Jun 232015
 

Colombo e le Nuove Terre


Chi erano i Quimbaya? E i Chibcha? Che relazione avevano avuto con Colombo e i conquistadores? Che cosa era il Capac Ñan? Come si alimentavano gli Incas? Come erano considerati gli indios dagli spagnoli? Che cosa diceva la bolla Veritas Ipsa di Paolo III e che importanza ebbe? E sugli schiavi che dall’Africa giungevano nel porto di Cartagena de Indias?

Questo ebook presenta una serie di argomenti relativi all’esplorazione delle Nuove Terre da parte di Colombo e contemporanei, fatti ed eventi che tanto rilievo ebbero nel trascorso del Cinquecento a tal punto da influenzare, fra l’altro, l’economia europea e parlare di uno spostamento dell’asse economico dal Mediterraneo verso l’Atlantico.

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Jun 052015
 

Boton quiz

– 1. Quando Colombo salpò nell’agosto del 1492, che cosa cercava?
– 2. Come si chiamavano le navi con le quali Colombo solcò l’Oceano Atlantico, e quale era l’ammiraglia?
– 3. Quali terre scoprì quel 12 ottobre 1492?
– 4. Quante volte viaggiò verso le Nuove Terre?
– 5. Chi erano i sovrani spagnoli al tempo delle sue scoperte?
– 6. In che anno Colombo fu arrestato e perché?
– 7. Quando e come morì?

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Cristoforo Colombo ritratto nella Sala de los Almirantes, all'Alcazar di Siviglia

Cristoforo Colombo ritratto nella Sala de los Almirantes, all’Alcazar di Siviglia

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– 1. Colombo cercava la rotta più breve per andare in Oriente, nell’Asia, che fino allora si raggiungeva via terra, attraverso la Via della Seta, un percorso pericoloso e pieno di insidie.
– 2. L’ammiraglia era la caracca Santa Maria, dove lui era imbarcato, seguito dalle caravelle Niña e Pinta.
– 3. Il genovese approdò in un’isola delle attuali Bahamas che chiamò San Salvador.
– 4. Dopo il suo ritorno da eroe in Spagna, ebbe la possibilità di ripartire per altre tre volte, esplorando i Caraibi e alcune parti del Centro-Sud America.
– 5. Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona, investiti da papa Innocenzo VIII con il titolo di “Maestà cattolica”.
– 6. Da governatore di Hispaniola, fu arrestato nel 1500 accusato di tirannia, maltratto e commercio di schiavi. Ricordiamo inoltre che sull’isola c’erano stati disordini capeggiati da dissidenti spagnoli. Rientrato in catene in Spagna, fu liberato dai sovrani, e pronto a ripartire per la quarta e ultima volta.
– 7. Colombo morì a Valladolid nel maggio del 1506, si dice per un attacco al cuore.

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Feb 162014
 

La scoperta dell’America ha dato avvio altresì, nel medio lungo periodo, a una trasformazione politico economica e sociale che ha interessato mezzo mondo, forse il mondo intero. Le vie commerciali, che una volta avevano il Mediterraneo come centro, sono adesso spostate verso l’Atlantico e i paesi del nord Europa, fra cui Olanda Francia Inghilterra. Le politiche estere degli stati europei guardano con occhio attento alle nuove terre e alle possibilità di arricchirsi e ampliare i propri confini. Le società di casa nostra vedranno persone e merci giungere da oltreoceano, indigeni inviati in Inghilterra, per esempio, a scopo di studio – ricordiamo Jemmy Button arrivare a Londra dal profondo sud americano -, non dimenticando poi l’enorme tratta degli schiavi, così come prodotti agricoli prima sconosciuti, mais patata fagioli, e tanto altro ancora.

Diamo pertanto suggerimento di tre, dei tantissimi testi, che potrebbero introdurci all’argomento in questione.

La conquista dell'America

Partiamo da un volume necessario e utile per capire chi era “l’altro”, chi erano gli indigeni, che rapporto hanno avuto con i conquistatori nel trascorso degli eventi avvenuti durante la conquista del Messico. Erano considerati inferiori o riconosciuti uguali? Tzvetan Todorov in La conquista dell’America analizza con spirito investigativo la storia di un popolo la cui cultura è stata quasi del tutto distrutta.

