Buffer
Jul 212011
 

Il fascino dell’apprendere risiede – anche, ma non solo – nelle molteplici sfaccettature che ognuno di noi ha nell’interpretare gli eventi, la storia, l’arte, sta inoltre nella varietà, nelle tante forme comunicative che l’uomo possiede, giacché condividere significa imparare.
Il seguente articolo di Miriam Ravasio colpisce per una diversa analisi, per un approccio esoterico dell’arte.
Miriam Ravasio, diplomata all’Accademia di Brera, è un’artista underground che dedica la vita all’arte visiva e alle sue possibili applicazioni tecniche: pittura, illustrazione, ricerca e marketing. Attualmente, oltre a mostre e animazioni culturali, si occupa di educazione all’immagine nelle scuole, con progetti per guardare ai Luoghi con gli occhi della mente e i mezzi dell’arte. Da questa esperienza è nato un libro, Occhio, manuale per l’educazione all’immagine.

*****

L’Arte colpisce con amore (di Miriam Ravasio)

Ciò che state per leggere forse vi sorprenderà. Educati ad una Storia dell’Arte didattica, corretta e priva di mistero, perché documentata e quindi provata, noi leggiamo le opere ignorando la volontà comunicativa degli artisti, annullandola nella ricerca dei fatti e nell’espressività estetica o peggio ancora indagandola con le moderne sonde della psicologia. Di fronte ad un’allegoria che richiama miti e dei dell’Olimpo, ci sforziamo di riconoscere le storie rapportandole al momento storico dell’epoca. E tutto finisce lì, difficilmente andiamo oltre, perché bellezza e composizione, uso dei colori e forma ci bastano per constatare ricerca e cammino espressivo.
In quelle composizioni invece, a partire soprattutto dal 1400 (ma anche prima), si celano i segreti sulle origini dell’Uomo. Un gesto, una mano, un ornamento, una figura, un piccolo cartiglio, la forma di un manto, sono segni di richiamo e di testimonianza lasciati dall’artista, per sua precisa intenzione o su suggerimento del committente. Individuata la chiave, l’opera appare in tutto il suo splendore, chiaro l’intento e chiaro il messaggio. Una storia segreta dell’Arte che con la chiusura dell’Accademia Neoplatonica Fiorentina, assunse toni da militanza e cospirazione. Per questo molti artisti furono invisi o corteggiati a sproposito: per offuscare il messaggio e impedirne la diffusione.
Il Rinascimento non fu il momento più fulgido dell’arte che esaltò ruolo e protagonismo dell’animo artistico e diede luce, finalmente, ad una libertà laica di pensiero, poiché nello sfarzo spettacolare si nascose la celebrazione del suo compromesso con il potere.
Nell’arco di un tempo familiare si accese e si spense, nel peggiore dei modi, una rivoluzione di conoscenza. L’Accademia Neoplatonica, inaugurata da Cosimo de’ Medici (nonno) nel 1459, fu sciolta nel 1523 dal nipote Lorenzo che (proprio per questo) si meritò l’eterna e “magnifica” riconoscenza. Marsilio Ficino, traduttore del Corpus Hermeticum di Hermete Trismegisto, radunò artisti da ogni parte d’Italia e d’Europa. Da oltre 200 anni la percezione che la terra fosse tonda