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Nell’allegato “Il Venerdì” al quotidiano Repubblica del 13 novembre 2009, a pag. 85, c’è un interessante articolo a cura di Marco Romani che tratta sulla prima possibile sveglia raffigurata in un quadro di Maso di San Friano (1531-1571).
La tela, dipinta nel 1560, ritrae probabilmente Cosimo I de’ Medici che sorregge nella mano destra un congegno con una lancetta che indica le ore, un quadrante diviso in periodi e, forse, una suoneria composta da due grandi campanelli. Rappresenterebbe così, il dipinto, “il primo ritratto di un orologio a sveglia portatile”, ci dice l’autore dell’articolo.
Tutto ancora è da verificare.
Vi lascio qualche link per approfondire l’argomento:
- Así eran los primeros relojes.
- Painting features ‘oldest watch’.
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13 novembre 2009 at 2:33 pm
Senti Rino, tu non te la devi prendere perchè sono cose semplici e amichevoli, ma io devo fare una piccola battuta, la devo proprio fare:
ma si può proprio dire che tu sei un
investigatoRino
(lo so, lo so, non lo sapessi ma lo so, che ci vuoi fare?
-comunque, interessante notizia storico-tecnica.
13 novembre 2009 at 4:07 pm
Paolo: grazie del complimento
, meglio che essere chiamato Rino-ceronte 
Buon fine settimana.
13 novembre 2009 at 9:48 pm
Un dipinto eccezionale, adoro l’arte figurativa del passato. Nel lontano 1500 avevano già immortalato un orologio, straordinario!
Grazie dell’informazione.
felice weekend.
14 novembre 2009 at 2:20 am
Una notizia molto interessante!
Pare che il primo orologio ad acqua fu inventato dagli egizi intorno al 1500 a.C.
Nella tomba del funzionario Amenemhet fu trovata, tempo fa, un’iscrizione che riportava la notizia di questo orologio ad acqua inventato da lui stesso. Il marchingegno aveva un processo meccanico molto semplice.
L’orologio era costituito da un vaso, quello trovato a Karnak era stato ricavato da una pietra calcarea in calcite-alabrastro, all’interno vi erano dei fori e questi indicavano il trascorrere delle ore, invece sul fondo era presente un’ apertura per la fuoriuscita dell’acqua.
Per capire quando un’ora era già trascorsa, gli egiziani osservavano il livello dell’acqua in corrispondenza dei fori. Ma i giorni egiziani non erano simili ai nostri, infatti alcuni erano più corti e quindi i vasi utilizzati in quei giorni avevano fori differenti.
Per quanto riguarda la nascita dei primi orologi meccanici, gli studiosi concordano che essa non sia anteriore al 1300.
Il manoscritto, compilato nel 1364 da Giovanni de Dondi,
descrive nei minimi dettagli la costruzione di un orologio astronomico di nuovissima concezione. E’ la prima traccia documentata di uno studio profondo sulla meccanica d’orologeria e noi italiani siamo stati i pionieri!
Ah, affascinante questo argomento, non trovi Rino?
14 novembre 2009 at 9:57 am
Indagine degna di Sherlock Holmes, complimenti.
14 novembre 2009 at 10:24 am
Annamaria: piace anche a me spesso soffermarmi sull’arte, specialmente quella che va da fine ’400 ai primissimi dell’800, scopro sempre particolari affascinanti; ne ho spesso parlato nel blog, come, per esempio, le mani, le calzature, le armi, il vivere quotidiano, gli usi e costumi… Un sempre grazie per partecipare. Buona giornata.
Annarita: interessante il tuo excursus sull’orologio, è un argomento che davvero affascinate. Pensa che qualche anno fa (qua) ho addirittura scomodato una amica padovana per avere maggiori notizie su quello di Chioggia. Un caro saluto.
Antonio: grazie, mi sarebbe piaciuto un tuo commento più articolato, per esempio sugli orologi di Napoleone. A presto.
15 novembre 2009 at 11:01 pm
Ciao Rino,
molto curioso ed interessante questo particolare!!
L’antenata della sveglia?? e perché no!! Chissà quanti tentativi, di cui non restano tracce o testimonianze, nel corso del tempo sono stati fatti da quando qualcuno ha avuto un’intuizione a quando, magari qualcun altro, è riuscito a realizzarla compiutamente. (Gutemberg e la stampa ne sono un esempio no?).
Del resto la misurazione del tempo da parte dell’uomo ha radici antiche e quello che per noi rappresenta il passato, è stato la modernità ed il futuro di un’epoca precedente.
In questa relatività a me piace quindi pensare che possa essere effettivamente la sveglia personale di Cosimo I dé Medici e, in un volo di fantasia, mi immagino anch’egli alle prese con orari ed impegni da rispettare ed uno strumento moderno pronto a ricordarglieli…
Un caro saluto.
Stefi
16 novembre 2009 at 10:19 am
Stefi: eccellente riflessione. E allora io penso: il fatto di essere nel XXI secolo non significa che i nostri padri o i nostri nonni non avevano innovazioni o invenzioni con cui sorprendersi e convivere: loro videro i mulini a vento, i mulini ad acqua, videro e adoperarono la ruota. Tu fai il giusto esempio dei torchi gutenberghiani, e io ricordo coloro i quali non la accettarono, così, come immagino (non ho dati alla mano) che anche l’orologio fu considerato oggetto eretico da qualcuno, chissà. Grazie, una buona settimana.