In un periodo in cui si fanno tagli economici in tutte le direzioni, è d’uopo il seguente articolo proposto da Ivana Palomba.
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Il termine, francese, è entrato nel nostro lessico col significato di sagoma, contorno, profilo, linea, figura.
La parola deriva da Étienne de Silhouette nato a Limoges nel 1709 e morto a Brie-sur-Marne nel 1767. Figlio di Arnaud de Silhouette, alto funzionario amministrativo, compiuti gli studi giuridici trascorse un anno a Londra per apprendere i segreti dell’economia della Gran Bretagna. Fu quindi consigliere al parlamento di Metz, poi cancelliere del Duca d’Orléans, infine commissario di Luigi XV (1710-1774) presso la Compagnia delle Indie.
Fu preso a benvolere dalla potentissima marchesa di Pompadour (1721-1764), influente a corte dal 1745 al 1764, divenendo nel 1759 controllore delle finanze francesi, in quel tempo in cronico deficit. Etienne applicando severe riforme riuscì a recuperare al tesoro 72 milioni di franchi.
Ma tanto rigore – arrivò persino a tassare porte e finestre – gli attirò l’odio dei ricchi finendo anche in disgrazia presso il re, di cui voleva addirittura ridurre le spese personali.
Fu colpito con l’arma del ridicolo ed esposto allo scherno dei concittadini che associarono il suo nome a tirchieria, a ciò che era meschino, evocando la misera situazione in cui si venivano a trovare i colpiti dalle tasse, e di cosa fatta alla svelta e in economia.
I calzoni senza tasche, a sottolineare l’inutilità di un posto ove riporre il denaro, furono detti “culottes à la silhouette”, i soprabiti senza pieghe o a un solo petto “surtouts à la silhouette“, e “portraits à la silhouette” furono quei ritratti, allora divenuti di moda, ottenuti dipingendo sul vetro il profilo di una persona dato dall’ombra della candela e che il rigido controllore raccomandava ai ricchi al posto dei costosi ritratti a colori.
Sommerso dal ridicolo, abbandonato dalla Pompadour e dallo stesso re, fu costretto alle dimissioni ritirandosi a vita privata, ma il suo nome era ormai entrato a pieno titolo nella lingua nazionale a indicare ogni specie di disegno nero su bianco a fondo pieno ottenuto col pennello o con le forbici.
©Ivana Palomba
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Bibliografia:
- Georges Duby, Storia della Francia, Bompiani, 2001.
- Rosa Cristina, Lisbona vista da un uomo del Settecento: Étienne de Silhouette, Sette Città, 2010.
- Paolo Monelli, Barbaro dominio, Hoepli, 1933.
