May 072013
 

Conosciamo già Juan de la Cosa (1450 circa-1510), navigante spagnolo che, fra i suoi tanti viaggi, partecipò alla prima attraversata dell’Atlantico con Cristoforo Colombo sulla Santa Maria.
Ciò che desidero sottolineare è la sua mappa del 1500, in cui per la prima volta si raffigura il continente americano (le terre fino ad allora visitate) visto da una persona, lui, che prese parte alle scoperte.
Realizzata interamente a mano, e non impressa, al suo ritorno a Cadice, forse per i re cattolici Isabella e Ferdinando, o forse ancora per qualcuno della loro corte, è stata elaborata su due pergamene, mappa in cui si rappresentano le recenti esplorazioni, suggerendo, Juan, che le due americhe fossero unite.
Le coste africane, così come l’Europa e il Mediterraneo, sembrano essere state correttamente, per le conoscenze dell’epoca, disegnate, mancanti invece certe zone dell’Asia.
Riccamente decorata, è di un immenso valore storico (»»»qua).

Mappamondo di Juan de la Cosa, 1500

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Letture suggerite:

- David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
- Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
- Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.

Apr 292013
 

Diccionario biografico urraeñoChi pensa che la storia d’America inizi con lo sbarco di Colombo, è ben lungi dall’aver compreso e accettato che gli indigeni di quei luoghi hanno avuto anch’essi una loro tradizione, sia pur orale o talvolta scritta, eventi ancora tutti da investigare da scoprire da divulgare.
I maya gli atzechi i caribes, ma anche i meno noti quimbaya embera katíos, hanno dato il loro contributo, spesso muto e invisibile, agli accadimenti che seguirono la conquista dell’America in generale, accadimenti segnati dal sangue, dalla lotta per la libertà da parte indigena.
E allora il cacique Toné riveste un ruolo sicuramente importante nei conflitti dell’epoca, Toné, politico e militare, che difendeva il territorio dall’invasione europea.

Di tutto ciò, qualche giorno fa, grazie a un incontro fortuito nella biblioteca Carlos Castro Saavedra di Medellin, e grazie alla bibliotecaria Emilse Cardona, ne parlai con uno studioso proprio di Toné, dei Katíos, di Urrao, un esperto che dedica anima e corpo ad approfondire il tema in questione, il prof. Jaime Celis Arroyave.

Mi sembra doveroso diffondere quella parte di storia locale, in Europa poco studiata, che potrebbe aver avuto influenze ben più ampie di quanto si creda, e il prof. Jaime, che ringrazio con immensa gratitudine, mi ha aiutato a entrare nelle dinamiche della società indigena dei Catíos. Motivo per cui, ho approfittato della sua bontà per rivolgergli alcune domande che riporto di seguito.

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- Prof. Celis, nei nostri vari incontri, abbiamo concordato che i fatti d’America non iniziano con l’arrivo degli spagnoli, bensì si rimontano a ben prima del XV sec., agli indigeni, pensa che sarebbe bene rivedere i testi di storia?

- Ovviamente, è necessario rivedere la storia, dando agli indigeni il loro giusto valore, per esempio, essere l’origine della storia americana. Solo allora, oltre a rendere giustizia ai nostri nativi, avanzeremo nella vera interpretazione della storia, che ci permetterebbe tracciare la corretta strada per costruire il futuro.

- Ci può descrivere in poche parole come erano organizzati socialmente i Katíos e che zone del dipartimento di Antioquia abitavano?

- I Catíos vivevano a ovest dell’attuale Dipartimento di Antioquia. All’arrivo degli invasori europei, avevano un modello di società comunitaria, cioè proprietà collettiva al servizio del bene comune.

- Pochi conoscono la figura dell’indigeno Toné, ce ne potrebbe dare un abbozzo, nel senso accennarci in quale periodo storico visse e che ruolo ebbe sia come guerriero sia come politico?

- Toné era un ideologo e militare molto prominente, che affrontò la violenta e ingiustificata invasione spagnola con una chiara concezione della libertà e della sovranità, con una strategia militare davvero encomiabile, sia per l’organizzazione del popolo, sia per il valore che profuso. Iniziò a lottare nel 1539, fino al 1557, quando fu sconfitto nella battaglia di Nogobarco, senza che nessuno sappia, con certezza, la sua fine, anche se presumibilmente morì lì.

