Ma chi decide sul gioco?

La crisi è già finita e il nuovo governo è arrivato. Anche se, visto che i ministri sono quasi gli stessi, parlare di nuovo è un po’ esagerato. Ma ciò che più conta è che, con la caduta dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi, sono saltati alcuni provvedimenti estremamente importanti.

Tra questi ce ne sono alcuni che riguardano il settore dei giochi. Infatti, in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali, si stava discutendo di un riordino e di una riorganizzazione del mondo del gambling sul territorio nazionale. Il tutto però doveva essere messo in atto dalla Legge di Stabilità, la quale però, vista la questione di fiducia, non si è potuta modificare al Senato. E ora che succede? Difficile da dire. Anche perché esistono altri nodi complicati e difficili da sciogliere. Quali? Proviamo a scoprirli e ad analizzarli.

La prima questione rimasta in sospeso è quella legata all’attuazione della quarta direttiva in materia di antiriciclaggio, la quale abroga quelle precedenti e allinea gli Stati membri agli standard internazionali. Essa inoltre introduce disposizioni finalizzate ad ottimizzare l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, costituendo, una volta che sarà recepita, l’unico vero atto legislativo dell’Unione europea cui dovranno conformarsi gli Stati membri nel definire i propri ordinamenti legislativi interni. Ovviamente, è compito del Governo emanare tutti quei decreti che servono per recepire e attuare tale direttiva. Tutto ciò è stato anche previsto dalle legge di delegazione europea del 2015. Insomma, si tratta di un qualcosa di tutt’altro che semplice e di cui il nuovo Governo guidato da Paolo Gentiloni dovrà sicuramente occuparsi. E anche il prima possibile. Insomma, niente fretta sia chiaro, ma prima o poi i nodi che verranno al pettine dovranno essere sciolti e anche in maniera convincente. Ed è per questo che sarà importante stabilire a chi spetteranno le deleghe sul gioco, un ruolo a dir poco fondamentale ed essenziale.

Abbiamo parlato di ministri confermati. Ed ecco che vengono in mente i nomi di Beatrice Lorenzin ed Enrico Costa. La prima, in quanto a capo del Ministero della Salute, gestisce l’Osservatorio sul gioco patologico, la quale ha più volte chiesto alle regioni di decidere e di presentare proposte sull’utilizzo dei fondi, in primis in maniera di prevenzione e contrasto alla ludopatia. Importante anche la questione dei nuovi Lea, ossia dei livelli essenziali di assistenza. In essi infatti è stato ultimamente inserito anche il gioco patologico. Stiamo parlando di un tema che non va assolutamente sottovaluto e preso sottogamba. Il secondo invece, essendo ministro per gli Affari regionali, è più volte intervenuto in Conferenza unificata per sottolineare l’importanza e la priorità di tutelare, difendere e proteggere le famiglie. Un compito essenziale avranno anche i titolari del ministero dell’Economia e dello Sviluppo economico Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, anch’essi già presenti nel governo dell’ex premier Matteo Renzi.

Insomma, l’argomento del gioco d’azzardo è assai delicato e le responsabilità sono in capo a molti. Ma le decisioni andranno prese. Rinviare ancora non è affatto ammissibile e accettabile.

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