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Oct 272009
 

Scientificando, blogConosco Annarita Ruberto già da diverso tempo e mi ha sempre incuriosito il suo essere filantropa, il condividere conoscenze ed esperienze attraverso il web, il continuare a colloquiare con i suoi alunni per mezzo dei suoi due blog didattici, uno, MatematicaMente, dedicato appunto alla matematica, l’altro, Scientificando, aperto all’insegnamento delle Scienze.

Annarita, professoressa di matematica e scienze nelle scuole medie, svolge anche attività di formatrice e collabora da sette anni con la rivista “Scuola e Didattica” dell’Editrice La Scuola – Brescia, pubblicando articoli di didattica scientifica e metodologia generale. Interessata alla ricerca personale per migliorare gli strumenti didattici a favore dell’apprendimento degli alunni, ha perfino sperimentato una borsa di ricerca ministeriale per il rinnovamento dell’insegnamento scientifico e partecipato a progetti pilota di matrice ministeriale.

Che cos’è per te la Storia, che rapporto hai con essa?
Come ben sai, caro Rino, ci sono molteplici modi di intendere la Storia. Già sin dalla seconda metà dell’Ottocento autori, come Schopenhauer, Nietzsche, Kierkegaard hanno svolto una critica molto radicale dell’idea di storia intesa come progresso, volta comunque a un procedere del tempo, che ha un verso. Questa idea di storia lineare è entrata in crisi.
Non dobbiamo, inoltre, dimenticare che l’idea di storia, così come si è venuta a configurare nella tradizione dell’Occidente moderno, è una idea che non ha un corrispettivo specifico nelle altre culture.
Personalmente, mi sento più vicina all’idea di storia intesa come lo studio scientifico delle società nel tempo. Naturalmente questo modo di intendere la Storia si basa su dei metodi scientifici per fare storia, non quelli delle scienze naturali, per intenderci. Metodi che tendono a rendere la storia sempre più legata alle scienze sociali e meno, come dire, idealistica, in sintesi più legata al metodo comparativo delle scienze sociali. Metodi quindi che hanno un alto grado di complessità.
Il mio rapporto con essa? Considero la Storia un punto di riferimento per tutte le discipline perché l’elemento storico costituisce il fil rouge che collega Arte, Scienza, ecc. La Storia ci permette di capire il presente e di proiettarci nel futuro grazie alla conoscenza del passato. Senza la Storia mi sentirei, come dire, orfana e priva di radici. La Storia mi è indispensabile per ricostituire il tessuto della memoria, ma anche per superarlo guardando al futuro.

Che cosa significa avere coscienza storica e a che serve?
La coscienza storica è diversa dalla coscienza intesa in senso psicologico e morale.
La coscienza storica è indispensabile, a mio avviso, per riannodare i fili della memoria e del passato. Antonio Gramsci, nella primavera del 1919, poneva la seguente domanda: “Come saldare il presente all’avvenire, soddisfacendo le urgenti necessità del presente e utilmente lavorando per creare e “anticipare” l’avvenire?”
Avere coscienza storica significa avere coscienza di sé come uomo e coscienza degli altri, attraverso la comprensione delle azioni svolte dagli uomini nel loro tempo.
Quindi, all’inizio di un secolo in cui l’avvenire comune dell’umanità appare oscuro e incerto, direi che la coscienza storica ha un peso specifico grandissimo perché fornisce la chiave di volta per comprendere i fatti, le loro conseguenze, e avere consapevolezza di dove stiamo andando.

Credi che la Storia abbia dei corsi e ricorsi?
La teoria dei “corsi e ricorsi storici” è stata elaborata dall’originale pensatore e filosofo napoletano, Giambattista Vico.
Secondo il Vico la storia è “fatta” dall’uomo e per tale motivo le leggi che ne regolano lo svolgimento devono essere le stesse che sono alla base del funzionamento della mente umana. Nello svolgersi degli eventi, ci possono esse ritorni di situazioni che sembrano superate: ecco perché si può parlare di “corsi e ricorsi storici”. I “corsi e ricorsi storici” non sono, però, una legge universale, né tanto meno necessaria, però è una possibilità oggettiva. Il ricorso ha luogo quando il dominio della ragione cade nell’astrattezza, quando si ha l’inaridimento del sapere, quando si ha la perdita della memoria del passato. Quando ciò avviene, l’uomo è senza radici e si crede artefice arbitrario della propria storia.
Personalmente, mi auguro che l’uomo sappia superare i momenti di crisi e procedere per la sua strada senza “ritornare” indietro e regredire!

