Certamente non è mia intenzione esaudire in poche immagini un periodo storico che interessò non solo l’Italia, bensì parte dell’Europa, un secolo, il Seicento, caratterizzato, fra i tanti particolari, dalla fastosità (»»qua i merletti), dall’esuberanza, dall’egocentricità, da un modo di vivere forse fra più bizzarri (»»qua i prodotti di lusso). I committenti, in generale, sono stati la chiesa cattolica, principi sovrani nobili, ma anche i borghesi che vedevano nell’arte un modo di entrare nelle dinamiche sociali del tempo. E il Barocco, a detta di Heinrich Wölfflin – allievo di Jacob Burkhartd (»»qua) -, non sarà un periodo di ascesa o di decadenza, ma semplicemente un’arte totalmente diversa, espressione di un’epoca. Un’arte dove l’illusionismo, la curva, la complessità, l’effetto scenografico sono i protagonisti.
Ebbene, dopo un primo accenno all’Italia (»»qua), di seguito tre immagini di tre chiese che rappresentano il periodo in questione aldilà delle nostre Alpi.
Luogo di partenza della Controriforma, la Chiesa di San Michele in Monaco di Baviera è un primo tentativo di barocco tedesco d’ispirazione italiana, luogo dei gesuiti, voluta da Guglielmo V di Baviera (1548-1597), detto il Pio – ricordiamo essere stato educato proprio dai gesuiti -, alla fine del XVI sec.
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Uno dei primi approcci alla nuova tendenza in terra austriaca, lo vediamo nella Chiesa am Hof in Vienna, chiesa gesuita che, sebbene di stile gotico – fu iniziata alla fine del XIV sec. -, si fornì, grazie all’architetto italiano Carlo Antonio Carlone (1635-1708), di una facciata d’ispirazione barocca. Qua, nel 1806, Francesco II (1768-1835) dichiarò sciolto definitivamente il Sacro Romano Impero, rinunciando alla corona.
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In Spagna, la Collegiata di San Isidro, anch’essa gesuita, è nettamente barocca, principiati i lavori nel 1620 e consacrata nel 1651. Progettata dall’architetto Pedro Sànchez e continuata da Francisco Bautista, è stata suggerita dalla Chiesa del Gesù a Roma. Sorge nello stesso luogo dove vissero San Isidro e Santa María de la Cabeza, dove c’era un pozzo la cui acqua, dicono, curava malattie.




Mi piacciono i continui rimandi, il rincorrersi di notizie e di immagini. Buona serata, Annarita
Grazie Annarita, grazie per leggermi. In effetti, un tema è bello quando si approfondisce poco a poco, rimandando qua e là, fra note annotazioni e via dicendo. Felice serata.