era condivisa come una verità in attesa solo di verifica, oggi sappiamo che più di un esploratore aveva già navigato in tondo e disegnato mappe. La frequentazione dei crociati in Terra Santa aveva riportato alla luce l’interesse per antiche civiltà, in particolare quella egizia, di cui poco si conosceva; quei leoni dei geroglifici e delle sculture, posti uno ad Ovest ed uno ad Est tracciavano con il loro sguardo il segno di un’orbita: quella che la terra compie attorno al Sole.
Gli artisti, abili maestri nel rappresentare le suggestioni, scoprirono o furono scossi dallo stupore di una rivelazione, tutta da verificare, ma assolutamente sbalorditiva: la vera origine dell’uomo. All’inizio fu il verbo. Ma di chi? Chi soffiò sulla materia inanimata e paludosa della creta? Un dio fra le stelle e che, come sta scritto nelle scritture, si affacciava nel cielo su mostri d’acciaio? Fu così! Gli artisti fecero propria la conoscenza che abitanti di un altro mondo scesero un tempo sulla terra e dalla loro scienza evoluta nacque l’Uomo. Una bestia animata da scintilla divina (quel che ora conosciamo come DNA). Il fermento che ne derivò fu incontrollabile (si pensi a certe tele di Lorenzo Lotto) quelle verità andavano fermate promuovendo e bocciando artisti e pensatori, favorendoli o censurandoli con tutti i mezzi del potere. Per questo Leonardo protagonista assoluto della rivoluzione non fu mai incaricato in Vaticano, per questo a Michelangelo fu ordinato di sospendere i lavori della tomba di Giulio II ed avviare gli affreschi nella Cappella Sistina, struttura architettonica abbandonata e di nessun valore, importante solo per il messaggio comunicativo che con Creazione e Giudizio in seguito avrebbe assunto. Da lì si consolida la pratica esoterica dell’arte: affermare in ogni opera la scoperta, attraverso simboli e codici riconoscibili solo da un’approfondita conoscenza, le origini dell’Uomo. Bestia manipolata, prima androgino e bifallico e dalla sua “separazione” la creazione della Donna. Esiste un palazzo nel nord Italia, a Teglio in provincia di Sondrio, a due km. dal confine, che conserva, fra gli affreschi delle sue sale, la testimonianza vera di quel che avvenne nel 1459: un’intera sala affrescata con le scene dettagliate della Creazione e un mappamondo, che illustra le terre emerse dopo il diluvio con i profili e le forme di tutti i continenti, Americhe, Australia e Oceania… dipinto (da Leonardo e dal Durer, sono in molti a sostenerlo) prima dell’avvenuta scoperta. Premessa un po’ lunga ma necessaria per affermare che tutte le opere, da allora in poi, si prestano a diverse letture, anche quelle più palesemente allegoriche e classicamente riconducibili a miti e leggende nascondono il pensiero segreto, come il cosiddetto “Parnaso” di Andrea Mantenga. Poco si apprende leggendo, il più diventa nostro imparando, quindi riporto, senza alcuna modifica, una lettura ermetica dell’opera, convinta, che i più sensibili e attenti fra voi, sapranno individuare con piacere il percorso tracciato dal maestro.

