Sovrano illuminato, Caterina la Grande (1729-1796) salì al trono russo quando aveva trentatré anni, essendo nata e cresciuta in un ambiente influenzato dalla cultura francese, nel piccolo stato tedesco di Anhalt-Zerbst, figlia del principe tedesco Cristiano Augusto e di Giovanna Holstein-Gottorp. Sofia Augusta Federica, così fu battezzata dai suoi, cambiò nome in Caterina quando si convertì alla fede russa-ortodossa per sposare Pietro III di Russia (1728-1762).
Una delle prime cose che fece, dopo esser giunta in Russia nel 1744 ad appena quindici anni, fu quella di impararne la lingua e studiare la letteratura del paese che la ospitava. Attratta da Voltaire, Diderot, D’Alembert, Montesquieu e altri illuministi francesi, il suo modo di governare rispecchiò in un certo qual modo quei fecondi e rivoluzionari ideali che i philosophes andavano propugnando alla luce della razionalità. Educazione e assistenza sanitaria furono due dei principali obiettivi di Caterina, difatti si aprirono nuovi ospedali, più farmacie, oltre a scuole anche per adulti, principalmente nei grandi centri urbani. Durante il suo regno aumentarono il numero dei giornali pubblicati e dei libri, che entrarono a far parte della vita culturale russa, aumento che incitava a un maggior dibattito culturale e alla formazione di una nuova classe di studiosi.
La regnante aveva una decisa e forte personalità, spesso dura e persuasiva, di autocontrollo e capace di superare tutti gli ostacoli, raramente si arrendeva davanti una evenienza che la convinceva poco. La distingueva inoltre un innato senso pratico, una volontà di raggiungere i suoi obiettivi a tutti i costi. Dopo Pietro il Grande, si potrebbe dire che Caterina fu uno dei pochi sovrani che lavoravano giorno e notte, sempre presente dove occorreva, sia nelle grandi decisioni sia nelle piccole.
L’ambizione a volte sfociava nel dire una menzogna, nel propagandare abilmente le proprie tesi, nell’essere spietata, un’ambizione che si caricava anche di passione e sentimentalismo, a tal punto da avere ben ventun amanti, almeno quelli noti. Le si riconoscono solo due figli, Anna e Paolo, forse avuti con il marito Pietro III forse con uno dei suoi spasimanti, fatto sta che ebbe ben pochi contatti con loro, cresciuti dalla zarina Elisabetta nei suoi appartamenti. Anna morirà ben presto, mentre Paolo Pietrovič andrà al trono con il nome di Paolo I di Russia.
Caterina II di Russia governò instancabilmente per ben 34 anni.
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Piccola bibliografia:
- Carolly Erickson, La grande Caterina, Mondadori, 1999.
- Henri Troyat, La grande Caterina, Bompiani, 2004.
- M. Vittoria Morokovski, Io Sophie, alias Caterina II, Controluce, 2009.

Dopo il viaggio a san Pietroburgo ho acquistato e letto con grande piacere la biografia della Erickson. Prendo nota degli altri due testi che suggerisci.
Grazie per i post sempre così interessanti nella loro essenzialità.
Annarita
Annarita: grazie a te per leggermi. Buona serata.
figura assai affascinante di regina di politico di donna ….. è sempre un piacere ricordarne le vicende della vita, i tratti particolari della personalità, il ruolo storico… grazie sempre Gaspare!
Grazie a te, Rosalia. Mi permetto riportare il tuo interessante articolo “su Caterina la Grande…“, che apporta ulteriori approfondimenti al presente tema.
Buon pomeriggio.
Mi fa piacere, Gaspare, poter contribuire anch’io al delineare un’immagine quanto possibile viva di questa forte e quanto mai interessante personalità di donna, che ha “scritto” un pezzo importante della storia di noi uomini.