- Perché si pensa che Toné fu un precursore del concetto di libertà in America?

- I nativi americani sono stati i primi nel continente a parlare di libertà e combattere per essa. Toné, fra tutti, si distaccò specialmente nella battaglia di Escubillal, 1557, quando, davanti la richiesta letta dagli invasori affinché si arrendesse e pagasse tasse al re di Spagna e al Papa, rispose che venissero a sommetterlo però solo dopo una sconfitta, l’unico modo per giungere alla pace.

- Delle varie battaglie da lui sostenute a difesa della libertà indigena, ci potrebbe fare un riassunto, anche perché è poco noto che Toné fu, sicuramente, uno dei pochi cacique indigeni a far costruire ben due fortificazioni?

- Toné e i suoi Catíos, in difesa della libertà, hanno avuto quattro scontri contro gli invasori, così:
al Chuscal in Urrao, 1539, quando sconfisse e uccise 8 spagnoli, guidati da Pedro de Frias, che venivano a riscuotere tributo, senza alcun motivo.
L’assedio alla città di Antioquia, a partire dal 1541, quando fu fondata da Jorge Robledo, come avamposto per l’invasione, fino al 1554, quando è stata bruciata.
All’Escubillal, in Urrao, 1557, dove i Catíos avevano costruito una fortezza di legno, caso eccezionale tra gli indigeni, assediata per sei giorni, fino a quando fu catturata dagli 80 spagnoli comandati da Gómez Fernández, che era stato inviato dalla Real Audiencia de Santa Fé, a sommettere questo coraggioso popolo. In risposta così alla richiesta, come si è raccontato prima.
A Nogobarco, in Urrao, 1557, pochi giorni dopo il precedente scontro, anche là in una fortezza di legno, guerrieri indigeni guidati da Toné, hanno resistito per 39 giorni, alla fine sconfitti. Da ora in poi, non si sa di più su questo eccezionale Cacique e i nativi fecero una fine disastrosa, alcuni torturati a morte, altri, schiavizzati, ricevettero maltrattamenti. Solo pochi riuscirono a fuggire verso le vicine montagne.

- Crede che si potrebbero fare dei paragoni fra le idee politiche di Toné e di Bolivar?

- È chiaro che, questi due grandi leader, hanno in comune una progredita concezione politica in difesa della libertà e della sovranità, così come il loro interesse per un modello di società equa, al servizio del bene generale, il che rende il primo, un precursore di questi ideali e, il secondo, con i suoi scritti e le sue proposte, l’ideologo più importante di tutto il mondo, dell’epoca. Entrambi, ciascuno a suo tempo combatterono eroicamente, dando sé stessi in difesa di questa concezione. Inoltre, si assomigliano anche perché erano due grandi e unici strateghi militari. Vale la pena notare come la storiografia ufficiale, al servizio di una piccola elite, con ingiusti privilegi, abbia cercato di nascondere questa concezione, che minaccia i loro meschini interessi, presentandoli solamente come importanti leader militari e non come progrediti ideologi, che sono i meriti più notabili.

- Per concludere, prof. Celis, perché pensa sia importante conoscere e divulgare la storia del cacique Catío Toné?

- Toné è un ideologo molto progredito che ha mostrato, in modo chiaro, come gli indigeni, origine della nostra storia, quando fanno loro un ideale, sono capaci di dare la vita. Riscattare la loro storia, e fondamentalmente i loro ideali, nati dialetticamente dal proprio modello di società comunitaria, è dimostrare che la storia dell’America inizia con gli indigeni, e non in qualsiasi modo, ma con i contributi che sono la base per una costrizione collettiva di una nuova società equa, sovrana e pacifica.

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Libri pubblicati dal prof. Jaime Celis Arroyave:

- Historia general de Urrao, ed. Begòn, Medellin, 2009.
- Diccionario biografico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2012, 3ª ed.
- Patrimonio artistico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2013.
- Boletìn Toné, pubblicati già 41 numeri.
- Noticiero patrimonial, pubblicati già 170 numeri.

