Quindici minuti, solo quindici minuti durò l’intervista con Rodolfo II d’Asburgo (1552-1612), figlio e successore di Massimiliano II, nella sua dimora di Praga. Ma andiamo con ordine, anche perché ritengo interessante descrivere il percorso che mi condusse da lui.
Orbene, un giorno mi trovavo a Mantova ed ebbi il privilegio di chiacchierare con Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato. La sua corte è continuamente affollata di pittori, musici, scultori, artigiani, scrittori, ché, amando l’armonia e il bello, è ammaliato intrattenendosi con le cose affascinanti della vita. Gli dissi che mi sarebbe piaciuto intervistare Rodolfo II, suo cugino. Vincenzo mi guardò sorpreso e mi rispose che non era facile parlare con lui, giacché sempre indaffarato a ricevere artisti da tutte le parti del mondo, non avrebbe avuto tempo da dedicare alle mie domande.
Il tema cadde nel dimenticatoio, finché un giorno mi mandò a chiamare informandomi che doveva portare degli oggetti all’imperatore e mi chiedeva se volessi accompagnarlo. Non esitai, era l’occasione giusta.
Caricati i muli, i carretti, le carrozze, partimmo di buona ora e dopo un lungo viaggio giungemmo a Praga al castello di Hrad: era il 2 agosto 1589.
Poco tempo dopo fummo ricevuti. Rodolfo ringraziò Vincenzo per i bei quadri e le stupende selle che gli aveva donato. Il duca mi presentò, invitandolo a rispondere alle mie domande.
Rodolfo: Va bene, solo quindici minuti. Devo andare a rivedere i tuoi preziosi doni, Vincenzo.
D.: Grazie maestà, è davvero un piacere poter parlare con lei.
Rodolfo: Mi dica, giovanotto, che le interessa sapere?
D.: Maestà, cosa cerca nella pittura?
Rodolfo: La bellezza, l’armonia, il pacifico accostamento dei colori, l’espressione della vita. Adoro Correggio, Tiziano, oltre a Brugel… che dire della Dama dell’ermellino del vostro Leonardo da Vinci o Gli amori di Giove del Parmigianino. E non solo la pittura, anche la scultura o un mobile ben intarsiato o una semplice sella è arte se fatta con gusto, delicatezza e passione.
D.: Corrono voci che tanti artisti sono da lei ospitati?
Rodolfo: Certo, è vero. Una trentina di loro dormono in un’ala del palazzo, lavorano giorno e notte, alcuni addirittura hanno portato con loro la famiglia. Mi piace averli attorno e visitarli per notare i loro progressi. E poi ve ne sono alcuni che hanno il permesso di desinare con i nobili e qualcuno con me. Non vedo nulla di strano. L’importante è che lavorino in silenzio, odio i rumori, detesto i frastuoni.
D.: Maestà, ha attorno a lei anche alchimisti, astronomi, astrologi: è attratto dalle arti magiche, le piace il mistero?
Rodolfo: Giovanotto, la vita va investigata, scrutata, va indagata. Loro sono alla ricerca della Pietra Filosofare, studiano il segreto per trasformare il comune grezzo metallo in prezioso oro. Tycho, il buon Tycho Brahe, ci sta provando. Anche suo figlio Arturo lo aiuta e dicono essere vicini alla scoperta, dicono che bisogna insistere, un giorno o l’altro sono sicuri riusciranno nel loro intento.
D.: Nel frattempo i Turchi sono alla sua porta.
Rodolfo: Tranquillo, tranquillo. Non amo le guerre, mi piace sempre colloquiare e risolvere i problemi a tavolino. Le guerre sono da persone deboli. E poi, se proprio devo combattere, ho tanti amici che mi sosterranno.(1)
D.: Maestà, cosa le affascina collezionare?
Rodolfo: Di tutto, tutto ciò che è bello e attira l’attenzione. La mia passione viene da quando ero giovane. Adesso ho la possibilità economica di farlo, ho la gente che mi aiuta, ho il luogo dove mettere i miei oggetti. Inoltre tante persone sono in giro per l’Europa a ricercare sempre qualcosa per me. Taluni dicono che è una mia ossessione e che, certe volte, trascuro i problemi dello stato, per dedicarmi al collezionismo. Mi piace toccare un oggetto, annusarlo, soppesarlo, scrutarlo, mi piace sapere che è mio. Che vuole, anch’io ho tanti difetti! E se costa caro e non posso comprarlo, mi faccio prestare i soldi da Meisel, da quel ricco ebreo che è Mordechai Meisel, lui i soldi ce li ha e ben volentieri me li anticipa.
D.: E Arcimboldo, maestà, che pensa di lui?
Rodolfo: Ah! Lui è straordinario, è il più eccentrico dei miei pittori, ha un’immaginazione davvero unica, ha il dono dell’allegoria, del grottesco. Pensi che sta preparando dei bozzetti per dipingermi come se fossi un insieme di pere, mele, ciliegie, uva, melograni, cetrioli, fiori… È anche un grande organizzatore di feste, spettacoli, balli in maschera. Mah! Lui è unico. Adesso devo andare,devo andare dal mio leone. (2)
D.: Grazie Maestà, è stato davvero gentile e cortese con me.
Rodolfo: Con tutti, giovanotto, io sono cortese con tutti. Arrivederci.
D.: A presto.
L’incontro con Rodolfo II, oltre a farmi conoscere nuove terre, mi diede un nuovo parametro per analizzarlo, avrei dovuto cambiare il mio giudizio su di lui e cancellare dalla mia mente le dicerie che correvano sul suo conto. Dicono che non presta attenzione agli affari dello stato, lo accusano di non saper mai decidere o procrastinare la soluzione a un problema, forse è vero, ma lui è fatto per l’arte, l’alchimia, l’astrologia, la pittura, è nato per degustare il bello, è nato per essere un mecenate. E grazie a lui, artisti e letterati possono palesare le loro doti, arricchendo la vita di coloro che sanno approfittare delle loro virtù.
In fin dei conti, ognuno di noi deve scegliere la strada che più gli si addice.
*****
1. N.d.R.: Vincenzo Gonzaga qualche anno prima aveva lottato contro i turchi, per conto dell’imperatore.
2. N.d.R.: Rodolfo II aveva un leone nel suo giardino e quando poteva andava a trovarlo per dargli da mangiare.
Caro Rino è sempre un piacere rileggere queste interviste “oltre il tempo”!
Felice fine settimana.
Un caro saluto
Stefi
Queste tue interviste a spasso per il tempo ci offrono ritratti inediti, in una nuova luce. È sempre un piacere leggerti, a presto.
Annarita
Stefi: grazie, per coloro che non hanno letto il libro cercherò di riproporne qualcuna. Un abbraccio, una buona giornata.
Annarita: a volte mi piace “entrare” nella storia da una porta secondaria, si capiscono dettagli e particolari che spesso sfuggono. Buona giornata e un sempre grazie.