Feb 282010
 

Stato: Inghilterra.
Epoca: Carlo I, Cromwell, puritani.
Anno: 1647.

Il “Patto del popolo, per ottenere una pace sicura e sollecita, fondata sui principi del diritto comune e delle libertà” fu un documento preparato dalle forze radicali dell’esercito che si riconoscevano nel movimento dei levellers (livellatori), in cui si evidenziavano una serie di proposte di leggi tendenti a favorire una certa libertà.
Dopo il collasso della monarchia, si rendeva necessario un nuovo ordine costituzionale, più oggettivo rispetto a prima. Fine principale del documento era regolare la convocazione dei parlamentari, la loro elezione, la durata della loro carica, i limiti, oltre a prevedere uno stato di separazione fra Stato e Chiesa, libertà di arruolamento che non doveva essere forzato, uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Sottoposto a un lungo dibattito (“dibattiti di Putney“, dal nome di un sobborgo a sud-ovest di Londra) – siamo nell’ottobre 1647 -, fu alla fine accantonato dai capi dell’esercito, Cromwell incluso, perché ritenuto troppo radicale. Il punto maggiormente discusso fu il primo articolo…

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Feb 272008
 

Boston nel 1722- Premessa (perché la Storia ha sempre un passato):

Nella prima metà del XVIII secolo, ben tre “guerre di successione” furono combattute in Europa: quella per il trono spagnolo (1702-1713), quella polacca (1733-1738), e infine quella per il trono austriaco (1740-1748). Di tutto questo disordine ne approfittò l’Inghilterra, affermandosi come potenza navale, commerciale e coloniale.
La guerra dei Sette anni, 1756-1763, potremmo considerarla come “la prima guerra mondiale”, una guerra in cui gli eserciti d’Inghilterra e Prussia, da una parte, e di Francia, Austria, Russia, e poi Spagna, si scontrarono sia nel territorio europeo che su quello americano che su quello indiano.
La Francia perse buona parte dei territori americani, il Canada passò in mano inglese, così come la Florida, almeno temporaneamente, fu ceduta dalla Spagna all’Inghilterra. In Australia si insediava una prima colonia penale, 1788, anch’essa britannica.

- Svolgimento (perché la Storia è un continuum):

Con circa due milioni e mezzo di abitanti nel 1775, le tredici colonie inglesi del nord America avevano uno sviluppo economico e sociale davvero esemplare. Irlandesi, svedesi, polacchi, tedeschi formavano un operoso miscuglio di genti che sapeva sfruttare le risorse interne e commerciare con la madrepatria. I gruppi religiosi erano tanti, si passava dai cattolici ai luterani, dai puritani agli ebrei e via dicendo.
Erano persone che avevano lasciato l’Europa per vari motivi, chi perché attratto dall’oro, chi perché pAfrican slave trade, 1500-1870erseguitati da Carlo I d’Inghilterra, come i puritani approdati nel Massachusetts nel 1620 – che fra l’altro era uno dei più antichi -, chi perché sfuggiva alla legge, chi perché desiderava rifarsi una vita, chi perché avventuriero, chi perché ricercava maggiore libertà sia politica che religiosa.
Eppure fra le cinque colonie del sud e quelle del centro-nord c’era una certa differenza. Nelle terre meridionali vigevano i latifondi, grandi estensioni di terreno dove un aristocratico o ricco proprietario coltivava tabacco, canna da zucchero, cotone, e lo schiavismo era pratica comune accettata a tal punto che, si pensi, più di un quarto della popolazione erano schiavi negri che lavoravano nei campi, schiavi privi di ogni diritto.
Nel centro e nel nord, invece, era diffusa la piccola proprietà, piccole fattorie di famiglie quasi autosufficienti che lavoravano per il fabbisogno personale, non mancando artigiani e qualche industria nelle grandi città del centro, come a New York, Filadelfia, Boston, dove il commercio con l’Inghilterra era punto forza della loro economia. Il centro nord aveva una vita culturale più attiva rispetto al sud, ricordiamo solo la fondazione dell’università di Harvard, a Boston, proprio nel 1636.
Ognuna di loro con proprie leggi civili, politiche e religiose, che tendevano a stabilire un determinato ordine sociale, ognuna di loro orgogliosa della propria indipendenza del proprio operato, ma tutte poco propense a rimpinguare le casse inglesi impoverite dalle guerre.

Nel 1775, l'Inghilterra aveva il dominio sulle zone indicate in rosso e rosa sulla mappa e la Spagna su quelle arancione. La zona rossa è quella relativa alle 13 colonie aperte agli insediamenti dopo la proclamazione del 1763. (Wikipedia)

Nel 1775, l'Inghilterra aveva il dominio sulle zone indicate in rosso e rosa sulla mappa e la Spagna su quelle arancione. La zona rossa è quella relativa alle 13 colonie aperte agli insediamenti dopo la proclamazione del 1763. (Wikipedia)

Feb 052008
 

Carlo I StuartNel 1603, alla morte di Elisabetta I Tudor, sovrana nubile, che aveva regnato dal 1558 al 1603, salì sul trono inglese Giacomo I Stuart, della famiglia reale scozzese, seguito nel 1625 dal figlio e successore Carlo I, cattolico convinto e sostenitore del diritto divino del re. Costui, affascinato dai modi della monarchia assolutista francese, desiderava seguirne i passi, cosicché sciolse varie volte il parlamento, motivato anche dal fatto che gli negava i fondi necessari per intraprendere una guerra in Europa. Ma l’Inghilterra non era la Francia, in quanto una piccola e media nobiltà insieme a un’attiva e ricca borghesia londinese non volevano rinunciare a un diritto secolare che li aiutava a sopravvivere degnamente contro l’assolutismo del sovrano.
La situazione divenne insostenibile quando il parlamento negò al re di riscuotere direttamente i dazi doganali sull’importazione del vino e di altri prodotti e si oppose all’introduzione di altre tasse fondiarie. Si notava inoltre una forte opposizione religiosa della Chiesa scozzese presbiteriana. Carlo I si vide costretto a convocare il parlamento – corto parlamento…

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