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Sep 232009
 

Qualche giorno fa ebbi il piacere di conoscere, prima tramite un commento a un mio post, poi per mezzo di una serie di mail, la professoressa Bianca Maria Rizzoli, che insegna moda. Ebbene, la invitati a scrivere una serie di articoli sul costume, sull’abbigliamento e via dicendo, nella Storia moderna. Il primo è dedicato alla nascita del pantalone.                                                                                                                                                                                                                         

Francia fine 1700, SanculottoNel 1789 scoppia la Rivoluzione francese

È una data importante per la storia della moda perché segna il definitivo distacco tra gli abiti del passato e quelli a cui noi siamo abituati. Infatti, la prima legge approvata dall’Assemblea Costituente riguarda proprio il modo di vestire. La legge abolisce le Disposizioni Suntuarie, vecchie di secoli, che limitavano l’uso di tessuti o mode per le categorie sociali che non entravano nella sfera aristocratica, e dichiara che ogni cittadino può vestirsi come meglio crede. 

I rivoluzionari rifiutano comunque di indossare capi d’abbigliamento che ricordino l’odiata aristocrazia. Via le parrucche incipriate, via i gioielli preziosi e i pizzi. 

All’epoca dell’Ancien Régime chi era dedito a lavori manuali, non portava la culotte, ossia i pantaloncini al ginocchio che caratterizzavano le vesti della nobiltà, ma indossava pantaloni lunghi e giacca corta. 

L’uso del pantalone diventa la bandiera dei rivoluzionari che lo identificano, assieme al berretto frigio, con la loro libertà e dignità e con la fine della schiavitù. Chi si veste in tal modo è chiamato sans-culotte, sanculotto. Questo tipo di abbigliamento è ovviamente avversato da tutte le monarchie d’Europa che si affrettano a reprimerlo con multe o pubblici tagli di pantaloni lunghi. 

Passata la bufera rivoluzionaria, l’indumento rimane, diventando l’uniforme della nuova classe emergente, la borghesia.

(Bianca Maria Rizzoli)


Comments

  12 Responses to “La nascita del pantalone nell'età moderna”

  1. Ciao Rino,
    curioso notare come la prima legge rivoluzionaria riguardi proprio l’abbigliamento!! Un intervento simbolicamente forte in quanto il vestito è l’aspetto esteriore di ciascuno di noi che per primo ed anche da lontano, viene percepito dagli altri..
    Finalmente ho capito il perché dell’appellativo: “sanculotti”!
    Grazie a te ed alla gentile professoressa Rizzoli che spero ci permetta di scoprire altri aspetti dei costumi passati.
    Buona serata

    Stefi

  2. Bianca: grazie a te per desiderare collaborare e compartire le tue esperienze. A presto.
    Stefi: grazie, carissima. Allora come oggi, il costume, la moda, l’abbigliamento ci evidenzia e ci contraddistingue. E la storia della moda ce lo dimostra, la sua evoluzione, le sue particolarità, il suo millenario percorso. Spero ospitare ben presto altri interventi di Bianca. Un caro saluto.

  3. Ciao rino, che bello leggere la storia del nostro quotidiano vivere, sono particolari importanti.
    I cambiamenti del modo di vivere hanno sicuramente contribuito a modificare anche il modo di pensare…….
    Ciao rino e a presto, roberta

  4. post molto molto interessante, grazie a rino ed alla dottoressa rizzoli.
    Bel modo per far interessare, noi ignoranti, alla storia
    grazie

  5. Roberta: certamente, nella moda risalta e si evidenza il nostro modo di pensare, agire, di considerare la vita. I costumi possono essere punto di partenza per indagare – anche, ma non solo – la mentalità di un’epoca. Grazie. Buona serata.
    Roberta: basta poco, basta uno spunto, un aneddoto, un piccolo fatto per incuriosire e indurci ad approfondire un dato argomento. E alla fine, magari, si ha un quadro quanto meno generale di una data caratteristica storica. Grazie per commentare. Felice serata.

  6. Post interessante ed istruttivo.

    Il pantalone ha anche ascendenti più antichi (metà del ’500), risalenti a quel tal Pantalone della Commedia dell’Arte, se non vado errata, che vestiva in modo eccentrico con una calzamaglia lunga sino alle caviglie:)

    La moda dei pantaloni moderni a “tubo di stufa” fu lanciata verso la metà dell’800 da Lord Brummel.

    Un abbraccione.
    annarita:)

  7. Grazie per la tua presenza Annarita. Un abbraccio anche a te.

  8. “e dichiara che ogni cittadino può vestirsi come meglio crede”
    Interessantissimo, questa proprio non la sapevo.

  9. Alberto: fatti e misfatti di un passato che, talvolta, sembra ancora persistere, magari sotto altre forme e maniere. Buona serata domenicale.

  10. Ecco l’articolo di cui mi parlavi, lo passero’ a mia figlia perche’ mi sembra molto semplice ed interessante (come sempre).
    Grazie Rino e Bianca
    Dona

  11. [...] 5 Novembre, 2009 di babilonia61 La Storia può essere narrata da diversa angolatura: politica, sociale, religiosa, antropologica, culturale, e via dicendo, tutte sfaccettature di uno stesso racconto, di uno stesso continuum. In un commento a un articolo precedente (qua), la professoressa Cristina Galizia lanciò l’idea di raccontarla attraverso la moda, l’evoluzione dei costumi, ripercorrere, cioè, alcune caratteristiche storiche alla luce degli abbigliamenti, dello stile, del modo di vestire. E allora mi viene subito in mente l’Arte, gli artisti, quegli artisti che tramite i loro quadri ci permettono prendere visione di usi e costumi d’altri tempi. Tele che ci segnalano, per esempio, le acconciature femminili, le suppellettili, gli abiti, in quel Rinascimento che grande influenza ebbe – anche, ma non solo – sul costume. Medesima cosa si potrà affermare con i dipinti di Vermeer, dove il pittore rappresentava la borghesia olandese del XVII secolo, borghesia frutto degli scambi commerciali con oriente e occidente. La moda racconterà in tal caso particolari della storia delle colonie americane, così come dell’influenza orientale, racconterà dei colori in voga, degli abiti, degli accessori, … per non dimenticare il lusso e lo sfarzo francese che cercava di diffondersi per l’Europa intera. Il Settecento sarà invece un periodo che segnerà in Francia un “prima della rivoluzione” e un “dopo la rivoluzione”: la moda romperà dei confini e sarà pronta ad accogliere le innovazioni politiche-culturali-sociali del XVIII secolo, dell’Illuminismo, del nuovo modo di vedere e vivere la vita. La Storia influirà nei costumi e i costumi paleseranno le nuove ideologie. Ricordiamo brevemente la nascita dei pantaloni di cui ci ha parlato la professoressa Bianca Maria Rizzoli in un articolo precedente (qua). [...]

  12. [...] rivoluzione industriale inglese del Settecento, e la Rivoluzione Francese, modificarono solo in parte le distinzioni sociali di cui sopra. Durante [...]

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