Un popolo civile è – anche, ma non solo – un popolo che ricorda il passato senza criticarlo, accettandolo così come è avvenuto, servendosi degli eventuali errori per correggere il presente e preparare un futuro migliore per sé stessi e per i propri figli.
E le tradizioni rivestono un’importanza davvero necessaria per tramandare la memoria di mestieri, professioni, usi e costumi, memoria da rinfrescare spesso affinché non si perdano valori che fanno parte del nostro bagaglio storico-culturale.
Ben vengano, dunque, rappresentazioni, raffigurazioni, eventi che specificano, risaltano e trasmettono particolari di un passato che spesso dimentichiamo e che è stato parte del nostro sviluppo, parte del continuum storico.
Di seguito, alcune immagini che vogliono mostrare, nei limiti del possibile, il quotidiano ai tempi della nascita di Gesù di Nazareth, immagini scattate nel dicembre del 2007 in Sicilia nella bella cittadina di Salemi, in provincia di Trapani.
*****
















6 ottobre 2009 at 1:23 pm
le tradizioni, la memoria del passato, sono fondamentali per vivere in armonia con noi stessi e con il tempo che viviamo. penso che sia come l’importanza del pane nella nostra vita quotidiana.
un caro saluto
6 ottobre 2009 at 1:34 pm
Francesca: ben dici, le tradizioni sono la nostra memoria storica, il passato che, sotto certi aspetti, vive dentro di noi. Grazie, un buon pomeriggio.
7 ottobre 2009 at 12:31 am
Caro Rino,
questo post, nella sua essenzialità, offrirebbe diversi stimoli.
Mi limito però ad osservare la prima foto e da questa ripenso ai panni stesi ad asciugare al vento fuori da un casale nel piacentino che recentemente hanno sollecitato la mia memoria… e in ciò avverto la potenza della tradizione che, in qualche luogo, ancora è viva come in passato!
Tradizione come insieme di insegnamenti non scritti, non codificati, ma basati sulla pratica quotidiana, su gesti e parole che diventano quasi una parte del proprio DNA… e che, ad un certo punto, si tende a ricercare o a riscoprire.
Ma anche tradizione che lentamente si è trasformata per dar spazio a nuovi stili di vita, a nuove professioni (i mestieri sono quasi pressoché scomparsi…). Ma questa è l’innovazione, la modernità.
Forse tutto sta nel cercare il giusto equilibrio fra passato e presente per la costruzione di un futuro migliorabile.
Grazie sempre per il training al pensiero e alla riflessione che offri.
Un abbraccio e l’augurio di una serena giornata.
Stefi
7 ottobre 2009 at 3:44 am
Stefi: interessante pensiero il tuo. Ma c’è una cosa che, mi preoccupa, e sono quelle persone che rifiutano il passato, che lo gettano alle spalle come un peso inutile e senza senso, quelle persone che lottano per disfarsi delle proprie tradizioni. Noi siamo frutto del nostro passato come esseri umani, siamo frutto delle decisioni dei nostri padri e dei nostri nonni, siamo frutto delle loro/nostre idee, dei sogni infranti e dei sogni realizzati.
Al tutto, come ben dici, bisognerebbe trovare un equilibrio, quell’equilibrio dei sentimenti che ci permette guardare a ieri per vivere l’oggi, quell’equilibrio che inizia col conoscerci e accettarci così come siamo, quell’equilibrio che ci serve per migliorare il presente.
Grazie per lo spunto. Un caro saluto.