La storia nella città moderna

Prodotto dell’uomo, la città è il luogo in cui la Storia ha occupato e occupa un posto geografico rilevante, giocando la sua partita. Alla città, elemento indispensabile per l’accrescimento sociale, culturale, economico, spesso e volentieri non viene da noi, semplici cittadini, riservata quell’attenzione che si dovrebbe, eppure, in questi ultimi millenni, è proprio qua dove fatti, misfatti, eventi hanno trovato la loro massima espressione.
E allora mi sembra giusto dedicarle qualche minuto del nostro tempo, noi che la viviamo, la glorifichiamo, la denigriamo. Sarebbe interessante, di tanto in tanto, far flanella per e nelle sue strade, alzare lo sguardo, vedere e non solo guardare, assaporare e sbirciare magari come stranieri alla ricerca della curiosità, sedendoci nelle piazze, temporeggiare e godere della storia che ci circonda.

“Nella città coesistono dunque gli elementi temporali più eterogenei. Quando passiamo da un edificio del XVIII secolo in uno del XVI, discendiamo a precipizio un versante del tempo, e se accanto c’è una chiesa gotica, sprofondiamo in un abisso, e risaliamo la china del tempo, se qualche passo più in là ci troviamo in una strada dell’epoca della rivoluzione industriale. Chi entra in una città si sente come in una trama di sogni in cui il passato più lontano si intreccia anche all’evento di oggi. Una casa è unita all’altra, senza riguardo al tempo cui esse risalgono: così sorge una strada. E più in là, dove questa strada magari dell’epoca di Goethe, sfocia in un’altra, d’epoca magari guglielmina sorge il quartiere… I punti culminanti della città sono le sue piazze, dove non si irradiano solo le strade, ma sfociano i mille rivoli della sua storia. Appena affluiti, la piazza li cinge con i suoi bordi, le sue sponde, di modo che già la sua forma esteriore parla della storia che in essa si svolge… Cose, che negli eventi politici non giungono affatto all’espressione, o solo a stento, si svelano nelle città che sono uno strumento sottilissimo e, malgrado il loro peso, sensibili come un’arpa eoliche alle vive oscillazioni della storia”. (1)

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Ferdinand Lion, Geschichte biologisch gesehen, Zuric-Leipzig, 1935, pp.125-26, 128 (Nota sulla città); in Walter Benjamin, I Passages di Parigi, Einaudi, Milano, 2010, pag. 486.


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