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Conquista. La distruzione degli indios americani

Ma quali furono le cause della loro scomparsa? Quali sono stati i meccanismi che hanno permesso la loro sconfitta essendo pur più numerosi degli spagnoli o degli europei in generale che sbarcavano in quelle terre? Nel suo Conquista. La distruzione degli indios americani, Massimo Livi Bacci ci porta nelle testimonianze di quegli eventi che hanno condotto al loro annientamento, annientamento causato anche, dice l’autore, per la natura umana delle società sottomesse.

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Verso il nuovo mondo. L'immaginario europeo e la scoperta dell'America

Francesco Surdich, Verso il nuovo mondo. L’immaginario europeo e la scoperta dell’America. Motivazioni politiche religiose economiche spinsero a ricercare nuove vie di comunicazione, vie che dettero come risultato la scoperta di terre al di fuori dai paradigmi di quel periodo, mettendo l’Europa difronte a una realtà ben diversa e distinta. L’esplorazione dell’America, oltre a sconvolgere tutta una serie di archetipi scientifici e religiosi, fu la porta d’ingresso verso la costruzione di una nuova società, oggigiorno alla base del nostro modus vivendi.

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Jun 262013
 

Le immagini, nella storia in generale, hanno avuto parte rilevante nel trasmettere la memoria di un popolo di un evento di un’epoca, immagini che talvolta sono servite e servono a esaltare gesta, celebrare una vittoria, promuovere una conquista, fra l’altro. Cosicché prima della fotografia e dei video, schizzi, dipinti, incisioni, stampe e via dicendo, testimoniano, nel tema in questione, uno dei periodi storici più importanti della nostra attuale epoca, periodo che vide un gruppo di tredici colonie inglesi, nella terra scoperta da Colombo a fine ‘400, ribellarsi a un re, Giorgio III, e a una serie di imposizioni che li rendevano dipendenti da una politica che li voleva assoggettati. E una delle tante scintille fu il “problema” del tè e la conseguente ribellione. Non restava che preparare una Dichiarazione d’indipendenza, deliberata dal secondo Congresso Continentale di Filadelfia, di cui Jefferson fu uno degli autori, e mettersi in una lotta all’ultimo sangue fino a conquistare la vittoria – vale la pena ricordare George Washington (»» qua accenni alla sua vita privata) al comando di un esercito nazionale, Continental Army -, e uno dei padri fondatori, nella figura di Benjamin Franklin. Tutto ciò in modo molto schematico.

Stava per nascere una delle potenze che oggi controlla, in un modo o nell’altro, politica ed economia del mondo. Di seguito immagini a sfondo militare che si riferiscono alla relativa età.

Washington, Lafayette e Steuben. Augustus Tholey (?-1898)

Washington, Lafayette e Steuben. Augustus Tholey (?-1898)

Uniformi militari, 1775-1785. Henry Alexander Ogden (1856-1936)

Uniformi militari, 1775-1785. Henry Alexander Ogden (1856-1936)

Compagnie indipendenti, 1774-1775. Henry Alexander Ogden (1856-1936)

Compagnie indipendenti, 1774-1775. Henry Alexander Ogden (1856-1936)

Esercito continentale, XVIII sec.

Esercito continentale, XVIII sec.

Artiglieria, 1777-1783. Henry Alexander Ogden (1856-1936)

Artiglieria, 1777-1783. Henry Alexander Ogden (1856-1936)

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Un paio di documenti in rete:
American Independence. Did the colonists desire it?
The war of american independence, 1775-1783.

N.b.: immagini da “The New York Public Library”

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Jun 182013
 

Mappe abbellite da vascelli con vele al vento, mostri marini, contorni sbiaditi, scritte di mondi immaginari, rosa dei venti, mappe che ci riportano a vecchie concezioni del mondo, mappe che hanno saputo conquistare la fantasia di re, di principi, di naviganti, e talvolta indurli a investire ingenti quantità di denaro per andare alla ricerca dell’incognito.

Se durante il Medioevo i progressi della cartografia furono relativamente lenti, nell’Età moderna acquistarono forza e vigore grazie anche all’esplorazione portoghese e spagnola, fra l’altro, grazie inoltre all’acquisizione di dati come la declinazione magnetica, i venti periodici, le correnti marine, il clima tropicale, la rotondità della Terra.

