Feb 262013
 

Chia, città della LunaPoco meno di trenta chilometri separano Bogotà da Chia, nel dipartimento di Cundinamarca, Colombia, un percorso di una ventina di minuti, traffico permettendo, spendendo con l’autobus 4.000 pesos andata e ritorno, circa €. 1,60. Visita necessaria per immettersi in un verde territorio la cui memoria storica è ancora presente nei lineamenti dei volti di certi anziani che ricordano un indelebile passato.
Chia, città della Luna, a 2.600 mt. slm., città dei Muisca, città la cui fiorente economia ha permesso uno sviluppo in termini di costruzione davvero unico, specialmente negli ultimi dieci anni. Conquistata dagli spagnoli nel 1537 al comando di Gonzalo Jiménes de Quesada (1509-1579), che abbiamo già visto, fra le altre cose, nella conquista di Villa de Leyva e di Bogotà, era un luogo indigeno dedicato al culto della Luna, così come Sogamoso, dedicato al Sole »»qua). In effetti i muisca dividevano un anno solare in 13 lunazioni, deducibile dal fatto che dipingevano il sole con tredici raggi. E per quella ancestrale popolazione, la luce della luna era anche simbolo della bellezza, della virtù, della castità. In un censo del 1593, all’arrivo dell’Oidor Miguel de Ibarra (1550-1608), si contavano 1753 indios, vivendo nelle anse del fiume oggi Riofrio, dediti principalmente all’agricoltura, considerata l’alta fertilità di quelle terre, non dimenticando la lavorazione dei tessuti.

Il vescovo Lucas Fernández de Piedrahíta (1624-1688) narrando dei Mozcas o Muisca raccontava:

Tutti gli indios credevano che esistesse un autore della natura che aveva creato il cielo e la terra, tuttavia adoravano il dio sole per la sua bellezza e la luna perché l’avevano come loro madre, a questa chiamavano Chia, e al sole Zuhé” (1).

Di seguito una serie di foto da me scattate durante l’ennesima visita a Chia, città a me particolarmente cara.

Municipio, Chia, Colombia

Il municipio di Chia, iniziato a costruire il 1° gennaio 1939, nella piazza principale della cittadina, a due passi dalla cattedrale: potere politico e potere religioso convivono. Gli ultimi sindaci, chi più chi meno, hanno ritoccato il centro storico, facendolo diventare pedonale e chiudendolo con delle “porte ad archi” ai veicoli a motore.

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Cattedrale di Santa Lucia, Chia, Colombia

La cattedrale dedicata a Santa Lucia, un tempio relativamente recente, è del XVIII secolo (1720 secondo il sito de”Alcaldia municipal de Chia“). Le funzioni domenicali sono ben affollate da persone generalmente adulte e avanti nell’età, non mancando i giovani. L’essere religiosi da queste parti è un’energia tangibile e visibile, specialmente nel culto mariano.

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Chia, Colombia, Piazza principale, Parque Santander

La piazza centrale è dedicata a Santander, una piazza sempre affollata, piena di attività, luogo di ritrovo di giovani e meno giovani. In questi ultimi anni, diversi caffè stile europa, con tavolini e siede all’aperto, hanno attirato l’attenzione dei ragazzi e degli stranieri residenti che si siedono a riposare a prendere una bibita a parlare a giocare.

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- 1. http://es.scribd.com/doc/54151837/Lucas-Fernandez-de-Piedrahita-Historia-General-de-Las-Conquistas-Del-Nuevo-Reino-de-Granada-VOLUMEN-I

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