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Jan 222010
 

Su Madame de Pompadour, Jeanne-Antoinette Poisson Madame de Pompadour (1721-1764), si è annotato tanto: si è scritto che fu l’amante ufficiale di Luigi XV (a partire dal 1745), si è affermato avere una notevole influenza nelle decisioni di corte, si è detto che, di origini borghesi, in poco tempo seppe essere all’altezza dello stile e della moda in quella Francia di metà XVIII secolo, Francia a volte lontana dalla vera vita popolare quotidiana.
Madame de Pompadour si era conquistata un posto d’onore negli ambienti reali grazie al suo saper fare e alla sua dolcezza, riuscendo finanche essere amica della sovrana Maria Leszczyńska (1703-1768).
Per sua causa, vari ministri furono destituiti e diversi nobili allontanati da certi salotti perché contro la marchesa.
Famosi personaggi aperti all’illuminismo si affezionarono a lei, ricevendo appoggio e favori. Fra tutti ricordiamo Voltaire, D’Alembert, Diderot, che spesso si riunivano nel suo salotto, trovando in lei una buona conversatrice che riusciva a dirigere in maniera armoniosa un dialogo.
Amante del ballo, delle danze, del canto, del teatro, fu sia un’abile ballerina che una brava cantante, organizzando addirittura spettacoli in cui partecipava lei stessa.
Scrive Benedetta Craveri:

“Madame de Pompadour sapeva divertire il re, rendere interessante una conversazione, presiedere con uguale grazia e gaiezza alle cene per pochi intimi che si tenevano nei petits appartements, inventare a beneficio esclusivo del sovrano ogni sorta di sorprese e divertimenti. A cominciare da una iniziativa memorabile – il théatre des cabinets -, che aveva visto la marchesa, alla testa di una compagnia di nobili dilettanti, esibirsi per quattro anni, dal 1747 al 1750, nelle vesti di attrice, cantante, capocomico: approdava così anche a Versailles la passione della buona società di cavalcare le scene.” (1)

Amareggiata da un ambiente viepiù corrotto e vizioso e continuamente sottoposta a critiche, con una salute malferma, Madame de Pompadour poco a poco si ritirò a vita privata, spegnendosi di congestione polmonare all’età di 42 anni.

*****

1. Benedetta Craveri, La civiltà della conversazione, Adelphi, Milano, 2001, pag. 351.

Comments

  5 Responses to “Madame de Pompadour, breve ritratto”

  1. Dopo quanto letto mi pare una figura che vale la pena di approfondire in quanto mi pare che vada oltre i luoghi comuni che superficialmente accompagnano il suo nome.

    Stefi

  2. Stefi: vale la pena approfondire la figura della marchesa de Pompadour, una donna che quasi dal nulla assunse un ruolo davvero importante. Buona serata.

  3. ho sempre amato la figura delicata e forte insieme di questa donna…Emaline

  4. Emanuela: chissà quanti segreti si è portata nella tomba? Un abbraccio.

  5. “… una buona conversatrice…” è un’abilità che ho sempre ammirato, ma che vedo sempre più rara, anche perchè sempre meno persone mostrano il buon gusto non solo di ascoltare l’altro, ma anche di dargli spazio e tempo per prendere la parola! Oggi è un affanno anche conversare: lo spazio per un intervento va conquistato con una tale risolutezza che, alla fine, per pigrizia o per noia, preferiamo ascoltare ed annuire serenamente, sorridendo. Chissà invece quanto sarebbe stato bello interloquire con la Pompadour….

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