Colombia fu trampolino di lancio da cui i conquistatori iberici si avventurano verso la scoperta del sud America, e il navigante spagnolo Juan de la Cosa fu sicuramente uno dei primi a disegnarne i contorni, a preparare una carta che raccogliesse le conquiste dell’epoca (vedi questa monografia).

Dedichiamo qualche immagine per meglio “vedere” le terre colombiane nel XVI.

Juan de la Cosa, mappa confrontata a oggi

Mappa di Juan de la Cosa, 1500, in cui si evidenzia in color nero il mondo ipotizzato allora e in color rosso com’è oggi (1).

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Mappa del mondo di Martin Waldseemüller in cui figura per la prima volta l'America
Mappa del mondo di Martin Waldseemüller in cui figura per la prima volta l’America, 1507, mappa che fu stampata in 1000 esemplari, poi perduti o distrutti con il passar del tempo, fino a quando nel 1901 l’investigatore J. Fischer S. J. ne trovò una nel castello del principe Francesco Waldburg Wolfegg, riprodotta in seguito grazie al padre.

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Colombia, 1594
1594, in Colonia, Germania, si pubblicava questa mappa in cui, per prima volta, si riconoscono le terre di quella che oggi è la Colombia, allora denominata Castilla de oro o Nueva Andalucia, immagine che fu punto di partenza per far conoscere in Europa le terre colombiane. (2)

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Cartagena, attacco di Drake, 1586
Fondata da Pedro de Heredia nel 1533, Cartagena de Indias fu varie volte attaccata da pirati e corsari – ricordiamo Roberto Baal, Juan Acle, Juan Martìn Cortés -, e Francis Drake, appoggiato dalla corona inglese, fu uno di questi. Nella mappa di sopra una raffigurazione del porto in questione, piazzaforte strategica, e del feroce attacco di Drake nel 1586, che la saccheggiò con una flotta di 20 brigantini.

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– 1, 2. in: a cura di Eduardo Acevedo Latorre, Atlas de mapas antiguos de Colombia siglos XVI a XIX, Ed. Arco, Bogotà (s.d.)

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Jun 032013
 

Sede in Amsterdam della Compagnia Occidentale delle Indie, 1665

La Compagnia olandese delle Indie occidentali fu costituita nel 1621, ottenendo il monopolio del commercio con le Indie Occidentali – le Nuove Terre scoperte qualche secolo prima da Colombo – e la giurisdizione sul commercio degli schiavi fra Africa, Brasile, Caraibi e Nord America, strumento, in poche parole, della colonizzazione olandese dei territori americani. Il suo modello fu la già esistente East India Company.

Iniziò ben presto, e con un relativo successo, a fondare avamposti in Brasile partendo da Bahia (aprile 1624) – il Brasile in quei decenni era il primo produttore di zucchero del mondo – e nei Caraibi, così come sulla foce del fiume Hudson a New York, in sostanza lungo una vasta fascia di territorio costiero su e giù per tutta l’America. Piazzeforti commerciali in Albany, sul fiume Delaware, Hartford, Manhattan (New Amsterdam), che sarebbe diventata New York City. Tutto ciò, con una certa facilità, giacché l’Inghilterra era coinvolta in guerre contro la Spagna e la Francia, lasciando campo libero agli olandesi. New Amsterdam fu poi controllata dagli inglesi ufficialmente nel 1664. Pellicce del nord e zucchero del sud del continente americano erano i due principali prodotti esportati, insieme alla tratta degli schiavi, dedicandosi altresì, più in la negli anni, alla pirateria.

La società tentò, inoltre, prendere il totale controllo del Brasile ai portoghesi, ma dopo 30 anni di lotte dovette ammettere la sconfitta.

Debiti, le guerre, forte espansione inglese e spagnola, perdita poco a poco delle colonie, alcune delle cause che hanno portato alla dissoluzione della società. Una nuova fu fondata nel 1674, meno redditizia e produttiva della prima. Alla scadenza, nel 1791, delle concessioni, non fu più rinnovata.

