Mar 232015
 
Bibbia Borso d'Este, XV sec., part.

Bibbia Borso d’Este, XV sec., part.

Quando nel 1455 il primo Duca di Ferrara affittò una casa per albergare alcuni miniatori, nessuno avrebbe potuto immaginare il risultato che sarebbe venuto alla luce dopo sei anni di minuzioso lavoro, un lavoro che lui stesso ispezionava e sorvegliava con somma attenzione.

Unica nel suo genere, la Bibbia di Borso d’Este (1413-1471) rappresenta il culmine della miniatura di tutto il periodo rinascimentale, e non solo. Un’opera d’arte dal Duca commissionata che voleva di sicuro competere con la sontuosità delle corti italiane dell’epoca, vedi quella fiorentina dei Medici, quella di Urbino dei Montefeltro, e altre ancora, per dimostrare la grandezza e la magnificenza della famiglia.

Negli stessi anni in cui i caratteri mobili gutenberghiani approntavano qualche centinaio di “grossolane” ma “rivoluzionarie” bibbie, un gruppo di artisti quali Taddeo Crivelli (1425-1479), Franco dei Russi (o Franco di Mantova, attivo fra il 1453 e il 1482), Girolamo da Cremona (o Girolamo de’ Corradi, circa 1451-1483), Marco dell’Avogadro, Giorgio d’Alemagna, etc., s’ingegnavano per dare vita a una delle più preziose opere d’arte di tutti i tempi, un capolavoro composto da due volumi in folio, con oltre 1000 illustrazioni che rappresentavano scene della Bibbia, eventi storici, vedute della natura, con tanto di dettagli, di motivi mitologi, animalistici, araldici.

Bibbia Borso d'Este, XV sec.

La Bibbia di Borso d’Este, XV sec.

Il testo, organizzato su due colonne, è stato scritto su pergamena dall’amanuense Pietro Paolo Marone. Erano gli anni che andavano dal 1455 al 1461.

Quando nel 1598 la famiglia Estense abbandonava Ferrara per Modena, la Bibbia fu uno di quei beni che l’accompagnarono, ivi rimanendo fino al 1859, anno in cui la città entrava a far parte del nuovo Regno d’Italia. E fu allora che tale meraviglia prese la strada dell’Austria, a seguito di Francesco V d’Austria-Este (1819-1875) fuggendo per Vienna.

L’ultima proprietaria, la principessa Zita d’Asburgo, la vende e va a finire in Francia (fine XIX – inizi XX sec.), e dobbiamo a Giovanni Treccani degli Alfieri (1877-1961) l’averla acquistata presso un libraio-antiquario parigino nel 1923 e donata poi alla Repubblica italiana. Oggi è conservata nella Biblioteca Estense di Modena.

La Bibbia di Borso d'Este, XV sec..

La Bibbia di Borso d’Este, XV sec.

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Mar 162015
 
L’Europa pre-illuminista, il Settecento

Che l’epoca illuminista sia uno spartiacque fra un prima e un poi, fra un Ancien Régime e un mondo a noi contemporaneo, è cosa risaputa. Il Settecento con i suoi Lumi furono decenni che ruppero con un passato tuttavia legato a un certo feudalesimo, pieno di strutture per lo più immobili che mal accettavano un cambiamento politico-sociale, ruppero ancora con un’epoca in cui il potere assolutistico di diritto divino faceva da padrone in mezza Europa, incarnato nel Seicento da Luigi XIV, e in cui il privilegio aristocratico era punto di forza dell’intero sistema. “È un magma di cose vecchie di [segui leggendo]

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Mar 112015
 
Gli ebrei nell’Europa del Settecento, cenni

Se nel periodo moderno da noi studiato, il 1492 è da considerare come punto di partenza per una svolta storica del popolo ebreo, quell’allontanamento (»»qua) prima dalla Spagna poi dal Portogallo con il loro insediamento in mezza Europa e il fiorire, qualche decennio prima e dopo, di un significativo sviluppo culturale che potrebbe coincidere con il nostro Umanesimo, il Seicento è invece l’età d’oro olandese (»»qua) in cui i figli di Mosè ebbero non poca importanza nel gioco dei commerci e della fioritura di quelle terre, il Settecento, non per ultimo, viene poi a spostare l’attenzione e l’asse verso l’oriente [segui leggendo]

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Mar 072015
 
La caduta di Costantinopoli raccontata da Silvia Ronckey

Con la caduta di Costantinopoli nel 1453 nella mani di Maometto II (1432-1481), le porte dell’Occidente si aprono oramai ai turchi, marciando quasi indisturbati verso il cuore dell’Europa, Vienna in particolare. Costantinopoli rappresentava il cosmopolitismo dell’epoca in cui si incontravano i tre continenti – Europa Asia Africa -, un crocevia di culture che fiorivano nelle vecchie terre che avevano visto i greci e l’eredità dell’impero romano. Tanti furono i “letterati” che prenderanno le vie d’Europa e d’Italia in particolare, favorendo ancor più quel Rinascimento che segnerà indelebilmente un momento storico di alto valore – anche, ma non solo – intellettuale. Segnalo una [segui leggendo]

