Divulgando la Storia

Acquaiolo di Siviglia, Velazquez, 1620Parliamoci chiaro, la Storia è un’entità viva, è un’essenza che respira, che parla, che ascolta, che comunica, è un essere che ha una indelebile memoria. Anzi, vive della propria memoria, vive dei propri ricordi.
Diceva il Santayana: Coloro che non ricordano il passato, saranno condannati a viverlo di nuovo.
E allora penso sia giunto il momento di conoscere questa Storia, questa Signora che ci cammina intorno, che ci accompagna giorno e notte, che a volte si ribella in Asia a volte in Africa, a volte si appacifica in Europa, a volte si nasconde in Australia, a volte addirittura cambia volto in America. Eppure è sempre con noi, in un vicolo buio ad aspettare con un colpo in canna, in una piazza dietro un corteo a prima vista pacifico, in un’immagine di una donna violentata dalla repressione, in un urlo dedicato alla libertà. Prepotente ci segue, e non ce ne accorgiamo, anzi la fuggiamo spaventati.
Ecco perché è bene sapere con chi si ha da fare.

Ragiono dunque che bisogna farla uscire dai licei, dalle università, dalle istituzioni, farla scendere dal piedistallo che gli studiosi gli hanno dato, liberarla da tutti quei termini altisonanti, da quei concetti misteriosi e indecifrabili che solo gli addetti ai lavori penetrano.
Ma servono due elementi affinché accada tutti ciò. Uno è la curiosità, l’altro è la passione.
Se non c’è curiosità non c’è ricerca, se non c’è passione non c’è conoscenza. Due elementi che vanno mano nella mano, che passeggiano insieme. Sì, passeggiano, perché la Storia deve passeggiare con noi, deve essere nostra amica, consigliera, deve incoraggiarci, e nello stesso tempo dobbiamo comprenderla.

Comprenderla, non criticarla, giacché non va giudicata. Ogni episodio, ogni avvenimento, ogni misfatto va inquadrato nel corrispondente periodo di tempo, in quella corrispondente struttura mentale, ogni periodo va studiato come parte di un continuum. Marc Bloch diceva che è facile giudicare col senno di poi, è facile dire io avrei fatto così, avrei preso queste e quelle decisioni: Malauguratamente, a forza di giudicare, si finisce, quasi fatalmente, per perdere persino il gusto di spiegare. Siccome le passioni del passato mescolano i loro riflessi ai preconcetti del presente, la realtà umana non è più che un quadro in bianco e nero.
Mai e poi mai aborrire eventi che hanno caratterizzato il nostro percorso evolutivo, mai gettare pietre al passato, mai rifiutare ciò che ancora oggi ci fa vivere. La Storia, ripeto, va compresa.

Abbiamo or ora introdotto il concetto di continuum, visto che la Storia è collegata, momento attuale a momento Maitre du Jugement de Salomon, Les Philosophes (1615-1625)precedente, momento precedente a momento remoto. La Storia è un tutt’uno che non si può separare, neanche per studiarlo isolatamente, non lo penetreremo mai. E ancor più: la Storia è globale, avvenimenti accaduti in Italia, in un certo qual modo, hanno ripercussioni o radici o legami con altri avvenuti vuoi nei Paesi limitrofi vuoi in quelli distanti. Osservo allora che si dovrebbe integrare lo studio della Storia europea con quella americana, indiana, cinese, e via dicendo, magari un’infarinatura, magari nelle linee generali.

Una buona civilizzazione inizia da una buona coscienza storica, dall’accertare da dove veniamo, chi siamo stati. Mio nonno insisteva che per conoscere me bisognava conoscere mio padre, lui, suo padre, il padre di suo padre, bisognava conoscere il passato recente e il passato remoto, bisognava, asseriva con forza, conoscere i miei avi e la storia del loro dintorno. E io, tu, tutti, siamo frutto delle decisioni prese ieri e l’altro ieri, siamo frutto delle loro idee, così come i nostri figli saranno e sono il frutto di questa nostra società.

E allora abbiamo bisogno che sia a noi più vicina, che coloro che la insegnano siano capaci di attirare curiosità e passione dello studente, delle persone in generale. Il divulgatore si servirà di immagini, slides, si servirà di video, si servirà di aneddoti, si spiegherà con parole semplici e facili. Adopererà una saggistica chiara, si avvarrà di congressi, conferenze, tavole rotonde aperte e adatte a tutti i tipi di pubblico, utilizzerà i media, la rete, i social network, i siti e i blog, impiegherà tutti quei mezzi che l’evoluzione storica, che la stessa Storia, ci ha messo a disposizione affinché la sua memoria sia tramandata, perpetuata.
Giacché la Storia è un essere vivo.