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May 072013
 

Conosciamo già Juan de la Cosa (1450 circa-1510), navigante spagnolo che, fra i suoi tanti viaggi, partecipò alla prima attraversata dell’Atlantico con Cristoforo Colombo sulla Santa Maria.
Ciò che desidero sottolineare è la sua mappa del 1500, in cui per la prima volta si raffigura il continente americano (le terre fino ad allora visitate) visto da una persona, lui, che prese parte alle scoperte.
Realizzata interamente a mano, e non impressa, al suo ritorno a Cadice, forse per i re cattolici Isabella e Ferdinando, o forse ancora per qualcuno della loro corte, è stata elaborata su due pergamene, mappa in cui si rappresentano le recenti esplorazioni, suggerendo, Juan, che le due americhe fossero unite.
Le coste africane, così come l’Europa e il Mediterraneo, sembrano essere state correttamente, per le conoscenze dell’epoca, disegnate, mancanti invece certe zone dell’Asia.
Riccamente decorata, è di un immenso valore storico (»»»qua).

Mappamondo di Juan de la Cosa, 1500

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Letture suggerite:

– David Buisseret, I mondi nuovi. La cartografia nell’Europa moderna, Sylvestre Bonnard, 2004.
– Juergen Schulz, La cartografia tra scienza e arte. Carte e cartografi nel Rinascimento italiano, F. C. Panini, 2006.
– Francesca Fiorani, Carte dipinte. Arte, cartografia e politica nel Rinascimento, F. C. Panini, 2010.

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Apr 292013
 

Diccionario biografico urraeñoChi pensa che la storia d’America inizi con lo sbarco di Colombo, è ben lungi dall’aver compreso e accettato che gli indigeni di quei luoghi hanno avuto anch’essi una loro tradizione, sia pur orale o talvolta scritta, eventi ancora tutti da investigare da scoprire da divulgare.
I maya gli atzechi i caribes, ma anche i meno noti quimbaya embera katíos, hanno dato il loro contributo, spesso muto e invisibile, agli accadimenti che seguirono la conquista dell’America in generale, accadimenti segnati dal sangue, dalla lotta per la libertà da parte indigena.
E allora il cacique Toné riveste un ruolo sicuramente importante nei conflitti dell’epoca, Toné, politico e militare, che difendeva il territorio dall’invasione europea.

Di tutto ciò, qualche giorno fa, grazie a un incontro fortuito nella biblioteca Carlos Castro Saavedra di Medellin, e grazie alla bibliotecaria Emilse Cardona, ne parlai con uno studioso proprio di Toné, dei Katíos, di Urrao, un esperto che dedica anima e corpo ad approfondire il tema in questione, il prof. Jaime Celis Arroyave.

Mi sembra doveroso diffondere quella parte di storia locale, in Europa poco studiata, che potrebbe aver avuto influenze ben più ampie di quanto si creda, e il prof. Jaime, che ringrazio con immensa gratitudine, mi ha aiutato a entrare nelle dinamiche della società indigena dei Catíos. Motivo per cui, ho approfittato della sua bontà per rivolgergli alcune domande che riporto di seguito.

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Prof. Celis, nei nostri vari incontri, abbiamo concordato che i fatti d’America non iniziano con l’arrivo degli spagnoli, bensì si rimontano a ben prima del XV sec., agli indigeni, pensa che sarebbe bene rivedere i testi di storia?

Ovviamente, è necessario rivedere la storia, dando agli indigeni il loro giusto valore, per esempio, essere l’origine della storia americana. Solo allora, oltre a rendere giustizia ai nostri nativi, avanzeremo nella vera interpretazione della storia, che ci permetterebbe tracciare la corretta strada per costruire il futuro.

Ci può descrivere in poche parole come erano organizzati socialmente i Katíos e che zone del dipartimento di Antioquia abitavano?

I Catíos vivevano a ovest dell’attuale Dipartimento di Antioquia. All’arrivo degli invasori europei, avevano un modello di società comunitaria, cioè proprietà collettiva al servizio del bene comune.

Pochi conoscono la figura dell’indigeno Toné, ce ne potrebbe dare un abbozzo, nel senso accennarci in quale periodo storico visse e che ruolo ebbe sia come guerriero sia come politico?