Qualcuno parla di revisionismo storico, di rivedere la Storia – anche, ma non solo – alla luce di nuove idee, spesso politiche e di parte, che ne pensi?
Direi che c’è revisionismo e revisionismo! Il revisionismo storico è in parte il risultato del fatto che la storiografia ha dedicato molta importanza alle società sconfitte, quindi alla Germania nazista, tralasciando le colpe degli Alleati…
Domenico Losurdo afferma che sia necessaria una ridefinizione della categoria di revisionismo storico: “In fondo ogni opera storica non fa che reinterpretare il passato. E quindi, da questo punto di vista, tutti gli storici sono revisionisti. In realtà noi per revisionismo storico dobbiamo intendere qualcosa di più preciso, cioè una corrente che, ai giorni nostri, cerca di riscrivere la storia contemporanea e soprattutto di relativizzare l’orrore del nazismo, della soluzione finale e anche del fascismo. Questo è il problema che noi oggi dobbiamo affrontare”.
Concordo.

Come pensi si dovrebbe insegnare la Storia nelle scuole?
Non insegno Storia, ma Matematica e Scienze, per cui quanto sto per affermare è frutto, per così dire, di intuizione didattica… e in parte del mio ricordo di studentessa. L’insegnamento della Storia, nel mio ricordo, era noioso perché focalizzato sulla memorizzazione di fatti ed eventi intesi in successione temporale. Ricordo, invece, che ero affascinata, ad esempio, dagli usi e costumi di un popolo, dal loro culto religioso, dai miti, dalla loro arte, dal loro modo di nutrirsi. Penso, quindi, che l’insegnamento della Storia dovrebbe tenere conto di tutto questo e utilizzare un approccio dinamico, attuando una sorta di ricerca del senso storico perché è questo che i giovani spesso non comprendono nello studio di questa straordinaria disciplina.

Come si potrebbe attirare l’attenzione dei giovani verso la Storia?
Mi viene in mente una cosa di getto: la drammatizzazione di qualche fatto o evento storico, una rappresentazione teatrale messa in piedi tra muri scolastici. Affermo questo sulla base di esperienze scolastiche pregresse già sperimentate che hanno fatto avvicinare i ragazzi alla Storia con il renderla meno astratta.

Quali sono le debolezze della scuola italiana, cosa faresti tu per renderla più piacevole?
Le debolezze della Scuola italiana, indipendentemente dalle discipline insegnate, sono diverse per cui risulta difficile riassumerle in poche righe! La cosa più grave, in base alla mia esperienza, è il sacrificare la naturale curiosità e la creatività dei ragazzi, imbrigliandole in schemi preconfezionati: didattica frontale trasmissiva e ripetitiva. Valutazione centrata sull’accertamento di conoscenze che da sole non creano competenze trasferibili al di fuori delle mura scolastiche. Occorre sperimentare modalità nuove, che il web oggi mette a disposizione; modalità che posso offrire valore aggiunto all’azione didattica e favorire un apprendimento significativo. Con questo non voglio affermare che le nuove tecnologie promuovano automaticamente innovazione se non sono utilizzate consapevolmente e adeguatamente. La vera innovazione è, infatti, nella mente di chi insegna.

Un libro che consiglieresti, oggi, così, senza pensarci due volte.
Oddio, sarebbero diversi, ma… : “Apologia della storia”, di Marc Bloch.

Comments

  21 Responses to “Noi, la Storia e Annarita Ruberto: l’intervista”

  1. Un’intervista interessante, con rispote esaustive e complete. Io ho imparato ad apprezzare Annarita tramite i suoi blog che lei cura con scrupolosità e competenza, ma ciò che si evince dai suoi post è l’amore per la sua professione. Inoltre, da come si può leggere in queste risposte, Annarita è una persona colta a tutto tondo, oltre ad essere una valida insegnante di scienze e matematica, è esperta di altre discipline e scrive bellissime poesie, spaziando con maestria anche nel campo letterario.
    Io sono onorata di far parte dei suoi amici virtuali. Un elogio al curatore di questo blog per le domande veramenti interessanti e tanti complimenti ad Annarita.
    Auguro una buona serata ad entrambi.

