Bibliotecaria orgogliosa della sua attività, Emilse Cardona lavora nella Biblioteca Departamental Carlos Castro Saavedra di Medellín, in un edificio, il Palacio de la Cultura “Rafael Uribe Uribe”, che conserva le memorie di una terra legata alle tradizioni, alla storia, al proprio passato, terra che “beneficia” dei ricordi per proiettarsi con successo in un futuro che già la vede protagonista (»»»qua, »»»qua).
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- Ci può dire come si svolge il suo lavoro nella Biblioteca Departamental Carlos Castro Saavedra di Medellin, di che cosa si occupa, e com’è una sua giornata tipica?
Il mio lavoro nella Biblioteca Dipartimentale Carlos Castro Saavedra adempie funzioni ausiliarie, ma in realtà presto servizio a un pubblico speciale e diverso, questo perché la biblioteca è a carattere “patrimoniale”. In questo luogo si conserva parte della memoria del nostro territorio Antioquia; le sue origini e le informazioni di 125 comuni che lo compongono.
Inoltre, il Ministero della Cultura della Colombia (Biblioteca Nacional de Bogotà) ha assegnato a questa biblioteca la funzione di essere Deposito Legale (Legge 44 del 1993), questa legge in poche parole dice che tutti gli editori e scrittori di Antioquia devono depositare una copia delle pubblicazioni in questa biblioteca, con il fine di preservare la memoria del nostro territorio. Ci sono tre condizioni per lasciare un lavoro in Deposito Legale: trattare argomento antioqueño, essere autore antioqueño, essere editore antioqueño. Se si compie uno di questi tre requisiti, si può consegnare il lavoro. Deve essere stampato in più di 100 copie.
In questo modo la biblioteca possiede una gran ricchezza, formandosi una unione tra il passato e il presente.
Precisazione: in biblioteca ci sono inoltre libri di medicina, diritto, letteratura, sociologia, questo perché i principali editori delle università ci stanno inviando la loro produzione.
- Qual è il ruolo del bibliotecario oggi e com’è cambiato rispetto, per esempio, a una ventina di anni addietro?
Il ruolo del bibliotecario è servire da mediatore all’usuario; il suo lavoro è essenziale perché è colui che conosce il materiale ed è responsabile affinché le informazioni raccolte possano giungere ai visitatori. Penso che deve avere un certo carisma, trattare con grande rispetto a tutte le persone e cercare di soddisfare le loro esigenze, di tal maniera li seduce affinché si sentano sicuri percependo che questo posto è per loro.
Inoltre deve mantenere il materiale in ordine ed essere attento alle non conformità al fine di migliorare giorno per giorno.
Il ruolo del bibliotecario è sì cambiato rispetto a venti anni fa. Ora c’è la tecnologia e deve essere aperto alle mutazioni per utilizzare le due alternative (formati fisici e virtuali).
- In che modo le biblioteche potrebbero attrarre l’attenzione del cittadino per farlo partecipare attivamente agli eventi che questa organizza?
I formati menzionati prima sono complementari, e soprattutto in una biblioteca “patrimoniale” dove vengono tanti ricercatori (studenti di antropologia, architettura, diritto, storia, ecc), si deve fare enfasi che il materiale consultato nei libri fisici, non si trova da nessun’altra parte e che il nostro ruolo non è solo di tenere i libri, ma coinvolgerli in eventi come forum, presentazioni, incontri, dove il professionista manifesta l’importanza del patrimonio e ciò che è cultura. Evidenziare il “nostro”, dare un senso di appartenenza, conservare e valorizzare anche quelle cose che posseggono gli altri.
- Che ruolo ha la Biblioteca Departamental Carlos Castro Saavedra di Medellin nella società medellinese?
Il ruolo della Biblioteca Dipartimentale Carlos Castro Saavedra di Medellín è di ricevere, conservare e custodire il materiale bibliografico che entra per deposito legale. Si deve informare costantemente il pubblico della nostra funzione affinché ci invii il materiale pubblicato.
Così, la biblioteca diventa un vero tesoro che trascenderà le epoche e servirà di sito di riferimento per tutte le generazioni.
- Crede che, nell’epoca di internet, le biblioteche hanno ancora un senso? Non pensa siano superate?
Sì, le biblioteche hanno ancora un senso, perché soprattutto in questi paesi, non tutti hanno accesso a Internet, e ci sono informazioni e una storia di vita quotidiana che non trova riscontro in Internet.
- Si parla di e.book, le biblioteche sono pronte ad ospitare, e in che modo, questi testi in versione digitale?
In Colombia l’e.book è qualcosa di nuovo per molti, inoltre non si hanno direttrici dalla Biblioteca Nazionale di Colombia, su come dovrebbe organizzarsi il deposito legale. E sì, sarebbero disposte a riceverli ma avendo politiche chiare sulla loro sistemazione. Poi ci sono i costi, non tutti possono accedere a questa tecnologia perché molti di questi e.book sono ospitati su siti web dove si deve pagare.
Ho chiesto (»»»qua) ai miei lettori di farle alcune domande. Fra le tante ne riporto due.
- Perché fa questo lavoro? È felice?
Faccio il mio lavoro con passione e perché ho deciso, ho studiato tecnologia di gestione aziendale e lavorato in produzione commerciale e di servizio, ma tutta la mia vita ho amato la lettura e libri. La vita mi ha presentato l’opportunità di lavorare in biblioteca e ho cambiato. É stato molto gradevole, sono felice soprattutto ora che sono a contatto con un pubblico così vario, è stato un apprendimento meraviglioso sia personalmente sia intellettualmente.
- Qualche statistica sui suoi frequentatori (sesso, età, livello d’istruzione, testi preferiti).
Vengono molti studenti (più uomini che donne), universitari che studiano storia, antropologia, architettura, quasi tutte le discipline. I testi preferiti sono quelli di storia di Antioquia e i suoi municipi, architettura, economia, mezzi di trasporto e personaggi che hanno costruito Antioquia.
Vengono uomini già adulti a leggere giornali e riviste, giovani a utilizzare Internet e per informarsi, è bloccato youtube e facebook.
Qui ci visitiamo peraltro molti turisti da tutto il mondo, per essere in un edificio storico, nel “Palazzo della Cultura Rafael Uribe Uribe“.
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»»»qua in spagnolo.