Per contattare l’autore: jaimecelisarroyave@gmail.com

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»»» aqui en español

Apr 292013
 

Diccionario biografico urraeñoAquellos que piensan que la historia de America comienza con el desembarco de Colón, están lejos de entender y aceptar que los nativos de esos lugares también han tenido su propia tradición, a veces oral a veces escrita, y que todavia no se ha investigado en la totalidad.
Los mayas los aztecas los caribes, asì como los menos conocidos quimbaya embera katíos, han hecho su contribución, a menudo silencioso e invisible, a los acontecimientos que siguieron a la conquista de América en general, acontecimientos marcados por la sangre, por la lucha por la libertad de parte indígena.
Y desde luego el cacique Toné juega un papel importante en los conflictos de la época, Toné, político y militar, que defendía su territorio en contra la invasión europea.

Por todo esto, hace unos días, gracias a un encuentro casual en la biblioteca Carlos Castro Saavedra de Medellín, y gracias a la bibliotecaria Emilse Cardona, hablé con un erudito sobre Toné, los Katíos de Urrao, un experto que dedica todas sus energías para profundizar el tema en cuestión, el prof. Jaime Celis Arroyave.

Me veo en la obligación de difundir esa parte de la historia local, poco estudiada en Europa, que pudo haber tenido una influencia mucho más amplia de lo que se piensa, y el prof. Jaime, a quien agradezco con inmensa gratitud, me ayudó a entrar en la dinámica de la sociedad Catía. Me aproveché de su bondad para hacerle unas preguntas que reproduzco a continuación.

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- ¿Prof. Celis, en nuestras diversas reuniones, hemos concordado en que los hechos de América no comenzarón con la llegada de los españoles, son de mucho antes del siglo XV, con los indígenas, piensa Usted que sería bueno revisar los libros de historia?

- Evidentemente, se hace necesario revisar la historia, dándole a los indígenas el valor que tienen, como, por ejemplo, ser el origen de la Historia Americana. Solamente así, además de hacer justicia con nuestros nativos, avanzaremos en la verdadera interpretación de la historia, lo que nos permitirá trazar caminos acertados para la construcción del futuro.

- ¿Puede describir en pocas palabras cómo estaban organizados socialmente los Katíos y en qué áreas del departamento de Antioquia vivieron?

- Los Catíos vivieron al occidente del actual Departamento de Antioquia. A la llegada de los invasores europeos, tenían un modelo de sociedad comunitario, es decir de propiedad colectiva, al servicio del bien común.

- ¿Pocos conocen la figura del indigena Toné, podría darnos un esbozo, en cual período histórico vivió y qué papel jugó tanto como guerrero y como político?

- Toné fue un ideólogo y militar muy destacado, que afrontó la violenta e injustificable invasión española con una concepción clara de libertad y soberanía y una estrategia militar realmente encomiable, tanto por la organización de su pueblo, como por el valor que le infundió. Inició la lucha en 1539 y la prolongó hasta 1557, cuando fue derrotado en la batalla de Nogobarco, sin que se supiera, a ciencia cierta, cual fue su fin, aunque es de suponer que murió allí.

- ¿Por qué cree Usted que Toné fue un precursor del concepto de libertad en America?

- Los indígenas americanos fueron los primeros que en este continente hablaron de libertad y lucharon por ella. Toné, entre ellos, se destacó, especialmente en la batalla de El Escubillal, 1557, cuando, ante el requerimiento que le leyeron los invasores para que se entregara y rindiera tributo al rey de España y al Papa, les respondió que vinieran a someterlo para derrotarlos, única forma de que hubiera paz.

- ¿De las varias batallas en defensa de la libertad de los indígenas, nos podría hacer un resumen, ya que se sabe poco que Toné fue seguramente el unico cacique indígena que hizo construir dos fortificaciones?

- Toné y sus Catíos, en defensa de la libertad, tuvieron cuatro enfrentamientos con los invasores, así:
El Chuscal, en Urrao, 1539, cuando derrotó y dio muerte a los 8 españoles, comandados por Pedro de Frías, que venían a cobrar tributo, sin razón alguna.
Asedio de la ciudad de Antioquia, a partir de 1541, cuando fue fundada por Jorge Robledo, como avanzada para la invasión, hasta 1554, cuando fue incendiada.
El Escubillal, en Urrao, 1557, en donde los Catíos habían construido una fortaleza de madera, caso excepcional entre los indígenas, la cual fue sitiada, por seis días, hasta cuando cayó en poder de los 80 españoles comandados por Gómez Fernández, quien había sido enviado por la Real Audiencia de Santafé, para someter a este bravo pueblo. Aquí fue cuando respondió al requerimiento, como se relata atrás.
Nogobarco, en Urrao, 1557, pocos días después del enfrentamiento anterior; allí, también en una fortaleza de madera, los guerreros indígenas comandados por Toné, resistieron durante 39 días, siendo derrotados finalmente. De aquí en adelante, no se sabe más de este excepcional Cacique y los nativos tuvieron un fin desastroso, pues unos fueron torturados hasta la muerte y, los demás, sometidos en encomiendas, donde recibieron un trato inhumano. Solamente unos pocos pudieron escapar hacia los montes cercanos.

