Com’erano i volti di certi personaggi, le loro sembianze, come vestivano, come si differenziavano dagli altri, come erano rappresentati? A parte le varie descrizioni che ne danno le lettere, le novelle, le cronache, e via dicendo, l’arte ci viene in appoggio, aiutandoci a scoprire particolari che spesso sfuggono alla parola scritta.
I Medici ebbero grande influenza non solo nella storia fiorentina, ma anche in quella italiana, cominciando da Giovanni Averardo, detto Bicci, de’ Medici (1360-1429), artefice della ricchezza familiare, fondatore del Banco Medici, seguendo con il figlio Cosimo il Vecchio (1389-1464), il quale seppe aumentare le fortune della famiglia e nello stesso tempo essere buon mecenate. Potremmo continuare con suo figlio Piero il Gottoso (1416-1469), che governò la città con una certa moderazione e diplomazia, e poi ancora Lorenzo (1449-1492), quel Magnifico anche poeta.
E l’arte ebbe il compito di esaltare la loro grandezza, le loro gesta.
Botticelli (1445-1510), incaricato da un banchiere fiorentino, Gaspare di Zanobi del Lama, dipinse una stupenda tela, Adorazione dei Magi, dove incornicia con dovizia di dettagli la famiglia de’ Medici. Siamo intorno al 1475, mondo politico e mondo finanziario sono rappresentati insieme.
A noi qua interessa memorizzare visivamente i volti di alcuni personaggi.
1. Lorenzo il Magnifico, sebbene per alcuni storici sia Giuliano de’ Medici.
2. Pico della Mirandola.
3. Angelo Poliziano.
4. Cosimo il Vecchio.
5. Piero il Gottoso, figlio di Cosimo.
6. Giovanni de’ Medici, fratello di Piero il Gottoso.
7. Giuliano, fratello di Lorenzo de’ Medici.
8. Gaspare del Lama, committente della tela. Per altri autori invece è il 9.
10. Botticelli.

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Caro Rino,
dipinto molto affollato questo, che induce ad osservare l’insieme piuttosto che i particolari; ricco di vivaci colori contrastanti che ancora distraggono l’occhio. Prevalgono le tonalità dei rossi, ben equilibrate con quelle dei blu, in particolare nelle vesti preziose della Vergine. Due gli abiti ed i mantelli chiari, mentre il nero spicca solo in tre. Risalta il giallo dell’oro ricamato sul mantello di Cosimo il Vecchio e della reticella ornamentale sul nero dei capelli, di quella che pare essere una delle due sole donne raffigurate.
E’ evidente che i rappresentanti della famiglia Medici indossano le vesti più ricche, adornate da ricami dorati, così come pure come le altre figure in primo piano. Non si notano gioielli esibiti, forse per il contesto della situazione? L’unico armato di spada è il Magnifico. Spiccano i farsetti, le calzamaglie maschili e le morbide (forse di camoscio o daino) calzature a punta. I Medici sono anche tutti accomunabili nel tratto pronunciato dei nasi, nelle alte fronti ed in una simile calvizie nei più anziani.
Da questi si distingue, invece, il Poliziano che indossa una lunga veste (forse tipica degli studiosi?) ed il Botticelli con una specie di soprabito, unico di un bel colore giallo dorato che, oltre alla posizione di primo piano, ancor più mette in risalto la sua figura.
Dei copricapi se ne individuano di diverse fogge: come quello di Piero il Gottoso, a terra simile a quello a lato di S.Giuseppe o, ancora, indossato dall’uomo sulla destra di Giovanni. Questo tipo ricorda una versione antesignana del berretto frigio. Così come si notano quelli che potrebbero essere gli antenati di un zuccotto, di una bombetta, diversi borsalino ed anche di un cappello d’alpino…
Solo tre personaggi guardano verso l’osservatore: oltre all’artista, il Committente (che sia uno o l’altro) e questo è l’unico elemento che lo contraddistingue giacché le vesti, non visibili, non ne esplicitano il rango.
Forse il mio sguardo, anche influenzato dai begli articoli di Bianca Rizzoli, ha indugiato troppo sul quadro piuttosto che sui volti…
Comunque grazie.
Un caro saluto.
Stefi
Stefi: interessanti considerazioni le tue, potremmo dialogare a lungo e risaltare quelle caratteristiche che più ci colpiscono, magari indagando con una certa profondità. Complimenti per l’attento esame. Un abbraccio.
Un dipinto straordinario dalla bellezza artistica che lascia senza parole. Mi colpiscono le tonalità di colore adoperate per mettere in risalto le vesti dei personaggi, appartenti ad una famiglia illustre, i volti degli stessi invece non ricevono la stessa attenzione, come se l’artista avesse voluto mettere in risalto lo sfarzo del rango lasciando all’intuizione tutto il resto. Di questa superba opera a mio avviso si ricordano le vesti che caratterizzavano quell’epoca.
Interessante post.
un saluto
annamaria