Ne abbiamo accennato varie volte in queste pagine, la Storia è fatta anche di false notizie, vuoi create a proposito, vuoi per deformazione dell’immaginazione popolare. A tal proposito, Bloch spinge gli studiosi, oltre a verificare sempre le loro informazioni, a scrivere e riportare a memoria futura quegli eventi in cui hanno partecipato di persona, quasi riprendendo i suggerimenti di Luciano di Samosata. E, riferendosi alla prima guerra mondiale, guerra in cui partecipò attivamente, ricorda che le generazioni che hanno vissuto quelle tragiche esperienze cominceranno lentamente a sparire, quindi è bene trarre ogni possibile conoscenza. Annota fra le altre cose:
“Chiunque ha potuto e saputo vedere deve sin da ora raccogliere i suoi appunti o mettere per iscritto i suoi ricordi. Soprattutto non lasciamo il compito di svolgere queste ricerche a uomini del tutto impreparati al lavoro storico. In questa materia, le osservazioni veramente preziose sono quelle che vengono da persone abituate ai metodi critici, e a studiare i problemi sociali”. (1)
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1. Marc Bloch, La guerra e le false notizie, Donzelli, 2004, pag 104-105.
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Piccola bibliografia:
- Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, Einaudi, 2009.
– Marc Bloch, La guerra e le false notizie, Donzelli, 2004.
– Luciano di Samosata, Come si deve scrivere la storia, Mondadori, 2002.
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