- ¿Piensa Usted que podríamos hacer comparaciones entre las ideas políticas de Toné y Bolívar?

Es evidente que, a estos dos grandes dirigentes, los asemeja su concepción política de avanzada, en defensa de la libertad y la soberanía, además de su interés por un modelo de sociedad equitativo, al servicio del bien general, lo cual hace del primero, un precursor de dichos ideales y al segundo, con sus escritos y propuestas, el más importante ideólogo, a nivel mundial, de su época. Ambos, cada cual en su momento lucharon heroicamente, entregándolo todo, en defensa de dicha concepción. Tambien, se parecen por cuanto fueron dos grandes e inigualables estrategas militares. Vale la pena anotar como la historiografía oficial, al servicio de una élite minoritaria, con injustos privilegios, ha buscado volver invisible dicha concepción, que atenta contra sus mezquinos intereses, presentando a ambos solamente como importantes jefes militares y no como ideólogos de avanzada, que es su mérito más destacado.

- ¿Por último, prof. Celis, porque cree que es importante conocer y difundir la historia del cacique Catío Toné?

Toné es un ideólogo de avanzada que mostró, con toda claridad, como los indígenas, origen de nuestra historia, si manejan una concepción y son capaces de dar la vida por ella. Rescatar su historia, y fundamentalmente sus ideales, nacidos dialécticamente de su modelo de sociedad comunitario, es mostrar que la historia de América se inicia con los indígenas, y no de cualquier manera, sino con aportes que sirven de base para la constricción colectiva de una nueva società, equitativa, soberana y en paz.

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Libros pubblicados por el prof. Jaime Celis Arroyave:

- Historia general de Urrao, ed. Begòn, Medellin, 2009.
- Diccionario biografico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2012, 3ª ed.
- Patrimonio artistico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2013.
- Boletìn Toné, publicados 41 numeros
- Noticiero patrimonial, publicados 170 numeros.

Para contactar al autor: jaimecelisarroyave@gmail.com

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qua in italiano

Dec 022012
 

Sulla scoperta dell'America e dintorni.Dalla scoperta delle Nuove Terre da parte di Colombo a Bartolomé de Las Casas ad Antonio Montesinos, dai problemi con i popoli nativi a quelli linguistici agli spagnoli “indios”, proseguendo con alcune mappe che rappresentano l’America del XVI sec. Una serie di capitoli per entrare nelle dinamiche di una storia che sembra accelerare i tempi e i confini, di una storia che tanta influenza ha avuto nelle dinamiche dell’epoca.

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scarica le 54 pagine a solo €. 1,50

Sulla scoperta dell’America e dintorni

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Indice
- Colombo, Ferdinando d’Aragona, Isabella la Cattolica e Giovanni II del Portogallo
- Colombo fra due mondi
- La fortezza di San Juan de Ulúa in Messico
- Gli spagnoli in America, XVI secolo
- Bartolomé de Las Casas, gli indigeni e la Nuova Spagna
- Antonio Montesinos, Paolo III e la bolla Veritas Ipsa
- Gli spagnoli “indios”
- La Malinche, Gerónimo de Aguilar e Hernán Cortés
- La realtà delle Nuove Terre viste da Montaigne
- Juan Ginés de Sepúlveda e gli indios americani
- Il Nuovo Mondo e il problema linguistico
- John White e gli indigeni del nord America
- L’America del Nord fra il XVI e il XVIII sec.
- L’America nella cartografia del XVI secolo
- L’America e Martin Waldseemüller
- Dei prodotti vegetali arrivati dall’America

Oct 222012
 

The word “Baroque” means an item that is extravagantly adorned. It is also derived from the Portugese word “barocco” meaning irregular pearl.
The Baroque period refers to an historical era when this extravagant approach was adopted by artists, musicians, writers and architects. The Baroque period began in Italy in around XVII century. It gradually spread across Europe and Latin America. Baroque architecture was prevalent in Latin America, particularly amongst the Spanish colonies, with many civic buildings and churches being built in the style. The buildings were often ornate with impressive features such as decorative columns and imposing staircases. There was also a Moorish influence and an emphasis on contrasting light and dark. The earliest example of this is a Jesuit shrine in Peru well-known for its golden altar.