11 Risposte to “Divulgando la Storia”

  • Dona

    Eccome se si e’ sentita la tua passione! Sai, spesso ho trovato, e non solamente parlando di storia, che chi ha delle conoscenze specifiche tende a parlarne solamente al pubblicco “addetto ai lavori” spesso con termini che non accomunano ma piuttosto sono propensi a creare “club di nicchia”. Costoro lo fanno perche’ pensano che agli altri non puo’ interessare o lo fanno perche’ son gelosi delle loro conoscenze?
    Cinque stelle a questo post!
    (A proposito di divulgazione delle conoscenze… come si fa ad applicare il “servizio stelline” e avviso via mail della presenza di nuovi commenti ad un determinato articolo” nel blog? :-) )
    Dona, aprofittando!

  • babilonia61

    Dona: compartire in modo semplice, agevole e comprensibile è stato sempre un fine che mi sono posto nella vita. A nessuno giova rivolgersi agli altri in maniera complicata, magari adoperando parole e concetti altisonanti: la vita è semplice e Lei stessa ce lo dimostra giorno dopo giorno. Un abbraccio e un sempre grazie.
    P.s.: le stelline le inserisci da: bacheca, ratings (a sinistra) e dopo settings; ricevere i commenti via mail, credo, devi segnalarli quando inserisci proprio un commento.

  • Dona

    Condivido appieno il tuo pensiero Rino e per fortuna che ci sono persone come te che amano la condivisione delle loro conoscenze. La vita e’ davvero meravigliosa e tutto cio’ che porta armonia la migliora.

    Ps: per le stelline ok, per mettere la sottoscrizione commenti via mail nel mio blog ci arrivero’… certo che ci arrivero’ :-)

    Grzie per l’aiuto e la pazienza

    Ciao ciao
    Dona

  • marina

    che bella dichiarazione d’amore alla Storia!
    marina

  • babilonia61

    Dona: grazie, a presto leggerci.
    Marina: ahi! l’amore che cos’è! Baci.

  • Artemisia

    Ce ne fossero tanti di divulgatori come te!
    Grande, Rino! Condivido anche quando scrivi “A nessuno giova rivolgersi agli altri in maniera complicata”. Ed invece quanti si compiacciono di sentirsi parlare piu’ che di farsi capire!
    Ciao,
    Artemisia

  • babilonia61

    Artemisia: grazie, hai ragione, dopotutto è dalla semplicità della vita che si comprende meglio l’essenza della stessa vita. Buona serata.

  • Domenico Ottoveggio

    E’ dei veri maestri la capacità di stimolare la curiosità e la passione per la conoscenza ma solo la modestia e l’amore con la quale desiderano divulgarla li fa grandi come te.
    Grazie Rino.
    Mimmo, studente curioso :-)

  • babilonia61

    Domenico: mi lusinghi… Ti ringrazio per seguirmi con assiduità. Una felice giornata.

  • Calogero Armato

    Carissimo Gaspa-rino, un po’ per curiosità e un po’ per sincera simpatia nei confronti di questa tua passione genuinamente espressa, di tanto in tanto mi prude la mente e sento il desiderio di commentare i tuoi articoli. Ritengo che a parlare della storia sia come confrontarsi in un campo neutro, fuori dalle dispute correnti. Questo permette di esprimerci in piena libertà senza incorrere nel rischio di disturbare i contemporanei. Al tempo stesso, però, data la ripetitività umana, certi argomenti ci danno la possibilità di commentare anche il presente. Per questo sarebbe interessante andare a scovare quei casi paralleli della storia che con le stesse dinamiche ritroviamo monotonamente nelle vicende attuali. Tanti grandi letterati hanno operato così, Manzoni a parte. Ti ringrazio comunque per questa tua stimolazione appassionata e costante alla quale spero poter dare il mio piccolissimo sostegno propositivo. buon lavoro, Calogero

  • babilonia61

    Calogero: grazie, i tuoi interventi sono particolarmente graditi. Purtroppo ahimè, trattare di storia non è facile, specialmente di quella storia contemporanea che tuttavia cammina accanto a noi. Vi sono popoli e nazioni che “digeriscono” il passato in modo più o meno indolore, altri che si arroventano e lo disprezzano come fosse un qualcosa da sfuggire e rifiutare, altri ancora lo fanno proprio e vanno avanti. Eppure fa parte del nostro essere, dei nostri errori, del nostro bagaglio culturale, del nostro passato ma, forse soprattutto, del nostro presente. Giacché il risultato delle decisioni di ieri sono i frutti di oggi, così come le decisioni di oggi saranno lo svolgersi dei futuri avvenimenti. Ma l’uomo sembra non aver capito che potrebbe migliorarsi dando un attento sguardo al suo trascorso, magari analizzandolo con cura, distaccandosi, magari rivolgendogli più attenzione per evitare di ripetere ciò che non si dovrebbe ripetere.
    Grazie ancora.
    Un caro saluto.

Una tua opinione sarà gradita

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 48 other followers