ciò che desideravano descrivere.

Il cognome Merian lo conosciamo già, avendo accennato a una famosa naturalista del Seicento, Maria Sibylla (»»»qua). Ebbene, costei era figlia di un grande incisore svizzero naturalizzato tedesco, Matthäus Merian (1593-1650) e della sua seconda moglie Johanna Sibylla Heim.
Matthäus in prime nozze aveva preso in sposa Maria Magdalena, figlia di Johann Theodor de Bry (1528-1598), editore in Francoforte sul Meno, di cui dirigerà l’attività alla sua morte.
E fu proprio in questa città, dove svolgerà principalmente il suo lavoro, un lavoro dedicato a produrre carte con una ricerca di dettagli davvero certosina. Fra le sue opere ricordiamo i 21 volumi, preparati insieme al figlio, della Topographia Germaniae, contenenti grande quantità di vedute di città e piante, illustrazioni per la Bibbia, oltre a 42 fogli per la Danza Macabra di Basilea (1644).
Peculiarità delle sue incisioni erano precisione e nitidezza, per mezzo della quale si potevano leggere anche le minime sfumature. Esempio ne è la veduta di Venezia che Merian riprende da quella famosa di Jacopo de’ Barbari (»»»qua), ripulendola e aggiornandola, una veduta a volo d’uccello che impressiona ancora oggi.

Oct 172011
 

Il nome “America” sembra legato al cartografo tedesco Martin Waldseemüller (1470-1521). Nel 1507 costui redasse la prima mappa in cui figuravano in tal modo le nuove terre, in onore ad Amerigo Vespucci (1454-1512).
Nel 1501, il navigante fiorentino, educato ai valori dell’umanesimo, aveva raggiunto il Brasile, proseguendo per la Patagonia, e certo che quei luoghi non potevano essere lembi di terre indiane, aveva compreso che si era alla presenza di un nuovo continente.
Difatti nelle sue lettere inviate a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici (1463-1503) aveva parlato di Novus Mundus.

Arrivai alla terra degli Antipodi, e riconobbi di essere al cospetto della quarta parte della Terra. Scoprii il continente abitato da una moltitudine di popoli e animali, più della nostra Europa, dell’Asia o della stessa Africa…

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Aug 012011
 

Nato ad Augusta nel 1678, George Matthäus Seutter era figlio di un orafo. Dopo aver lavorato a Norimberga presso l’editore Johann Baptist Homann (1664-1724) come apprendista, nel 1710 fonda la propria casa editrice nella sua città di origine, indirizzandosi a produrre mappe, atlanti. Di lui ci restano una buona quantità di lavori che, sebbene non sicuramente originali – ricordiamo Augusta in quei tempi non avere una università -, rivestono una certa importanza per la conoscenza geografica del XVIII sec. Del 1725 è l’Atlante geografico o Descrizione accurata di tutto il mondo, in cui sono presenti 46 mappe, il Grande Atlante è del 1734 con 131 piante, mentre il Piccolo Atlante, del 1744, contiene 64 mappe. George muore nel 1757 a 79 anni lasciando l’azienda al figlio Albrecht Karl, al genero Conrad Tobbias Lotter (1717-1777) e al socio Johann Michael Probst, i quali continueranno ancora per altri cinque anni prima di dividersi. Di seguito alcune mappe.

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George Matthäus Seutter, America Meridionale e Settentrionale, 1730

George Matthäus Seutter, Europa, 1730

George Matthäus Seutter, Londra, 1750

George Matthäus Seutter, Barcellona, 1750

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Letture suggerite:

- David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
- Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
- Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.

Jun 142011
 

Nato a Oberkammlach, paesino vicino Kammlach, oggi nella Baviera tedesca, Homann (1664-1724) all’età di 38 anni apre una casa editrice, occupandosi di atlanti e mappe: è il 1702, epoca in cui olandesi e francesi fanno da protagonisti nel campo delle carte geografiche. Norimberga lo ospiterà per il resto della sua vita. Prima di convertirsi al protestantesimo, intorno al 1687, era entrato in una scuola di gesuiti con il desiderio di diventare sacerdote domenicano. Nel 1707 diviene membro dell’Accademia delle Scienze di Berlino e, qualche anno dopo, 1715, è nominato Cartografo Imperiale dall’imperatore Carlo VI, nomina che gli comporta la privilegia impressoria, una specie di diritto d’autore che protegge le sue opere per un certo periodo di tempo. La sua azienda sarà una delle più forti della Germania, grazie ai costi mantenuti bassi e alla buona qualità del prodotto, non dimenticando l’attenzione per i particolari e i dettagli che caratterizzano le sue carte. Del 1716 è il suo lavoro maggiore, il Grande Atlante del Mondo.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1724, l’eredità passerà ai figli che continueranno sulla linea del padre.
Di seguito alcune sue mappe.

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Johann Baptist Homann, Mappa della Luna, 1707

Johann Baptist Homann, Planisferio terrestre, 1707

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Letture suggerite:

- David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
- Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
- Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.

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