Quando nel 1661 il cardinale Mazzarino (1602-1661), voluto primo ministro dalla regina Anna d’Austria nel 1643 alla morte di suo marito Luigi XIII, lascia il corpo fisico, Luigi XIV (1638-1715) prende il controllo diretto del governo, in quella Francia in cui Richelieu aveva avviato un programma di rafforzamento dell’autorità regia.
Il giovane re, addottrinato dal cardinale, seguì con l’idea di accentrare nelle sue mani quanto più potere possibile. Fra le tante disposizioni declassò il ruolo dei parlamentari, limitò le attività politiche della nobiltà, tentò una riforma del sistema giuridico. Riorganizzò e potenziò l’esercito, uno dei migliori del tempo, aumentando le imposte e favorendo una politica mercantilista, favorendo la produzione e l’esportazione di prodotti di origine francese.
Durante il suo regno combatté varie guerre che miravano al rafforzamento territoriale e politico, ricordiamo quella di Devoluzione contro la Spagna (1665-1668); il conflitto contro l’Olanda e la stessa Spagna fra il 1675 e il 1678; le ostilità della Lega di Augusta (1689-1697), in cui Spagna, Svezia, Olanda, Inghilterra, Austria e Savoia si opponevano alle sue mire egemoniche; la guerra di Secessione spagnola (1701- 1714/1715).
Il modello assolutistico di Luigi XIV fu preso d’esempio da vari regnanti europei.
Pietro I di Russia (1672-1725) tentò modernizzare il suo stato, creando un esercito permanente, favorendo la produzione nazionale e mettendo imposte sulle importazioni, riorganizzando l’apparato amministrativo, riunendo il potere nelle sue mani togliendolo ai boiardi – i nobili proprietari terrieri russi. Malgrado le trasformazioni tecniche apportate, la struttura sociale dello stato rimase arretrata.
Con la stessa idea giocava Federico Guglielmo I (1688-1740) nella sua Prussia, desiderando rafforzare il sistema fiscale e ristrutturare l’esercito per renderlo efficiente e dinamico, riuscendo a creare una potenza di circa 80.000 uomini al suo servizio, e fondando addirittura un Plankammer (gabinetto di carte), con successivamente un corpo di ingegneri (Ingenieurkorps) per, anche ma non solo, rilevamenti topografici. Centralizzò l’amministrazione finanziaria e risanò il debito statale. Anch’egli, come Luigi XIV e Pietro I, diede impulso all’industria nazionale a discapito delle importazioni. Rese obbligatoria l’istruzione elementare.











17 luglio 2009 at 10:59 am
Rieccomi, speriamo con più continuità. Tu ceselli, incastoni la storia con quadri e quadretti, che al tirar delle somme ci danno una visione d’assieme assai plausibile. La storia è fatta anche di piccole cose, di notizie varie, che ci danno una visione più reale di quella offertaci dai grandi critici, che descrivono i massimi sistemi, ma non ci fanno vedere come si viveva e quello che si faceva di concreto. Tu ci riesci, Rino, e ti dobbiamo sempre ringraziare. Un abbraccio.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
17 luglio 2009 at 11:44 am
Dovresti fare il professore di storia…
Io ho incontrato persone che non sono riuscite a far scattare in me l’interesse… Dopo quanche anno ho capito cosa mi ero perso e mi sono iscritto all’Università per rimediare… Per me è la materia migliore del mondo…
Complimenti anche da parte mia…
17 luglio 2009 at 2:43 pm
Ubaldo: grazie a te per leggermi. Un buon pomeriggio e un’estate ricca di piacevole letture. A presto.
Bornin: hai ragione quando dici che la Storia è una delle più belle materie, specialmente quando si inizia ad avere una visione d’insieme e si possono collegare fatti e misfatti, quando la si può vedere come un continuum che evoluziona, quando la si può analizzare – per quanto possibile – ex partis. E allora la Storia affascina, prende per mano, ci racconta dei nostri avi, ci porta verso la scienza, la letteratura, la geografia, la pittura, ci induce ad approfondire personaggi che, magari a prima vista, sembrano secondari e alla fine si rivelano elementi essenziali nello sviluppo di un dato argomento, ma anche quando ci porta a interrogare un contadino o un semplice cittadino, intrufolandoci nelle loro case e sbirciando come vivevano. Ecco, questa per me è Storia, Storia con la esse maiuscola. Grazie ancora per lo spunto riflessivo. Un saluto pomeridiano.
17 luglio 2009 at 4:49 pm
la fluidità e la capacità di essere esatto senza essere pedante fanno di te un grande maestro!
marina
17 luglio 2009 at 9:16 pm
Marina: mi lusinghi… divento rosso
Un abbraccio.
18 luglio 2009 at 8:35 am
tutto perfettamente spiegato!
ehi, Prof, sei una fonte inesauribile di storia e di vita.
grazie
18 luglio 2009 at 11:00 pm
Mi associo a Marina!
Felice domenica Rino
Stefi
19 luglio 2009 at 6:51 am
Cristina: grazie, a buon rendere. Felice domenica.
Stefi: un forte abbraccio. Buona giornata.