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Dec 202010
 

Spesso, molto spesso, mi domandano, per lo più studenti, come trovare documenti per la stesura di una tesi, di una ricerca, e specialmente dove cercare.
Partiamo da un punto, partiamo dal fatto che usualmente l’insegnante che assegna una tesi o invita a un dato studio ci dà indicazioni, magari un semplice testo da sfogliare, a prima vista un insignificante indizio. Ebbene, è di per sé un grande, immenso passo avanti, giacché se assegna quel tema, si può star almeno certi che il materiale esiste, per cui esultiamo, prima o poi ne entreremo in contatto. Quell’insignificante libro segnalatoci dalla nostra prof è un mondo immenso, aperto, illimitato.
Ecco, potrei anche chiudere quest’articolo, immagino sia tutto chiaro (sic!). Perché?

Tutti i buoni saggisti apportano nelle loro pubblicazioni una ricca bibliografia, una serie di testi che riguardano, da vicino e/o da lontano, l’argomento da loro trattato, una serie di pagine che possono portarci a sviluppare ulteriormente il tema e ad approfondirlo. Cosicché, armiamoci di buona volontà, apriamo le ultime pagine del prezioso volume consigliatoci e leggiamo la bibliografia: l’infinito è davanti a noi. Talvolta l’elenco è alla fine di ogni capitolo, meglio ancora, significa che quella parte di bibliografia si riferisce a quella particolare trattazione, altre volte è alla fine del libro, poco prima dell’indice. Accade oggi, sempre più spesso, che le bibliografie contengono addirittura i siti web e, non di rado, riportano perfino documenti dell’epoca. Così come le note a piè di pagina, cui rare volte dedichiamo la nostra attenzione e che invece sono risorse davvero utili.
Se stiamo scrivendo su un argomento a carattere locale, non so, per esempio su Bernardino Vitoni, non iniziamo le nostre indagini ricercando notizie a Milano o a Bari o a Palermo, piuttosto concentriamoci nell’area in cui visse, in cui operò, ciò non significa che il personaggio in questione non abbia avuto contatti anche con le suddette città, ma partiamo dalle sue radici, dal suo dintorno fisico.
Altre possibilità si aprono davanti a noi!

Secondo passo: le biblioteche.
Avendo letto la bibliografia – bibliografia che ci porterà a libri con altre bibliografie -, di sicuro qualcosa avremmo incontrato, e allora partiamo alla volta delle biblioteche, là potranno aiutarci, dare nuovi spunti: un buon bibliotecario è sempre disponibile. Sono cosciente che spesso e volentieri si abita lontano da quegli insostituibili luoghi, e allora ci viene in aiuto internet. Vi sono biblioteche che hanno digitalizzato il loro catalogo, o almeno la maggior parte, ed entrando nella loro pagina web indagheremo magari nel campo “ricerca libera”, sia il soggetto ben definito che l’argomento generale.
Fra biblioteche della stessa provincia o della stessa regione di frequente si passano i libri, a me è successo, nella stesura del mio recente saggio “Il senso storico del flâneur”, trovare un testo di Andrea Camilleri-Renato Guttuso, “La Vucciria”, che fra l’altro mi serviva per una citazione, trovarlo, dicevo, nientemeno nella biblioteca comunale di Montecatini Terme, cosicché la San Giorgio di Pistoia lo ha richiesto. Nel giro di tre o quattro giorni era nelle mie mani e potevo continuare tranquillamente i miei studi.
Inoltre, nelle biblioteche non ci sono solo libri, ci sono altresì quotidiani, riviste, opuscoli e via dicendo, un altro mondo da considerare. E possiamo ancora una volta farlo da casa, seduti davanti al nostro computer. Quotidiani come La Repubblica, il Corriere della SeraLa Stampa, e tanti altri ancora, hanno messo in rete i loro archivi, articoli scritti sia pure 10, 20, 30, 40 anni fa. Se poi ci servono delle fotocopie dell’originale, basta fare un salto in biblioteca e di sicuro lo incontreremo. A tal proposito, vi invito a dare un’occhiata al seguente link: qua (interessante anche codesto: qua)

Ma non è tutto, è appena l’inizio. Quando ho scritto, nel 1983, “41 mesi di guerra”, non avevo molta scelta, andavo in biblioteca e lì mi immergevo in ciò che c’era, spesso dovevo spostarmi in una grande città per avanzare ulteriormente nel mio lavoro, o intavolare corrispondenza con biblioteche e archivi di Stato locali, corrispondenza tramite le nostre poste: immaginate i tempi morti e le lunghe attese. Oggi è tutto più facile. Per chi legge un po’ d’inglese il catalogo on-line della “Library of Congress” è una fonte d’oro, per non parlare della eccellente “Gallica” in Francia, poi del nostro Progetto Manuzio, non dimenticando, cambiando leggermente approccio, a “Google books” dove possiamo trovare libri di tutti i tipi e di tutti i generi. Sono alcuni dei tantissimi siti web dove è possibile smarrirsi, ma di sicuro, anche in modo serendipitoso, incontreremo materiale per ciò che stiamo investigando, link dopo link, pagina dopo pagina.
Mi sembra che abbiamo pane da masticare per un bel po’ di tempo!
E ancora: facebook! Sissignori, facebook, proprio il famoso social network, anche lui ci sarà utile. E per chiarirmi, annoto solo l’esperienza del prof. Roberto Coaloa che, meditando successivi approfondimenti per un saggio storico su Carlo I d’Asburgo – mi sembra già completato e in fase di pubblicazione -, è stato aiutato grazie al suo account facebookiano e ai suoi amici on-line.

Insomma, adoperiamo tutti i mezzi che la tecnologia vecchia e nuova ci mette a disposizione, affidiamoci talvolta al nostro intuito, alla percezione, svegliamo il nostro innato senso investigativo, il resto segue automaticamente.

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