Toné era un ideologo e militare molto prominente, che affrontò la violenta e ingiustificata invasione spagnola con una chiara concezione della libertà e della sovranità, con una strategia militare davvero encomiabile, sia per l’organizzazione del popolo, sia per il valore che profuso. Iniziò a lottare nel 1539, fino al 1557, quando fu sconfitto nella battaglia di Nogobarco, senza che nessuno sappia, con certezza, la sua fine, anche se presumibilmente morì lì.

Perché si pensa che Toné fu un precursore del concetto di libertà in America?

I nativi americani sono stati i primi nel continente a parlare di libertà e combattere per essa. Toné, fra tutti, si distaccò specialmente nella battaglia di Escubillal, 1557, quando, davanti la richiesta letta dagli invasori affinché si arrendesse e pagasse tasse al re di Spagna e al Papa, rispose che venissero a sommetterlo però solo dopo una sconfitta, l’unico modo per giungere alla pace.

Delle varie battaglie da lui sostenute a difesa della libertà indigena, ci potrebbe fare un riassunto, anche perché è poco noto che Toné fu, sicuramente, uno dei pochi cacique indigeni a far costruire ben due fortificazioni?

Toné e i suoi Catíos, in difesa della libertà, hanno avuto quattro scontri contro gli invasori, così:
al Chuscal in Urrao, 1539, quando sconfisse e uccise 8 spagnoli, guidati da Pedro de Frias, che venivano a riscuotere tributo, senza alcun motivo.
L’assedio alla città di Antioquia, a partire dal 1541, quando fu fondata da Jorge Robledo, come avamposto per l’invasione, fino al 1554, quando è stata bruciata.
All’Escubillal, in Urrao, 1557, dove i Catíos avevano costruito una fortezza di legno, caso eccezionale tra gli indigeni, assediata per sei giorni, fino a quando fu catturata dagli 80 spagnoli comandati da Gómez Fernández, che era stato inviato dalla Real Audiencia de Santa Fé, a sommettere questo coraggioso popolo. In risposta così alla richiesta, come si è raccontato prima.
A Nogobarco, in Urrao, 1557, pochi giorni dopo il precedente scontro, anche là in una fortezza di legno, guerrieri indigeni guidati da Toné, hanno resistito per 39 giorni, alla fine sconfitti. Da ora in poi, non si sa di più su questo eccezionale Cacique e i nativi fecero una fine disastrosa, alcuni torturati a morte, altri, schiavizzati, ricevettero maltrattamenti. Solo pochi riuscirono a fuggire verso le vicine montagne.

Crede che si potrebbero fare dei paragoni fra le idee politiche di Toné e di Bolivar?

È chiaro che, questi due grandi leader, hanno in comune una progredita concezione politica in difesa della libertà e della sovranità, così come il loro interesse per un modello di società equa, al servizio del bene generale, il che rende il primo, un precursore di questi ideali e, il secondo, con i suoi scritti e le sue proposte, l’ideologo più importante di tutto il mondo, dell’epoca. Entrambi, ciascuno a suo tempo combatterono eroicamente, dando sé stessi in difesa di questa concezione. Inoltre, si assomigliano anche perché erano due grandi e unici strateghi militari. Vale la pena notare come la storiografia ufficiale, al servizio di una piccola elite, con ingiusti privilegi, abbia cercato di nascondere questa concezione, che minaccia i loro meschini interessi, presentandoli solamente come importanti leader militari e non come progrediti ideologi, che sono i meriti più notabili.

Per concludere, prof. Celis, perché pensa sia importante conoscere e divulgare la storia del cacique Catío Toné?

– Toné è un ideologo molto progredito che ha mostrato, in modo chiaro, come gli indigeni, origine della nostra storia, quando fanno loro un ideale, sono capaci di dare la vita. Riscattare la loro storia, e fondamentalmente i loro ideali, nati dialetticamente dal proprio modello di società comunitaria, è dimostrare che la storia dell’America inizia con gli indigeni, e non in qualsiasi modo, ma con i contributi che sono la base per una costrizione collettiva di una nuova società equa, sovrana e pacifica.

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Libri pubblicati dal prof. Jaime Celis Arroyave:

Historia general de Urrao, ed. Begòn, Medellin, 2009.
Diccionario biografico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2012, 3ª ed.
Patrimonio artistico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2013.
Boletìn Toné, pubblicati già 41 numeri.
Noticiero patrimonial, pubblicati già 170 numeri.

