Non è mai vano insistere sul fatto che la storia, oltre a essere un continuum, è anche una formidabile ragnatela in cui ogni filo si regge sostenuto da altri, da una dipendenza e interdipendenza tale che ognuno di loro esiste e opera una funzione compiuta solo se connesso all’insieme. E se accade un qualcosa, si ripercuote, l’avvenimento, nelle vicinanze come nelle lontananze.
Ebbene, nella prima metà del XVI secolo, tre regnanti di tre influenti stati ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo della futura Europa: Enrico VIII d’Inghilterra (1491-1547), Francesco I di Francia (1494-1547) e Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero (1500-1558), tre personaggi con i loro caratteri, con le loro storie, con le loro particolarità.
Enrico VIII, dedito alla ricerca di una moglie che gli desse un successore maschio, anche a costo di confrontarsi con la chiesa cattolica e di fondarne una propria. Francesco I, in perenne lotta per non essere accerchiato militarmente e politicamente da Carlo V, mentre quest’ultimo, a capo di un impero dove non tramontava mai il sole, si vedeva fuggire dalle proprie tasche oro e argento che arrivavano dalle nuove terre. Il re di Francia cercherà invano l’alleanza dell’inglese, sovrano, quest’ultimo, in gravi dissesti finanziari e ben poco disposto a intraprendere una dispendiosa lotta contro l’Asburgo. Da parte sua Carlo, dopo aver vinto le elezioni, e divenuto imperatore di un Romano Impero, almeno sulla carta, si affannava per tenere uniti territori dalle più disparate ed eterogenee complessità politiche.
Mentre Carlo V e Francesco I erano pronti a darsi battaglia e scendere in campo personalmente, con corazza spada e cavallo, Enrico se ne teneva lontano, per quel che poteva, non rischiando la vita. Sensuale e debole davanti i propri sentimenti amorosi, Enrico, alto forte duro deciso, era pronto a sacrificare le vite degli altri – e certamente non era il solo – per il proprio tornaconto: due delle sei mogli morirono sul patibolo, Anna Bolena e Caterina Howard.
Enrico era parente di Carlo, avendo sposato Caterina d’Aragona, sorella di Giovanna la Pazza (ovvero la madre di Carlo), abbandonata poi per Anna Bolena; Carlo, che fu ricevuto nel maggio 1520 dal regnante inglese con cui strinse un patto di alleanza contro il francese. Ma si sa, la politica segue interessi la cui chiarezza spesso ci sfugge (!): Enrico attraverserà qualche tempo dopo la Manica per incontrarsi nel giugno del 1520 con Francesco I presso Calais, al “Campo dal Drappo d’Oro”, un lussuoso accampamento allestito dal francese nelle Fiandre per tentare un avvicinamento. Scarsi furono i risultati ottenuti. Gli intrighi, le relazioni, i fili della tela di ragno seguiranno sostenendosi a vicenda.













Dall’età della “reconquista”, l’economia spagnola è stata sempre, più o meno, dipendente dalle attività internazionali. L’