  2. La nostra prof. e’ sempre brillante. Ha risposto in maniera esaustiva alle interessanti domande dell’ amico Gaspare che ”Armato” di buona volonta’ ha cercato di ”mettere in imbarazzo” Annarita, la quale da par suo ha saputo cavarsi d’ impiccio. Mi riferisco, in particolare, alla domanda su come si dovrebbe insegnare la storia. Concordo con la risposta data e suggerisco, non solo la drammatizzazione degli eventi, ma anche la ricerca di fatti locali, cittadini, paesani per far comprendere come si costruisce la storia, come si puo’ recuperare la memoria della gente, importante per costruire il futuro.
    Bravi, complimenti.

  3. Scoprire Annarita Ruberto attraverso i suoi blog è stata per me una grande gioia.
    Da lei trasparono costanza e amore per la sua materia, per i suoi alunni e per la scuola.
    Ci vorrebbero più insegnanti come lei.
    Inoltre, la sua spiccata intelligenza, personalità e umanità fanno di lei una persona unica.
    Io l’adoro, come matematica,e come poetessa.
    Sono grata a Rino che con questa sua intervista, ha dato a tutti la possibilità di capire ancor meglio la nostra Annarita.

    Cara Annarita Mi è piaciuta la tua risposta ” sui corsi e ricorsi storici”la penso come te!

    Una buona serata a te Rino
    e un abbraccio ad Annarita.
    Rosy

  4. Annamaria: benvenuta e grazie per commentare. Confesso che ho apprezzato molto le risposte di Annarita, precise e ponderate, frutto della sua esperienza e dei suoi studi. Insomma, un’intervista davvero interessante. Buona giornata.
    Pier Luigi: sono contento rileggerti e rifletto insieme a te che Annarita ha saputo cogliere la vera essenza delle mie domande. Un caro saluto.
    Rosy: è vero, Annarita riesce ad equilibrare matematica e poesia, emisfero destro ed emisfero sinistro del nostro cervello, quello materiale e quello meno materiale. Felice giornata.

  5. La vera innovazione è, infatti, nella mente di chi insegna.

    Questa frase di Annarita la trovo molto intensa ed all’ avanguardia.

    I “corsi e ricorsi storici” non sono, però, una legge universale, né tanto meno necessaria, però è una possibilità oggettiva.

    Sono pienamente d’ accordo se i corsi e ricorsi si presentassero alla stessa maniera sarebbe facile neutralizzarli.

    “In fondo ogni opera storica non fa che reinterpretare il passato. E quindi, da questo punto di vista, tutti gli storici sono revisionisti.

    Altra perla ricordata da Annarita, il revisionismo di comodo e di parte meglio lasciarlo perdere.

    Termino con un elogio alla serietà del sito ed alla preparazine unita alla sensibilità di Annarita Ruberto.

    Cordiali saluti.

  6. Caro Rino, non potevi affermare cosa più bella definendomi filantropa perché la filantropia è un valore che reputo indispensabile nella vita:)

    Ti ringrazio per avermi offerto la possibilità di un confronto su temi di importanza basilare nella formazione umana, e nello stesso tempo mi sento onorata per il fatto che tu abbia pensato a me.

    @Annamaria: ti ringrazio, ma non mi sento “esperta di altre discipline”. Sono e sarò sempre un’apprendista appassionata della conoscenza…

    @Pierluigi: grazie anche a te, fratellone virtuale. Sono perfettamente d’accordo con il tuo suggerimento di indirizzo didattico, mirato a “vedere la storia” nel suo percorso interno e dinamico di costruzione.

    @rosy: tu sei la donna delle meraviglie…Sono immensamente fortunata ad avere amici come voi.

    Un saluto affettuoso a tutti ed un ringraziamento speciale allo squisito padrone di casa.

    annarita

  7. Complimenti vivissimi per questa intervista chiara ed esaustiva con domande efficaci e dirette alle quali la prof. Annarita non si è sottratta. Sono rimasto soddisfatto ed affascinato dalle risposte di Annarita ma non posso fare testo in quanto non obiettivo, essendo un accanito lettore del suo blog. Sostengo e credo nelle sue metodologie frutto di esperienza e di studio non solo nel campo della matematica e della fisica. Un saluto per Gaspare e per la prof ringraziandoli per la loro ospitalità, collaborazione e redazione di questo post.
    Enzo

  8. Mi dispiace non aver trovato il mio commento che ho fatto ieri sera…c’è stato un problema di connessione e non me sono accorta, rimedio ora.
    Mi è proprio piaciuta questa intervista ad Annarita sia per le risposte che per le domande che le hai rivolto.
    Il modo brillante di rispondere alle tue domande mi ha permesso di rafforzare il parere che ho di Annarita e mi ha dato modo di riflettere su alcuni punti, uno in particolare, che la mia grande passione, la storia locale, ha una grande importanza sulla coscienza storica:

    “Avere coscienza storica significa avere coscienza di sé come uomo e coscienza degli altri, attraverso la comprensione delle azioni svolte dagli uomini nel loro tempo.”

