Uno dei primi gruppi che si avventurò nelle Nuove Terre da poco scoperte da Colombo era composto soprattutto da conquistadores, amministratori, religiosi. Conquistadores alla ricerca di una facile ricchezza, amministratori, nominati dalla corona spagnola per gestire le terre sottomesse, religiosi pronti a convertire al cattolicesimo le “primitive” tribù che si incontravano strada facendo. E non sempre le cose furono facili, specialmente quando qualche avventuriero, ritenendo che nulla doveva alla corona, si metteva per conto proprio a dirigere i “propri possedimenti”.
Per quanto riguarda l’esplorazione di ciò che oggi è la Colombia, i primi a entrare in contatto con i nativi furono Alonso de Ojeda (1468 ca.-1515) nel 1499 e Rodrigo de Bastidas (1445?-1527) nel 1500. Qualche anno dopo, 1510, Alonso fonda Santa María la Antigua del Darién, nel Golfo di Urabá, mentre il secondo dà le origini a Santa Marta, 1525. Cartagena de Indias data invece 1533, fondata da Pedro de Heredia (1505?-1554), dopo aver sottomesso gli indios del luogo.
Luoghi, questi, che serviranno sia come base per contrastare gli attacchi dei popoli nativi, sia come punto di partenza per ulteriori esplorazioni. Cartagena sarà altresì legata fortemente alla Spagna, in quanto porto dei viaggi intercontinentali, oltre che piazza per il commercio degli schiavi che arrivavano dall’Africa, per non dimenticare che da lì salpavano la maggior parte dei vascelli carichi di oro e argento alla direzione di Siviglia.
Dicevamo che le prime conquiste furono anche luoghi in cui ci si organizzava per nuove spedizioni. E così fu. Personaggi come Gonzalo Jiménez de Quesada (1509-1579), Nicolás Federmann (1505 ca.-1542), Sebástian de Belalcázar (1480-1551), alcuni di coloro che si avventurarono verso l’interno delle Ande.
Nel 1536, il granadino Jimenez de Quesada (»»»qua), intraprende un viaggio, seguendo il fiume Magdalena, alla ricerca di un cammino che lo conducesse nell’odierno Perù. Nel 1538 incontra i Muisca, popolo della Cordigliera centrale delle Ande, di Nemocón e Zipaquirá, e fonda Santa Fe de Bogotá, l’odierna Bogotá, centro di potere della futura Nuova Granada.
Federmann, finanziato dalla famiglia Welser, invece entrerà a Bogotá nel 1539, dopo aver attraversato la Cordigliera orientale delle Ande, mentre Belalcázar dà le origini a Santiago de Cali, oggi semplicemente Cali, e a Popayán, raggiungendo Bogotà nello stesso 1539. I tre negozieranno la divisione dei territori appena esplorati.
A metà XVI secolo, 1550, venne poi istituita la Audiencia y Cancillería Real de Santafé, istituzione coloniale che serviva a dirigere un territorio oramai abbastanza vasto e variegato.
Potremmo dire che i tre conquistadores gettarono le basi per ulteriori esplorazioni, esplorazioni non sempre facili, giacché si marciava ad alture che talvolta superavano i 2000-2500 mt., in zone scoscese, difficili da percorrere, in condizioni estreme di disagio, attraversando valli e altipiani. E in effetti certe regioni della Nuova Granada erano le colonie più isolate della conquista spagnola.














