Buffer
Jul 092010
 

I termini storici hanno anche loro una storia alle spalle, una storia spesso contraddittoria, spesso confusa, spesso accettata da qualcuno e non da tutti, così come il termine “Storia moderna”, di cui abbiamo parlato qua. Termini che, la maggior parte coniati anni dopo un determinato episodio, cercano di identificare vuoi un periodo, vuoi un’azione, vuoi una reazione, vuoi una vicenda.
Leggiamo cosa ci dice lo storico Delio Cantimori (1904-1966) – grande studioso del periodo Rinascimentale – sulla parola Controriforma, una parola che ha caratterizzato un’epoca piena di sconvolgimenti religiosi, ma anche politici e culturali, in cui la Chiesa cattolica perdeva il suo primato e doveva rivaleggiare con il nascente protestantesimo. Basti pensare a Lutero, Calvino, Zwingli, basti accennare al Concilio di Trento, alla Compagnia di Gesù, alla Germania, a Federico il Savio, e via dicendo.

“Il termine di “Controriforma” data dalla seconda metà del Settecento, in Germania: e stava a indicare all’origine l’azione con la quale un territorio veniva ricondotto con la forza alla confessione cattolica: “ricattolicizzazione”; spesso era usato al plurale. Questo senso originario del termine è rimasto un po’ sempre, benché se ne sia arricchito via via il contenuto, fino ad abbracciare quel movimento di rinnovamento interno della Chiesa cattolica che ebbe il suo culmine nel concilio di Trento e uno dei principali elementi nella Compagnia di Gesù e nell’opera del papato (Roma). Più tardi, nel 1880, il Maurenbrecher (protestante) introdusse nella storiografia tedesca il concetto di “riforma cattolica” […] per indicare tutto quel complesso di movimenti per la riforma della Chiesa cattolica, di riforme parziali (su piano nazionale, di carattere individuale, di ordini, ecc.) che hanno inizio dal secolo XV, continuano nel secolo XVI, e possono, qui, per comodo, essere simboleggiati attraverso alcuni di essi: la riforma spagnola di Isabella la Cattolica, Savonarola, il circolo di Meaux e così via”.(1)

Per meglio chiarire i due termini di Riforma Cattolica e Controriforma, possiamo dire, insieme allo storico Hubert Jedin (1900-1980), che la prima è l’esame di coscienza che si fa la Chiesa cattolica alla luce dell’ideale del pensiero cattolico di vita, mediante il rinnovamento interno, quindi una continuità spirituale, mentre la reazione è la Controriforma, cioè l’affermazione di sé compiuta dalla Chiesa in lotta contro il protestantesimo.

*****

1.Delio Cantimori, Studi di storia, Einaudi, Torino, 1976, pag. 542.

*****
Alcuni articoli correlati:
- L’insegnamento nel XVI secolo e i Gesuiti.
- L’Europa religiosa del XVI secolo.
- Le guerre di religione del 1500.
- Jan Hus, gli hussiti e la Boemia.
- La rivolta dei contadini tedeschi del 1524-26, Münzer e Lutero.
- Il Sacro Romano Impero nell’epoca di Martin Lutero.
- Due parole su Erasmo da Rotterdam.

Comments

  4 Responses to “Sul termine Controriforma”

  1. così è infatti…. persino l’arte lo testimonia… e una certa letteratura… La Chiesa non rinuncia alla sua posizione di primo piano e trova anche valide alleanze con alcuni regnanti d’Europa… sappiamo….

  2. Da reminescenze scolastiche,mi torna alla mente, grazie al tuo stimolo e al commento di Rosalia,la nascita di élites intellettuali a sostegno di ciò che sono i principi della tolleranza religiosa e del libero pensiero, finendo però di per essere l’opposto sia dalla Chiesa cattolica sia da quelle riformate.

  3. http://www.youtube.com/watch?v=RD9yp_eJJag&feature=related
    Questo link mi sembra molto interessante per completare il discorso dell’arte

  4. [...] Già dai decenni precedenti, si veniva palesando in modo più o meno evidente un malcontento all’interno della chiesa cattolica, un malcontento che vide Lutero nel 1517 affiggere sulla porta della cattedrale di Wittemberg le sue 95 Tesi, un gesto che vedrà la chiesa aprirsi a un movimento di riforma denominato Controriforma. [...]

 Leave a Reply

(required)

(required)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>