Baroque music was especially popular in Latin America and still has a large following across the world today. Introduced by the Jesuit missionaries who acquired skills in Europe, they passed on their skills to the local people. As well as teaching them to play, the Jesuits also taught the locals to make instruments. Compared to Europe, Latin American Baroque music was less technical as the musicians although talented had less training and access to quality instruments.

Latin American painters working during the Baroque period tended to follow the European trends closely. Portraiture was popular with the wealthy, as in Europe at the time. Two important painters of the time were Cristóbal de Villalpando (1649 c.-1714) of Mexico and Miguel de Santiago (1620 c.- 1706) of Ecuador. Sculptors of the time, however, developed more individual styles. One particularly acclaimed sculptor of the time was the Brazilian Antonio Francisco Lisboa (1730-1814), commonly known as O Aleijadinho. He was best known for his painted wooden figures and his striking stone statues of the twelve prophets which stood outside the church of Bom Jesus in Congonhas do Campo.

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Here some article in Italian.

Sep 122012
 

Merce di valore, prodotto altamente redditizio, la tratta degli schiavi è stata, nel trascorso della storia, e in particolare nell’epoca da noi studiata in questo blog, Moderna, pratica frequente e diffusa, accordata dai diversi governi e perfino dalla Chiesa cattolica. Nel 1452, papa Niccolò V (1397-1455), con la bolla Dum Diversas (»»qua), legittimava

[...]

… autore azzarda indicare cifre che vanno intorno ai 3 milioni, fra uomini donne bambini, altri molto meno (»»qua), altri ancora indicano solo qualche centinaio di migliaia (»»qua).

Cartagena de Indias, in Colombia, sarà, almeno dal 1595 al 1615, uno dei pochi porti autorizzati…

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Jul 272012
 

Una delle tante conseguenze a seguito della scoperta da parte di Colombo delle Nuove Terre fu quella del variare e migliorare, in un certo qual modo, il regime alimentare degli europei, vari furono infatti i prodotti che si importarono da regioni che taluni consideravano sottosviluppati, prodotti che, arrivando sulle mense, ebbero nel lungo periodo un forte e vigoroso impatto sulle nostre società.
Tra i primi vegetali ricordiamo il peperoncino, il capsicum, la cui diffusione fu veloce in tutto il regno di Carlo V e indi di Filippo II, raggiungendo addirittura l’Asia, le Molucche del Nord, una pianta facile da coltivare, sia pure cresciuta in vaso, che poteva sostituire, dissero, alcune spezie. Della pianta ne parla Cristoforo Colombo nel suo diario in data 15 gennaio 1493 (Martes, 15 de enero).
Anche i fagioli, diversi dai nostrani europei giacché più grossi resistenti e molto produttivi, furono ben presto accettati e diedero un ulteriore contributo all’apporto di proteina vegetale della dieta di allora, comparendo finanche nei ricettari dell’epoca, per esempio in quello di Cristoforo da Messisbugo e di Bartolomeo Scappi…

… segui leggendo »»» qua…

Jul 052012
 

The greatest motive I had or have
for engaging in or for continuing
my pursuit of painting has been the wish
of commemorating the great events
of our country’s Revolution.
(John Trumbull) (1)

John Trumbull (1756-1843) è stato un artista americano vissuto durante la Rivoluzione Americana e i primi anni della sua indipendenza. É ben noto come il pittore dell’Indipendenza americana per le sue precise rappresentazioni storiche legate a quell’evento, essendo stato presente nel conflitto, rappresentazioni che storicizzano la nascita della nuova nazione.

