Sep 042012
 

Una interessante indagine di Ute Margaret Saine che ci porta a scoprire le origini del sandwich.

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Quando nel Settecento, John Montagu (1718-1792), quarto conte di Sandwich, faceva servire i primi sandwich ai suoi ospiti di Londra, non erano questi, propriamente parlando, una nuova invenzione. Da secoli, se non da millenni, delle piccole porzioni, sia dolci sia salate, chiamate “bocconcini” in italiano (“bocadillos” in spagnolo), si preparavano, e non solo nei paesi mediterranei. Questi bocconi o “morsi” erano particolarmente consumati in società dove si mangiava senza l’uso del tavolo, con persone sedute su panchine tappezzate, o divani, poste vicino le pareti della stanza, o appoggiati direttamente per terra, dove il cibo si serviva su una tovaglia speciale. È molto probabile che tale usanza abbia avuto la sua origine nelle culture nomadi, dov’erano comuni i pasti al fresco durante i viaggi o le escursioni, sia in guerra che in pace.

Lord Sandwich, oltre ad essere stato il massimo Ufficiale Postale del Regno britannico (Postmaster General), fu anche un ambasciatore, partecipando a varie guerre. Sandwich era stato inoltre delegato britannico al Convegno di Breda del 1748, il quale preparò il Trattato di pace di Aquisgrana (Aix-la-Chapelle, Aachen) dello stesso anno, concludendo la Guerra di Successione austriaca. Piú importante ancora, Sandwich era stato il “Primo Lord dell’Ammiragliato” (First Lord of the Admiralty) durante tre periodi diversi.

Con queste capacità, Lord Sandwich divenne un grande sostenitore del capitano Cook (1728-1779), appoggiando i tre viaggi del navigante in Polinesia (1768-71; 1772-75; e 1776-79). Cook fu uno dei primi esploratori che imbarcò artisti e scienzati, con il fine di dipingere e investigare fauna e flora dei territori incontrati, e nelle sue spedizioni diede il nome a varie terre del Pacifico, descrivendo altresì i costumi degli indigeni. Cook era solito far degustare ai suoi marinai cibi strani, non sempre polinesiani. Per proteggerli dallo scorbuto, che in quegli anni decimava le tripolazioni, gli scienzati scozzesi-prussiani Forster, padre e figlio, che lo accompagnavano in una delle sue avventure, convinsero Cook di servire choucroute alla tripulazione, unica fonte possibile di vitamina C per chi non conosceva i frutti esotici. Non abituati, gli inglesi la detestavano.

È probabile che come patrocinatore del capitano Cook, Lord Sandwich abbia incontrato descrizioni degli abiti culinari polinesiani, dove a volte i bocconcini si cuocevano avvolti in foglie di banana. Nel 1778, per ringraziarlo, Cook difatti battezzò la sua scoperta piú preziosa con il nome di “isole Sandwich”, il cui nome indigeno, secondo riporta il nostro navigante, era Owyhee (oggi conosciute come Hawaii).

C’è un’altra possibilita: per i suoi sandwich eponimi, il lord potrebbe essersi ispirato all’Oriente. Da adolescente trascorreva molti mesi comportandosi da “gentleman’s tour”, non solo per l’Europa, ma anche per destinazioni piú ad est come la Grecia, la Turchia e l’Egitto, terre allora governate dall’Impero Ottomano. Questa familiarità con le civiltà ”orientali” mosse Sandwich a fondare un certo numero di “Società Orientali” in Inghilterra. Inutile dirlo, era la dimostrazione del curioso e liberale viaggiatore mondiale.
In questo periodo, l’uso del tavolo per i pasti era comune solo nell’Europa continentale ed insulare. Già nel XII secolo, Goffredo di Monmouth e il poeta Wace scrissero in lingua normanna sulla leggenda del Re Artù e di alcuni nobili celti, i Cavalieri della Tavola Rotonda (Knights of the Round Table), che caratteristicamente mangiavano e bevevano intorno a un grande tavolo divenuto simbolo della loro unione cavalleresca. La letteratura europea è piena di riferimenti a tavoli, dove si svolsero importanti risse o amori.
In Europa, le cose cambiarono decisamente con Lord Sandwich. I suoi nemici – ogni potente uomo ne ha più di uno – affermavano che l’origine del sandwich fosse inglorioso: il Conte si faceva preparare dei sandwich perché non voleva alzarsi mai dal tavolo di gioco. Le stesse cattive lingue insistevano che il suo epitaffio dovesse recitare: “Raramente uomo ha avuto tanti uffici e fatto così poco.” I suoi difensori dicevano a sua difesa che mangiava dei sandwich per non doversi alzare dalla scrivania dovuto all’eccesso di lavoro.

Storicamente, il Settecento – dappertutto, non solo in Inghilterra – era il secolo delle splendide conversazioni instancabili. Nelle riunioni sociali sentiamo un nuovo respiro di libertà, anche fra i membri delle diverse classi sociali – sempre supponendo che fossero invitati -, oltre che una maggiore comunicazione fra padroni e servi. Spesso la convivialità non girava più intorno al tavolo della stanza da pranzo (dining room), ora la gente si riuniva nel soggiorno, fra una serie di mobili recentemente apparsi e diversamente chiamati in inglese, sofa, divan, canapé, couch, insieme all’ottomano poggiapiedi tappezzato e importato da quelle zone. Le persone si disperdevano in una ampia sala, muovendosi fra gruppi di ospiti, conversando. Il Settecento era l’epoca dei pettegolezzi e delle lunghe chiacchiere, che continua fin ai nostri giorni. In questo ambiente, con piccoli tavolini a fianco, era piú naturale gustare un “sandwich”, per non distrarsi, ovvero detrarsi, dall’affascinante conversazione. E quindi era convincente il concetto della porzione preparata, predeterminata, del sandwich.
In più, l’idea di regolare prima le quantità cominciava a influenzare anche gli opulenti banchetti. Cosicché i servi potevano distribuire porzioni già allestite, accelerando la velocità con cui un arrosto, per esempio, poteva servirsi a un gran numero di persone. In concreto, l’invenzione del Conte era un pasto tenuto in mano, da uno a sei bocconi, consistendo di due fette di pane con in mezzo carne o altro, e se il pane era anche minimamente raffermo, si poteva tostare prima.

Per concludere, il sandwich non è né orientale né occidentale, bensì rappresenta una sintesi globale di origine multinazionale, sotto l’egida dell’Impero Britannico. Il sandwich è la rivincita contro gli arredi d’argento e le rigide maniere della cena “seduta” europea, permettendo alla gente di mangiare con le dita, costume che si può osservare in qualsiasi cocktail party di Hollywood o Bollywood, ovvero dappertutto nel mondo. Sottolinea che la socievolezza e la conversazione allegra sono state da sempre la meta principale delle “sessioni di alimentazione” umane.

E se portiamo il sandwich fuori dalle case, alle attività del tempo libero e delle vacanze, diventa il picnic, “le déjeuner sur l’herbe”.

© Ute Magaret Saine

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»»here en English.

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