La Giunta del Comune di Rimini approva la mappatura delle aree “no slot”

In ossequio alla normativa regionale dell’Emilia Romagna sul Gap, la Giunta del Comune di Rimini ha dato il via libera alla mappatura delle aree sensibili entro le quali sarà vietata la presenza di sale gioco o di corner che ospitano apparecchi per il gioco d’azzardo.

La mappatura dei luoghi comunali sensibili permetterà di potenziare le azioni volte a limitare il dilagare della ludopatia, ha dichiarato in una nota l’Amministrazione comunale di Rimini commentando l’approvazione da parte della Giunta della mappatura delle aree “no-slot”.

Sulla scorta del provvedimento regionale, continua la nota, i tecnici comunali hanno provveduto ad avviare l’analisi delle localizzazioni dei luoghi sensibili: istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali che operano in ambito sanitario o sociosanitario, strutture per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori. L’intento è di individuare intorno queste l’area di rispetto di 500 metri indicata dalla Regione, non solo per impedire l’insediamento di nuove attività ma anche per verificare la presenza di sale da gioco, sale scommesse, videolottery o, comunque, di qualsiasi tipo di locale che al suo interno ospita slot machine, per effettuare il loro trasloco a distanza di sicurezza.

I dati sul Gap

La nota riporta che lo scorso anno 87 utenti si sono rivolti alla struttura delle dipendenze patologiche dell’Ausl di Rimini per dipendenze legate al gioco d’azzardo.

Nel 2015 erano 69 e nel 2004 erano 12. Il trend in aumento segue anche le dinamiche sociali, economiche e tecnologiche. Nell’81% dei casi si tratta di soggetti di sesso maschile di età compresa tra i 30 ed i 49 anni. Quelli più a rischio hanno livelli di scolarizzazione bassi e basso reddito. Circa il 51% è disoccupato, pensionato o lavoratore occasionale. Tra i giochi quello più utilizzato è la videolottery (63%) che presenta un elevato potenziale attrattivo e distorcente derivante dal forte impatto emotivo creato dalla concomitanza dell’aspetto video, musicale e sensoriale.
Molti gli utenti che vengono indirizzati alle strutture anche dalle Caritas, considerando che una delle conseguenze più negative del fenomeno è l’impoverimento e l’indebitamento delle famiglie coinvolte.

Ci stiamo muovendo nella direzione giusta

Il comune di Rimini procede nella direzione prevista dalla legge regionale, nelle zone slot free, entro sei mesi, gli esercenti si vedranno recapitare una lettera che li invita a rinunciare agli apparecchi o a trasferirsi. La legge regionale rischia di essere impugnata, certo, ma la direzione presa è quella giusta, questa materia va regolamentata. Gli 87 utenti che sono stati presi in carico dall’ Ausl di Rimini sono solo la punta dell’iceberg di un problema di cui ci si vergogna e non se ne parla, ma i 600 milioni all’anno spesi solo sul territorio di Rimini provengono per lo più dalle categorie di cittadini più poveri ed in difficoltà. Il 56% di questa cifra viene spesa nelle slot, il vero dramma per i ludopatici. Per affrontare seriamente questo fenomeno è necessaria una regolamentazione a livello nazionale, regioni e comuni suppliscono con strumenti limitati, ma la direzione è quella giusta”, ha commentato il consigliere di Rimini Attiva Kristian Gianfreda.

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