    Grazie Annarita e grazie Gaspare, per ciò che scrivete. Roberta.

  9. Teoderica: benvenuta e grazie per partecipare ai commenti. La Storia dovrebbe insegnarci e noi dovremmo avere l’umiltà di ricevere da lei, ma spesso i nostri sentimenti non lo permettono, cosicché l’uomo ripete spesso gli stessi errori. Buona serata.
    Annarita: grazie ancora e grazie per essere presente nei commenti, te ne sono riconoscente. Un abbraccio.
    Enzo: benvenuto; concordo con te, e di una cosa sono certo, della professionalità ed esperienza di Annarita. Grazie per partecipare. A presto.
    Roberta: importante, necessaria, essenziale avere una coscienza storica e… ciascuno di noi dovrebbe essere capace sia trasmetterla che riceverla. Un caro saluto e un grazie per riportare l’intervista nel tuo blog.

  10. Sei sempre troppo gentile con me rino.
    roberta.

  11. Trovo sempre interessanti i commenti di Annarita, questa intervista mi ha permesso di comprendere di avere vicino a me, metaforicamente parlando, persone che amano e riescono a trasmette l’amore e la passione per ciò che si fa.
    Grazie Annarita e grazie a Rino.
    Felice serata,
    Tiziana.

  12. Una intervista davvero interessante su una tematica importante e pregnante sul piano generale e non sempre facile nell’approccio didattico.
    Annarita la affronta in modo rigoroso e scientifico, sviscerando ogni aspetto con precisione e puntualità.
    Credo anch’io nella storia come storia dei popoli, delle loro difficoltà, delle loro conquiste e scoperte, delle loro innovazioni…
    Condivido l’idea di una didattica attiva, dinamica, che promuova la ricerca storica attraverso la lettura della realtà, la formulazione di ipotesi, la ricerca di prove, il confronto, l’interpretazione…
    Una condivisione in toto quindi, ma da entusiasta fan di Annarita, non poteva essere altrimenti.
    Un grazie a Gaspare per aver condiviso la conversazione!
    france

  13. Roberta: un caro saluto.
    Tizy: anche tu metti amore e passione in ciò che fai, lo abbiamo visto dai tuoi articoli che ho pubblicato. Un abbraccio.
    France: benvenuta e grazie per commentare. L’insegnamento della Storia non è facile, non è semplice attrarre l’attenzione dei giovani su argomenti che, a loro avviso, hanno nulla a che fare con la realtà. E allora bisogna trovare un metodo, idee, spunti affinché sia studiata con interesse, con curiostà, riuscire ad avvicinarli a fatti, avvenimenti di un passato che ancora oggi è presente: l’insegnante riveste un ruolo più che essenziale. E Annarita, nelle sue materie, anch’esse spesso fuggite, ha la capacità di renderle piacevoli. Buona giornata.

  14. Annarita è una persona di cui apprezzo l’entusiasmo per l’insegnamento, l’attenzione alle nuove metodiche e la grande cultura.
    L’intervista è interessante e pone quesiti che riguardano una materia di studio che non è quella specifica della Matematica e della Scienza. La risposta alla prima domanda, tanto ben articolata, è una riprova della grande disposizione e delle capacità dell’amica, peraltro anche sensibile poetessa.
    Ottimo scambio tra chi ha posto attenzione alle domande ed alle risposte, foriere di un incoraggiamento allo studio, ed entusiasmo di cui abbiamo bisogno anche noi che non insegniamo.
    Vi ringrazio di cuore.
    Un saluto ad entrambi.
    Sabina

  15. Sabina: benvenuta e grazie per apprezzare sia le mie umili domande che le significative risposte di Annarita. Hai ragione quando parli della sensibilità di Annarita, dopotutto solo un cuore sensibile e aperto può capire i giovani di oggi e agire di conseguenza per migliorare l’insegnamento. Una buona giornata.