Per contattare l’autore: jaimecelisarroyave@gmail.com

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Riporto nella lingua originale, spagnolo, l’intervista con il prof. Jaime Celis Arroyave

Toné, un precursor de la concepción de libertad en America

Aquellos que piensan que la historia de America comienza con el desembarco de Colón, están lejos de entender y aceptar que los nativos de esos lugares también han tenido su propia tradición,a veces oral a veces escrita, y que todavia no se ha investigado en la totalidad.

Los mayas los aztecas los caribes, asì como los menos conocidos quimbaya embera katíos, han hecho su contribución, a menudo silencioso e invisible, a los acontecimientos que siguieron a la conquista de América en general, acontecimientos marcados por la sangre, por la lucha por la libertad de parte indígena.

Y desde luego el cacique Toné juega un papel importante en los conflictos de la época, Toné, político y militar, que defendía su territorio en contra la invasión europea.

Por todo esto, hace unos días, gracias a un encuentro casual en la biblioteca de Carlos Castro Saavedra de Medellín, y gracias a la bibliotecaria Emilse Cardona, hablé con un erudito sobre Toné, los Katíos de Urrao, un experto que dedica todas sus energías para profundizar el tema en cuestión, el prof. Jaime Celis Arroyave.

Me veo en la obligación de difundir esa parte de la historia local, poco estudiada en Europa, que pudo haber tenido una influencia mucho más amplia de lo que se piensa, y el prof. Jaime, a quien agradezco con inmensa gratitud, me ayudó a entrar en la dinámica de la sociedad Catía. Me aproveché de su bondad para hacerle unas preguntas que reproduzco a continuación.

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– ¿Prof. Celis, en nuestras diversas reuniones, hemos concordado en que los hechos de América no comenzarón con la llegada de los españoles, son de mucho antes del siglo XV, con los indígenas, piensa Usted que sería bueno revisar los libros de historia?

– Evidentemente, se hace necesario revisar la historia, dándole a los indígenas el valor que tienen, como, por ejemplo, ser el origen de la Historia Americana. Solamente así, además de hacer justicia con nuestros nativos, avanzaremos en la verdadera interpretación de la historia, lo que nos permitirá trazar caminos acertados para la construcción del futuro. 

– ¿Puede describir en pocas palabras cómo estaban organizados socialmente los Katíos y en qué áreas del departamento de Antioquia vivieron?

Los Catíos vivieron al occidente del actual Departamento de Antioquia. A la llegada de los invasores europeos, tenían un modelo de sociedad comunitario, es decir de propiedad colectiva, al servicio del bien común.

– ¿Pocos conocen la figura del indigena Toné, podría darnos un esbozo, en cual período histórico vivió y qué papel jugó tanto como guerrero y como político?

Toné fue un ideólogo y militar muy destacado, que afrontó la violenta e injustificable invasión española con una concepción clara de libertad y soberanía y una estrategia militar realmente encomiable, tanto por la organización de su pueblo, como por el valor que le infundió. Inició la lucha en 1539 y la prolongó hasta 1557, cuando fue derrotado en la batalla de Nogobarco, sin que se supiera, a ciencia cierta, cual fue su fin, aunque es de suponer que murió allí.

– ¿Por qué cree Usted que Toné fue un precursor del concepto de libertad en America?

Los indígenas americanos fueron los primeros que en este continente hablaron de libertad y lucharon por ella. Toné, entre ellos, se destacó, especialmente en la batalla de El Escubillal, 1557, cuando, ante el requerimiento que le leyeron los invasores para que se entregara y rindiera tributo al rey de España y al Papa, les respondió que vinieran a someterlo para derrotarlos, única forma de que hubiera paz.

– ¿De las varias batallas en defensa de la libertad de los indígenas, nos podría hacer un resumen, ya que se sabe poco que Toné fue seguramente el unico cacique indígena que hizo construir dos fortificaciones?

Toné y sus Catíos, en defensa de la libertad, tuvieron cuatro enfrentamientos con los invasores, así:

El Chuscal, en Urrao, 1539, cuando derrotó y dio muerte a los 8 españoles, comandados por Pedro de Frías, que venían a cobrar tributo, sin razón alguna.