*****

Il cosiddetto “Parnaso” Andrea Mantegna (tempera su tela, 150 x 192 cm., 1497)

Il segreto dell’Armonia è nella Bellezza. Intelligenza, Forza, Tecnica e Astuzia sono ai lati a garanzia della Danza. Curiosa questa costruzione dell’allegoria di Isabella d’Este (Venere) e di Francesco Gonzaga (Marte). Un arco di fango secco sostiene come un trionfo il peso di un talamo e di una coppia; lui è bardato e armato, anche pronto ad andarsene, se lei non cede la freccia d’oro dell’Amore che, con silenziosa indifferenza, sembra voler nascondere dietro il corpo nudo. Nudo è anche Vulcano che sta per essere colpito, da Cupido, nella sua doppia intimità: il fisico e il mito. Sul tetto della caverna, il calore della fucina si materializza in una macchia plastica e argillosa: mani grezze, pollice e dita tese, sfregano un blocco monco. La Festa, soggetto importante del dipinto, distoglie e piedi leggeri colorano di muffa il piano sterrato, una piccola tartaruga scura osserva immobile, la crepa alla base dell’opera.

©Miriam Ravasio

Comments

  8 Responses to “Per una diversa visione dell’Arte”

  1. mi sarebbe piaciuto che si fosse espressa con piu’ coraggio

  2. G. Tocchetti: oibò…già mi pensavo audace (audacissima)…sarà per la prossima. Ma a cosa ti riferisci? a Mantegna, a Teglio o a quel birbone di Leonardo? bye :-)

  3. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che l’arte, nelle sue varie forme: arti visive, musica e lingua, quando è vera arte, abbia in sé, coscientemente o inconsciamente da parte dell’artista, un profondo contenuto esoterico, nel senso che dà forma a verità non percepibili con i sensi comuni. I veri artisti approdano in regioni in cui trovano gli archetipi del mondo, regioni nelle quali si uniscono con le sostanze stesse del mondo. Essi sono i custodi della conoscenza, i vigili guardiani di una scienza antichissima e nel contempo i prosecutori dell’indagine che dal visibile sconfina nell’invisibile. L’arte è scienza del visibile lanciata nell’invisibile e
    dell’invisibile “raccontato” in forme visibili. La scienza degli artisti solitamente non piace ai “manipolatori della cultura” che sono loro contemporanei, ma trova consenso in periodi successivi. Gli artisti non di rado devono misurarsi con forze dell’ostacolo che vogliono oscurarne il messaggio di Verità. Anche oggi non siamo liberi da questo “cimento”: uno sguardo attento individua i nuovi falsi dogmi sull’altare dei quali si vuol sacrificare il Vero. Ma negare l’esistenza del sole, non impedisce al sole di esistere. L’arte è destinata ad essere la via conoscitiva del futuro e non c’è vera arte che non sia nel contempo anche scienza.
    I libri, quelli cui i “manipolatori della cultura” di ciascuna epoca hanno applaudito, avendone nella maggior parte dei casi essi stessi disegnato le tracce, sono i più numerosi e i loro limiti sono funzionali al sistema, ma i libri, quelli più dimenticati e più difficilmente reperibili ci consentono di venire a conoscenza di quelle realtà accuratamente occultate dalla “cultura” vigente.
    A proposito del palazzo Besta di Teglio: nel portale il fregio col suo “Novit paucos secura quies” rende manifeste le ragioni delle sue scelte, le scelte di chi ha la serena certezza che una dimensione intellettuale superiore è un privilegio che a pochi è concesso. Infatti è nei bassorilievi del portale che sono scolpiti i simboli antichi di una conoscenza superiore, i simboli di una tradizione esoterica che dall’antico induismo arriva all’esoterismo cristiano, attraverso quello celtico, quali: la Fenice, il Pellicano, il Trigramma cristico, la ruota universale.

    • Rosalia, concordo pienamente con le tue osservazioni. Considero l’arte, come ben dici nelle varie sfaccettature, come prodotto di pensieri manifestazioni azioni che talvolta vanno al di là della nostra percezione come esseri umani limitati. La vera arte, la vera letteratura, la vera poesia, si ha quando l’artista è in contatto, cosciente o incosciente, con energie e forze a noi sconosciute, quando opera al di sopra dei cinque sensi umani. Solo questa, a mio avviso, è la vera manifestazione artistica, la rivelazione della Verità.
      Buona serata.

  4. come sono belle e vere queste tue parole, caro Gaspare! e come mi giungono all’anima! come un balsamo, come un miele, poiché alle volte ci si sente soli nelle nostre percezioni del mondo! Io ho sempre il cuore colmo di gratitudine nei confronti dei grandi artisti che con le loro “visioni” ci fanno percorrere un pezzetto di strarda in più nella via del nostro divenire! Sempre li sento a me cari. Buona serata Gaspare.

  5. Rosalia, grazie a te per condividere le tue idee… è vero, a volte ci si sente soli e stranieri nella nostra stessa Terra, specialmente quando si affrontano certi argomenti con una “diversa visione”. A presto.

  6. Diciamo anche che è arte tutto ciò che in noi desta emozione, scoperta, riflessione. Quante a me dicono poco! Per il resto, dopo attenta lettura, c’è piena condivisione.” (…) Le scelte di chi ha serena certezza che una dimensione intellettuale superiore è un privilegio che a pochi è concesso”.E’ vero, a volte ci si sente soli nelle nostre percezioni..

    • Silvana, certo, come ben dici “è arte tutto ciò che in noi desta emozione, scoperta, riflessione“, e a volte colpiscono sentimenti sensi percezioni che vanno oltre quelli fisici. Buona serata.

 Leave a Reply

(required)

(required)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>