Nella storia d’Europa, gli ebrei hanno avuto un ruolo spesso determinante, grazie alle loro invenzioni, al loro spirito imprenditoriale, ai movimenti dei loro capitali, così come ai flussi migratori a cui sono stati sottoposti. Ebrei che, malgrado il confinamento in ghetti e quartieri recintati, malgrado perseguitati e scacciati dai più disparati sovrani, hanno influito nelle decisioni politiche e sociali durante l’epoca da noi trattata in questo blog, l’epoca moderna. Basti pensare ai capitali dei Fugger e dei Welser, banchieri che hanno aiutato l’elezione di Carlo V, o a quei denari che fecero possibile la spedizione di Colombo, insomma, grazie a loro, sicuramente, fatti e misfatti seguirono il corso storico che ben conosciamo, grazie alla loro partecipazione attiva e passiva è stato possibile lo sviluppo economico, sociale e politico dell’Europa in cui viviamo.
Premesso tutto ciò, desidero segnalare un eccellente libro di uno studioso ebreo che molti conoscono per il caso editoriale Pasque di sangue. Stavolta Ariel Toaff ci presenta uno scorcio d’Europa poco trattato tramite il suo Il prestigiatore di Dio, un interessante volume per assaporare la storia da un diverso punto di vista.
In una ricca e dettagliata sequenza di pagine, l’autore ci regala il racconto di alcuni personaggi ebrei che praticavano l’alchimia, materia in voga in quei secoli e da quasi tutti i sovrani coccolata. Personaggi come Abramo Colorni, nato a Mantova nel 1544 da un’agiata famiglia ed entrato ben presto nelle grazie dei Gonzaga, corte rinascimentale per eccellenza in quell’epoca di risveglio umano. La sua abilità di alchimista, inventore, mago, prestigiatore, ingegnere bellico e via dicendo, lo porterà a vivere addirittura nel palazzo di Rodolfo II, imperatore del Sacro romano impero, dedito al collezionismo e attratto dall’arte alchimica. Ricca corte dove soggiornavano fra gli altri Arcimboldo, Tycho Brahe, John Dee, artisti, pittori, letterati, spagirici, gente di un certo livello culturale e intellettuale che movimenteranno la Praga di quegli anni, che daranno vita alla Scuola rudolfina.
Colorni sarà tanto famoso che Tommaso Garzoni, che ricordiamo essere l’autore della Piazza universale di tutte le professioni del mondo, una specie della futura Encyclopédie di Diderot e d’Alembert, gli dedicherà un sonetto e lo inserirà nel suo voluminoso trattato.
Fra le diverse opere scritte da Abramo citiamo la Nova Chirofisionomia, dove si intrattiene sulla descrizione delle linee della mano, linee del destino, linee del carattere e del futuro già scritto, inventandosi finanche il chirometro, uno strumento per misurare le linee della mano.
Accanto a lui primeggia la figura di Maggino Gabrielli, ebreo veneziano che si diceva, anche ma non solo, esperto nel modo di far fruttare maggiormente i bachi da seta, prodotto principale dell’economia italiana del XVI secolo. Tanto principale che anche il nostro Colorni se ne interesserà e rivaleggerà, in un certo qual modo, con Maggino.
Colorni incontrerà in terra straniera il suo rivale, un certo “il Rosso”, come lui lo chiamava, un uomo che, forse, lo avvelenerà quando il nostro personaggio fuggirà da Stoccarda, dalle carceri del duca di Württemberg Federico, raggiungendolo addirittura nella sua Mantova.
Scrive Toaff:
«Ma è un fatto che, dopo la sua partenza, “l’ingegnero mantuano” si metteva a letto con una febbre violenta, che lo avrebbe accompagnato fino alla prematura morte, avvenuta agli inizi del successivo mese di novembre. […] La lunga agonia, accompagnata da febbre alta, rende del tutto plausibile l’ipotesi che fosse stato avvelenato con una dose letale ma non fulminante di tossico, forse arsenico.»
Moriva all’età di circa 55 anni, un personaggio unico nel palcoscenico dell’alchimia europea, un uomo conteso dalle signorie di mezza Europa.
Il libro è da leggere e rileggere, giacché presenta particolari della nostra storia che spesso sfuggono o sono poco trattati, recuperando fatti e misfatti lasciati nel dimenticatoio e necessari a capire l’insieme di un periodo.
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- Ariel Toaff, Il prestigiatore di Dio. Avventure e miracoli di un alchimista ebreo nelle corti del Rinascimento, Rizzoli, 2010.
Deve essere molto interessante, lo segnalerò a un caro amico che si occupa di Ebrei…chissà magari non lo conosce.
Ciao Rino, Roberta.
Eccoci!! Ormai in America
Roberta: grazie, buona serata.
Ricardo: ben ritrovato. Un caro saluto.
molto bello ed interessante , cerco di procurarmelo.