Asedio de la ciudad de Antioquia, a partir de 1541, cuando fue fundada por Jorge Robledo, como avanzada para la invasión, hasta 1554, cuando fue incendiada.

El Escubillal, en Urrao, 1557, en donde los Catíos habían construido una fortaleza de madera, caso excepcional entre los indígenas, la cual fue sitiada, por seis días, hasta cuando cayó en poder de los 80 españoles comandados por Gómez Fernández, quien había sido enviado por la Real Audiencia de Santafé, para someter a este bravo pueblo. Aquí fue cuando respondió al requerimiento, como se relata atrás.

Nogobarco, en Urrao, 1557, pocos días después del enfrentamiento anterior; allí, también en una fortaleza de madera, los guerreros indígenas comandados por Toné, resistieron durante 39 días, siendo derrotados finalmente. De aquí en adelante, no se sabe más de este excepcional Cacique y los nativos tuvieron un fin desastroso, pues unos fueron torturados hasta la muerte y, los demás, sometidos en encomiendas, donde recibieron un trato inhumano. Solamente unos pocos pudieron escapar hacia los montes cercanos.

– ¿Piensa Usted que podríamos hacer comparaciones entre las ideas políticas de Toné y Bolívar?

Es evidente que, a estos dos grandes dirigentes, los asemeja su concepción política de avanzada, en defensa de la libertad y la soberanía, además de su interés por un modelo de sociedad equitativo, al servicio del bien general, lo cual hace del primero, un precursor de dichos ideales y, al segundo, con sus escritos y propuestas, el más importante ideólogo, a nivel mundial, de su época. Ambos, cada cual en su momento lucharon heroicamente, entregándolo todo, en defensa de dicha concepción. Tambien, se parecen por cuanto fueron dos grandes e inigualables estrategas militares. Vale la pena anotar como la historiografía oficial, al servicio de una élite minoritaria, con injustos privilegios, ha buscado volver invisible dicha concepción, que atenta contra sus mezquinos intereses, presentando a ambos solamente como importantes jefes militares y no como ideólogos de avanzada, que es su mérito más destacado.

– ¿Por último, prof. Celis, porque cree que es importante conocer y difundir la historia del cacique Catío Toné?

Toné es un ideólogo de avanzada que mostró, con toda claridad, como los indígenas, origen de nuestra historia, si manejan una concepción y son capaces de dar la vida por ella. Rescatar su historia, y fundamentalmente sus ideales, nacidos dialécticamente de su modelo de sociedad comunitario, es mostrar que la historia de América se inicia con los indígenas, y no de cualquier manera, sino con aportes que sirven de base para la constricción colectiva de una nueva società, equitativa, soberana y en paz.

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Libros pubblicados por el prof. Jaime Celis Arroyave:

Historia general de Urrao, ed. Begòn, Medellin, 2009.
Diccionario biografico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2012, 3ª ed.
Patrimonio artistico urraeño, ed. Begòn, Medellin, 2013.
Boletìn Toné, publicados 41 numeros.
Noticiero patrimonial, publicados 170 numeros.

Para contactar al autor: jaimecelisarroyave@gmail.com

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Sep 122012
 

Colombo e le Nuove Terre


Quale porto dell’attuale Colombia fu punto di sbarco degli schiavi provenienti oltreoceano? Da dove venivano? Che cosa diceva la bolla Dum Diversas? Quanti schiavi si calcola sbarcavano annualmente in quella città? Quale era il costo di uno di loro? Quale fu la causa principale dei loro decessi?

In questo ebook, fra i tanti argomenti, una buona infarinatura di che cosa avveniva nel XVI secolo fra l’Africa e le Nuove Terre conquistate  dagli europei, un deplorevole commercio.

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Jul 272012
 

Colombo e le Nuove Terre


Quali vegetali giunsero dalle Nuove Terre esplorate da Colombo nel XVI secolo? Si può parlare di cambio nell’alimentazione europea dal ‘500 in poi? Che influenza ebbe il mais nella nostra cucina? E la patata? E il cioccolato?

Un tema davvero appassionante, fra i tanti, affrontato in questo ebook che apre le porte alle terre americane, a culture con la quale gli spagnoli prima gli europei in generale dopo sono venuti in contatto, uno scambio di conoscenze che porta all’oggi.

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