  16. Molto stimolanti le domande ed esaustive e documentate le risposte.
    Inoltre, apprezzo davvero che si interessi di storia Annarita, una persona quindi che professionalmente parlando, si trova in fondo su altro versante.
    Eppure, mi pare che lei abbia recepito al meglio la lezione di Gramsci (non a caso da lei citato) che si chiedeva: “Come saldare il presente all’avvenire, soddisfacendo le urgenti necessità del presente e utilmente lavorando per creare e “anticipare” l’avvenire?”
    E’ infatti quella la preoccupazione, anzi il vero e proprio assillo dello storico (ed anche del filosofo).
    Perchè senza una “saldatura” pratico-ideale con le varie dimensioni del tempo e della conoscenza, la vita degli esseri umani rimane scissa in sè stessa e può condurre a sempre nuovi orrori, alienazione e solitudine.
    Lo stesso revisionismo storico cui si fa riferimento nell’intervista, rientra tra le conseguenze negative di una saldatura non avvenuta.
    Ma come scriveva Gramsci al figlio Delio, la storia “riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi.”
    Di questo “progetto” fa parte certo (come risulta dall’intervista nonchè da alcuni commenti) anche un insegnamento della storia non nozionistico bensì aperto alle varie mentalità, ai saperi ed alle tecniche che l’umanità ha sviluppato nel corso del tempo.
    Di nuovo complimenti e… scusate la lunghezza!

  17. Riccardo: benvenuto e grazie anche a te per l’interessante commento. È interessante notare come una professoressa di matematica e scienze affronta il tema storico, certi problemi di memoria, di revisionismo, di insegnamento. E mi sembra Annarita abbia dato risposte davvero professionali. Buona serata.

  18. @teoderica: Teo mi fa piacere che tu concordi con i miei punti di vista. D’altronde non è una novità, date le affinità che ci legano:)

    @Enzo: Enzino, sei tra i lettori ed amici più affezionati…quindi hai ragione: non fai testo;)
    Battuta a parte, grazie della tua presenza:)

    @gturs: Rob, come non concordare sul fatto che la storia locale influisca in modo importante sulla formazione della coscienza storica? Sei molto brava nella conduzione del tuo blog, che valorizza efficacemente la storia locale della tua Isolabona:)

    @Tizy: ti ringrazio per l’apprezzamento. Dalla lettura dei tuoi commenti qui da Rino, ho intuito che sei una persona dotata di una sensibilità spiccata. Passerò a visitare il tuo blog:) A presto!

    @France: la condivisione è un valore che ci ha sempre legato, ergo il tuo commento è in linea con il nostro modo di concepire la didattica e il valore della conoscenza in senso lato.

    @Sabina: sei una persona speciale, per cui, pur non essendo insegnante per mestiere, sei dotata di quella particolare sensibilità che dovrebbe essere una delle prerogative del vero insegnante.

    @Riccardo: felice di fare la tua conoscenza. Concordo in toto con il tuo commento. In particolare, condivido il passaggio della lettera di Gramsci al figlio Delio, da te citato.
    Il tuo commento non è stato “lungo”, ma signifcativo e ben equilibrato. Passerò anche da te per conoscere il tuo blog:)

    Un ringraziamento sincero a tutti, e uno peciale, ancora una volta, al caro Rino.

  19. Annarita è veramente una persona colta, riflessiva e carica di entusiasmo. Leggo con frequenza i suoi post e quel che noto è che non si ferma mai al dato puramente scientifico : c’è sempre una grande sensibilità, una grande umanità che la contraddistingue. Forse è per questo che tante cose che lei spiega, alla fine, risultano di accessibile comprensione anche per me che nella mia carriera di studente ho sempre avuto qualche difficoltà nello studio delle materie scientifiche e, in particolare della matematica. E poi volevo aggiungere anche i miei complimenti per l’intervistatore che ha sapientemente innescato un dialogo variegato e interessante. Che dire…son veramente felice di essere passato da queste parti. Un salutone a tutti voi, Fabio

  20. Fabio: benvenuto e grazie per l’interessante commento. Mi associo alle tue giuste riflessioni, Annarita è davvero una persona speciale. Buona serata.

  21. Ciao, Fabione. Il tuo commento mi ha fatto molto piacere perché sei una persona particolarmente sensibile e umana, oltre che preparata.

    Sono felice che tu sia venuto qui, perché il blog di Rino è veramente un angolo speciale!

    Un abbraccio a te e a Rino.
    annarita

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