Primogenito superstite di Ivan IV (1530-1584), ovvero Ivan il Terribile, Teodoro I (Fëdor I) (1557- 1598) fece di tutto per assicurare alla Russia un relativo periodo di pace, dal 1584 al 1598. Sebbene fisicamente debole e con scarsa intelligenza, però pieno di buone intenzioni, si affidò a dei consiglieri che si rivelarono ingegnosi, specialmente nella figura di Boris Godunov (1551 ca.-1605). E fu proprio grazie alle abilità diplomatiche di quest’ultimo che nel 1589 il patriarca di Costantinopoli, al tempo Geremia II Tranos (1530 ca.-1595), permise elevare il capo della chiesa russa al rango di patriarca. L’organizzazione ecclesiastica si rafforzò notevolmente con la nomina di nuovi metropoliti, arcivescovi e vescovi.
Per quanto riguarda i rapporti con l’estero, Teodoro si era candidato al trono polacco, alla morte di Stefano Bathory nel 1586 – che ricordiamo essere divenuto re di Polonia dopo la rinuncia di Enrico di Valois -, una candidatura infruttuosa. Nel 1595 condusse una vittoriosa guerra contro gli svedesi, riprendendosi le città e i territori lungo il golfo di Finlandia.
Un fatto particolarmente tragico, nel maggio 1591, fu la morte del principe Demetrio di Uglič, fratello dello zar e unico membro maschio superstite della casa regnante. Il piccolo Demetrio, che aveva poco più di nove anni e mezzo, fu trovato con la gola squarciata nel cortile della sua residenza, appunto a Uglič. Le indagini avevano concluso essere stata una morte accidentale, mentre lui giocava con un coltello, in uno stato di epilessia. Alcuni contemporanei accusarono invece Boris Godunov esserne il mandante, giacché faceva di tutto per impadronirsi del potere. In effetti Godunov, intelligente e ben pratico negli intrighi di corte, e che aveva tratto vantaggi dall’essere parente acquisito dello zar Teodoro, in quanto questi aveva sposato sua sorella Irene, era diventato intorno il 1588 l’effettivo governatore della Russia, da lui passavano quasi tutte le importanti decisioni. Alla morte dello zar, Boris Godunov era pronto a prendere il potere.
La mancanza di eredi portò la Russia a un periodo di anarchia assoluta, meglio conosciuto come Periodo dei Torbidi.
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