John Trumbull nacque nel 1756 a Lebanon, nel Connecticut, da Jonathan Trumbull, Governatore del Connecticut, 1769-1784, e da sua moglie Faith Robinson Trumbull. Entrò nell’Harvard University nel 1771, laureandosi nel 1773.
Come soldato nella guerra d’indipendenza americana, dimostrò la sua capacità artistica disegnando formazioni nemiche e varie fortificazioni, fu inoltre testimone della battaglia di Bunker Hill. Servì come un colonnello dell’Esercito Continentale e fu collaboratore del gen. George Washington. Si dimise dall’esercito nel 1777, viaggiando a Londra nel 1780, allievo di Benjamin West. Fu imprigionato dagli inglesi per 7 mesi per essere stato sospettato di tradimento durante la guerra. Nel 1784 dipinse la grande Battaglia di Bunker Hill e La morte del generale Montgomery, due dei suoi tanti capolavori.  L’anno dopo, si recò a Parigi lavorando a famosi dipinti tra cui la Dichiarazione di Indipendenza.
Nel 1794 Trumbull fu nominato segretario di John Jay durante i negoziati del trattato con la Gran Bretagna. Fu altresì presidente dell’American Academy delle Belle Arti tra il 1816 e il 1825. Vendette una serie di suoi quadri alla Yale University per 1000 dollari, era l’anno 1831. Morì a New York nel 1843 a ottantasette anni.

La morte del generale Warren nella Battaglia di Bunker Hill, John Trumbull

Dei suoi contrattisti ricordiamo personaggi come George Washington, Alexander Hamilton, Israele Putnam, etc. Famosissima è la Dichiarazione di Indipendenza, riportata anche sul retro della banconota da $ 2.

Dichiarazione d’Indipendenza, John Trumbull

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-1. John Trumbull in una lettera a Thomas Jefferson, giugno 1789.

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»» Here en English.

Jul 022012
 

- 21 dicembre 1511, ultima domenica d’Avvento:
il frate domenicano Antonio Montesinos (1475 ca.-1540), giunto nell’isola La Española nel settembre-ottobre 1510, denunciando gli abusi verso i nativi, annuncia che da ora in avanti i frati non avrebbero dato l’assoluzione a coloro i quali avrebbero tenuto gli indios come schiavi. Sicuramente una delle prime voci ad alzarsi per difendere i loro diritti, almeno insieme al più famoso Bartolomé de Las Casas.

“[…] Esta voz [os dice] que todos estáis en pecado mortal y en él vivís y morís, por la crueldad y tiranía que usáis con estas inocentes gentes. Decid ¿con qué derecho y con qué justicia tenéis en tan cruel y horrible servidumbre aquestos indios?. ..

… seguo leggendo »»» qua…

Jun 152012
 

Il cosiddetto Boston Tea Party, 16 dicembre 1773, è stata una protesta politica attuata nella cittadina americana di Boston dai Sons of Liberty (1) contro la Compagnia delle Indie Orientali e il governo britannico che continuava ad imporre tasse sempre più forti. Gli si opponevano perché controllavano, gli inglesi, tra le altre cose, tutto il tè importato nelle colonie – ricordiamo che gli inglesi avevano drasticamente abbassato il prezzo del tè – duty-free -, rendendolo competitivo con quello olandese.
La protesta iniziò quando i funzionari del governo britannico rifiutarono di restituire tre navi cariche di tè che questi avevano preso come pagamento di una imposta. I coloni mal gradirono l’idea, e, travestiti da indiani Mohawk, abbordarono la nave Dartmouth, distruggendo il tè e gettandolo nel porto di Boston. Secondo il Parlamento britannico, la quantità di tè distrutto nella protesta è stata valutata in circa $. 16.000. Il Boston Tea Party è diventato un evento iconico nella storia degli americani.

L’episodio fu il culmine di un movimento armato atto in tutta la colonia britannica contro il Tea Act, legge approvata dal Parlamento britannico nel corso del 1773. La legge fu contestata dai coloni per molte ragioni, ma soprattutto perché pensavano che violasse il loro diritto di legiferare non avendo il permesso di avere un adeguato numero di rappresentanti da loro eletti. Il Parlamento rispose con un atto coercitivo, noto anche come Intolerable Acts (una serie di leggi approvate dal Parlamento britannico nel corso del 1774, dopo il Boston Tea Party del 1773). Le Coercive Acts, fra le altre cose, limitavano le attività della marina mercantile dei cittadini di Boston e davano immunità ai funzionari britannici per eventuali procedimenti penali in America. Tutto ciò fece sì che i coloni si riunissero in un primo Congresso Continentale, settembre 1774. Oramai la guerra per l’indipendenza era alle porte.

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-1. Membri di una società segreta che combatterono contro il governo britannico.

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»»» Here in English.

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