La storia fra libri e blog

Bruegel il Vecchio, Torre di Babele, 1563I torchi gutenberghiani della seconda metà del 1400 favorirono la diffusione della cultura e resero disponibili i libri a una maggiore quantità di persone. Cambiò il modo di leggere, si passò da una lettura ad alta voce a una lettura silenziosa, da un approccio collettivo a un approccio personale del testo, l’uomo acquistò potere scegliendo i suoi libri.
Da oltre una decina di anni, la rete, internet sta modificando e modificherà ancor più il nostro modo di relazionarci con uno scritto, i pc, con il suo schermo, sono già i supporti dove scorrere con gli occhi migliaia di informazioni. E da qui i siti web, i social network, i blog e via dicendo, oramai realtà tangibile, concreta, realtà universale e cosmopolita.
Allora rifletto che la Storia, materia di studio essenziale e necessaria nelle scuole per conservare il nostro passato, potrebbe essere maggiormente diffusa e compresa attraverso tale nuovo medio, attraverso i blog che dovrebbero dare un utile appoggio all’apprendimento. Ma i libri restano – almeno per il momento -, restano per approfondire argomenti trattati in rete, restano per essere interrogati con precisione, restano perché fanno parte della nostra memoria storica, restano perché sono la vera base della nostra conoscenza.

Tuttavia, è anche noto che i blog offrono la possibilità di navigare, di girovagare tramite link, foto, collegamenti che portano ad altri siti, affinché si possa avere un quadro generale. E poi si sa, le immagini s’imprimono con più facilità nella nostra mente, lo schermo con i suoi colori cattura facilmente il nostro interesse. Possono essere aperti e condotti da chiunque, anche da chi non ha esperienza tecnica, da tutti coloro che hanno un qualcosa da dire, da compartire, magari parlando di Storia locale, di Storia romana, o addirittura di Storia del Costume. I blog posseggono inoltre un’altra dote, quella di essere interrogati, di inter-comunicare, scambiare opinioni, nei blog si può palesare un dubbio a cui tutti possono partecipare, nei blog si può riflettere per giungere a una conclusione collettiva o personale. Tutto ciò è materia viva, è cultura in movimento, è vita sociale. È il futuro dell’informazione.

 


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