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Mar 012015
 
Tre libri sulla storia degli ebrei

Il percorso storico degli ebrei è un lungo e complesso cammino che si incrocia spesso con la storia dei luoghi in cui sono vissuti. Un percorso impresso nella loro viva memoria, la quale diventa importante e imprescindibile mezzo di trasmissione vuoi orale vuoi scritta. A tal punto che nella Bibbia la parola Zakhar, ovvero “ricordare”, viene ripetuta, nelle varie declinazioni, ben 169 volte (1). Ebbene, con il proposito di “ricordare”, suggeriamo tre libri che ci introducono nell’argomento in questione, considerando che non è certamente facile dare dei cenni sui seguenti testi, ché gli intrecci della loro storia, le complessità degli [segui leggendo]

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Feb 232015
 
Gli ebrei ad Amsterdam nel Seicento

“Anche se uno dei regni insorgerà contro di te per consegnarti alla distruzione, sempre ci sarà un altro dove troverai rifugio.” (1) Nella storia del nomade popolo ebreo (»»qua), grande importanza ha avuto, nel Seicento, l’Olanda, Amsterdam in particolare, vuoi come centro dei loro commerci vuoi come luogo in cui godevano di una certa tolleranza religiosa. La maggior parte degli ebrei presenti in città proveniva dalle terre iberiche, Spagna e Portogallo, terre che li avevano visti allontanare con la “forza” a fine XV sec. (»»qua), dirigendosi – anche ma non solo – verso il nord Europa. I Paesi Bassi, che [segui leggendo]

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Feb 172015
 
Sui libri e sui periodici francesi nell’Età dell’Illuminismo

L’epoca da noi considerata non erano certo decenni di libertà d’espressione, la pubblicazione di libri libelli periodici era sottoposta a un controllo regio a volte duro e spietato, tutti i manoscritti dovevano passare per le mani di un censore che ne vagliava il contenuto e aggiudicava o respingeva la stampa. Con Lamoignon de Malesherbes (1721-1794) forse si ebbe una leggera maggiore tolleranza, fu lui ad appoggiare, per esempio, il prosieguo dell’Encyclopédie.  Lo stesso Diderot (1713-1784) fu incarcerato dal 24 luglio al 3 novembre 1749 per aver dato alle stampe Lettera sui ciechi ad uso di coloro che vedono, o ricordiamo [segui leggendo]

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Feb 112015
 
Tommaso Moro, Juan Luis Vives, Erasmo da Rotterdam, tre umanisti europei

Erasmo da Rotterdam (1466-1536), olandese, Tommaso Moro (1478-1535), inglese, Juan Luis Vives (1492-1540), spagnolo: tre personaggi europei che dettero all’Umanesimo una spinta divulgativa di un certo rilievo, tre figure che credevano nella forza rivoluzionaria dell’uomo, di quell’uomo che, capace di impregnare il proprio cammino con le decisioni personali, doveva e poteva slegarsi dai nodi di un passato ancora affollato da superstizioni e credenze irrazionali. Di là da tutto ciò, bisogna pur notare le relazioni-interrelazioni che occorrevano fra Spagna Inghilterra Olanda – certamente non solo -, quei legami non esclusivamente dinastici, ma altresì culturali, connessioni, azzarderemo dire, di unione, per quanto [segui leggendo]

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Feb 082015
 
Napoleone Bonaparte, video

Una serie di video su Napoleone Bonaparte (1769-1821), il suo esercito e alcune delle sue battaglie. Dal colpo di stato, attraverso gli avvenimenti della Grande Armée, nel mezzo di vittorie e sconfitte, avanzate e accampamenti, vita privata e pubblica, un video che ci porta nell’esercito di Napoleone, un esercito che ha combattuto in Austria, in Italia, in Egitto, in Russia, in Spagna, in Prussia, in mezza Europa, un esercito diventato leggendario. ***** Battaglia di Austerlitz, 2 dicembre 1805, fu combattuta tra Napoleone, Alessandro I zar di Russia e Francesco II imperatore del Sacro Romano Impero nei pressi dell’odierno paesino di [segui leggendo]

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Feb 022015
 
Sull’istruzione nell’Età dell’Illuminismo, cenni

La pubblicazione dell’Encyclopédie da parte di Diderot e compagnia bella, a partire dalla metà del Settecento, fu momento di riflessione culturale, un’opera che abbracciava i più svariati campi del sapere umano e che tentava rompere un sistema tuttavia legato al passato. L’Enciclopedia francese, che oltretutto fu manifesto – in lato sensu – dell’Illuminismo, si interessò inoltre del problema dell’istruzione tanto a cuore ai filosofi dell’epoca, un’istruzione legata alle classi privilegiate, mentre quelle popolari si mantenevano in-con una cultura orale tramandata da padre in figlio, da anziano a giovane, e che raramente superava i limiti del villaggio o del paesino. Se [segui leggendo]

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