Gara per le nuove concessioni di gioco online: i commenti dell’esperto Stefano Sbordoni

Il bando di gara per il gioco online, assegnerà 120 concessioni al prezzo di 200mila euro ciascuna, valide al 31 dicembre 2022. Il rilascio delle 120 concessioni di gioco online rappresenta un tema che si discute ormai da tempo, in quanto l’iniziativa è stata a lungo sospesa per vari motivi.

Il bando di gara doveva già essere lanciato entro il 25 settembre dello scorso anno, ma una serie di fattori ne hanno procrastinato fino ad oggi la pubblicazione e quindi anche l’attuazione.

Secondo l’avvocato esperto di gaming, Sbordoni, l’iniziativa rappresenta un primo segnale di riordino del sistema concessorio, poiché oltre alle cosiddette Bersani adeguate, concessioni per il gioco a distanza scadute in data 30 giugno 2016, anche tutte quelle relative al gioco a terra, e che rappresentano un gran numero di operatori, sono scadute almeno dalla stessa data.

Abbiamo atteso tanto questo bando, più che altro perchè rappresenta un primo segnale di riordino dell’aspetto concessorio, dato che c’è una serie di concessioni online scadute e che rappresentano diversi operatori”, ha commentato Sbordoni.

Il mercato italiano rappresenta un’eccellenza e deve essere salvaguardato

Sbordoni afferma che al bando sono molto interessati gli operatori stranieri che, non coinvolti nel quotidiano italiano, avvertono di meno l’influenza negativa che ha colpito il settore. “Mentre i nostri operatori perdono interesse nel settore, quelli stranieri sono convinti che il nostro mercato sia molto interessante, cosa di cui magari dovrebbero convincersi anche i sobillatori dell’opinione pubblica”.

A prescindere da derive moralistiche, la mia opinione è che abbiamo rappresentato una eccellenza e sarebbe un abominio perderla”, aggiunge.

Sulla scadenza breve al 2022

Giustificata dalla ricerca dell’allineamento di tutte le concessioni, è un aspetto proprio di questo bando e ricorda come le scadenze brevi in relazione ad altre concessioni siano state contestate anche a livello europeo, come nel caso del bando Monti. La scadenza al 2022 potrebbe quindi rappresentare un punto delicato. “È chiaro che l’investimento è assai rilevante, anche come tecnologia e la durata breve potrebbe non consentire l’ammortamento di tali investimenti”, aggiunge Sbordoni.

Cosa è stato fatto e cosa c’è ancora da fare

Augurandosi che il riordino del settore prosegua, Sbordoni sottolinea la necessità che a questo bando di gara seguano quelli per il gioco a terra. “Credo che la convergenza tra online e terrestre sia inevitabile e di questo va tenuto conto anche a livello regolamentare per evitare situazioni di confusione e patologiche. Tutto quello che andrebbe fatto nel settore non è stato fatto per motivi di opportunità politica, male interpretata e ha creato problemi. Questo bando è un segnale del fatto che bisogna fare le cose e non solo disfare”, conclude.

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